LILO & STITCH

 

Lilo & Stitch, è un film Disney del 2002.

La storia è quella del dottor Jumba Jookiba, messo sotto processo dalla Federazione Galattica per “sperimentazione genetica illegale”. La prova è l’Esperimento 626: una creatura aggressiva, quasi indistruttibile e con grandi capacità di apprendimento. Jumba viene imprigionato mentre l’Esperimento 626 deve essere esiliato su un asteroide deserto.
626 riesce a fuggire e dirotta la sua navicella sull’isola di Kauai. Lì incontrerà la piccola Lilo.

“Ohana significa famiglia e famiglia significa che nessuno viene abbandonato. O dimenticato” è la frase che racchiude l’essenza della pellicola.

Ho raccolto qualche curiosità:

– Inizialmente gli autori avevano pensato di ambientare la storia in Kansas, poi si è optato poi per le Hawaii: Lilo & Stitch è il primo film animato ambientato in questo stato.

– Il famoso numero A113 – che compare in molti film Disney – appare diverse volte nel corso della pellicola.

– Nella stanza di Lilo troviamo due riferimenti al franchise: il peluche di Dumbo e il poster di Mulan.

– All’inizio del film il giudice esorta Stitch a dire qualcosa che dimostri la sua bontà: l’alieno risponde leccando la parete di vetro che lo circonda, disegnando con la lingua la D di Disney.

– Il personaggio di Cobra Bubbles nella versione originale è doppiato dall’attore Ving Rhames, che in Pulp Fiction interpreta Marsellus Wallace. L’aspetto, in effetti, lo ricorda molto.

– Quando Lilo sceglie Stitch come suo nuovo animale domestico al canile, la bambina e la sorella Nani aspettano che venga preparato il documento per la vendita. Sul foglio troviamo un ringraziamento allo staff della Disney che ha lavorato al film. C’è anche la firma di Susan Hegarty, voce originale di Lilo.

– Disney ha realizzato diversi trailer in cui Stitch si intromette e rovina “scene simbolo” dei precedenti cartoni: travolge Ariel mentre sta cantando sullo scoglio, fa crollare il lampadario su Belle e la Bestia, è al posto di Simba nella scena con la scimmia Rafiki e convince Jasmine a salire sulla sua astronave lasciando Aladdin da solo.

JUMANJI

 

È Natale, quindi voglio condividere con voi uno dei film che vedevo spesso in questo periodo – pur non essendo un vero e proprio cult natalizio –

Jumanji è un film del 1995 diretto da Joe Johnston.

La sceneggiatura è tratta dall’omonimo albo illustrato per bambini, scritto da Chris Van Allsburg nel lontano 1981.
Nel 2005 è stato realizzato un sequel ambientato nello stesso universo, intitolato Zathura – Un’avventura spaziale, basato su un racconto dello stesso Allsburg.
E sulla scia del successo è stata prodotta una serie televisiva d’animazione, trasmessa tra il 1996 e il 1999, e due sequel intitolati Jumanji – Benvenuti nella giungla (2017) e Jumanji: The Next Level (2019).

«Un gioco che sa trasportar chi questo mondo vuol lasciar.»

Qualche curiosità per tenervi compagnia in questa giornata di pandori e/o panettoni.

– La TriStar Pictures accettò di finanziare il film a una condizione: Robin Williams doveva interpretare il ruolo principale.

– Gli effetti speciali furono realizzati combinando tecniche tradizionali, come pupazzi e animatronica, con innovativi effetti speciali digitali curati dalla Industrial Light & Magic.

– Chris Van Allsburg affermò di apprezzare il lavoro svolto, nonostante le modifiche rispetto al libro, dichiarando che “il film è fedele nel riprodurre il caos che deriva dall’avere un animale della giungla in casa”.

– Qual è il reale significato del termine Jumanji? Chris Van Allsburg ha spiegato che questa è una parola Zulu che si può tradurre con “molti effetti”, e fa riferimento alle “strabilianti conseguenze del gioco” menzionate anche nel film.

– Scarlett Johansson partecipò ai provini per interpretare Judy Shepherd ma la produzione preferì puntare su Kirsten Dunst.

– Il gioco di Jumanji è diventato così famoso nel corso degli anni che una replica è stata venduta, nel 2014, a quasi 61mila dollari.

– In Jumanji, Judy Shepherd ha 12 anni mentre Peter è il fratello minore. I due giovani attori, in realtà, hanno la stessa età.

– Jonathan Hyde ha ricoperto un doppio ruolo: è stato sia Samuel Parrish che Van Pelt.

