LIVE GDR – SINE REQUIE: IN NOMINE PATRIS (feat. Blood Manor Games)

Sul canale YouTube di Blood Manor Games è stata ricaricata la one-shot di Sine Requie che avevamo giocato live mercoledì scorso!

Il Cartomante è ancora una volta Alessandro Achillei della Gang del Roleplay, che guida me, Caleb, il Capitano e Dramatic Planet nelle Terre Perdute.

L’avventura si intitola “In Nomine Patris” e ci vede nei panni di una piccola comunità di sopravvissuti organizzatasi attorno a un bunker.
E se all’inizio la situazione sembra andare tutto sommato abbastanza bene, presto ci renderemo conto che qualcosa non fila per il verso giusto…

MARTEDÌ DELLO XENO – I TAMAGODORI

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO un piccolo animale alieno che mi ha colpita per il suo aspetto buffo, delicato e strano allo stesso tempo.

I Tamagodori sono piccole creature originarie del pianeta Koyakoya, situato in una galassia molto lontana dalla Terra.

Come potete vedere dall’immagine, hanno l’aspetto (e le dimensioni) di uova alate e un’indole mansueta. A loro piace semplicemente svolazzare qua e là senza troppi pensieri. Non sono infatti una specie particolarmente intelligente o con una società complessa, quanto più equiparabili ad animali selvatici anche un po’ ingenui.

Tra l’altro, l’uovo con le ali è la loro forma adulta e nessuno ha idea di come siano fatti all’interno, perché il loro guscio è praticamente infrangibile. Anche se viene incrinato o rotto, infatti, si rigenera all’istante lasciando cadere i frammenti di quello vecchio!

I Tamagodori compaiono nel film d’animazione “Doraemon esplora lo spazio” del 1981 e nel suo remake del 2009.
Sarò sincera: quando li ho visti per la prima volta ho pensato che avessero un design un po’ pigro, ma quando poi ho approfondito un minimo la loro storia hanno finito con lo starmi simpatici!

THUNDER TOWN – CHOOSE YOUR FUTURE

 

Sono contentissima di potervi finalmente annunciare una grossa novità per cui sto lavorando dietro le quinte con altri appassionati di post-apocalittico italiani:

☢️ THUNDER TOWN ☢️

Un evento a tema che si terrà a San Felice sul Panaro (MO) il 10 e 11 ottobre 2026!

Ci saranno spettacoli, scenografie epiche ricche di polvere e ruggine in cui fare foto, stand espositivi con gadget e memorabilia, punti ristoro e – soprattutto – un focus particolare sulle sfide climatiche che ci attendono in futuro.
Più tante altre novità: siamo al lavoro per offrirvi due giorni difficili da dimenticare!

Vi invito quindi a seguire le pagine ufficiali Facebook e Instagram dell’evento per rimanere sempre aggiornati e aiutarci a sostenere il progetto.

Restate sintonizzati per sopravvivere!

Creare legami giocando insieme [Aspettando LA PLAY 2026 Ep. 01]

Torna anche quest’anno la rubrica di video-podcast realizzata in collaborazione con il War Pit che ci accompagnerà di settimana in settimana fino a LA PLAY – Festival del Gioco 2026.
Attraverso una serie di brevi interviste “senza impegno” scopriremo insieme le persone e le varie realtà ludiche che si sono unite per dar vita al progetto e, soprattutto, cosa porteranno in fiera tra esposizioni, attività ed eventi!

Ospiti di questo primo episodio: Marco, Paolo e Zen di Bivacco Vicenza, che ci raccontano la filosofia e l’intento di aggregazione dietro al War Pit e ci anticipano alcune interessanti novità di quest’edizione.

Musica di sottofondo: Quincas Moreira – Black Swan

LIVE GDR – L’ULTIMA TORCIA 2: UNA VEGLIA ROSSA – PARTE 10 (feat. Serpentarium)

Ieri sera, sul canale YouTube di Serpentarium, si è conclusa con il decimo episodio “Una Veglia Rossa”, l’avventura fantasy per L’Ultima Torcia 2 che abbiamo giocato negli ultimi due mesi!

Fabio Passamonti fa da Narratore mentre io, Matteo “Curte” Cortini, Leonardo “Moro” Moretti, Simone Anselmi e The Prof. Player svuotiamo quella zona di Landaria da quest e sottoquest.

