FREEJACK – IN FUGA DAL FUTURO

 

Stamattina mi sono ricordata di “Freejack – In fuga nel futuro”.

Film del 1992, è ispirato al romanzo “Immortality”, di Robert Sheckley.

La trama mi è sempre piaciuta.

Siamo nel 1991 quando Alex si schianta in auto. Il suo corpo, però, svanisce nel nulla qualche secondo prima dell’impatto, rapito da una squadra di uomini del futuro, che lo trasportano nel lontano 2009.

Ci ritroviamo quindi in una New York non troppo distopica e dominata dal crimine, in cui gli abitanti sono alle prese con miseria e inquinamento.

Alex riesce a scappare dai suoi inseguitori e scopre di essere un “freejack”, cioè un corpo catturato nel passato con lo scopo di diventare un nuovo “contenitore” per le menti di ricchi potenti alla costante ricerca dell’immortalità.

Ecco, per onestà devo dire che la versione originale ebbe un esito disastroso durante la visione di prova.
Talmente pessima che il produttore fu costretto a rigirare circa il 40% del film.
E, comunque, non riscosse molto successo.

Il vero punto di forza è il cast: Anthony Hopkins, Jonathan Banks, Rene Russo e un inaspettato Mick Jagger, leader dei Rolling Stones, nel ruolo di un cacciatore di corpi.

INIZIARE CON WARHAMMER 40.000

Un viaggio attraverso il tetro e sanguinoso universo di Warhammer 40.000. Spiegazione semplice, da raccontare anche alla nonna.

Oggi un video diverso dal solito, nella speranza di essere d’aiuto a chi vuole provare a giocare a Warhammer 40.000.

Clicca qui per scaricare le regole base di Warhammer 40.000.

Vi lascio anche il link alla pagina Facebook della GW Milano, il mio store ufficiale di fiducia.

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Musica di sottofondo: Benjamin Tissot (Bensound) – Evolution https://www.bensound.com/

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MARTEDÌ DELLO XENO: I RODIANI

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, un alieno che SICURAMENTE ha sparato per secondo.

Originari del pianeta Rodia, i Rodiani sono dei rettiliani di colore verdastro.

Hanno grandi occhi in grado di vedere gli spettri infrarossi e piccole antenne sul cranio.
La loro pelle è rugosa e a volte assume tonalità gialle o turchesi. Le dita sono munite di ghiandole per la suzione; per questo motivo sarebbe molto difficile – per un umano – maneggiare un oggetto di fattura rodiana.

È una razza sensibile alla Forza, alcuni Jedi Rodiani hanno combattuto nelle Guerre dei Cloni ma, in generale, molti di loro si guadagnano da vivere come cacciatori di taglie.

Il più famoso?
Greedo, l’alieno ucciso da Han Solo, su Tatooine.

LLOYD, UN UOMO ALLA DERIVA (THE STAND)

 

Lloyd Henreid è un personaggio secondario – e antagonista – del romanzo “The Stand” di Stephen King.

Un criminale che, di certo, non spicca per intelligenza.

Alla vigilia dell’epidemia di super-influenza si imbatte in Andrew “Poke” Freeman, un detenuto pericoloso e crudele.
Alimentati da droga e alcolici, commettono vari reati minori fino all’assalto della stazione di servizio di Burrack.

La rapina va male: due clienti vengono uccisi, Poke viene colpito dagli agenti e Lloyd catturato e arrestato.
Detenuto in un’ala della prigione municipale di Phoenix, Lloyd si trova, ancora una volta, nel luogo sbagliato al momento sbagliato.

La super-influenza si abbatte sulla città, uccidendo tutte le guardie carcerarie e i detenuti. Tranne lui.
L’uomo viene, di fatto, dimenticato nella sua cella a morire di fame.

Lloyd prova a sopravvivere bevendo l’acqua del gabinetto, mangiando ratti e divorando, in preda alla disperazione, la gamba del suo compagno di cella.
Viene trovato mezzo morto da Randal Flagg che lo salva in cambio della sua fedeltà più totale.

Ma perché mi piace tanto?

Lloyd – che nella miniserie è interpretato magistralmente da Nat Wolff – è un uomo alla deriva.

