APERTE LE PRENOTAZIONI PER “ARCHITETTURE NARRATIVE – DALLA PROGETTAZIONE ALL’EDITING”!

 

Sono aperte le iscrizioni per “Architetture narrative — Dalla progettazione all’editing”: l’incontro che sto organizzando da tempo per parlare di scrittura live, con voi!

Il 5 settembre sarò a Milano, al Madison Hotel, per una giornata intera di formazione dal vivo sulla scrittura: dal worldbuilding al laboratorio pratico di editing. Ma sarà anche una bella occasione per passare del tempo insieme!

Con me ci saranno due ospiti eccezionali:

Giulio Pennacchi (sceneggiatore e scrittore, vincitore del Nastro d’Argento SIAE) ci illustrerà il suo processo creativo, parlando di archetipi e delle sfumature dell’horror tra cinema e letteratura.

Matteo Cortini (co-fondatore di Serpentarium, autore di Sine Requie, vincitore del premio come Miglior Librogioco agli LGL Awards 2023) ci mostrerà quali passaggi seguire per creare un librogioco avvincente e come muoversi tra gioco di ruolo e narrazione.

Nel mio intervento, invece, vi parlerò di come costruire un’ambientazione solida, di come impostare la scrittura in modo efficace e al pomeriggio condurrò il laboratorio pratico di editing per lavorare direttamente con voi su testi, stile ed editing.

📍 Dove: Madison Hotel, Milano
Indirizzo: Via Privata Leopoldo Gasparotto n.8 Milano [a 600 m dalla Stazione Centrale]

🗓️ Quando: 5 settembre 2026, dalle 10:00 alle 17:00

🎟️ Biglietti: qui il link per prenotare il tuo posto su Eventbrite

⚠️ I posti sono limitati per poter dare la giusta attenzione e spazio a tutti: solo 40!

A fine giornata ci sarà anche un momento di saluti e firmacopie, con la possibilità di acquistare in loco i nostri libri e giochi di ruolo.

Per qualsiasi info aggiuntiva, scrivetemi pure in privato o qui sotto nei commenti.

Ci vediamo a Milano! 🔥

MARTEDÌ DELLO XENO – I CANIDI DI ALFA 177

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO dei simpatici cagnolini truccati in maniera molto buffa per apparire in un episodio della serie originale di Star Trek.

I Canidi di Alfa 177 (chiamati anche semplicemente “Cani Alfa”) sono una specie originaria, come dice il nome, del pianeta Alfa 177.
L’aspetto, le dimensioni e persino il comportamento ricordano quello dei cani terrestri, con l’eccezione che questi hanno un corno che gli spunta dalla fronte, due antenne simili a quelle di un’aragosta e il pelo particolarmente lungo e ciuffoso, a volte anche di colori sgargianti e “alieni” come il blu, il verde o il viola.
In più, sulla schiena fa capolino una fila di creste ossee, mentre la coda è lunga e interamente ricoperta di scaglie.

A parte questi dettagli estetici così particolari, non sappiamo molto della loro biologia: solo che sono estremamente resistenti e che, evolvendosi, si sono adattati a resistere al clima estremo e alle fluttuazioni energetiche [Nota: si, questo è chiaramente del technobabbeling, in pieno stile Star Trek 😅😅] del loro mondo natale.

Nell’episodio in cui ne compaiono degli esemplari per la prima volta (il quinto della prima stagione, intitolato “Il duplicato”) questi alieni vengono infatti usati solo come espediente narrativo per far comprendere all’equipaggio dell’Enterprise gli effetti concreti di un malfunzionamento del teletrasporto. Quello che ha diviso Kirk (e uno di questi cani) in due metà identiche nell’aspetto ma una malvagia e l’altra buona.

Al di là di questo, risultarono talmente buffi e graditi al pubblico che vennero poi ripresi come easter egg in altre produzioni future, come il videogioco Star Trek Online e diversi episodi di Lower Decks.
Queste nuove versioni in particolare sono quelle in cui vengono introdotte le varianti strane nel colore della pelliccia, presentando i Canidi di Alfa 177 come animali da compagnia discretamente diffusi all’interno dello spazio federale.
Cosa comprensibilissima, visto quanto sono carini!

GDR – KULT – DIVINITY LOST: BLUE MONDAY (feat. Caleb’s Chronicles)

Sul canale YouTube di Caleb’s Chronicles è appena uscita una one-shot di Kult: Divinity Lost che abbiamo giocato la settimana scorsa!

