GLI SKAVEN [GUIDA SENZA IMPEGNO ALLE BANDE DI MORDHEIM EP. 07]

Tutto ciò che di essenziale c’è da sapere sulle bande che si possono giocare in Mordheim. Spiegazione semplice, da raccontare anche alla nonna.

Oggi vi parlo degli Skaven, topini-ninja avidi di malapietra!

Musica di sottofondo: ELPHNT – A Great Darkness Approaches, Can You Feel It?

In collaborazione con il gruppo Mordheim Italia e I Tremendi Dèi del Caos

MARTEDÌ DELLO XENO – I VAMPIRI SUCCHIAGRASSO

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO degli extraterrestri provenienti dall’universo di Duck Dodgers, l’alter-ego spaziale di Daffy Duck utilizzato dalla Warner Bros per parodiare le storie di fantascienza nei loro cartoni animati.

I Vampiri Succhiagrasso, chiamati “Aspirapinguedine” nel doppiaggio italiano, sono… beh, il nome è già piuttosto auto-esplicativo.

Non si conosce esattamente la loro origine, ma l’aspetto è molto simile a quello dei classici vampiri: creature umanoidi molto pallide (in questo caso sul grigio-verdino) e magre, con una spiccata preferenza per i vestiti neri e gli accessori gotici.
E ovviamente delle zanne molto appuntite, che usano per mordere le loro vittime e succhiarne via il grasso dal corpo.

Il tessuto adiposo è la loro unica fonte di nutrimento. Sembrano invece allergici a qualunque forma di cibo salutare, come tofu o verdure, tanto che il solo contatto con la pelle causa loro terribili ustioni.
Consumarlo, invece, ne provoca direttamente la morte, lasciando di loro solo piccoli mucchietti di cenere.

Le somiglianze con i vampiri non si limitano solo all’aspetto fisico ma includono anche altre capacità “tipiche”, come quella di trasformarsi in pipistrello o un sovrannaturale e ipnotico carisma, che ovviamente usano per sedurre le persone di cui vogliono nutrirsi dopo averle attirate con l’inganno sulla loro stazione spaziale.
Inoltre, dormono appesi a testa in giù.

Non è invece ben chiaro come si riproducano, se con il normale accoppiamento o infettando o “abbracciando” le altre specie umanoidi. Ma qui, forse, stiamo andando a cercare troppa complessità per dei semplici “cattivi dell’episodio”, apparsi una sola volta nella serie animata.

Come ultima curiosità però aggiungo che gli autori, per crearli, potrebbero essersi ispirati alla figura del Pishtaco: un mostro del folklore sudamericano diffuso soprattutto in Perù e Bolivia che, per l’appunto, estrae il grasso dalle sue vittime.

DARK ANGEL

 

Ricordate “Dark Angel”, la serie TV del 2000 con protagonista una giovanissima Jessica Alba nei panni di una “ladra” geneticamente potenziata?

Durò appena un paio di stagioni, per un totale di 43 episodi, prima di essere cancellata nonostante ci fossero piani per realizzarne una terza (poi ripresi nel romanzo-sequel “After The Dark”, pubblicato nel 2003) e avesse alle spalle nomi di un certo peso (uno su tutti: James Cameron).

L’ho vista da piccola, quindi non la ricordo nel dettaglio, ma a quanto pare ha avuto alti e bassi, con il primo arco narrativo più convincente del secondo.
Più che altro però mi piaceva tanto l’ambientazione, che mescolava elementi futuristico-cyberpunk con un post-apocalittico un po’ diverso dal solito.

Nel mondo di Dark Angel, infatti, la società degli Stati Uniti è collassata in una nuova grande depressione in seguito a un evento ricordato come “L’Impulso”: un’onda elettromagnetica (generata dall’esplosione di un ordigno nucleare ad alta quota) così forte da mandare in avaria tutti i computer e sistemi di comunicazione del paese, cancellando all’istante tutte le informazioni digitali e, di conseguenza, portando al caos.

Questo accadeva il 9 giugno 2009, circa un decennio in avanti rispetto a quando la serie è stata messa in onda, anche se poi di fatto l’azione si svolgeva ancora dieci anni dopo, nella Seattle del 2019.

Ed era interessante vedere una distopia post-apocalittica così vicina ai “normali” anni ’90, dove più che le classiche macerie di palazzi distrutti, sabbia e radiazioni c’erano povertà dilagante, sovrappopolazione e un aumento della disparità sociale e, di conseguenza, della criminalità.