Vittima di una società crudele e schiavo delle sue stesse debolezze e pulsioni.

È un corrotto, spaventato e senza direzione che vuole essere premiato e lodato per meriti che non gli appartengono.
Alla costante ricerca d’approvazione, si camuffa per non rivelare – nemmeno a se stesso – una triste verità: il suo stato di puro e semplice vittimismo.

È in un limbo, immobile.

A metà strada tra una forza di volontà troppo debole per permettergli di agire e un’apparenza errata, ma ormai radicata, che lo costringe a comportarsi come la persona che non è.

MARTEDÌ DELLO XENO: I DALEK

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, parliamo delle creature più pericolose dell’universo.

I Dalek sono i discendenti dei Kaled, provenienti dal pianeta Skaro.

Hanno combattuto i Signori del Tempo nell’Ultima Grande Guerra del Tempo, un conflitto terminato con il quasi totale annientamento di entrambe le razze.
Per questo motivo sono i più antichi – e frequenti – nemici del Dottor Who e lo affrontano in ogni sua incarnazione.

Sono detestati da chiunque, odiati e temuti dall’intero spazio-tempo.

Anche se i Dalek sembrano del tutto robotizzati, sono in realtà dei cyborg, con un corpo biologico gelatinoso racchiuso e supportato da un guscio protettivo esterno fatto di metallo. A differenza dei loro antenati, hanno perso ogni aspetto umanoide ad eccezione dell’unico occhio che possiedono.

Il loro creatore è Davros: scienziato che ha tolto ai Kaled ogni genere di sentimento, esclusa la rabbia.

Non a caso, il loro motto è “STERMINARE”.

SONO MEDIA PARTNER DELL’11° MILANO WARGAMES!

 

💣 ANNUNCIO BOMBA 💣

Quest’anno sarò media partner ufficiale dell’11° Milano Wargames!

Sarà un’intera giornata dedicata a wargame, giochi da tavolo e di ruolo.
Come sempre ci saranno moltissimi espositori specializzati, tornei, tavoli demo, eventi vari e secchiate di miniature in ogni direzione!

Sono emozionata. In passato ci sono stata come visitatrice e ne ho un ricordo bellissimo.
Per ora posso dirvi solo che sarò in cosplay post-apocalittico e avrò con me i miei libri, “l’Età della polvere” e “Level Up!”. Ma il programma è ancora in definizione, quindi potrei annunciarvi altre sorprese in futuro.

L’appuntamento sarà il 27 novembre 2022 dalle 9.30 alle 19.00 presso il padiglione D del Parco Esposizioni Novegro.
Seguiranno info più dettagliate (anche sulla vendita dei biglietti). Nel frattempo vi lascio qualche link utile:

Pagina Facebook dell’evento
Sito web del Parco Esposizioni di Novegro

FALLOUT 4: SCONTRO AD ALTA QUOTA

 

Eccomi con un altro racconto, stavolta su Fallout4.

Dovete sapere che io soffro di acrofobia, cioè la paura di cadere quando mi affaccio da un luogo elevato. Mi vengono le vertigini, la tachicardia e sento cedere le gambe.
Questa simpatica fobia mi ha abituata a rifuggire le grandi altezze e vivere serenamente in uno spazio compreso tra il piano terra e il quinto piano.

Ma veniamo a noi.

Devo liberare una zona dai predoni e la mappa indica un luogo preciso, una fabbrica al centro del nulla.

Arrivo, perlustro con attenzione finché un proiettile mi pettina e capisco che mi stanno sparando dall’alto.

Entro ed elimino ogni creatura umana, mutante o robot: così, per andare sul sicuro. Con calma salgo i piani della grande struttura. Dietro di me, una scia di sangue e bulloni.

Mi trovo davanti a un portellone di sicurezza che conduce all’esterno. Esco.

Vedo una passerella, una guardiola e poi un altro lungo passaggio quasi verticale che mi condurrà in cima alla torre con il logo dell’azienda.
Rimangono due predoni: quello della guardiola lo elimino subito, l’altra se ne sta lassù in cima.