Nel giorno più triste dell’anno (il cosiddetto “Blue Monday”), quattro sconosciuti provenienti da ceti sociali e ambienti diversi si ritrovano per caso ad avere appuntamento nello stesso edificio, allo stesso piano.
Una volta arrivati, però, le cose prenderanno una piega decisamente inaspettata.

QUELLA PROIEZIONE PRIVATA CHE CONVINSE DICK SU BLADE RUNNER

 

Una delle cose che mi intristiscono di più riguardo a Blade Runner (1982, regia di Ridley Scott) è che Philip K. Dick, autore del romanzo da cui è tratta l’opera, non ha mai potuto vederla ultimata perché morì pochi mesi prima che il film uscisse al cinema.

Sappiamo però per certo che assistette a una proiezione privata organizzata apposta per lui negli studi della Entertainment Effects Group, l’azienda che curò gli effetti speciali della pellicola.
Un incontro che viene raccontato nel dettaglio da Paul Sammon nel libro “Future Noir: the making of Blade Runner”, attraverso le voci di più componenti dello staff tecnico dietro al film, tra cui lo stesso Ridley Scott e David Dryer, supervisore agli effetti speciali.

Una scena che riesco quasi a visualizzare:

Dick arriva agli studi a bordo di una limousine che la produzione ha mandato a prenderlo. Con lui c’è Maer Wilson, altra autrice di fantascienza e sua grande amica.
Sarà lei in primis a confermare quanto Philip K. Dick ai tempi fosse poco convinto, insoddisfatto, forse persino contrariato, da quello che aveva saputo su Blade Runner fino ad allora. Il copione non gli piaceva, Harrison Ford nemmeno, la regia di Ridley Scott… mah.
E non ne faceva affatto un mistero.
Anzi, chi era lì quel giorno ricorda come fosse di cattivo umore e trovò da ridire su praticamente tutto, “rimbalzando” qualsiasi cosa che gli veniva mostrata dai tecnici nel tentativo di compiacerlo e convincerlo dell’effettiva validità del progetto.
Bozzetti preparatori, costumi e attrezzi di scena, persino i modellini usati per realizzare certe inquadrature. Non va bene niente.
Dick tiene fede alla sua fama di tipo difficile, in un certo senso.

Poi arriva il momento della proiezione privata.
Le luci si spengono nella piccola saletta e sullo schermo cominciano a comparire circa 20 minuti di montaggio con le migliori sequenze già pronte. Non sappiamo nel dettaglio quali, ma di sicuro ci sono le inquadrature iniziali del film, quelle tra i vari palazzi, fiammate, maxischermi pubblicitari e piramidi retrofuturistiche.
In sottofondo, musica di Vangelis. Purtroppo, non il tema principale che oggi noi tutti conosciamo (non era ancora stato consegnato dall’artista) ma comunque qualcosa di simile, per entrare nel mood giusto.

Dick assiste in silenzio, concentrato su ciò che sta vedendo. Maer, accanto a lui, ricorda di aver notato il suo linguaggio del corpo cambiare nel corso della proiezione.
Finalmente, quando le luci si riaccendono, l’uomo dice qualcosa. Si rivolge a Ridley Scott e ai tecnici presenti. Chiede una cosa sola, molto precisa:
– “Potete farlo ripartire da capo?”

Certo, certo che si può.
Così le luci si spengono di nuovo, e tutto viene riproiettato una seconda volta. Dick rimane di nuovo in silenzio per tutto il tempo, ma quando alla fine le luci si riaccendono ancora, si dimostra genuinamente affascinato ed entusiasta. E non può fare a meno di rivolgersi ai membri dello staff presenti lì con loro:
– “Com’è possibile? Come può essere? Queste non sono le immagini esatte, ma la consistenza e il tono delle immagini che ho visualizzato nella mia testa quando stavo scrivendo il libro originale! L’ambientazione è esattamente come l’avevo immaginata! Come ci siete riusciti, ragazzi? Come sapevate quello che provavo e pensavo?”

Maer ancora oggi ricorda scherzosamente come, dopo quella proiezione, fosse diventato (cito letteralmente) “un fanboy di Ridley Scott”.

Ora, per chiarezza, vi specifico che in questo post io ovviamente ho parafrasato e descritto la scena come io me la sono immaginata ascoltando i racconti e leggendo le interviste. E vi confesso che mi sono emozionata, nel farlo.
Sono convinta che Dick avrebbe adorato l’opera finita, anche.

