MARTEDÌ DELLO XENO – IL POPOLO DEL SOTTOSUOLO

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO una specie proveniente dall’universo dei Thundercats, il cartone animato del 1985 che ha come protagonisti degli alieni umanoidi con vistosi tratti felini.

Il Popolo del Sottosuolo (in originale “Under-Earthmen”, contrapposto a “Over-Earthman”, cioè come chiamano gli abitanti della superficie) sono extraterrestri originari della Terza Terra, il pianeta che ha dato asilo ai Thundercats dopo la distruzione del loro mondo originale, Thundera.

Il loro aspetto fisico tradisce per molti aspetti il loro habitat oscuro: non molto alti, completamente glabri, con la pelle grigio-violacea, gli arti leggermente sproporzionati in lunghezza e i tratti del viso molto marcati, quasi caricaturali.
In particolare hanno gli occhi davvero tanto grandi, con pupille che coprono quasi del tutto la sclera, anche se purtroppo sono quasi completamente ciechi e ipersensibili persino alla più piccola fonte di luce.
Per qualche strano motivo, poi, riescono a dare la scossa con il tocco delle dita.

Quella del Popolo del Sottosuolo è una storia triste: un tempo vivevano in superficie ed erano molto rispettati per la loro grande conoscenza in ogni ambito, conservata in ampie e fornitissime biblioteche.
Ma a un certo punto della storia, dei non meglio specificati e ormai dispersi nel mito “Signori Supremi” iniziarono a temerli e a dar loro la caccia, tentando di distruggerne i libri. Cosa che li spinse a rifugiarsi nelle profonde caverne dove ormai vivono da millenni.

Nel farlo hanno anche portato in salvo (e ancora preservano gelosamente) gran parte di quegli antichi tomi. Ma, ironia della sorte, vivere per generazioni e generazioni al buio ha deteriorato così tanto le loro capacità visive che non sono più in grado di leggerli.

La loro venerazione per la conoscenza però non è venuta meno!
Pensate che nell’episodio in cui compaiono, quando Lion-O (il leader dei Thundercats) li incontra per puro caso, inizialmente vorrebbero farlo prigioniero e costringerlo a leggergli tutti i libri della loro biblioteca, sfruttando la sua ancora ottima vista.

A parte un’iniziale diffidenza e aggressività nei confronti degli estranei, va però specificato che il Popolo del Sottosuolo non è intrinsecamente cattivo.
Anzi, una volta chiarito il malinteso e specificato che non si è stati mandati dai Signori Supremi della leggenda, si rivelano ospitali e benevoli, pur restando riservati.

I MIEI PENSIERI SU FALLOUT STAGIONE 2

 

Come promesso, oggi parliamo della seconda stagione della serie televisiva “Fallout” (che trovate su Prime Video). Otto episodi lunghi che, vi dico la verità, mi hanno soddisfatta (anche con i loro difetti).

[Prima di proseguire specifico che questa NON è una recensione ma l’opinione personale di una che “guarda cose e poi scrive cose”].

Detto ciò: le puntate si dimostrano il contenitore perfetto di un intreccio avvincente, macabro e densissimo di implicazioni. Se la prima stagione mi aveva sorpresa, questa prosegue il suo racconto nel Deserto del Mojave, attingendo a piene mani dall’immaginario di Fallout: New Vegas. La guerra tra fazioni (NCR, Legione, Confraternita) è avvincente ma ho seguito con più interesse la parte dei flashback.
È qui che la serie fa il salto di qualità: il racconto del mondo pre-apocalisse solleva questioni etiche pesantissime sulle derive totalitarie e su “potenti manipolatori” che hanno tra le mani il destino dell’umanità.

Personaggi preferiti:

– Cooper Howard: magnetico, tragico, solitario. La ricerca della famiglia e di una parte perduta di se stesso è il filo conduttore più emozionante. Adoro il suo cinismo, le sue scene e la disperazione che guida ogni sua azione.

– Hank MacLean: un cattivo diabolico e felice di esserlo, un mostro convinto che la superficie sia solo un enorme esperimento. Scritto e interpretato benissimo ammetto di aver pianto durante l’ultima scena con Lucy. È esattamente il rapporto padre/figlia che mi immagino mentre gioco ai videogiochi.

– Robert House: mi piace sempre.

– Diane Welch: la scena della testa. AGGHIACCIANTE. BELLISSIMA.

Cosa non mi è piaciuto?

Norm MacLean: ho trovato la sua sottotrama sconclusionata e debole rispetto al resto. Mentre fuori il mondo brucia e si evolve, i suoi passaggi mi sono sembrati trascinati e poco incisivi.

