MARTEDÌ DELLO XENO: I GORILLA-LUPI ALIENI

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO delle creature bestiali di cui non si conosce il nome, apparse nella commedia action-fantascientifica del 2011 “Attack the Block – Invasione Aliena”, scritta e diretta da Joe Cornish.

La miglior definizione che viene data di questi esseri è, cito testualmente, “gorilla-lupi alieni figli di p*ttana” e, per quanto volgare, è piuttosto calzante.

Nei maschi della specie, infatti, il folto pelo nero, la taglia e il peso sembrano corrispondere proprio a quelli dei gorilla. Però, a differenza dei primati nostrani, gli alieni hanno grossi artigli, la testa più incassata nel busto e una grossa bocca da cui fanno capolino delle inquietanti zanne bioluminescenti.
Sono invece privi di occhi, ma si muovono (e cacciano) senza problemi grazie a un finissimo senso dell’olfatto e a un sistema di ecolocalizzazione.

Le femmine, di cui sappiamo meno, sono invece più piccole e glabre.

Sarà proprio una di queste, precipitata sulla Terra su un meteorite, a dare inizio a una serie di eventi che causeranno non pochi problemi in un piccolo quartiere della periferia sud-ovest di Londra.

LA RELAZIONE TRA PUNK E POST-APOCALITTICO

 

Post apocalittico e punk: una relazione che ci accompagna da sempre.

“È vestito con pelle, borchie e ha una cresta colorata?
Allora è molto probabile che quello sia il cattivo dell’opera”.

Ma come è nato questo connubio?

Dobbiamo tornare agli anni ’60: momento di svolta per il mercato musicale, alla costante ricerca di nuovi talenti: i musicisti hanno una forte necessità di far sentire la propria voce e questo garantisce loro forza e purezza espressiva.

Il senso di ribellione e il disprezzo per tutto ciò che è mainstream si espande negli anni ’70: Ramones, Sex Pistols, Clash (solo per citarne alcuni) dominano la scena.
La musica inneggia alla disubbidienza e sbeffeggia ogni forma d’autorità. Combatte contro il sistema.

Lo stile punk si trasforma in un fenomeno dilagante e, paradossalmente, diventa moda.
Il suo stile viene anche rielaborato da sottoculture come rocker, biker e skinhead.
E proprio in questi anni arriva il punk cinematografico di Jubilee di Derek Jarman (un film surreale, dai tratti distopici). Un’apocalisse moderna con una sensazione di oppressione socio-politica che spingeva i punk alla rivolta.

Però è con Interceptor – Il guerriero della strada e Mad Max – Oltre la sfera del tuono, che si delinea meglio questa dinamica.

L’esperta costumista Norma Moriceau, incaricata di definire lo stile dei personaggi, aveva già lavorato sul set di “La grande truffa del rock’n’roll” (documentario che narrava la nascita, l’ascesa e il declino dei Sex Pistols).
La Moriceau, in accordo con Miller, decide quindi di fondere il post-apocalittico con l’ultimo decennio della sottocultura rock.

Uno stile che persiste ancora oggi.

MARTEDÌ DELLO XENO: GLI ALIENI DI “SIGNS”

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, degli alieni misteriosi.

Tutto parte da una serie di cerchi nel grano.

Gli alieni di Signs, creati da M. Night Shyamalan, sono sempre fuoricampo.
Le figure si intravedono ma non vengono mai messe a fuoco.

Non sappiamo quale sia la loro provenienza né il loro habitat naturale ma hanno un fisico molto atletico, profondi occhi neri e artigli affilati.
La loro pelle cambia colore, permettendo così un’efficace mimetizzazione (tra l’altro, non indossano indumenti).

Ma ecco la vera particolarità: espellono gas dai polsi però sono vulnerabili all’acqua.

Questa caratteristica ha portato gli spettatori a farsi una domanda logica: perché, se sei allergico all’acqua, vieni proprio sulla Terra?

L’obiettivo di questi alieni non si sa ma, su di loro, ci sono le teorie più disparate.

– Diabolici scienziati che vogliono raccogliere umani per studiarli.

– Angeli dello spazio, “presenze” che ci supportano rimanendo sempre “nell’ombra”.

– Galeotti pericolosi: la Terra è talmente inospitale per questa razza, che la società aliena dell’universo di Signs la sta usando come una specie di enorme prigione per i loro criminali.

FREEJACK – IN FUGA DAL FUTURO

 

Stamattina mi sono ricordata di “Freejack – In fuga nel futuro”.

Film del 1992, è ispirato al romanzo “Immortality”, di Robert Sheckley.

La trama mi è sempre piaciuta.