Sarei inoltre curiosa di sapere come avrebbe reagito a tutte le pressioni dei produttori per inserire il tanto discusso lieto fine e alle decine di ri-edizioni successive del film, se fosse stato vivo.
Secondo me avrebbe usato la sua influenza per spalleggiare Ridley Scott, ma questa ovviamente è solo una mia congettura. Voi che ne pensate?

SONO MEDIA PARTNER DEL 15^ MILANO WARGAMES!

 

È ufficiale, anche quest’anno sarò Media Partner del Milano Wargames!

Segnatevi la data: la fiera si terrà domenica 22 novembre 2026, come sempre al Parco Esposizioni Novegro, vicino a Milano.

Questa sarà la quindicesima edizione e io già non vedo l’ora di immergermi ancora tra stupendi diorami, miniature, tornei, tavoli demo, associazioni ludiche ed espositori legati al mondo dei wargame, GDR e giochi da tavolo!

Questo sarà il mio quinto anno consecutivo come Media Partner e avrò di nuovo l’incarico di coordinare l’area GDR dell’evento.
E, a tal proposito, presto vi darò informazioni più dettagliate sull’argomento e farò partire la call for masters.

Nel frattempo vi invito a seguire le pagine social dell’evento e quelle degli altri Media Partner (UniNerd, Wargames per Passione e Follow The Black Sheep, tutte persone con cui è sempre un piacere collaborare) per rimanere sempre aggiornati sugli sviluppi.

Presto in arrivo altre novità!

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI AGGEDOR

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO delle creature pelose provenienti dall’universo del Doctor Who, apparse principalmente in alcune avventure del Terzo Dottore (Jon Pertwee) andate in onda all’inizio degli anni ’70.

Gli Aggedor sono animali selvatici originari del pianeta Peladon.
Per descriverli basterebbe dire che assomigliano all’incrocio tra un orso e un cinghiale: alti, grossi, ricoperti di folta pelliccia marrone su tutto il corpo tranne il muso, i palmi delle mani e la zona attorno agli occhi. Sulla fronte hanno anche un corno tozzo e appuntito, poi artigli affilati, zanne aguzze che spuntano dalla bocca larga e un naso porcino.
Come senso primario si servono infatti dell’olfatto, poiché avendo come habitat naturale le grotte la loro vista è piuttosto scadente.
In compenso, vivono molto a lungo (anche diversi secoli) e il loro periodo di gestazione dura all’incirca cento anni.

Pur rientrando nella categoria delle intelligenze di tipo animale, gli Aggedor sono piuttosto scaltri e, con il giusto metodo e un po’ di pazienza, possono persino essere addestrati. Di natura però restano comunque predatori molto aggressivi.
Hanno inoltre un debole per la musica, tanto che con melodie dolci e rilassanti è possibile catturare facilmente la loro attenzione, quasi come se ne venissero ipnotizzati.

Inoltre, gli Aggedor svolgono un’importante funzione anche nella cultura del pianeta Peladon: sono considerati animali sacri dai nativi e venerati come simbolo di forza e regalità.
In particolare, stando alla leggenda, un antico Re Peladoniano fu salvato e protetto da una di queste creature dopo essere caduto in un dirupo. Per questo lo addestrò, gli diede nome “Aggedor” (come poi verrà chiamata l’intera specie) e lo rese suo primo protettore, dando inizio alla tradizione che li riguarda.
Curiosamente, nonostante ciò, uno dei riti di passaggio all’età adulta dei giovani Peladoniani consiste nel cacciare una di queste bestie.
Forse proprio per questo motivo, a un certo punto si pensò che fossero estinti. Ma col tempo questa voce si è rivelata infondata.

OPERATTI AL LAVORO IN QUEL DI TORINO

 

Prima volta alla Gilda del Grifone a Torino!

Una bellissima serata di gioco di ruolo dove io e Matteo “Curte” Cortini abbiamo presentato e poi fatto giocare L’età della polvere!

“Il Magazzino Bianco” ha avuto dei risvolti V.M. 18 con un finale truce e disperato. Niente, i predoni che si incontrano all’inizio della vicenda continuano a dare enormi soddisfazioni.

“La Rattoleria di Francis” si è conclusa nel migliore dei modi, gli “operatti” della fabbrica mi hanno abbattuto due Marabù e poi sono diventati sia Profeti che Pastori: un successo!

Ringrazio moltissimo l’associazione per averci ospitati e per l’interesse e l’entusiasmo che ci avete dimostrato!

Alla prossima 💣💣

GLI ELDAR ESODITI RIEMERGONO DALLE FRASCHE!

 

Fra tutte le novità annunciate nella Big Summer Preview di Games Workshop di un paio di settimane fa, sono contentissima di aver trovato per la prima volta in assoluto dei modelli ufficiali di Eldar Esoditi!

