MARTEDÌ DELLO XENO – I VAMPIRI SUCCHIAGRASSO

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO degli extraterrestri provenienti dall’universo di Duck Dodgers, l’alter-ego spaziale di Daffy Duck utilizzato dalla Warner Bros per parodiare le storie di fantascienza nei loro cartoni animati.

I Vampiri Succhiagrasso, chiamati “Aspirapinguedine” nel doppiaggio italiano, sono… beh, il nome è già piuttosto auto-esplicativo.

Non si conosce esattamente la loro origine, ma l’aspetto è molto simile a quello dei classici vampiri: creature umanoidi molto pallide (in questo caso sul grigio-verdino) e magre, con una spiccata preferenza per i vestiti neri e gli accessori gotici.
E ovviamente delle zanne molto appuntite, che usano per mordere le loro vittime e succhiarne via il grasso dal corpo.

Il tessuto adiposo è la loro unica fonte di nutrimento. Sembrano invece allergici a qualunque forma di cibo salutare, come tofu o verdure, tanto che il solo contatto con la pelle causa loro terribili ustioni.
Consumarlo, invece, ne provoca direttamente la morte, lasciando di loro solo piccoli mucchietti di cenere.

Le somiglianze con i vampiri non si limitano solo all’aspetto fisico ma includono anche altre capacità “tipiche”, come quella di trasformarsi in pipistrello o un sovrannaturale e ipnotico carisma, che ovviamente usano per sedurre le persone di cui vogliono nutrirsi dopo averle attirate con l’inganno sulla loro stazione spaziale.
Inoltre, dormono appesi a testa in giù.

Non è invece ben chiaro come si riproducano, se con il normale accoppiamento o infettando o “abbracciando” le altre specie umanoidi. Ma qui, forse, stiamo andando a cercare troppa complessità per dei semplici “cattivi dell’episodio”, apparsi una sola volta nella serie animata.

Come ultima curiosità però aggiungo che gli autori, per crearli, potrebbero essersi ispirati alla figura del Pishtaco: un mostro del folklore sudamericano diffuso soprattutto in Perù e Bolivia che, per l’appunto, estrae il grasso dalle sue vittime.

MARTEDÌ DELLO XENO – MIKITAKA HAZEKURA

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO un alieno che forse non lo è ma si professa comunque tale, apparso in “Diamond is Unbreakable”, la quarta serie de Le Bizzarre Avventure di JoJo.

Mikitaka Hazekura, il cui vero nome lui dichiara essere Nu Mikitakazo Nshi, è un sedicente extraterrestre originario di un pianeta sconosciuto vicino alle Nubi di Magellano.

A parte le orecchie visibilmente a punta come quelle di un elfo, ha l’aspetto di un normale ragazzo adolescente, con altezza e peso nella media, la carnagione chiara, i capelli biondo platino (quasi bianchi) e gli occhi verdi.
Porta inoltre un orecchino al naso, collegato con una catenella fino all’orecchio sinistro, e di solito indossa un’uniforme scolastica decorata con simboli che richiamano il tema dello spazio e degli alieni (per esempio un disco volante, pianeti, stelle).

Al di là del suo aspetto, stando a quel che dice, ha 216 anni ed è venuto sul pianeta Terra per scoprire la sua cultura e vedere se è un buon posto per trasferirsi, visto che il suo mondo d’origine sta morendo.
A riprova di questo c’è una genuina curiosità per tutto ciò che lo circonda, anche le cose più banali, e il fatto che spesso non riesca a cogliere le sfumature dei discorsi o delle situazioni, per non parlare dell’utilizzo di molti oggetti (memorabile quando mangia un fazzoletto di stoffa che gli è appena stato offerto, per esempio).
Al di là di tutto, comunque, Mikitaka ha un’indole gentile e pacata.

Soffre però molto il suono acuto delle sirene, tanto da agitarsi e avere delle vere e proprie reazioni allergiche, come l’arrossarsi della pelle. Stando alle sue parole, anche solo sentirle in lontananza causa a quelli della sua specie un dolore intollerabile.

Un’altra caratteristica “aliena” rilevante è la capacità di mutare forma a piacimento e trasformarsi in qualsiasi oggetto voglia, replicandone perfettamente anche le proprietà fisiche.
È tuttavia soggetto ad alcune limitazioni, come l’impossibilità di replicare meccanismi complessi e quella di andare oltre le capacità del proprio corpo. Inoltre ha serie difficoltà nel riprodurre i volti delle persone, visto che dalla sua prospettiva gli umani sono tutti uguali.
Infine, la cosa gli richiede comunque concentrazione e deve avere ben chiara l’idea dell’oggetto in cui si sta trasformando, altrimenti potrebbe fargli assumere involontariamente capacità o comportamenti strani, dovuti alla sua ingenuità.