Siamo nel 1991 quando Alex si schianta in auto. Il suo corpo, però, svanisce nel nulla qualche secondo prima dell’impatto, rapito da una squadra di uomini del futuro, che lo trasportano nel lontano 2009.

Ci ritroviamo quindi in una New York non troppo distopica e dominata dal crimine, in cui gli abitanti sono alle prese con miseria e inquinamento.

Alex riesce a scappare dai suoi inseguitori e scopre di essere un “freejack”, cioè un corpo catturato nel passato con lo scopo di diventare un nuovo “contenitore” per le menti di ricchi potenti alla costante ricerca dell’immortalità.

Ecco, per onestà devo dire che la versione originale ebbe un esito disastroso durante la visione di prova.
Talmente pessima che il produttore fu costretto a rigirare circa il 40% del film.
E, comunque, non riscosse molto successo.

Il vero punto di forza è il cast: Anthony Hopkins, Jonathan Banks, Rene Russo e un inaspettato Mick Jagger, leader dei Rolling Stones, nel ruolo di un cacciatore di corpi.

INIZIARE CON WARHAMMER 40.000

Un viaggio attraverso il tetro e sanguinoso universo di Warhammer 40.000. Spiegazione semplice, da raccontare anche alla nonna.

Oggi un video diverso dal solito, nella speranza di essere d’aiuto a chi vuole provare a giocare a Warhammer 40.000.

Clicca qui per scaricare le regole base di Warhammer 40.000.

Vi lascio anche il link alla pagina Facebook della GW Milano, il mio store ufficiale di fiducia.

Vi segnalo anche la pagina Facebook del Cosmic Shop di Pavia, il mio negozio di riferimento.

Musica di sottofondo: Benjamin Tissot (Bensound) – Evolution https://www.bensound.com/

In collaborazione con la pagina Facebook de I Tremendi Dèi del Caos

MARTEDÌ DELLO XENO: I RODIANI

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, un alieno che SICURAMENTE ha sparato per secondo.

Originari del pianeta Rodia, i Rodiani sono dei rettiliani di colore verdastro.

Hanno grandi occhi in grado di vedere gli spettri infrarossi e piccole antenne sul cranio.
La loro pelle è rugosa e a volte assume tonalità gialle o turchesi. Le dita sono munite di ghiandole per la suzione; per questo motivo sarebbe molto difficile – per un umano – maneggiare un oggetto di fattura rodiana.

È una razza sensibile alla Forza, alcuni Jedi Rodiani hanno combattuto nelle Guerre dei Cloni ma, in generale, molti di loro si guadagnano da vivere come cacciatori di taglie.

Il più famoso?
Greedo, l’alieno ucciso da Han Solo, su Tatooine.

LLOYD, UN UOMO ALLA DERIVA (THE STAND)

 

Lloyd Henreid è un personaggio secondario – e antagonista – del romanzo “The Stand” di Stephen King.

Un criminale che, di certo, non spicca per intelligenza.

Alla vigilia dell’epidemia di super-influenza si imbatte in Andrew “Poke” Freeman, un detenuto pericoloso e crudele.
Alimentati da droga e alcolici, commettono vari reati minori fino all’assalto della stazione di servizio di Burrack.

La rapina va male: due clienti vengono uccisi, Poke viene colpito dagli agenti e Lloyd catturato e arrestato.
Detenuto in un’ala della prigione municipale di Phoenix, Lloyd si trova, ancora una volta, nel luogo sbagliato al momento sbagliato.

La super-influenza si abbatte sulla città, uccidendo tutte le guardie carcerarie e i detenuti. Tranne lui.
L’uomo viene, di fatto, dimenticato nella sua cella a morire di fame.

Lloyd prova a sopravvivere bevendo l’acqua del gabinetto, mangiando ratti e divorando, in preda alla disperazione, la gamba del suo compagno di cella.
Viene trovato mezzo morto da Randal Flagg che lo salva in cambio della sua fedeltà più totale.

Ma perché mi piace tanto?

Lloyd – che nella miniserie è interpretato magistralmente da Nat Wolff – è un uomo alla deriva.

Vittima di una società crudele e schiavo delle sue stesse debolezze e pulsioni.

È un corrotto, spaventato e senza direzione che vuole essere premiato e lodato per meriti che non gli appartengono.
Alla costante ricerca d’approvazione, si camuffa per non rivelare – nemmeno a se stesso – una triste verità: il suo stato di puro e semplice vittimismo.

È in un limbo, immobile.

A metà strada tra una forza di volontà troppo debole per permettergli di agire e un’apparenza errata, ma ormai radicata, che lo costringe a comportarsi come la persona che non è.

MARTEDÌ DELLO XENO: I DALEK

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, parliamo delle creature più pericolose dell’universo.