Il combattimento contro la Bestia dell’Abisso con cui è iniziata la scorsa sessione, contro ogni aspettativa, è andato a finire bene.
Grazie a un impietoso lavoro di squadra e – soprattutto – ai fulmini dello Stregone Xaris, infatti, nessun membro del gruppo ha perso la vita (anche se qualcuno c’è andato vicino). Anzi, tutti hanno potuto arricchirsi di parecchio con i tesori recuperati nella tana del mostro, prontamente rivenduti una volta rientrati al Festival.
A questo punto dopo il giusto riposo e rifornimento, gli avventurieri sono ripartiti alla volta delle miniere indicate da Sorella Lilius, facendosi strada oltre terremoti, fuochi di segnalazione e troll delle foreste.
Giunti là, sono stati accolti da uno spettacolo assai macabro: teste di cavallo scheletriche, corpi fatti a pezzi e impalati – forse persino timidamente rianimati da magia oscura – e un silenzio desolante che va a completare la coreografia di un luogo votato al Culto del dio della Morte.
Giustamente sul chi vive (o muore), sospettosi persino della loro nuova compagna, il gruppo si è quindi addentrato fin dentro le miniere per fare luce sul mistero e distruggere un presunto altare sacrilego.
Dall’oscurità, però, hanno poco dopo fatto capolino alcune figure pallide, poco vive ma comunque aggressive.

Entrare è stata una pessima decisione? Sorella Lilius è davvero chi dice di essere o voleva solo attirarli in trappola?

MARTEDÌ DELLO XENO – TALEC

 

Per il MARTEDÌ DELLO XENO di oggi torniamo ancora una volta nel favoloso mondo dei B-Movie per approfondire l’antagonista del film “Arma Non Convenzionale” (1990, regia di Craig R. Baxley).

Interpretato da Matthias Hues senza nemmeno troppo trucco addosso, si tratta di un alieno di cui non sappiamo il nome perché nel film non viene mai pronunciato. Persino nei titoli di coda viene chiamato semplicemente “Bad Alien” (“Alieno Cattivo”), anche se alcune fonti riportano che nel materiale di pre-produzione è indicato come “Talec”, quindi per questo articolo userò quello.

In ogni caso, Talec è un vero e proprio narcotrafficante spaziale, giunto sulla Terra con uno scopo ben preciso: rifornirsi della sostanza stupefacente chiamata “barsi” e poi riportarla sul suo pianeta (anch’esso dal nome sconosciuto) per rivenderla.

Per farlo, prima ha sottratto un grande carico di eroina ad alcuni criminali terrestri, poi ha iniziato a somministrargliela in dosi elevatissime, così da poter poi prelevare le endorfine prodotte dai loro cervelli e, infine, raffinarle in barsi purissimo.
Il tutto grazie alla tecnologia superiore di cui è in possesso, tra cui una specie di frusta meccanica che culmina in un iniettore (con cui somministra l’eroina alle sue vittime) e una lama retrattile cava (utilizzata per prelevare le endorfine), entrambe integrate in ognuno dei suoi bracciali.
Come equipaggiamento seguono poi una potentissima pistola aliena e, soprattutto, la sua arma più iconica: un disco rotante in grado di tagliare tutto, dall’aspetto vagamente simile a un CD e utilizzato in inquadrature e rimbalzi che non hanno nulla da invidiare a quelli del chakram di Xena la Principessa Guerriera.

A livello estetico, almeno superficialmente, Talec (e in generale quelli della sua specie) non è dissimile da un essere umano. Alto, grosso, con lunghi capelli biondo platino, la pelle abbronzata e gli occhi velati di bianco.
E bianco è anche il suo sangue, come scopriamo nelle ultime scene d’azione.
Inoltre, anche se non sono chiarissimi i dettagli, sembra che questa sia una specie di “forma materiale” e che in realtà l’alieno sia composto di energia (o comunque abbia una relazione di qualche tipo con essa).

In qualunque caso, a fermarlo ci penseranno il Detective della narcotici di Houston Jack Caine (interpretato da un giovanissimo Dolph Lundgren) e l’Agente Speciale dell’FBI Arwood Smith (Brian Benben), impedendo così che altri della sua specie vengano sulla Terra in forze, aprendo una rotta interspaziale per il traffico di sostanze.

Ultima curiosità: il titolo originale del film è “I Come in Peace”, “Vengo in Pace”, una frase che Talec (che essendo alieno parla pochissimo l’inglese) ripete spesso alle sue vittime prima di aggredirle.

