REBOOT

 

Ma voi vi ricordate di ReBoot?

Fu una delle prime serie animate interamente realizzate in computer grafica, famosa soprattutto per essere proprio la prima a raggiungere la durata del classico episodio da mezz’ora (pubblicità inclusa, in realtà erano da circa 23 minuti l’uno).

Prodotta da Mainframe Entertainment, Alliance Entertainment e BLT Productions, tutte compagnie con sede in Canada, andò in onda dal 1994 al 2001, per un totale di 48 episodi suddivisi in 4 stagioni.
Da noi in Italia però è arrivata solo la prima, 13 episodi, inserita all’interno del contenitore per ragazzi di Rai 1 “Solletico”, nel 1999.

Ma di cosa parla ReBoot?

Trattandosi comunque di un cartone per bambini, la trama è elementare: tutto si svolge all’interno della “città” di Mainframe, una idealistica rappresentazione dell’interno di un computer.
Qui il protagonista di nome Bob, di professione Guardiano, lotta ogni giorno assieme agli amici Dot ed Enzo per difendere Mainframe da ciò che la minaccia, come mail di spam, errori di sistema e, soprattutto, virus. In particolare Megabyte ed Hexadecimal, due fratelli virus particolarmente ostinati e maligni.
La trama degli episodi porta poi spesso i personaggi all’interno di videogiochi e altri programmi, quando l’essere mistico superiore (la sto un po’ esagerando, lo ammetto, ma il concetto è quello) chiamato “l’Utente” ne avvia uno.

Insomma, agli occhi di uno spettatore adulto, niente di che. Tranne forse qualche riferimento “computeroso” nei nomi di personaggi, luoghi o oggetti.

Il vero pregio di ReBoot è che è stato pionieristico nello sviluppare questo genere di animazione digitale, dimostrando che la CGI poteva anche essere usata per produrre cartoni animati per la televisione.
Non a caso, alcuni degli autori e degli studi di produzione poi furono coinvolti nella realizzazione di altri prodotti simili di molto maggior successo, per esempio la serie “Beast Wars: Transformers”, del 1996. Che da noi arrivò con il (comodissimo) titolo “Rombi di tuono e cieli di fuoco per i Biocombat”, su reti Mediaset, e paradossalmente prima di ReBoot, nel 1997.

A dirla tutta, l’idea di base per ReBoot risale addirittura al 1984, da parte dei britannici John Grace, Ian Pearson, Gavin Blair e Phil Mitchell, il cui collettivo si faceva chiamare “The Hub”.
In particolare, Pearson e Blair avevano già lavorato con la CGI, realizzando per esempio il videoclip musicale per il brano “Money for Nothing” dei Dire Straits.
Da qui a tirarne fuori un intero cartone animato, però, ne passava. E infatti dovettero aspettare quasi un decennio (trasferendosi nel frattempo a Vancouver) perché la tecnologia progredisse abbastanza.
I primi veri lavori su ReBoot iniziarono infatti nel 1990, servendosi di software che allora nessuno sapeva bene come usare. Non a caso l’intera produzione fu lenta e massacrante, con vari problemi risolti in corsa, anche dopo la prima messa in onda (tra cui alcune censure assurde imposte dalla rete televisiva).

E la cosa triste è che la serie non sfondò mai davvero. Come vi accennavo prima, ReBoot servì inizialmente da apripista per altre produzioni simili, ma non divenne mai un franchise di successo.
Certo, negli anni sono usciti alcuni prodotti accessori, come i web-comics o la serie sequel “ReBoot: The Guardian Code” prodotta da Netflix nel 2018. Ma altrettanti altri, come film o serie spin-off, sono stati messi in cantiere e poi inevitabilmente cancellati.
In seguito al rilascio di un documentario per celebrare il trentesimo anniversario, nel 2024, la serie originale è però stata completamente rimasterizzata e messa a disposizione del pubblico, gratis, su YouTube. Se volete vederla, la trovate sul canale di Mainframe Studios!

LIVE GDR – L’ETÀ DELLA POLVERE: I CANCELLI DELLA GOLA – PARTE 1

Torna, in anteprima esclusiva, L’età della polvere – il GDR!

Matteo “Curte” Cortini, il Rag. Filini e Caleb’s Chronicles si avventurano di nuovo nella Devastazione, questa volta nei panni di un Araldo di Redhead e del suo gruppo formato da un Missionario, un Cacciatore di Taglie e un Predone: scopriamo queste nuove Classi giocabili!

Stavolta ci troviamo nei pressi de “La Gola”, uno degli insediamenti della Rete più periferici che non sta dando segni di vita (né pagando i tributi) da ormai troppo tempo. Dev’essere successo qualcosa.
E l’unico modo di capire cosa, per i Sopravvissuti, è andare là a vedere di persona.

MARTEDÌ DELLO XENO – I QUOCKRAN

 

Nel MARTEDÌ DELLO XENO di oggi [eccezionalmente spostato al mercoledì] scopriamo una specie minore particolarmente “timida” apparsa nel gioco di ruolo di Star Wars, quello pubblicato da West End Games dal 1987 al 1999.

I Quockran sono alieni originari di Quockra IV, un pianeta situato nella parte meridionale dell’Orlo Esterno della Galassia. Un tempo un mondo umido e verdeggiante, oggi divenuto un deserto arido e pieno di sale.