– La produzione del film è costata complessivamente 65 milioni di dollari. Un investimento recuperato dal momento che ne ha incassati 262 milioni in tutto il mondo.

fonte: fanpage

L’ETÀ DELLA POLVERE – INTERVISTA A BAR BALICCO 71

Questa mattina sono stata ospite di Radio Lecco FM nella trasmissione Bar Balicco 71 per un’intervista su L’età della polvere – Il Nero e il Giallo.

Abbiamo parlato del romanzo, di scrittura e post-apocalittico in generale.
Ringrazio Fabio e Andrea per il tempo che mi hanno dedicato. Chiacchierare con loro è stato un vero piacere.

WARHAMMER 40.000 SENZA IMPEGNO (EP. 19) – LA FEROCIA DEI LUPI

Un viaggio attraverso il tetro e sanguinoso universo di Warhammer 40.000. Spiegazione semplice, da raccontare anche alla nonna.

Oggi vi racconto qualcosa dei Lupi Siderali, i più feroci tra gli Space Marine, e sul loro Primarca, Leman Russ.

Musica di sottofondo: Benjamin Tissot (Bensound) – Evolution https://www.bensound.com/

In collaborazione con la pagina Facebook de I Tremendi Dèi del Caos

GLI EFFETTI SPECIALI DI TRON

 

TRON, del 1982, è un affascinante tentativo di esplorazione artistica.

Lisberger ha dichiarato di aver avuto l’ispirazione artistica osservando il videogioco “Pong”.
Il regista era convinto che una rappresentazione in computer graphics “potesse essere molto adatta a portare sul grande schermo le visuali tipiche dei videogiochi e dei calcolatori.”

Solo una minima parte degli effetti speciali è realizzata in CGI.

Si è fatto uso del “matte painting” per la circuiteria incandescente sui costumi; una tecnica che comparve per la prima volta nel film “Missions of California” del 1907 e che consiste nel sovrapporre delle lastre trasparenti – sui cui sono stati disegnati a mano paesaggi o scenari – sulla pellicola.

I computer dell’epoca erano in grado di generare solo immagini statiche e non animazioni: le coordinate di ripresa della sequenza delle lightcycle sono state inserite a mano per ogni singolo fotogramma.

600 coordinate per 4 secondi di film circa.

Un’altra tecnica utilizzata fu la “backlight animation”, in cui ogni fotogramma viene fatto attraversare da una luce filtrata, in modo da creare dei vibranti effetti di luce colorata.

Un lavoro ingegnoso che, anche a distanza di anni, regala molte emozioni.

L’ARTE SECONDO L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

 

Ma gli androidi sognano pecore elettriche?

Non lo so.
Ma questa – e molte altre – sono le opere “impressioniste” realizzate dall’intelligenza artificiale di Google.
Una specie di rappresentazione visiva di ciò che viene analizzato dal software di Big G.

Google mostra al software milioni di immagini modificando man mano i parametri fino a quando l’intelligenza artificiale riesce a fornire la classificazione richiesta.

Le opere vengono generate attraverso un processo definito “Inceptionism”: in pratica, una fotografia viene inserita nel sistema ed elaborata.
Durante questa procedura il computer genera un’idea di quelli che secondo lui sono gli oggetti contenuti all’interno di una scena, dando vita alle immagini oniriche che caratterizzano i “sogni” dell’IA di Google.

fonte: tech fanpage

BATTAGLIA PER LA TERRA

 

Battaglia per la Terra è un film del 2000 diretto da Roger Christian e liberamente tratto dall’omonimo romanzo scritto da L. Ron Hubbard nel 1982.

“Nel 3000 la Terra è ormai da mille anni sotto il dominio di un bellicoso popolo alieno, gli Psychlo alla cui guida vi è lo spietato Terl, capo della sicurezza planetaria. I pochi uomini rimasti, regrediti alla preistoria, sono costretti alla schiavitù estraendo minerali per conto degli invasori”.

La critica e il pubblico non hanno gradito quasi nulla, rendendo il film uno dei più grandi fallimenti cinematografici della storia.

– Costato 75 milioni di dollari – più altri 20 per promozione e marketing – ne ha incassati $29,725,663 in tutto il mondo.

– Tra il 2001 e il 2010 ha vinto NOVE Razzie Awards: peggior film, peggior regista, peggior sceneggiatura, peggior attore protagonista, peggior attore non protagonista, peggior attrice non protagonista, peggior coppia sullo schermo, peggior film drammatico degli ultimi 25 anni e peggior film del decennio.

– Su Rotten Tomatoes ha totalizzato il 3% di recensioni positive con un punteggio pari a 2,80 su 10 sulla base di 153 recensioni. La maggior parte dei commenti dicono che sia: “brutto, esagerato, recitato male. Battaglia per la Terra è una follia fantascientifica mal concepita e pessima in maniera aggressiva”.

