MARTEDÌ DELLO XENO – I WEEQUAY

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, i Weequay, dall’universo di Star Wars.

Sono una specie umanoide originaria del pianeta Sriluur: un luogo arido e desertico.
Hanno la pelle coriacea e rugosa, di colore marrone/giallo.

Gli Weequay sono in grado di comunicare con gli altri membri del proprio clan tramite l’utilizzo di feromoni e siccome ognuno ha il proprio odore, non hanno bisogno di nomi per indentificarsi, né di lunghe e complessi discorsi. Raramente pronunciano frasi intere, cosa che spinge gli umani a credere che questa sia una specie tutto sommato poco intelligente.

La loro religione è politeista ma venerano principalmente Quay, il dio della Luna: infatti la parola Weequay può essere tradotta come “Seguaci di Quay”; tra l’altro le loro città sono costruite sempre attorno a un santuario di pietra nera levigata, conosciuto come Thal.

Storicamente condividevano il loro pianeta con gli Houk ma le due società si sono scontrate molte volte regalando ai primi la fama di “bravi combattenti”. Per questo motivo molti sono mercenari o cacciatori di taglie davvero richiesti in tutta la Galassia (soprattutto dai sindacati Hutt).

MARTEDÌ DELLO XENO – IL COLLEZIONISTA

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, il Collezionista dell’universo Marvel.

Il suo vero nome è Taneleer Tivan ed è un personaggio dei fumetti creato da Stan Lee e Don Heck. Nei film viene interpretato da Benicio del Toro.

Si tratta di uno degli Antichi dell’Universo, infatti è nato miliardi di anni fa, sul pianeta Cygnus X-1. È una creatura davvero potente: immune all’invecchiamento, alle malattie, in grado di sopravvivere nello spazio esterno e con l’abilità di manipolare l’energia cosmica. In più, prevede anche il futuro.

Per milioni di anni, il Collezionista è rimasto su un mondo sconosciuto insieme alla sua famiglia, spendendo le giornate a meditare ma quando la moglie Matani rinunciò all’immortalità, il Collezionista capì di avere bisogno di un hobby per mantenere integra la sua sanità mentale e cominciò a collezionare artefatti e creature rare in giro per l’universo. Questo divertente passatempo divenne presto un’ossessione che lo portò a desiderare qualsiasi rarità solo per il piacere di possederla.

Tra gli oggetti più particolari troviamo l’Assimilatore Temporale, che gli permette di viaggiare nel tempo, una cappa di levitazione e un’armatura dell’indistruttibile metallo Etherion.

Per un periodo di tempo, ha anche posseduto una delle Gemme dell’Infinito, inconsapevole, però, del suo potenziale.

SABATO DELLA SCOMODITÀ – THE GREAT ZIEGFELD

 

Siamo già alla fine del “sabato della scomodità” e dobbiamo tornare molto indietro nel tempo con The Great Ziegfeld (1936).

Ecco, qui siamo proprio su un altro livello di scomodità e bellezza.

Questo abito, che ricorda quasi un quadro, è perfettamente adatto al cabaret: esagerato, brillante, grandioso.

Va anche portato con una certa eleganza perché immagino non sia per nulla semplice reggere quel copricapo/fontana con naturalezza.
Inoltre penso che sia color oro quindi è ancora più importante e sfarzoso.

LA NOTTE DELLA LUNGA PAURA

 

Siamo nel 1972. E questo è un horror con i conigli.

Potrei non aggiungere altro ma sono troppo ispirata per fermarmi ora.

“La notte della lunga paura” (Night of the Lepus) è un film basato sul romanzo “The Year of the Angry Rabbit” di Russell Braddon. Testo che in realtà non c’entra assolutamente nulla con la sua trasposizione cinematografica.

E, a dire il vero, le vicende non si svolgono nemmeno in una sola notte.

La storia si concentra sui membri di una piccola città dell’Arizona che devono affrontare una minaccia pericolosissima: migliaia di conigli assassini giganteschi e carnivori (forse a causa di una mutazione? Non si sa).

Per questo capolavoro del trash, durante le scene d’azione, sono stati utilizzati conigli domestici ripresi in piccoli set creati apposta per loro ma troviamo anche attori vestiti con costumi da coniglio… decisamente meno credibili.

Molti di voi l’avranno sicuramente già visto perché uno spezzone del film compare nel primo Matrix (nello schermo televisivo, dietro i bambini che giocano).

PODCAST-POCALITTICO (ANTEPRIMA)

Con questo breve trailer vi presento il PODCAST-POCALITTICO, una serie di incontri-intervista con altri autori che trattano il genere post-apocalittico in Italia per parlare delle loro opere (libri, film, GDR, fumetti), di cosa li ispira e, soprattutto, della loro visione di un futuro distopico.

La prima stagione si compone di 6 episodi, ne caricherò uno nuovo ogni venerdì a partire dal 26 gennaio.

Musica di sottofondo: Musica di sottofondo: Zachariah Hickman – The Colonel
Voce narrante: Francesco Gozzo

SABATO DELLA SCOMODITÀ – SOLITAIRE

 

Per il terzo sabato della scomodità devo inserire il costume di Jane Seymour (Solitaire) nel film di James Bond “Vivi e lascia morire”.

Più guardo questo vestito e più mi chiedo quale complesso gioco di equilibri e leve tenga insieme tutta l’impalcatura.

Questa ruota da pavone è davvero meravigliosa e penso sia retta da una specie di “zainetto” o quantomeno una base che poggia sulle spalle.

In questa foto poi vediamo il vestito slacciato ma io ricordo che anche il petto era coperto quindi la mobilità del busto e del collo era proprio pari a zero.