ANNUNCIO: L’età della polvere torna al GDR!

 

Ogni volta che mi trovo a scrivere storie ambientate nella Devastazione, mi sento a mio agio.
Questo è un mondo che è nato anni fa come una lunga campagna GDR tra amici, per poi trasformarsi nei tre romanzi della trilogia.

Oggi sento che è arrivato il momento di riportare quest’ambientazione dove tutto è iniziato: al gioco di ruolo.

Sto lavorando alla scrittura e alla produzione de “L’età della polvere – Il gioco di ruolo” per dare finalmente a chiunque lo desideri lo spazio per creare la propria avventura in quest’universo.

È il mio primo manuale, il primo che uscirà con l’etichetta “Villanora” e ho deciso di investirci tanto, in tempo e risorse: l’obiettivo è uscire entro l’anno, ma vedrete qualcosina molto presto perché porterò una one-shot sul canale e una sessione dal vivo alla PLAY: Festival del Gioco.

Piccolo spoiler: questo manuale sarà ambientato ventitré anni dopo gli eventi dei libri. Non sarà affatto obbligatorio aver letto la trilogia per giocare o capire l’ambientazione, anche se chi lo ha fatto troverà sfumature e richiami che spero apprezzerà.

Per quanto riguarda le regole, ho scelto di non adattare sistemi esistenti ma di crearne uno totalmente inedito e qui è stato fondamentale il supporto e la scrittura di Matteo “Curte” Cortini che ha dato vita a una struttura perfettamente allineata con l’atmosfera che avevo in mente. Ci tengo a ringraziarlo moltissimo per il lavoro tecnico che ha fatto per me.

Inoltre voglio mostrarvi anche la parte grafica del gioco – per me MOLTO importante – quindi ecco il logo, curato da Sonia “Ren” Amaduzzi che riprende il nero e il giallo, due colori simbolo di questo manuale. Per la parte visiva e le tavole mi sono invece affidata a Simone Delladio: so di essere in ottime mani e non vedo l’ora di potervi mostrare i prossimi risultati del loro lavoro.

LIVE GDR – L’ULTIMA TORCIA 2: UNA VEGLIA ROSSA – PARTE 9 (feat. Serpentarium)

Ieri sera, sul canale YouTube di Serpentarium, nona sessione di “Una Veglia Rossa”, un’avventura fantasy per L’Ultima Torcia 2 scritta e narrata da Fabio Passamonti!

A combattere mostri pericolosissimi invece ci siamo io, Matteo “Curte” Cortini, Leonardo “Moro” Moretti, Simone Anselmi e The Prof. Player.

La nostra gita in barca della sessione scorsa è tutto sommato finita bene: dopo lo scontro con un paio di tritoni e una faticosissima navigazione fino a riva con un solo remo, siamo tornati al villaggio e abbiamo incassato la ricompensa per aver “disinfestato” il lago.
A dirla tutta sospettiamo che ci fosse altro, giù nelle profondità, ma sapendo che i soldi degli abitanti erano finiti, abbiamo altruisticamente deciso che in fondo non era un problema nostro.
Cementati un po’ i rapporti con Sorella Lilius, la nuova arrivata, ci siamo poi finalmente messi in viaggio verso la miniera abbandonata per compiere l’incarico affidatole dalla Gilda dei Mercanti.
Lungo la strada però siamo stati sorpresi dall’attacco notturno di alcuni fomori e, dopo averli sconfitti, il giorno dopo abbiamo deviato verso il Festival per rivendere il bottino e fare rifornimento di armi, armature e provviste.
Prima di riprendere a muoverci verso le miniere, la curiosità ci ha però portato a esplorare anche la tana della “Cosa Nera”, una terribile creatura che semina il terrore nei dintorni. E che si è rivelata essere una pericolosissima Bestia dell’Abisso.

La giocata comincia proprio con questo scontro, e non sarà facile avere la meglio.
Quanti turni dureremo prima di perire malissimo?

MARTEDÌ DELLO XENO – IL POPOLO DEL SOTTOSUOLO

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO una specie proveniente dall’universo dei Thundercats, il cartone animato del 1985 che ha come protagonisti degli alieni umanoidi con vistosi tratti felini.

Il Popolo del Sottosuolo (in originale “Under-Earthmen”, contrapposto a “Over-Earthman”, cioè come chiamano gli abitanti della superficie) sono extraterrestri originari della Terza Terra, il pianeta che ha dato asilo ai Thundercats dopo la distruzione del loro mondo originale, Thundera.