Se la capacità di trasformarsi, chiamata “Earth Wind and Fire”, sia uno Stand (in breve: la manifestazione fisica dell’energia vitale di qualcuno, di solito come entità antropomorfa, in grado di conferire poteri sovrannaturali) o meno è un argomento dibattuto esattamente come l’origine extraterrestre di Mikitaka, che potrebbe in realtà essere solo un essere umano con uno Stand particolare e una strana ossessione/convinzione di essere un alieno.
L’autore del manga, Hirohiko Araki, si è curato di seminare indizi che puntano in entrambe le direzioni, lasciando volutamente la cosa ambigua.
E forse è proprio questo a rendere il personaggio così interessante.

MARTEDÌ DELLO XENO – I CANI PIRIKANI

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO una specie dell’universo di Doraemon che ho scoperto per caso e, nella sua semplicità, mi ha molto incuriosita.

I cani pirikani sono extraterrestri originari – come è facile intuire dal nome – del pianeta Pirika.

Il loro aspetto è quello di veri e propri cani alieni, con molte fattezze che ricordano quelli terrestri e alcune “fuori posto” che fanno subito capire come invece non provengano dal nostro pianeta.
Tanto per cominciare, infatti, i cani pirikani sono bipedi, camminano in posizione eretta e hanno solamente due zampe, quelle che considereremmo le posteriori.
A svolgere la funzione delle mani sono invece le orecchie, molto grosse e lunghe, di colore blu (o verde scuro nelle versioni più recenti), con le quali riescono a manipolare tranquillamente anche oggetti complessi, un po’ come se fossero dei tentacoli.

Un’altra cosa curiosa è che nonostante si tratti di esseri senzienti, intelligenti, in grado di parlare e con una personalità completamente sviluppata, il loro ruolo all’interno della società pirikana è comunque quello di animali da compagnia. Un ruolo che loro abbracciano volentieri, ben contenti di farsi viziare dai loro “padroni”.
Anche la loro indole ha molto in comune con quella dei cani terrestri: sono infatti estremamente leali e protettivi con coloro che considerano amici e, in generale, di buon cuore.
Spesso però tendono a essere chiacchieroni, al limite del pedante, e a impicciarsi degli affari altrui, mossi da irrefrenabile curiosità.

Il cane pirikano che vedete nell’illustrazione è Rokoroko, apparso nel film d’animazione “Nobita e le piccole guerre stellari” del 1985 e anche nel remake omonimo del 2021.

MARTEDÌ DELLO XENO – IL BAMBINO DEL TEMPO

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO una enorme creatura extradimensionale dall’universo di Gravity Falls.

Chronelius Infinitium Titanicus l’Infinitesimo, più semplicemente noto come “Il Bambino del Tempo” è l’ultimo esemplare dei Crono-Giganti, una specie dotata di incredibili poteri cosmici e incaricata (non è ben chiaro da chi o cosa) di sorvegliare lo spazio-tempo ed evitare sconvolgimenti che possano alterarne lo scorrere.

Il suo aspetto è quello di un bebé gigante, con tanto di pannolino (di metallo e ipertecnologico) ma con l’aggiunta di una clessidra luminescente color azzurro sulla fronte.
In contrasto con ciò, la sua voce è profonda e solenne, persino dotata di eco.

Tra le sue capacità mostrate nel cartone animato troviamo la manipolazione del tempo (ovviamente), dello spazio e della materia, quella di viaggiare tra le dimensioni e, forse persino “banali” rispetto a quelle precedenti, anche quella di levitare e sparare raggi laser dagli occhi.
Inoltre è in grado di concedere ai più meritevoli un premio di incommensurabile valore: il “tempodesiderio”, cioè la realizzazione di ciò che si vuole, incluso il riscrivere la storia senza doversi preoccupare dei paradossi.
Infine, è virtualmente immortale, dato che è in grado di ricomporsi a livello molecolare anche dopo essere stato disintegrato, seppur la cosa richieda molto tempo (circa 1.000 anni).

Nonostante tutta la sua conoscenza e l’immensità dei suoi poteri, però, resta comunque un bebè, con tutto ciò che ne consegue: è capriccioso, si distrae facilmente, ha l’ora della poppata, poi fa il pisolino e, ha chiarito l’autore della serie Alex Hirsch, è ancora privo del concetto di permanenza degli oggetti.