Comunque è davvero d’impatto.

SABATO DELLA SCOMODITÀ – LE DONNE DI FLASH GORDON

 

Il secondo “sabato della scomodità” è dedicato i costumi femminili di Flash Gordon (1980).

Questo, in particolare, è maestoso ma anche dannatamente complesso da portare.
Assolutamente vietato dal dottore se si soffre di vertigini o cervicalgia è comunque interessante da un punto di vista strutturale.

Sarei curiosa di sapere se il copricapo è retto solo da un cerchietto (e quindi la corona è leggera) o da una cuffietta metallica che ricopre la testa dell’attrice.

QUALCHE CURIOSITÀ SU IL SESTO GIORNO

 

“ll sesto giorno” è un film del 2000 diretto da Roger Spottiswoode.

Ambientato in un futuro prossimo dove la clonazione di animali e organi è ormai la norma ma quella umana severamente vietata, segue le vicende del pilota Adam Gibson (interpretato da Arnold Schwarzenegger), che una sera torna a casa dal lavoro e scopre con orrore che un clone ha preso il suo posto.
Minacciato da un gruppo di assassini che gli dà la caccia, dovrà quindi lottare con tutte le sue forze per riprendersi indietro la propria vita.

Nella sua semplicità di film d’azione e fantascienza senza pretese esagerate non era affatto male, anzi, posso dire che mi era piaciuto parecchio.

Ed ecco le curiosità che ho trovato:

– Il titolo originale è stato cambiato da “The Sixth Day” a “The 6th Day” per evitare di essere confuso con “The Sixth Sense – Il Sesto Senso”, uscito l’anno prima.

– Le vicende si svolgono nel 2015.

– Il titolo del film fa riferimento al Libro della Genesi contenuto nella Bibbia, secondo cui Adamo fu creato da Dio proprio il sesto giorno.

– Per il ruolo di Michael Drucker – l’antagonista, proprietario della megacorporazione che ha clonato Adam – fu considerato anche Jack Nicholson, ma ingaggiare l’attore era troppo costoso per il budget della pellicola. Kevin Costner, invece, ha dovuto rifiutare per via dei troppi impegni.

– Questo film vede il debutto come attore di Terry Crews, fino ad allora conosciuto come giocatore di football professionista.

– Arnold Schwarzenegger incassò un cachet di 25 milioni di dollari.

SABATO DELLA SCOMODITÀ – PADMÉ AMIDALA

 

Sto creando il nuovo cosplay post-apocalittico che sarà un po’ più complesso del precedente e sono giorni che faccio scorrere molte foto di costumi femminili fantascientifici [per prendere l’ispirazione].

E allora ho pensato al “sabato della scomodità”.

Per questo mese di gennaio, una volta a settimana, vediamo insieme i costumi più scomodi (ma anche più belli) del cinema.

Partiamo da Padmé Amidala, sicuramente specializzata in outfit complessi e abiti ingombranti.
Ci sono altri vestiti più seducenti – quello nero, che indossa durante la cena con Anakin – ma questo rosso mi ha subito colpita. Sì, è assurdo ma anche fortemente caratteristico e mi trasmette subito un’idea di “regalità” e importanza.

IL TAGLIAERBE

 

“Il tagliaerbe” è un film del 1992 diretto da Brett Leonard e interpretato da Pierce Brosnan e Jeff Fahey. Ha anche un seguito, Il Tagliaerbe 2, uscito nel 1996 e stavolta diretto da Farhad Mann.

La storia tratta di realtà virtuale.

Il dottor Lawrence Angelo è un impiegato della Virtual Space Industries e segue il “Progetto 5”: una serie di esperimenti che mirano ad aumentare le capacità cerebrali umane tramite l’uso di droghe e immersioni nella realtà virtuale.
Ma, dopo la morte dello scimpanzé Roscoe 1138 (che aveva manifestato istinti violenti durante la sperimentazione), Angelo è costretto a prendersi una vacanza.
La frustrazione per l’esperimento fallito però lo rende ancora più ossessionato dal progetto e quindi decide di sperimentare le sue nuove tecniche su Jobe Smith, un giardiniere che abita nel suo quartiere noto per subire continui insulti, soprusi e violenze da parte delle persone.
Un’ambizione che lo porterà al disastro.

Ho raccolto qualche curiosità:

– La sceneggiatura originale fu scritta dal regista assieme alla moglie e produttrice Gimel Everett e il film doveva intitolarsi “Cyber God”. La casa di distribuzione New Line Cinema decise però di combinare la trama di “Cyber God” con elementi di un’opera minore di Stephen King, “Il tagliaerbe”. Non la migliore delle scelte, dato che lo scrittore intentò una causa per essere rimosso dai crediti.

– Un tentativo di adattare il racconto di King, in realtà, c’era già stato. Il cortometraggio del 1987 diretto da Jim Gonis, molto più fedele all’opera originale.

– Gli otto minuti di effetti speciali in CGI furono disegnati in otto mesi da un ristretto gruppo di persone, con un budget di 500.000 dollari.

– A meno di un anno di distanza dall’uscita al cinema, venne rilasciato il videogioco tratto dal film, pubblicato dalla Coconuts Japan per Sega Genesis, Mega Drive, Sega CD, PC, Game Boy e Super Nintendo.
Il giocatore può controllare il personaggio del Dr. Angelo o quello di Carla Parkette, madre del migliore amico di Jobe. Si tratta di uno sparatutto a scorrimento orizzontale anche se alcuni momenti sono ambientati dentro il modulo di realtà virtuale. Lo scopo? Fermare Jobe.

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