Le punterei un Fat-Man addosso, se ne avessi uno ma devo salire. Non c’è scelta.

La prima rampa, tutto sommato, va bene.
La seconda, no.

Mi guardo in giro e sento le mani sudare, i tasti scivolano via dalle dita. Con una pendenza del 96% e il vuoto che mi circonda, mi chiedo se sia il caso di lasciarmi morire lì.
Se davvero ho voglia di uccidere quella predona che magari, a casa, ha anche una famiglia che la aspetta.

La mia pietà non viene ripagata: vengo colpita a una gamba. Attaccandomi alla ringhiera tentenno in avanti, un passetto alla volta.
Lei mi carica e inizia il combattimento.

Nella ferocia dell’azione rimaniamo buggate tra il giaciglio della tizia e la grata di ferro rugginoso. Iniziamo a vorticare tra il metallo e il vuoto cosmico.

Riprendo il controllo dopo svariati secondi di puro terrore giusto in tempo per lanciarla giù e usare il Pip-Boy che mi permetterà di teletrasportarmi lontano da quel posto oscenamente alto.

La schermata di caricamento termina: sono al sicuro.

Poso il Pip-Boy e vengo mangiata da un Ratto Talpa radioattivo.

WARHAMMER 40.000 SENZA IMPEGNO (EP. 27) – L’ORKOBALENO

Un viaggio attraverso il tetro e sanguinoso universo di Warhammer 40.000. Spiegazione semplice, da raccontare anche alla nonna.

Oggi un argomento più leggero del solito: vi racconto dei poteri speciali che gli orki attribuiscono a ogni colore!

Musica di sottofondo: Benjamin Tissot (Bensound) – Evolution https://www.bensound.com/

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MARTEDÌ DELLO XENO: L’IPNOROSPO

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, una creatura di cui parlerò spontaneamente, senza alcuna costrizione.

L’Ipnorospo è un rospo magnifico di grandi proporzioni caratterizzato da occhi oscillanti multicolore.

Non si sa nulla delle sue origini ma emette un piacevole ronzio che ipnotizza qualunque essere vivente, anche una massa, con il minimo sforzo.

Ha vinto un concorso di bellezza per animali e, tutt’oggi, conduce un spettacolo in TV, il cui titolo è “Everybody Loves Hypnotoad”: una ripresa statica dell’Ipnorospo che fissa la telecamera.

“Lode all’Ipnorospo”.

LA STORIA DELLE MASCHERE ANTIGAS

 

L’origine delle prime maschere antigas non è certa ma troviamo un oggetto simile già nell’antichità, nel “Libro dei congegni ingegnosi”, testo risalente all’850 d.C., scritto dai fratelli Banu Musa.
Si trattava di uno strumento idraulico da indossare sul viso per proteggere i lavoratori che si calavano nei pozzi inquinati.

Più famosa, però, è la maschera del Dottor Peste, attribuita a Charles de Lorme.
Il medico curò molti reali europei durante il XVII secolo, inclusi re Luigi XIII e Gastone di Francia, figlio di Maria de’ Medici.
Il lungo naso – simile a un becco – veniva riempito con la teriaca: un composto di oltre 55 erbe, polvere di carne di vipera, cannella, mirra e miele. Tutto per tenere lontano la puzza della peste.

Qualche tempo dopo, nel 1799, il minatore prussiano Alexander von Humboldt propose una maschera dotata di un palloncino-respiratore, per proteggere le vie respiratorie dalle esalazioni provenienti dalla miniera.

L’idea fu ripresa dai fratelli Deane e il 2 luglio 1850 ne depositarono il brevetto.
“Sia noto che Benjamin C. Lane, della città di Cambridge, nella contea di Middlesex, nello stato del Massachusetts, ha inventato un nuovo e utile strumento chiamato ‘salvavita pneumatico di Lane’ con lo scopo di respirare aria pura da una camera d’aria in cui la stessa si sia condensata […] che dà la possibilità di entrare in edifici pieni di fumo o aria avvelenata”.

Le maschere antigas, da allora, si perfezionarono sempre più rivelandosi estremamente utili in campo civile e militare proprio in occasione della Prima Guerra Mondiale.

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