UN “RIPASSONE” SU INDIANA JONES

 

Nel 2023 uscirà il quinto capitolo della saga di Indiana Jones.

Non faccio previsioni ma sicuramente – a causa dell’effetto nostalgico, lo ammetto, – andrò a vederlo al cinema.

Nel frattempo ho raccolto qualche curiosità.
Così, per fare un ripassone generale.

– Il nome completo di Indiana Jones è: Henry Walton Jones Jr.
Viene detto nel primo episodio della serie TV “Le avventure del giovane Indiana Jones”.
Il soprannome “Indiana”, invece, gli è stato affibbiato dal padre ed è un omaggio al cane dell’archeologo.
George Lucas, in realtà, voleva chiamare il personaggio “Indiana Smith” (in onore del SUO cane) ma Spielberg giudicò il nome “troppo generico” e lo sostituì con Jones.

– Lucas voleva Tom Selleck come Indiana Jones.
Il regista aveva già lavorato con Harrison Ford in American Graffiti e nei primi Star Wars quindi voleva evitare di scritturare sempre la stessa persona. Selleck però era già sotto contratto per Magnum P.I. e fu costretto a rinunciare.

– Nel 2008 Ford fu eletto membro della “Board of Directors dell’Archaeological Institute of America” per aver contribuito a un boom di iscrizioni alle facoltà di archeologia.

– Spielberg ha usato ottomila serpenti veri per “I predatori dell’arca perduta”, veri insetti ne “Il tempio maledetto” e veri topi per le catacombe di “L’ultima crociata”.
Per riuscire a superare il disgusto di blatte e ragni che continuavano a infilarsi sotto i suoi vestiti, Kate Capshaw ha dovuto prendere diversi valium.

– Nel Pozzo delle Anime, su una colonna, c’è un geroglifico spaziale: le sagome di R2-D2 e C-3PO.

– Ne “Il tempio maledetto” la scena di apertura è ambientata in un locale di nome “Obi Wan”.

– Il famoso “cervello di scimmia semifreddo” è composto da crema pasticciera e sciroppo di lamponi.

– Durante le riprese in Tunisia (scelta per rappresentare l’Egitto perché più economica) tutti gli interpreti e i tecnici dovettero fare i conti con gli effetti collaterali della cucina locale.
La scena in cui Indiana Jones spara al guerriero (durante il duello) non era prevista dal copione. Harrison Ford, anche lui vittima di un’intossicazione alimentare, doveva andare al bagno ogni dieci minuti. Per accorciare i tempi tirò fuori l’arma e sparò. Spielberg amò così tanto l’effetto comico e inaspettato da tenere la scena nel montaggio finale.

– Steven Spielberg ha dichiarato di non amare particolarmente “Il tempio maledetto”, ma ne serba comunque un ricordo positivo perché, durante le riprese, conobbe la sua seconda moglie: Kate Capshaw.

– Tra le varie fonti di ispirazione per Lucas e Spielberg, c’erano anche i fumetti Disney scritti e disegnati da Carl Barks (che rendeva Paperino e i nipoti protagonisti di incredibili avventure).

– La celebre scena del primo film – dove la scimmia fa il saluto nazista – richiese cinquanta ciak prima che l’animale muovesse il braccio nel modo giusto.

– Spielberg, da grande fan della saga di James Bond, rende decise di rendere omaggio alla spia inglese scritturando Sean Connery per la parte di Henry Jones Sr., (anche se la differenza d’età tra Ford e Connery era di appena 12 anni).

fonti: deejay, esquire, movieplayer

Leave a Reply

Close