È un peccato che sia durata così poco. Sicuramente, con un’ambientazione così, la serie avrebbe potuto dare di più!

INFO PER TROVARCI AL LUCCA COMICS 2025!

 

Manca pochissimo e non vedo l’ora di essere lì!
Ci vediamo al Lucca Comics & Games per tre giorni intensi: venerdì 31 ottobre, sabato 1 e domenica 2 novembre.

Dove?
La mia base sarà lo stand Serpentarium (CAR 132) nel Padiglione Carducci.
Sarò super emozionata perché troverete il mio primo manuale: “L’Ultima Rotta – Corruzione nel Vuoto”, scritto con Matteo “Curte” Cortini.
È un onore tornare a Lucca pubblicata da una casa editrice che adoro, la stessa con cui (ormai molti anni fa) ho mosso i primi passi nel GDR, con Sine Requie.

Inoltre ho anche diversi appuntamenti, ecco un riassunto suddiviso per giorni:

🚀 Venerdì 31, dalle 14:30 alle 17:30, mi sposterò al Games Café (sempre presso il padiglione Carducci) per masterare l’avventura inedita che ho scritto per il Torneo di Mastering che si terrà in fiera: “Un’artista nei guai”.
Il regolamento ovviamente è quello de L’Ultima Rotta – Corruzione nel Vuoto!

😈 Sabato 1 parteciperò alla parata di Warhammer 40K organizzata dalla 16th Legio Italica con indosso il mio nuovo costume da Cultista di Slaanesh.
La partenza è fissata al Giardino degli Osservanti per le 14 e il giro dovrebbe durare fino alle 16 circa. Se volete unirvi siete i benvenuti!

💉 Domenica 2, invece, indosserò il costume da Medico da Combattimento di Trench Crusade. Starò comunque nei pressi dello stand Serpentarium, quindi nel caso cercatemi lì.

Passate a trovarmi che vi aspetto tantissimo per incontrarvi o ritrovarvi, per farci le foto insieme o anche solo per qualche chiacchiera Senza Impegno! Ci vediamo!

MARTEDÌ DELLO XENO – MIKITAKA HAZEKURA

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO un alieno che forse non lo è ma si professa comunque tale, apparso in “Diamond is Unbreakable”, la quarta serie de Le Bizzarre Avventure di JoJo.

Mikitaka Hazekura, il cui vero nome lui dichiara essere Nu Mikitakazo Nshi, è un sedicente extraterrestre originario di un pianeta sconosciuto vicino alle Nubi di Magellano.

A parte le orecchie visibilmente a punta come quelle di un elfo, ha l’aspetto di un normale ragazzo adolescente, con altezza e peso nella media, la carnagione chiara, i capelli biondo platino (quasi bianchi) e gli occhi verdi.
Porta inoltre un orecchino al naso, collegato con una catenella fino all’orecchio sinistro, e di solito indossa un’uniforme scolastica decorata con simboli che richiamano il tema dello spazio e degli alieni (per esempio un disco volante, pianeti, stelle).

Al di là del suo aspetto, stando a quel che dice, ha 216 anni ed è venuto sul pianeta Terra per scoprire la sua cultura e vedere se è un buon posto per trasferirsi, visto che il suo mondo d’origine sta morendo.
A riprova di questo c’è una genuina curiosità per tutto ciò che lo circonda, anche le cose più banali, e il fatto che spesso non riesca a cogliere le sfumature dei discorsi o delle situazioni, per non parlare dell’utilizzo di molti oggetti (memorabile quando mangia un fazzoletto di stoffa che gli è appena stato offerto, per esempio).
Al di là di tutto, comunque, Mikitaka ha un’indole gentile e pacata.

Soffre però molto il suono acuto delle sirene, tanto da agitarsi e avere delle vere e proprie reazioni allergiche, come l’arrossarsi della pelle. Stando alle sue parole, anche solo sentirle in lontananza causa a quelli della sua specie un dolore intollerabile.

Un’altra caratteristica “aliena” rilevante è la capacità di mutare forma a piacimento e trasformarsi in qualsiasi oggetto voglia, replicandone perfettamente anche le proprietà fisiche.
È tuttavia soggetto ad alcune limitazioni, come l’impossibilità di replicare meccanismi complessi e quella di andare oltre le capacità del proprio corpo. Inoltre ha serie difficoltà nel riprodurre i volti delle persone, visto che dalla sua prospettiva gli umani sono tutti uguali.
Infine, la cosa gli richiede comunque concentrazione e deve avere ben chiara l’idea dell’oggetto in cui si sta trasformando, altrimenti potrebbe fargli assumere involontariamente capacità o comportamenti strani, dovuti alla sua ingenuità.