Nota Bonus: Thaddeus. Ho il forte sospetto che si stia trasformando in un Centauro. Quando gli è caduto il braccio (momento inaspettato e stupendo) ho avuto quasi una conferma… voi che ne pensate?

SPACE ACE, IL FRATELLO FANTASCIENTIFICO DI DRAGON’S LAIR

 

Tutti ricordano bene Dragon’s Lair, il videogioco a cartoni animati di Don Bluth prodotto dalla Cinematronics nel 1983.
Ma quanti ricordano il suo “fratello” fantascientifico, Space Ace?

Uscì appena quattro mesi dopo, proponendo più o meno lo stesso gameplay (con giusto qualche piccola innovazione), ma non arrivò mai al successo della sua controparte fantasy.

Anche la trama ricalca quella di Dragon’s Lair: invece che dover liberare la principessa prigioniera del drago, stavolta tocca salvare la fidanzata/collega Kimberly dal Comandante Borf, un alieno che vuole conquistare la Terra.

Il giocatore veste i panni di Dexter, soprannominato “Ace”, stereotipico eroe spaziale alto e possente, trasformato da Borf nella sua versione adolescente, ben più mingherlina, attraverso l’Infanto-Ray (traducibile come “raggio infantilizzante”).
Nonostante l’inconveniente, l’uomo deve darsi da fare per superare varie insidie, dai soldati-robot agli inseguimenti in navicella, raggiungere la base del malvagio extraterrestre e sconfiggerlo.
Per fortuna durante la sua avventura potrà anche ri-trasformarsi temporaneamente in Ace, così da avere vita più facile in certe fasi del gioco.

Seppur meno noto di Dragon’s Lair, anche Space Ace fu un grande successo commerciale e, nel tempo, diede origine a un piccolo franchise. Ne vennero infatti ricavati numerosi porting per computer e console casalinghe (alcuni più completi e fedeli di altri), un seguito, un fumetto e persino una breve serie a cartoni animati!

I MERCENARI DI MIDDENHEIM [GUIDA SENZA IMPEGNO ALLE BANDE DI MORDHEIM EP. 08]

Tutto ciò che di essenziale c’è da sapere sulle bande che si possono giocare in Mordheim. Spiegazione semplice, da raccontare anche alla nonna.

Oggi chiudiamo il trittico dei Mercenari del Manuale Base con quelli di Middenheim, la città del Lupo Bianco!

Musica di sottofondo: ELPHNT – A Great Darkness Approaches, Can You Feel It?

In collaborazione con il gruppo Mordheim Italia e I Tremendi Dèi del Caos

LIVE GDR – L’ULTIMA TORCIA 2: UNA VEGLIA ROSSA – PARTE 8 (feat. Serpentarium)

Ieri sera, sul canale YouTube di Serpentarium, nuova sessione a L’Ultima Torcia 2 con l’ottavo appuntamento di “Una Veglia Rossa”!

Come sempre, Fabio Passamonti fa da Narratore al gruppo di avventurieri composto da me, Matteo “Curte” Cortini, Leonardo “Moro” Moretti, Simone Anselmi e The Prof. Player.

Nella scorsa sessione, la Barda Mel è caduta vittima della seduzione magica di Manafiele e ha abbandonato il gruppo senza alcuna spiegazione o saluto per seguirla a fare bagordi elfici.
Gli altri, preoccupati per lei, ne hanno quindi seguito le tracce attraverso il bosco. E, dopo aver rottamato tre automi nanici impazziti, l’hanno raggiunta sperando di farla rinsavire, purtroppo senza successo.
Le strade si sono quindi separate. Almeno fino al mattino successivo, quando Mel è riuscita a disincantarsi e ha tentato di raggiungere i suoi amici, finendo però col perire nello stomaco di un Bulbo Fascinatore.
Il suo posto nel gruppo è stato preso da Sorella Lilius, una giovane Sacerdotessa della Luce che cerca supporto per compiere un incarico affidabile dalla Gilda dei Mercanti: esplorare un’antica miniera abbandonata e capire cosa è successo.
Prima però, anche per rodare un po’ i nuovi equilibri, si cercherà di risolvere il mistero del lago.

Quale mostro (o mostri) e pericoli in genere celano le sue acque?

MARTEDÌ DELLO XENO – I DAKTAKLAKPAK

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO una specie il cui nome sono contenta di dover solo trascrivere e non pronunciare per qualche video, apparsa nel videogioco “Star Control III” (1996).

I Daktaklakpak sono macchine semi-senzienti create dai Precursori, un’avanzatissima civiltà extraterrestre ormai scomparsa da decine di migliaia di anni, ma che ha lasciato dietro di sé moltissimi segni del proprio passaggio, tra artefatti e tecnologie varie.

