MARTEDÌ DELLO XENO – GLI YEDDA

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO una specie che aveva trasformato l’ingegneria genetica in una vera e propria religione, presa dal videogioco strategico in tempo reale del 1998 “WarBreeds”.

Gli Yedda erano una specie anfibia originaria del pianeta Eolia, in una galassia molto lontana dalla nostra Terra.

Alti circa due metri, con la pelle verde-giallastra e quattro dita per mano, avevano il volto “tagliato” in quattro da creste ossee, con quella inferiore che si ingrandiva a formare una grossa bocca allungata irta di dentini aguzzi.
Erano poi privi di naso e qualsivoglia peluria, anche se ai lati del volto, in corrispondenza delle guance, avevano delle escrescenze vagamente simili a branchie.
Gli occhi, invece, erano color rosa pallido e privi di sclera.

Gli Yedda sono stati la prima specie a evolversi su Eolia, crescendo prospera fino a sviluppare una tecnologia molto avanzata basata sull’ingegneria genetica, da loro però vista con gli occhi del culto religioso.
Per questo come civiltà si erano cementati in un Impero, suddiviso in un rigido sistema di caste sociali con al vertice gli Sciamani, maestri indiscussi nelle pratiche del “culto dei geni”.
A un certo punto, considerandosi una razza superiore, sfruttarono le loro conoscenze per crearne altre tre a loro sottoposte, pper non dire schiavizzate: i Tanu (veloci rettiliani che abitano i deserti), i Kelika (possenti cetacei abitatori di paludi e zone costiere) e i Sen-Soth (scaltri insettoidi che popolano il sottosuolo).

Ma perché sto scrivendo di loro al passato?

Perché la visione religiosa che tanto li aveva condotti allo sviluppo, fu anche ciò che li portò alla caduta.
Una setta segreta chiamata Magha Dhuerenya, ossessionata da un’antica profezia che prevedeva la fine dell’Impero Yedda per mano di nuove creature giunte da chissà dove, si adoperò infatti a creare una quarta razza di schiavi che potesse proteggerli: i Magha.
Ironia della sorte, nel perfetto stile delle profezie auto-avveranti, questi si rivoltarono fin da subito contro i loro creatori, portando a una sanguinosa guerra civile che li condusse praticamente all’estinzione.

Nel momento storico in cui è ambientato il gioco, infatti, le quattro specie rimaste su Eolia si sono adattate al nuovo status quo e combattono tra loro per il predominio del pianeta.

Comunque, non so perché, ma gli Yedda mi ricordano un pochino i glukkon di Oddworld, come volto. Sono la sola?

Collegare l’analogico al digitale [Aspettando LA PLAY 2026 Ep. 02]

La rubrica di video-podcast realizzata in collaborazione con il War Pit che ci accompagnerà di settimana in settimana fino a LA PLAY – Festival del Gioco 2026.
Attraverso una serie di brevi interviste “senza impegno” scopriremo insieme le persone e le varie realtà ludiche che si sono unite per dar vita al progetto e, soprattutto, cosa porteranno in fiera tra esposizioni, attività ed eventi!

Ospiti di questo episodio: Benedetta e Leonardo del Collettivo Araldi. Loro si occupano soprattutto del lato social, ma ci siamo fatti raccontare anche la visione dietro al gruppo, le mille attività che organizzano nel panorama fieristico e, in particolare, le sorprese che hanno in serbo per questa PLAY 2026.

Musica di sottofondo: Quincas Moreira – Black Swan

ANNUNCIO: sono diventata ambasciatrice di PWORK Wargames!

Sono contentissima annunciare l’inizio della partnership con PWORK Wargames, azienda italiana che produce e vende accessori per GDR, giochi da tavolo e (ovviamente) wargame!

Li conosco da molto tempo e ho grande stima del modo in cui lavorano.
Quindi da oggi se acquistate prodotti da loro vi chiedo di farlo attraverso il mio link di affiliazione.
[Basta cliccarci una volta, iscriversi al sito se già non lo siete, e verrete registrati come mei affiliati.]

Per voi non cambia nulla, ma io riceverò una piccola percentuale che mi aiuterà a rientrare delle spese che sostengo per mandare avanti il canale e gli altri progetti.

Inoltre, nei prossimi mesi produrrò alcuni contenuti di modellismo utilizzando i prodotti che mi hanno regalato. Non vedo l’ora di farvi vedere cosa ho pensato 💣💣

Musica di sottofondo: Unicorn Heads – Vital Whales

LIVE GDR – SINE REQUIE: IN NOMINE PATRIS (feat. Blood Manor Games)

Sul canale YouTube di Blood Manor Games è stata ricaricata la one-shot di Sine Requie che avevamo giocato live mercoledì scorso!

Il Cartomante è ancora una volta Alessandro Achillei della Gang del Roleplay, che guida me, Caleb, il Capitano e Dramatic Planet nelle Terre Perdute.