Il più grande nemico del Bambino del Tempo è il demone bidimensionale interdimensionale Bill Cipher, contro il quale si è scontrato diverse volte, con gravi conseguenze sulla realtà stessa.
Per esempio, una volta Bill l’ha colpito così duramente da scagliarlo indietro nel tempo fino alla preistoria, causando l’estinzione dei dinosauri (si: il famoso meteorite era in realtà lui) e intrappolandolo nei ghiacci.
Solo dopo millenni (non è ben chiaro quando) verrà liberato dallo sciogliersi degli stessi per via del riscaldamento globale e prenderà il controllo del pianeta.
Sappiamo però per certo che di norma vive nell’anno 20.712 ed è anche al comando di un esercito di agenti temporali che lo assistono nel suo compito.

MARTEDÌ DELLO XENO – LE SCARAMUCCHE

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO delle creature apparse in diversi episodi “Futurama” che mi hanno sempre molto divertita: le scaramucche!

In lingua originale chiamate “buggalo” (crasi dei termini “bug”, insetto, e “buffalo”, bufalo) sono, come è facile intuire dal nome, grossi animali che vengono allevati per ricavarne latte e carne.
Nell’universo del cartone animato hanno infatti preso il posto delle comuni mucche, che si sono estinte nel 31^ secolo.

L’aspetto è quello di grossi insetti il cui carapace è pezzato per le femmine e a tinta unita, nero o comunque scuro, per i maschi. Quest’ultimi, poi, hanno anche un grosso corno al centro della fronte e – sorpresa – possono sputare fuoco.
Nonostante per molto tempo si sia creduto che fossero animali stupidi, privi di cervello, si è recentemente scoperto che quando sono in gran numero sviluppano una sorta di “risonanza” simile a una mente alveare, sono intelligenti, provano emozioni e sono persino in grado di parlare.

Un gruppo di scaramucche viene chiamato “scaramandria” e su vari pianeti esistono molti ranch in cui vengono allevate. Si pensa però che la specie sia originaria di Marte, visto che il pianeta rosso ne ospita una gran quantità e, soprattutto, i Nativi Marziani condividono con loro un legame speciale. Tanto che sono gli unici in grado di farle volare (cavalcandole).
Inoltre, questi insettoni sono al centro di molte usanze marziane come la corsa delle scaramucche o la scorrida, chiare parodie dell’encierro e della corrida della tradizione spagnola.

La cosa più strana in tutto questo, però, è che questi eventi sono apprezzati anche dalle scaramucche stesse, visto che per loro stessa dichiarazione “ci piace mangiare erba e uccidere matadores”!

STAR TREK + TARTARUGHE NINJA: IL CROSSOVER CHE NON TI ASPETTI

 

Il crossover che non ti aspetti: Star Trek + Tartarughe Ninja. Quindi “StarTartarughe Ninja”, immagino..? 🤔

Sembra quasi un falso creato con l’intelligenza artificiale ma no, è successo davvero.

Nel 1994, infatti, l’azienda Playmates Toys, che ai tempi deteneva i diritti per la produzione dei giocattoli di entrambi i franchise, decise di realizzare una sotto-linea speciale che li unisse.
Il ragionamento dietro alla manovra è semplicissimo: le action figures delle Tartarughe vendevano tantissimo, quelle di Star Trek anche. Perché non far uscire un prodotto ibrido? Sarebbe di sicuro andato a ruba!

Se vi sembra strano, in realtà non lo è più di tanto.
Bisogna infatti tenere conto che ai tempi il brand delle Tartarughe Ninja era all’apice del suo successo grazie alla fortunata serie di cartoni animati iniziata nel 1987. E la loro linea di giocattoli, in vendita dal 1988, era già andata parecchio oltre i pupazzetti dei personaggi “normali” e col tempo aveva già sfornato tantissime loro varianti anche molto bizzarre (come Leonardo soldato della Guerra di Secessione, Raffaello Mummia, Donatello punkettone e Michelangelo karateka, solo per citarne alcuni) o commemorative per determinati eventi (per esempio le Tartarughe Ninja Astronauti per festeggiare i 25 anni dallo sbarco dell’uomo sulla Luna).
Insomma, ogni scusa era buona per “tartarughizzare” qualcosa e vendere più giocattoli. Spesso senza nemmeno prendersi troppo sul serio!

Sull’altro fronte, anche Star Trek aveva ripreso parecchia popolarità all’epoca, visto il successo di The Next Generation in TV e da ancor prima il ritorno dei personaggi della serie classica nei film al cinema.