Originariamente erano stati ideati come semplici droni per la manutenzione, ma dopo essere stati lasciati da soli per millenni, tra la cache piena, la mancanza di aggiornamenti di sistema e vari errori del clock, si sono “evoluti” in una sorta di specie a sé stante, auto-riprogrammandosi con un’identità e uno scopo ben precisi.

Hanno infatti misinterpretato la natura delle potenti entità extradimensionali chiamate “Gli Eterni” (“Eternal Ones”), registrandole come “Eternal-1-s”.
E partendo da questo presupposto, poiché anche il vero nome dei Daktaklakpak è in realtà un’equazione alfanumerica (una sorta di numero di serie, per intenderci), hanno concluso di essere a loro volta creature superiori. Per la precisione la seconda specie più avanzata dell’universo, superata solo dagli Eterni stessi.

Per questo disprezzano apertamente qualsiasi altra forma di vita, soprattutto se organica, vedendole semplicemente come strumenti da sfruttare per raggiungere il proprio scopo ultimo.
Cioè scoprire il vero nome degli Eterni, decifrando quella che ritengono una compessa equazione, così da raggiungere lo stesso livello di potere semi-divino.

In pratica sono ossessionati dagli Eterni.
Per avere informazioni su di essi sono infatti disposti a tutto, dal mettere le loro grandi competenze tecnologiche al servizio di altre specie o congregazioni malvagie, al macchiarsi di azioni terribili su larga scala, tra l’altro compiendole con la fredda indifferenza delle macchine che – in effetti – sono.
Insomma, per citare Bender di Futurama, “tradirebbero chiunque”.

Ironia della sorte, i Daktaklakpak non potranno mai raggiungere il loro scopo perché i Precursori li hanno creati con un blocco che gli impedisce di diventare completamente senzienti.
Inoltre, se dovessero davvero riuscire a decifrare il codice e scoprire finalmente il vero nome degli Eterni, la complessità dell’informazione sarebbe comunque troppo per i loro processori: li porterebbe a impazzire del tutto e auto-distruggersi!

STARCHASER – LA LEGGENDA DI ORIN

 

Conoscete “Starchaser – La leggenda di Orin”?

È un film d’animazione del 1985 per la regia di Steven Hahn, diventato famoso principalmente per due cose:
1) essere uno dei primi lungometraggi a mescolare tecniche di animazione tradizionale con quelle di computer grafica.
2) aver attinto a piene mani e senza vergogna da Guerre Stellari, al punto da esserne considerato quasi un plagio.

La storia ruota infatti attorno a Orin, un giovane schiavo impiegato nelle miniere di cristallo del pianeta Trinia, dove trova una strana spada incastonata nella roccia.
Poco dopo, questa proietta l’immagine di un misterioso uomo barbuto che rivela ai presenti come gli uomini non siano originari di quel posto ma anzi che al di fuori delle gallerie c’è un vasto universo a cui è giusto che tornino.
Egli incarica poi il possessore della spada di cercarne la lama, che proprio in quell’istante scompare come d’incanto, e con essa ritrovare la libertà.

Comincia così l’avventura di Orin e la sua ribellione all’armata di androidi schiavisti capeggiata dal malvagio tiranno Zygon.
Un’odissea che porterà il ragazzo a lasciare il pianeta e, assieme al contrabbandiere Dagg Dibrimi, alla principessa Aviana e alla robottina Silica, dopo svariate peripezie, a trovare la “forza” con cui liberare la sua gente dalla schiavitù.

Originariamente rilasciato come film in 3D stereoscopico e nonostante dal lato tecnico potesse contare su un’animazione molto ben fatta (quasi avanguardistica), Starchaser si rivelò un clamoroso flop al botteghino e non riuscì a recuperare nemmeno la metà dei suoi costi di produzione.
Il motivo fu proprio la trama, considerata sia dalla critica che dal pubblico troppo banale e scarna. Oltre che, come dicevo all’inizio dell’articolo, scopiazzata malamente da Guerre Stellari, Heavy Metal, He-Man e altri franchise di ben diverso successo usciti qualche anno prima.

Ciò nonostante col tempo divenne un piccolo cult movie, apprezzato almeno da una piccola cerchia di fan che lo ricordano soprattutto come un bel film della loro infanzia e ne apprezzano, se non altro, l’estetica.

In Italia arrivò nel 1987, direttamente in televisione, ed ebbe una limitata distribuzione come VHS, prima, e come DVD, molti anni dopo.