L’avventura si intitola “In Nomine Patris” e ci vede nei panni di una piccola comunità di sopravvissuti organizzatasi attorno a un bunker.
E se all’inizio la situazione sembra andare tutto sommato abbastanza bene, presto ci renderemo conto che qualcosa non fila per il verso giusto…

MARTEDÌ DELLO XENO – I TAMAGODORI

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO un piccolo animale alieno che mi ha colpita per il suo aspetto buffo, delicato e strano allo stesso tempo.

I Tamagodori sono piccole creature originarie del pianeta Koyakoya, situato in una galassia molto lontana dalla Terra.

Come potete vedere dall’immagine, hanno l’aspetto (e le dimensioni) di uova alate e un’indole mansueta. A loro piace semplicemente svolazzare qua e là senza troppi pensieri. Non sono infatti una specie particolarmente intelligente o con una società complessa, quanto più equiparabili ad animali selvatici anche un po’ ingenui.

Tra l’altro, l’uovo con le ali è la loro forma adulta e nessuno ha idea di come siano fatti all’interno, perché il loro guscio è praticamente infrangibile. Anche se viene incrinato o rotto, infatti, si rigenera all’istante lasciando cadere i frammenti di quello vecchio!

I Tamagodori compaiono nel film d’animazione “Doraemon esplora lo spazio” del 1981 e nel suo remake del 2009.
Sarò sincera: quando li ho visti per la prima volta ho pensato che avessero un design un po’ pigro, ma quando poi ho approfondito un minimo la loro storia hanno finito con lo starmi simpatici!

THUNDER TOWN – CHOOSE YOUR FUTURE

 

Sono contentissima di potervi finalmente annunciare una grossa novità per cui sto lavorando dietro le quinte con altri appassionati di post-apocalittico italiani:

☢️ THUNDER TOWN ☢️

Un evento a tema che si terrà a San Felice sul Panaro (MO) il 10 e 11 ottobre 2026!

Ci saranno spettacoli, scenografie epiche ricche di polvere e ruggine in cui fare foto, stand espositivi con gadget e memorabilia, punti ristoro e – soprattutto – un focus particolare sulle sfide climatiche che ci attendono in futuro.
Più tante altre novità: siamo al lavoro per offrirvi due giorni difficili da dimenticare!

Vi invito quindi a seguire le pagine ufficiali Facebook e Instagram dell’evento per rimanere sempre aggiornati e aiutarci a sostenere il progetto.

Restate sintonizzati per sopravvivere!

Creare legami giocando insieme [Aspettando LA PLAY 2026 Ep. 01]

Torna anche quest’anno la rubrica di video-podcast realizzata in collaborazione con il War Pit che ci accompagnerà di settimana in settimana fino a LA PLAY – Festival del Gioco 2026.
Attraverso una serie di brevi interviste “senza impegno” scopriremo insieme le persone e le varie realtà ludiche che si sono unite per dar vita al progetto e, soprattutto, cosa porteranno in fiera tra esposizioni, attività ed eventi!

Ospiti di questo primo episodio: Marco, Paolo e Zen di Bivacco Vicenza, che ci raccontano la filosofia e l’intento di aggregazione dietro al War Pit e ci anticipano alcune interessanti novità di quest’edizione.

Musica di sottofondo: Quincas Moreira – Black Swan

LIVE GDR – L’ULTIMA TORCIA 2: UNA VEGLIA ROSSA – PARTE 10 (feat. Serpentarium)

Ieri sera, sul canale YouTube di Serpentarium, si è conclusa con il decimo episodio “Una Veglia Rossa”, l’avventura fantasy per L’Ultima Torcia 2 che abbiamo giocato negli ultimi due mesi!

Fabio Passamonti fa da Narratore mentre io, Matteo “Curte” Cortini, Leonardo “Moro” Moretti, Simone Anselmi e The Prof. Player svuotiamo quella zona di Landaria da quest e sottoquest.

Il combattimento contro la Bestia dell’Abisso con cui è iniziata la scorsa sessione, contro ogni aspettativa, è andato a finire bene.
Grazie a un impietoso lavoro di squadra e – soprattutto – ai fulmini dello Stregone Xaris, infatti, nessun membro del gruppo ha perso la vita (anche se qualcuno c’è andato vicino). Anzi, tutti hanno potuto arricchirsi di parecchio con i tesori recuperati nella tana del mostro, prontamente rivenduti una volta rientrati al Festival.
A questo punto dopo il giusto riposo e rifornimento, gli avventurieri sono ripartiti alla volta delle miniere indicate da Sorella Lilius, facendosi strada oltre terremoti, fuochi di segnalazione e troll delle foreste.
Giunti là, sono stati accolti da uno spettacolo assai macabro: teste di cavallo scheletriche, corpi fatti a pezzi e impalati – forse persino timidamente rianimati da magia oscura – e un silenzio desolante che va a completare la coreografia di un luogo votato al Culto del dio della Morte.
Giustamente sul chi vive (o muore), sospettosi persino della loro nuova compagna, il gruppo si è quindi addentrato fin dentro le miniere per fare luce sul mistero e distruggere un presunto altare sacrilego.
Dall’oscurità, però, hanno poco dopo fatto capolino alcune figure pallide, poco vive ma comunque aggressive.

Entrare è stata una pessima decisione? Sorella Lilius è davvero chi dice di essere o voleva solo attirarli in trappola?