I Dalek sono i discendenti dei Kaled, provenienti dal pianeta Skaro.

Hanno combattuto i Signori del Tempo nell’Ultima Grande Guerra del Tempo, un conflitto terminato con il quasi totale annientamento di entrambe le razze.
Per questo motivo sono i più antichi – e frequenti – nemici del Dottor Who e lo affrontano in ogni sua incarnazione.

Sono detestati da chiunque, odiati e temuti dall’intero spazio-tempo.

Anche se i Dalek sembrano del tutto robotizzati, sono in realtà dei cyborg, con un corpo biologico gelatinoso racchiuso e supportato da un guscio protettivo esterno fatto di metallo. A differenza dei loro antenati, hanno perso ogni aspetto umanoide ad eccezione dell’unico occhio che possiedono.

Il loro creatore è Davros: scienziato che ha tolto ai Kaled ogni genere di sentimento, esclusa la rabbia.

Non a caso, il loro motto è “STERMINARE”.

SONO MEDIA PARTNER DELL’11° MILANO WARGAMES!

 

💣 ANNUNCIO BOMBA 💣

Quest’anno sarò media partner ufficiale dell’11° Milano Wargames!

Sarà un’intera giornata dedicata a wargame, giochi da tavolo e di ruolo.
Come sempre ci saranno moltissimi espositori specializzati, tornei, tavoli demo, eventi vari e secchiate di miniature in ogni direzione!

Sono emozionata. In passato ci sono stata come visitatrice e ne ho un ricordo bellissimo.
Per ora posso dirvi solo che sarò in cosplay post-apocalittico e avrò con me i miei libri, “l’Età della polvere” e “Level Up!”. Ma il programma è ancora in definizione, quindi potrei annunciarvi altre sorprese in futuro.

L’appuntamento sarà il 27 novembre 2022 dalle 9.30 alle 19.00 presso il padiglione D del Parco Esposizioni di Novegro.
Seguiranno info più dettagliate (anche sulla vendita dei biglietti). Nel frattempo vi lascio qualche link utile:

Pagina Facebook dell’evento
Sito web del Parco Esposizioni di Novegro

FALLOUT 4: SCONTRO AD ALTA QUOTA

 

Eccomi con un altro racconto, stavolta su Fallout4.

Dovete sapere che io soffro di acrofobia, cioè la paura di cadere quando mi affaccio da un luogo elevato. Mi vengono le vertigini, la tachicardia e sento cedere le gambe.
Questa simpatica fobia mi ha abituata a rifuggire le grandi altezze e vivere serenamente in uno spazio compreso tra il piano terra e il quinto piano.

Ma veniamo a noi.

Devo liberare una zona dai predoni e la mappa indica un luogo preciso, una fabbrica al centro del nulla.

Arrivo, perlustro con attenzione finché un proiettile mi pettina e capisco che mi stanno sparando dall’alto.

Entro ed elimino ogni creatura umana, mutante o robot: così, per andare sul sicuro. Con calma salgo i piani della grande struttura. Dietro di me, una scia di sangue e bulloni.

Mi trovo davanti a un portellone di sicurezza che conduce all’esterno. Esco.

Vedo una passerella, una guardiola e poi un altro lungo passaggio quasi verticale che mi condurrà in cima alla torre con il logo dell’azienda.
Rimangono due predoni: quello della guardiola lo elimino subito, l’altra se ne sta lassù in cima.

Le punterei un Fat-Man addosso, se ne avessi uno ma devo salire. Non c’è scelta.

La prima rampa, tutto sommato, va bene.
La seconda, no.

Mi guardo in giro e sento le mani sudare, i tasti scivolano via dalle dita. Con una pendenza del 96% e il vuoto che mi circonda, mi chiedo se sia il caso di lasciarmi morire lì.
Se davvero ho voglia di uccidere quella predona che magari, a casa, ha anche una famiglia che la aspetta.

La mia pietà non viene ripagata: vengo colpita a una gamba. Attaccandomi alla ringhiera tentenno in avanti, un passetto alla volta.
Lei mi carica e inizia il combattimento.

Nella ferocia dell’azione rimaniamo buggate tra il giaciglio della tizia e la grata di ferro rugginoso. Iniziamo a vorticare tra il metallo e il vuoto cosmico.

Riprendo il controllo dopo svariati secondi di puro terrore giusto in tempo per lanciarla giù e usare il Pip-Boy che mi permetterà di teletrasportarmi lontano da quel posto oscenamente alto.

La schermata di caricamento termina: sono al sicuro.

Poso il Pip-Boy e vengo mangiata da un Ratto Talpa radioattivo.

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