Visto a così tanti anni di distanza dalla sua uscita, devo però dire che è un peccato sia ormai stato quasi del tutto dimenticato.
Non è un capolavoro ma, se guardato in compagnia di qualche amico e con la giusta ironia nell’aria, può regalare un paio d’ore di buon divertimento!

IL VILLASTORE È UFFICIALMENTE APERTO!

 

Non vedevo l’ora di dirvelo: da oggi è disponibile il VILLASTORE, il negozio online dove comprare tutti i miei libri!

Dopo un periodo di transizione, necessario per riorganizzare tutto e farsi strada nell’intricata giungla della burocrazia, sono contentissima che questa nuova fase della mia vita professionale sia cominciata 💣💣

Quindi, sia che vi piacciano le atmosfere post-apocalittiche de L’età della polvere o quelle giallo-surreali delle Solite Storie Noir, da adesso trovate tutto a questo indirizzo.

Spero che le mie storie continuino a regalarvi dei piacevoli momenti di lettura. E vi anticipo fin da subito che quest’anno il catalogo verrà ampliato!
Nel frattempo, fatemi sapere se il negozio online vi piace. Aspetto i vostri feedback!

LIVE GDR – L’ULTIMA TORCIA 2: UNA VEGLIA ROSSA – PARTE 7 (feat. Serpentarium)

Ieri sera, sul canale YouTube di Serpentarium, è proseguito il nostro gironzolare per Landaria con la settima parte di “Una Veglia Rossa”!

Fabio Passamonti fa da Narratore mentre io, Matteo “Curte” Cortini, Leonardo “Moro” Moretti, Simone Anselmi e The Prof. Player scaliamo vette ripide e ci caliamo in grotte dentro a grossi calderoni-ascensore.

Nella scorsa sessione, dopo essere tornati al Festival e aver (almeno momentaneamente) schivato una sotto-quest di caccia agli automi impazziti, grazie a un abile lavoro di diplomazia, il gruppo è riuscito a farsi consegnare il cucciolo di Re Fomoro fatto prigioniero dall’elfo Giglio Nero.
Con non poca fatica l’hanno poi trascinato a forza fino alla tana dei Fomori di Re Losurdo, che ha accettato di buon grado di scambiarlo con tre prigionieri, tra cui la tanto bella quanto agognata Manafiele.
E poi lo ha scagliato giù in un pozzo.
Nonostante la misera fine del piccolo, le cose si sono però messe piuttosto bene: il recupero dell’elfa, con cui la barda Mel ha anche potuto giacere per una notte di coccole e bagni con saponi elfici pregiatissimi, ha infatti fruttato parecchi Fiorini a tutti.

Quindi ora, rifocillati e con dell’equipaggiamento nuovo di zecca, ci troviamo pronti a intraprendere qualche nuova avventura. Ma quale?
Andare in aiuto della comunità lacustre o esplorare la grotta col mostro?

MARTEDÌ DELLO XENO – I MANGIASOGNI DI CASSIOPEA

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO un predatore infido, in grado di manipolare i sogni delle sue vittime.

I Mangia-Sogni Cassiopeani sono una delle tantissime creature extraterrestri apparse nell’universo di Ben 10. Più precisamente nell’episodio “La notte degli incubi viventi” della terza serie, Ultimate Alien.

Il loro mondo di origine è sconosciuto ma, a giudicare dal nome, presumo siano molto diffusi nella zona vicina alla costellazione di Cassiopea. Altrimenti non si spiega!

L’aspetto invece è quello di meduse fluttuanti grosse all’incirca quanto la testa di un essere umano, con lunghi tentacoli blu e un corpo sferico che racchiude al suo interno macchie di varie sfumature comprese tra il rosa e il viola.

Siccome si nutrono delle sostanze chimiche prodotte da un cervello in forte stato di stress, sono solite attaccarsi alla faccia delle loro prede e indurle a un sonno forzato ricco di incubi, grazie ai quali possono banchettare a sazietà.
E ovviamente non si staccano fino alla dipartita della vittima, solo perché a quel punto non è più in grado di sognare e dar loro nutrimento.

Cosa curiosa, quando i Mangia-Sogni si attaccano alla testa di qualcuno, le macchie nel loro corpo si dispongono fino ad assumere la forma di un teschio. Tanto per ricordare anche a chi guarda dall’esterno che non sta accadendo qualcosa di bello, forse.

Tra l’altro, la loro presa sembra essere particolarmente salda: gira voce che se si prova a staccarne uno utilizzando la forza, è molto facile strappare via insieme anche la faccia della preda.
Per fortuna, i medici Galvaniani (un’altra specie aliena, particolarmente evoluta) sanno come rimuoverlo in sicurezza!

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