Il loro aspetto fisico tradisce per molti aspetti il loro habitat oscuro: non molto alti, completamente glabri, con la pelle grigio-violacea, gli arti leggermente sproporzionati in lunghezza e i tratti del viso molto marcati, quasi caricaturali.
In particolare hanno gli occhi davvero tanto grandi, con pupille che coprono quasi del tutto la sclera, anche se purtroppo sono quasi completamente ciechi e ipersensibili persino alla più piccola fonte di luce.
Per qualche strano motivo, poi, riescono a dare la scossa con il tocco delle dita.

Quella del Popolo del Sottosuolo è una storia triste: un tempo vivevano in superficie ed erano molto rispettati per la loro grande conoscenza in ogni ambito, conservata in ampie e fornitissime biblioteche.
Ma a un certo punto della storia, dei non meglio specificati e ormai dispersi nel mito “Signori Supremi” iniziarono a temerli e a dar loro la caccia, tentando di distruggerne i libri. Cosa che li spinse a rifugiarsi nelle profonde caverne dove ormai vivono da millenni.

Nel farlo hanno anche portato in salvo (e ancora preservano gelosamente) gran parte di quegli antichi tomi. Ma, ironia della sorte, vivere per generazioni e generazioni al buio ha deteriorato così tanto le loro capacità visive che non sono più in grado di leggerli.

La loro venerazione per la conoscenza però non è venuta meno!
Pensate che nell’episodio in cui compaiono, quando Lion-O (il leader dei Thundercats) li incontra per puro caso, inizialmente vorrebbero farlo prigioniero e costringerlo a leggergli tutti i libri della loro biblioteca, sfruttando la sua ancora ottima vista.

A parte un’iniziale diffidenza e aggressività nei confronti degli estranei, va però specificato che il Popolo del Sottosuolo non è intrinsecamente cattivo.
Anzi, una volta chiarito il malinteso e specificato che non si è stati mandati dai Signori Supremi della leggenda, si rivelano ospitali e benevoli, pur restando riservati.

I MIEI PENSIERI SU FALLOUT STAGIONE 2

 

Come promesso, oggi parliamo della seconda stagione della serie televisiva “Fallout” (che trovate su Prime Video). Otto episodi lunghi che, vi dico la verità, mi hanno soddisfatta (anche con i loro difetti).

[Prima di proseguire specifico che questa NON è una recensione ma l’opinione personale di una che “guarda cose e poi scrive cose”].

Detto ciò: le puntate si dimostrano il contenitore perfetto di un intreccio avvincente, macabro e densissimo di implicazioni. Se la prima stagione mi aveva sorpresa, questa prosegue il suo racconto nel Deserto del Mojave, attingendo a piene mani dall’immaginario di Fallout: New Vegas. La guerra tra fazioni (NCR, Legione, Confraternita) è avvincente ma ho seguito con più interesse la parte dei flashback.
È qui che la serie fa il salto di qualità: il racconto del mondo pre-apocalisse solleva questioni etiche pesantissime sulle derive totalitarie e su “potenti manipolatori” che hanno tra le mani il destino dell’umanità.

Personaggi preferiti:

– Cooper Howard: magnetico, tragico, solitario. La ricerca della famiglia e di una parte perduta di se stesso è il filo conduttore più emozionante. Adoro il suo cinismo, le sue scene e la disperazione che guida ogni sua azione.

– Hank MacLean: un cattivo diabolico e felice di esserlo, un mostro convinto che la superficie sia solo un enorme esperimento. Scritto e interpretato benissimo ammetto di aver pianto durante l’ultima scena con Lucy. È esattamente il rapporto padre/figlia che mi immagino mentre gioco ai videogiochi.

– Robert House: mi piace sempre.

– Diane Welch: la scena della testa. AGGHIACCIANTE. BELLISSIMA.

Cosa non mi è piaciuto?

Norm MacLean: ho trovato la sua sottotrama sconclusionata e debole rispetto al resto. Mentre fuori il mondo brucia e si evolve, i suoi passaggi mi sono sembrati trascinati e poco incisivi.

Nota Bonus: Thaddeus. Ho il forte sospetto che si stia trasformando in un Centauro. Quando gli è caduto il braccio (momento inaspettato e stupendo) ho avuto quasi una conferma… voi che ne pensate?

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