In quest’ottica, quindi, il crossover non è poi così strano. Lo definirei più spudorato, quasi imbarazzante. “Cringe”, direbbero i più giovani.
Eppure, nella loro bruttezza, scoprire l’esistenza di questi giocattoli mi ha molto fatta ridere. Hanno un fascino particolare: devo dire che ne esporrei volentieri uno nella mia libreria, se l’avessi.

Poi il claim nella pubblicità che ho visto, “Guarda un po’ chi si è appena teletrasportato su dalle fogne”, mi ha stesa. Ve la metto qui sotto perché è troppo bella!

 

MARTEDÌ DELLO XENO – KRANG

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO uno degli antagonisti classici delle Tartarughe Ninja, raccontato nella sua versione a me più cara: quella della serie animata degli anni 80/90.

Krang è un extraterrestre originario della Dimensione X, dove era un potente signore della guerra grazie alla sua enorme armata di Guerrieri di Roccia (soldati ottenuti versando il mutagene sulle pietre) e al suo prodigioso ingegno, tale da permettergli la costruzione del Tecnodromo, una enorme fortezza semovente piena zeppa di equipaggiamenti e armi high-tech (praticamente una piccola Morte Nera su cingoli).

Un giorno però un misterioso incidente sortì il duplice effetto di farlo esiliare sulla Terra e, soprattutto, di privarlo del corpo (originariamente di forma rettiliana), riducendolo di fatto a un piccolo cervello rosa dotato di tozzi tentacolini.

Una condizione che l’ha costretto ad allearsi con Shredder, leader del Clan del Piede, barattando il proprio genio e le proprie tecnologie in cambio della costruzione di un nuovo corpo meccanico.
Da allora, utilizzando il Tecnodromo come base, i due collaborano per il comune intento di conquistare il mondo. Anche se in realtà, vista la natura di entrambi, la loro è un’alleanza “con riserve”, che si regge puramente su interessi reciproci, senza i quali non esiterebbero a tradirsi l’un l’altro.

A livello caratteriale, Krang è il tipico genio megalomane. Si considera intellettualmente superiore a chiunque altro (e a buona ragione, visto che il suo QI è venti volte superiore a quello di un umano) ma la sua arroganza o – dice lui – la stupidità dei suoi sottoposti portano spesso rallentamenti nel suo grande piano di conquista.
Tra l’altro, a differenza di Shredder, che ha questioni personali aperte con le Tartarughe, lui le vede solo come un’interferenza di poco conto, per quanto fastidiosa.
Inoltre prova un certo piacere nel vederegli altri soffrire e, quando non ha il coltello dalla parte del manico, si rivela molto insicuro e codardo.

Vista la sua condizione fisica, poi, raramente scende in battaglia in prima persona. Ma quando lo fa, grazie al suo potente esoscheletro robotico e a una miriade di altri gadget ipertecnologici di sua invenzione, è un avversario più che temibile.

MARTEDÌ DELLO XENO – I PICCOLI OMINI VERDI

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO degli alieni molto misteriosi apparsi nel cartone animato Gravity Falls (che se non avete mai visto vi consiglio assolutamente di recuperare).

Il vero nome è sconosciuto ma in genere ci si riferisce a loro come “I piccoli omini verdi”.
Grossi all’incirca quanto la capsula delle sorpresine kinder, hanno l’aspetto di piccoli cilindri gelatinosi, senza gambe, con due braccia che culminano in manine con tre dita, grandi bocche e occhi con l’iride viola.
Gli unici vestiti che indossano, poi, sono dei guanti e una cintura con sopra un simbolo a forma di fulmine.

La vera particolarità però è che pilotano un mezzo-robot che (secondo la logica semiseria del cartone) se inquadrato dal lato sinistro è indistinguibile da un normale essere umano.
Guardando quello destro, invece, si possono vedere tutti i complessi macchinari che lo fanno muovere, azionati da una squadra di ben 16 omini verdi.

Tuttavia, quali siano la loro origine, i loro scopi, le motivazioni per cui vivono mimetizzati tra le persone fingendosi un abitante di Gravity Falls e – soprattutto – perché non abbiano costruito anche l’altra metà di robot, resta un mistero.
Una volta scoperti, infatti, tutti gli omini verdi attivano una sorta di protocollo di emergenza e, facendo riferimento a un “giuramento” e al fatto che “il momento sia arrivato”, inghiottono degli strani cubi rossi che li fanno scomparire in un lampo di luce.
Subito dopo il mezzo-robot si autodistrugge senza lasciare alcuna traccia di sé.

Questi fatti avvengono in “Il lato sinistro”, uno dei corti rilasciati tra la prima e la seconda stagione della serie. E fra le tante bizzarrie viste nei vari episodi, questa è senz’altro una di quelle che mi ha fatta più ridere!

Close