– Il critico cinematografico Roger Ebert ha assegnato al film mezza stella su quattro, paragonandolo a: “un viaggio in autobus con qualcuno che non si lava da mesi. Non è solo brutto, è sgradevole in maniera ostile”.

– Il giornalista Jonathan Ross commentò: “Tutto fa schifo in Battaglia per la Terra. Tutto. La musica esagerata, i set inverosimili, i dialoghi terribili, la recitazione enfatica, gli effetti speciali schifosi, l’inizio, il mezzo e soprattutto la fine”.

– Il Providence Journal ha criticato la scelta insolita dei colori presenti nel film: “I colori primari di Battaglia per la Terra sono il blu e il grigio, rendendo il film ancora più miserevole. Ogni volta che la scena si sposta alla luce del sole lo schermo diventa giallognolo, come se qualcuno avesse urinato sulla pellicola. Il che, a dirla tutta, non è una brutta idea”.

– Nel 2010 la rivista Empire lo ha classificato in seconda posizione nella lista dei 50 film peggiori di sempre votati dai lettori, dietro solo a Batman & Robin di Joel Schumacher.

Ho quasi paura a chiederlo ma… a voi è piaciuto? A me un po’ sì.

BRAZIL

 

– Allora, che regalo vorresti per Natale?
– Voglio una carta di credito.

Brazil è un film del 1985 diretto da Terry Gilliam.
Ambientato in un mondo distopico, la burocrazia ha preso il sopravvento in ogni attività dell’uomo.

Non c’è spazio per sognare: il cinismo ha vinto.
È il secondo film della “trilogia dell’immaginazione”, che si completa con “I banditi del tempo” (1981) e “Le avventure del barone di Munchausen” (1988).

Il protagonista è Sam Lowry, impiegato nel Ministero dell’Informazione.
L’uomo ha frequenti sogni a occhi aperti, dove vede se stesso indossare un’armatura alata e salvare una ragazza misteriosa.
A Sam viene dato l’incarico di correggere un errore di stampa di un file causato da un insetto incastrato in una stampante. Purtroppo l’errore ha già causato l’arresto, il processo e la morte accidentale di un certo Archibald Buttle, catturato al posto del reale ricercato, il terrorista Archibald “Harry” Tuttle.
Ma è quando Sam va a visitare la vedova del signor Buttle che tutto prende una piega surreale: e lì vede una ragazza identica alla fanciulla del suo sogno.

Ho raccolto qualche curiosità che potrebbe interessarvi.

– Il titolo iniziale doveva essere 1984 ½, un mix di metafora orwelliana e fantasia felliniana.
Altri titoli presi in considerazione furono: The Ministry of Torture, How I Learned to Live with the System – So Far e So That’s Why the Bourgeoisie Sucks.

– La Universal rifiutò di far uscire il film considerandolo “non commerciabile e troppo eccentrico per il mercato americano” e pretese che Gilliam lo accorciasse dai 142′ originari a 125′. Alla fine si arrivò a un accordo: l’edizione americana è di 11′ minuti in meno rispetto a quella europea.
Il braccio di ferro coinvolse anche il finale.
Esiste infatti un montaggio alternativo di Brazil che corrisponde alle richieste dei produttori; ma Gilliam minacciò di disconoscere il film e ottenne l’ultima parola sul final cut.

– Nonostante due nomination agli Oscar per scenografia e sceneggiatura, il film non riuscì nemmeno a recuperare i costi produttivi.

– Robert De Niro avrebbe voluto il ruolo di Jack, che era però stato promesso a Michael Palin. Dato che De Niro desiderava comunque partecipare al film, il regista Terry Gilliam gli affidò la parte di Tuttle.

– Il titolo finale viene dal brano Aquarela do Brasil (1939) di Ary Barroso. Il pezzo fu scelto da Gilliam per la dissonanza che si crea tra il suo tono dolce e nostalgico e le atmosfere cupe e stranianti del film.

– Lo scrittore di fantascienza Harlan Ellison definì Brazil «il miglior film di fantascienza mai realizzato».

Fonte: Il Davinotti e Movieplayer

WARHAMMER 40.000 SENZA IMPEGNO (EP. 18) – FIGLIE DELL’IMPERATORE

Un viaggio attraverso il tetro e sanguinoso universo di Warhammer 40.000. Spiegazione semplice, da raccontare anche alla nonna.

Oggi vi racconto qualcosa di più su un esercito che mi avete richiesto in tantissimi: le Sorelle Guerriere, il braccio armato dell’Ecclesiarchia.

Musica di sottofondo: Benjamin Tissot (Bensound) – Evolution https://www.bensound.com/

In collaborazione con la pagina Facebook de I Tremendi Dèi del Caos

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