MARTEDÌ DELLO XENO – TALEC

 

Per il MARTEDÌ DELLO XENO di oggi torniamo ancora una volta nel favoloso mondo dei B-Movie per approfondire l’antagonista del film “Arma Non Convenzionale” (1990, regia di Craig R. Baxley).

Interpretato da Matthias Hues senza nemmeno troppo trucco addosso, si tratta di un alieno di cui non sappiamo il nome perché nel film non viene mai pronunciato. Persino nei titoli di coda viene chiamato semplicemente “Bad Alien” (“Alieno Cattivo”), anche se alcune fonti riportano che nel materiale di pre-produzione è indicato come “Talec”, quindi per questo articolo userò quello.

In ogni caso, Talec è un vero e proprio narcotrafficante spaziale, giunto sulla Terra con uno scopo ben preciso: rifornirsi della sostanza stupefacente chiamata “barsi” e poi riportarla sul suo pianeta (anch’esso dal nome sconosciuto) per rivenderla.

Per farlo, prima ha sottratto un grande carico di eroina ad alcuni criminali terrestri, poi ha iniziato a somministrargliela in dosi elevatissime, così da poter poi prelevare le endorfine prodotte dai loro cervelli e, infine, raffinarle in barsi purissimo.
Il tutto grazie alla tecnologia superiore di cui è in possesso, tra cui una specie di frusta meccanica che culmina in un iniettore (con cui somministra l’eroina alle sue vittime) e una lama retrattile cava (utilizzata per prelevare le endorfine), entrambe integrate in ognuno dei suoi bracciali.
Come equipaggiamento seguono poi una potentissima pistola aliena e, soprattutto, la sua arma più iconica: un disco rotante in grado di tagliare tutto, dall’aspetto vagamente simile a un CD e utilizzato in inquadrature e rimbalzi che non hanno nulla da invidiare a quelli del chakram di Xena la Principessa Guerriera.

A livello estetico, almeno superficialmente, Talec (e in generale quelli della sua specie) non è dissimile da un essere umano. Alto, grosso, con lunghi capelli biondo platino, la pelle abbronzata e gli occhi velati di bianco.
E bianco è anche il suo sangue, come scopriamo nelle ultime scene d’azione.
Inoltre, anche se non sono chiarissimi i dettagli, sembra che questa sia una specie di “forma materiale” e che in realtà l’alieno sia composto di energia (o comunque abbia una relazione di qualche tipo con essa).

In qualunque caso, a fermarlo ci penseranno il Detective della narcotici di Houston Jack Caine (interpretato da un giovanissimo Dolph Lundgren) e l’Agente Speciale dell’FBI Arwood Smith (Brian Benben), impedendo così che altri della sua specie vengano sulla Terra in forze, aprendo una rotta interspaziale per il traffico di sostanze.

Ultima curiosità: il titolo originale del film è “I Come in Peace”, “Vengo in Pace”, una frase che Talec (che essendo alieno parla pochissimo l’inglese) ripete spesso alle sue vittime prima di aggredirle.

ANNUNCIO: L’età della polvere torna al GDR!

 

Ogni volta che mi trovo a scrivere storie ambientate nella Devastazione, mi sento a mio agio.
Questo è un mondo che è nato anni fa come una lunga campagna GDR tra amici, per poi trasformarsi nei tre romanzi della trilogia.

Oggi sento che è arrivato il momento di riportare quest’ambientazione dove tutto è iniziato: al gioco di ruolo.

Sto lavorando alla scrittura e alla produzione de “L’età della polvere – Il gioco di ruolo” per dare finalmente a chiunque lo desideri lo spazio per creare la propria avventura in quest’universo.

È il mio primo manuale, il primo che uscirà con l’etichetta “Villanora” e ho deciso di investirci tanto, in tempo e risorse: l’obiettivo è uscire entro l’anno, ma vedrete qualcosina molto presto perché porterò una one-shot sul canale e una sessione dal vivo alla PLAY: Festival del Gioco.

Piccolo spoiler: questo manuale sarà ambientato ventitré anni dopo gli eventi dei libri. Non sarà affatto obbligatorio aver letto la trilogia per giocare o capire l’ambientazione, anche se chi lo ha fatto troverà sfumature e richiami che spero apprezzerà.

Per quanto riguarda le regole, ho scelto di non adattare sistemi esistenti ma di crearne uno totalmente inedito e qui è stato fondamentale il supporto e la scrittura di Matteo “Curte” Cortini che ha dato vita a una struttura perfettamente allineata con l’atmosfera che avevo in mente. Ci tengo a ringraziarlo moltissimo per il lavoro tecnico che ha fatto per me.

Inoltre voglio mostrarvi anche la parte grafica del gioco – per me MOLTO importante – quindi ecco il logo, curato da Sonia “Ren” Amaduzzi che riprende il nero e il giallo, due colori simbolo di questo manuale. Per la parte visiva e le tavole mi sono invece affidata a Simone Delladio: so di essere in ottime mani e non vedo l’ora di potervi mostrare i prossimi risultati del loro lavoro.

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