Scrivo qualche pensiero sparso, giusto per confrontarmi un po’ con voi:

Mi piacciono tantissimo, aggraziati in sella ai loro destrieri draconici, sia nelle versioni semplici (i Cavalcadraghi con lancia) che in quelle più specifiche (Lama del Clan, Cantapietre e Solcalinee).
A piacermi un po’ meno, a voler proprio fare la puntigliosa, sono i draghettini-cane (i Drakolithi), che mi sembrano un po’ buttati lì a caso. Ma dipinti di rosso ricordano troppo Mushu di “Mulan”, quindi fanno comunque simpatia, dai!

Sono contenta perché speravo da tempo venissero resi giocabili, essendo gli Esoditi una delle fazioni Eldar a mio avviso più interessanti, finora ingiustamente mantenuta molto, molto sullo sfondo pur essendo presenti nel background fin dagli albori del 40k.
Non voglio essere troppo ottimista, perché rimaniamo comunque nella nicchia, ma spero che questa prima unità presentata in Kill Team apra la strada anche a qualche altro modello un po’ più grosso, in futuro. Non mi aspetto un codex solo loro, così come non lo hanno avuto (giustamente) i Corsari del Vuoto, ma qualcosina più che i soli cavalcadraghi si.
E se non sarà così, immagino che si continuerà con le conversioni! 😅

Anche le poche illustrazioni che si sono intraviste nella presentazione mi incuriosiscono molto, ma mai quanto il fatto che ad accompagnare quest’uscita ci sarà un grande focus proprio sul background degli Esoditi.
L’articolo su Warhammer Community parla proprio di “tantissime informazioni su cultura, armi e bestie di questi Aeldari sfuggenti”, e io non vedo l’ora di poterne sapere di più.

L’ETÀ DELLA POLVERE GDR ALLA GILDA DEL GRIFONE!

 

Sabato 11 luglio, a partire dalle 20.45, io e Matteo Curte Cortini saremo ospiti alla Gilda del Grifone di Torino per far giocare in anteprima L’età della polvere – il gioco di ruolo!

I posti disponibili per le sessioni sono già esauriti, ma se siete in zona può comunque essere una buona occasione per ritirare la cartolina con sopra il QR code per scaricare il quickstarter gratuito (ne restano pochissime 💣💣)
Oppure semplicemente incontrarsi e scambiare due parole, o partecipare a una delle tantissime altre attività proposte dall’associazione ludica!

Sarà di sicuro una bellissima serata. Vi aspettiamo!

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI AB-UMANI

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO una specie proveniente dal fumetto “Planet of the Damned” del misterioso R. E. Wright (quasi sicuramente uno pseudonimo), pubblicato fin dal primo volume della rivista britannica “Starlord”, uscita nel maggio del 1978.

Gli Ab-umani sono creature originarie dell’Ab-mondo (in originale “Ab-world”), una dimensione parallela a cui si può accedere attraverso il Triangolo delle Bermuda, cosa che di solito avviene in maniera accidentale.

Il loro aspetto è informe e spaventoso: somigliano a grotteschi ammassi di materia molliccia dotati di appendici che conferiscono loro una forma molto, ma molto vagamente antropomorfa.
Sono tuttavia completamente privi di occhi, orecchie, naso e qualsiasi cosa che potrebbe ricordare un apparato sensoriale. Come facciano a percepire il mondo attorno a loro è quindi un vero e proprio mistero!
L’unico orifizio di cui si ha conoscenza è quello che usano per spruzzare acido contro le loro prede.

Gli Ab-umani sono infatti predatori aggressivi e spietati, che non esitano ad attaccare gli esseri umani che arrivano nell’Ab-mondo, approfittando del loro smarrimento. E, stando a quanto riportano i pochi sopravvissuti, lo fanno per cibarsene.
Il mezzo più efficace per difendersi da loro è l’alcool, poiché il semplice contatto con la sostanza innesca una reazione chimica così violenta da farli avvolgere nelle fiamme in pochi secondi.

Per il resto, della loro società non sappiamo praticamente nulla a parte che, a una prima occhiata, sembra piuttosto primitiva.
A contribuire a questo aspetto c’è anche il fatto che (e la cosa mi fa molto ridere perché è il secondo termine che richiama il 40k che scrivo nell’articolo, pur se in realtà non c’è alcun collegamento reale tra i due universi) essendo goffi e lenti a piedi, compensano cavalcando i Grot, grosse creature volanti simili a pteranodonti.

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