Se la capacità di trasformarsi, chiamata “Earth Wind and Fire”, sia uno Stand (in breve: la manifestazione fisica dell’energia vitale di qualcuno, di solito come entità antropomorfa, in grado di conferire poteri sovrannaturali) o meno è un argomento dibattuto esattamente come l’origine extraterrestre di Mikitaka, che potrebbe in realtà essere solo un essere umano con uno Stand particolare e una strana ossessione/convinzione di essere un alieno.
L’autore del manga, Hirohiko Araki, si è curato di seminare indizi che puntano in entrambe le direzioni, lasciando volutamente la cosa ambigua.
E forse è proprio questo a rendere il personaggio così interessante.

LE ORIGINI DEL MEGA-BOOM

 

Nello scrivere L’età della polvere, durante la trasposizione della vecchia campagna GDR post-apocalittica in quelli che poi sarebbero diventati i romanzi, ho tagliato e modificato tantissimo del materiale originale.

In pochi sanno, per esempio, che nella sua prima incarnazione Megapixel si era costruito da solo un’arma unica nella Devastazione: un fucile a canne mozze con quattro canne e due grilletti, ovviamente comodi solo per essere utilizzati con i suoi due pollici.
Una “doppia doppietta”, come la chiamava il giocatore che lo interpretava.

Un concetto che però non ho ripreso nel “mio” Megapixel perché troppo sopra le righe, quasi grottesco, divertente e utile al tavolo da gioco con i suoi 4d12 danni (compensati da ben due turni per la ricarica), ma lontano dal tono più serio che volevo dare ai romanzi e anche dall’indole del personaggio.

Quando però, qualche anno dopo, mi è stato proposto di scrivere una promo per Weird World, il GDR post-post-post-apocalittico di Simone Anselmi (edito da Tin Hat Games), il concetto mi è subito tornato in mente.
Il tono più scanzonato dell’ambientazione sembrava perfetto per ospitare un’arma del genere! E una volta appurato che il sistema comprendeva la mutazione per avere arti aggiuntivi… beh, le parole si sono praticamente scritte da sole.

È così che è nato il Mega-Boom, che qui sotto potete vedere illustrato da Jacopo Paoletti.
Un fucile, se possibile, ancor più esagerato rispetto all’originale!

LIVE GDR – L’ULTIMA ROTTA: MISSIONE KITANIA – PARTE 2 (feat. Serpentarium)

Ieri sera, sul canale YouTube di Serpentarium, si è tornati a maciullare aracnei nella seconda parte di “Missione Kitania”, un’avventura ultra-action per L’Ultima Rotta!

Matteo “Curte” Cortini ci manda contro fiumane di alieni mentre io, Alberto Bontempi, Simone Delladio e Simone Anselmi ci diamo da fare con sparachiodi di varie taglie, fulmilame e lancio di granate. Il tutto con malcelata arroganza.

Nella scorsa sessione, la squadra di Grifoni (soldati di Grifo iperaddestrati) del gruppo dei Macellai di Razak, composta dai nomi in codice “Totano”, “Seppia”, “Triglia” e “Barracuda”, è stata sparata sulla superficie di Kitania, un piccolo asteroide infestato da orribili uomini-ragno alieni.
La missione? Farli fuori tutti, dal primo all’ultimo, in particolar modo la loro Regina.
Una volta atterrati ci siamo dunque aperti la strada con la forza, tra violenza senza scrupoli, umorismo da caserma ed esaltazione della mascolinità tossica, prima fino a una torre radio che siamo riusciti a riattivare, e poi fino alle rovine di una città dove abbiamo maciullato un Nobile Aracneo e la sua scorta.
Da un’apertura nel muro, poi, abbiamo notato il prossimo posto dove dirigerci: una specie di miniera popolata da operai, dalla quale speriamo di riuscire a raggiungere la tana della Regina.
Peccato per il mastondontico Moscondoro corazzato che sta pascolando proprio sulla strada che porta all’ingresso della cavità.

Come e/o con quanta violenza riusciremo a passargli oltre?
Sceglieremo un approccio più furtivo o continueremo a sparare all’impazzata senza pietà né ritegno?

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