Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO una specie giocabile di “Starbound”, un videogioco di avventura ed esplorazione con grafica in pixel art pubblicato da Chucklefish Ltd. nel 2014.
I Floran sono creature umanoidi evolutesi dalle piante, ormai diffusi un po’ in tutto l’universo sotto forma di vari clan e tribù autonomi, privi di un vero e proprio governo o struttura sociale centralizzata.
Alti all’incirca quanto un essere umano, hanno evidenti tratti vegetali sul corpo come foglie, petali o pelle simile a corteccia, diversi in forma e colore a seconda dell’individuo o del clan di appartenenza. In generale però sono privi del naso, hanno gli occhi molto grossi e pieni, oltre che una bocca molto larga e talvolta irta di spine esterne. Probabilmente per questo motivo, quando parlano tendono a sibilare molto le S.
Il loro vestiario è poi quasi sempre primitivo, fatto di abiti rozzi pieni di pellicce, denti e altri trofei ricavati dalle loro prede.
Questo perché, in barba allo stereotipo fantascientifico che vede le specie vegetali come calme, pacifiche e persino sagge, i Floran sono invece aggressivi, crudeli, dei veri e propri predatori, quasi ossessionati da concetti come la forza, l’abilità marziale e la caccia.
E poi sono carnivori: consumano con piacere le carni dei loro nemici e delle loro prede, pur se una parte (minima) del loro sostentamento avviene comunque attraverso la fotosintesi.
A livello biologico sappiamo inoltre che sono una specie priva di genere definito, anche se poi i singoli individui potrebbero adottarne uno in base alla loro personalità, sviluppando tratti maschili o femminili a seconda dei casi.
Pur essendo una civiltà giovane e primitiva anche a livello tecnologico, i Floran non sono affatto scemi, anzi. Sono così intelligenti da riuscire a retroingegnerizzare facilmente la tecnologia altrui, incluse le astronavi, cosa che li ha portati a diffondersi per la galassia in pochissimo tempo.
Non a caso i loro vascelli hanno l’aspetto di agglomerati di pezzi vari presi da astronavi di altre specie, tenuti insieme con viticci, liane e altri componenti vegetali. Un’estetica spesso altresì presente nel loro equipaggiamento high-tech, quando ne fanno uso, e nei loro insediamenti planetari. Anche se in quest’ultimo caso hanno comunque più la tendenza a vivere in strutture cave ricavate all’interno di alberi e grotte, pur senza negarsi qualche comfort più avanzato.
Inizialmente considerati una specie ostile e visti con sospetto (per non dire osteggiati) da molte altre civilità, pur restando aggressivi, ultimamente i Floran sembrano aver pian-piano compreso la necessità di integrarsi e di avere relazioni con le altre specie. Insomma, si sono un po’ ammorbiditi.
Secondo alcuni scienziati che li hanno studiati a fondo, la loro fama di aggressività e ferocia derivano perlopiù da un fraintendimento: essendo di origine vegetale, i Floran non considerano le specie “fatte di carne” vive e senzienti nello stesso modo in cui lo sono loro. È un po’ come se non avessero un’anima, ai loro occhi.
Per rendere l’idea, loro ci considerano allo stesso modo in cui noi considereremmo una pianta, o un filo d’erba. Ed è per questo che non provano grande empatia nei nostri confronti.
Ultima curiosità: i Floran sono presenti anche in “WarGroove”, un altro gioco di Chucklefish Ltd.