Gli abitanti hanno l’aspetto di grossi “lumaconi” lunghi tra il metro e mezzo e i due metri, con la pelle nera e il corpo flaccido.
La metà superiore è vagamente antropomorfa, costituita da un busto bello prominente, due braccia che terminano in 4 dita tozze e una testa che racchiude una bocca larga e irta di denti aguzzi, due occhi laterali e, in corrispondenza della fronte, un grosso naso.
La metà inferiore va invece a uniformarsi in una lunga e spessa coda, in grado di avvolgerli.
Un’altra caratteristica biologica curiosa è poi che sono privi di organi interni, cosa che li rende molto resistenti alle ferite.

Sulla società Quockran si sa poco o niente, principalmente perché sono estremamente xenofobi e isolazionisti, totalmente disinteressati ad avere a che fare con il resto dell’universo. Semplicemente, non gli interessa: vogliono starsene per gli affari loro ed essere lasciati in pace. Punto.

Questa cosa è così radicata che, per evitare di essere disturbati, hanno costruito una intera società di droidi per popolare la superficie del pianeta, programmandoli per commerciare con le specie esterne, negare con vigore (ma educazione) l’esistenza dei Quockran e soprattutto impedire – se necessario con la forza – a eventuali coloni, diplomatici o semplici curiosi di raggiungere il sottosuolo, dove ormai si sono stabiliti a vivere.

Nella malaugurata ipotesi che qualcuno di particolarmente ostinato dovesse riuscire a raggiungerli, comunque, più che una risposta violenta diretta questi riceverebbe probabilmente lo sdegno della civiltà Quockran, venendo ignorato e disprezzato finché non decide di andarsene.

Questa cosa mi ha fatta così sorridere che non ho potuto non dedicare loro un Martedì dello xeno. Tenete però conto che stiamo parlando di una specie molto di nicchia, apparsa solo nel GDR e in pochissimi altri prodotti ufficiali, tutti ormai relegati al lato “Legends” dell’universo di Star Wars, quindi non più canonici.

Ciò nonostante, chiudo con un’ultima curiosità: se l’aspetto dei Quockran vi ricorda quello degli Hutt, ci avete visto giusto: l’ispirazione di base per la creazione della specie sono stati infatti alcuni bozzetti preventivi di Ralph McQuarrie realizzati per definire l’aspetto di Jabba per la sua prima apparizione in “Il Ritorno dello Jedi” (1983)!

LIVE GDR – L’ULTIMA TORCIA 2: ARTIGLI E SEGRETI – PARTE 7 (feat. Serpentarium)

Ieri sera, sul canale YouTube di Serpentarium, è proseguita “Artigli e Segreti”, un’avventura per L’Ultima Torcia 2, giunta ben al suo settimo episodio!

Fabio Passamonti fa da Master al gruppo di studenti di magia composto da me, Matteo “Curte” Cortini, Simone Anselmi e The Prof. Player.

Nell’ultima sessione, però, più che sullo studio delle arti arcane ci siamo concentrati sullo sterminare orchi, proprio come ci era stato richiesto dal Maestro delle Segrete.
Giunti in prossimità di Passo Strozzato, infatti, il gruppo si è messo sulle tracce dei mostri e dopo un violento scontro (che tra l’altro ha interrotto un’interessante discussione su come distinguere le varie specie non-orche) è riuscito a farne fuori parecchi, individuando anche un possibile ingresso alla loro tana.
Ingresso che è stato aperto dall’interno da un nuovo gruppo di orchi durante la notte, costringendo il gruppo a un secondo scontro.
Avventurarsi nel cunicolo, probabilmente di fabbricazione nanica, ha poi condotto al confronto finale con Urda, l’orca cacciatrice di teste a capo della banda, che alla fine ha avuto la peggio.
Sconfiggerla, tra l’altro, ha lasciato libero l’accesso a un gran tesoro fatto di carri razziati ricolmi di oro e merci preziose chiaramente destinate allo Stregomastio, tra cui anelli magici e un misterioso cofanetto stranamente ignifugo.

Qualcosa qui non torna. Quali segreti racchiude il cofanetto? Forse ha qualcosa a che fare con la spia che stiamo cercando?

APERTE LE PRENOTAZIONI PER GIOCARE CON ME AL GIF!

 

🎲 LE PRENOTAZIONI SONO APERTE

Ci siamo quasi! Sabato 20 e domenica 21 giugno l’appuntamento è al Giovani In Festa a Vinovo (TO) per due giorni di puro gioco con L’età della polvere! 🔥

Ma non si viene solo per giocare… Passate a trovarmi perché avrò il mio stand con tutti i miei libri! 📚 Sarà l’occasione perfetta per incontrarsi e stare insieme!

I posti al tavolo per le sessioni sono limitati, quindi scegliete la vostra avventura e assicuratevi un posto!

📅 SABATO 20 GIUGNO
L’età della polvere – La Rattoleria di Francis (Villanora)
🕒 Ore 15:00 – 17:00 circa
🔗 Link per la prenotazione

L’eta della polvere – Il magazzino bianco (Matteo Curte Cortini)
🕒 Ore 15:00 – 17:00 circa
🔗 Link per la prenotazione

📅 DOMENICA 21 GIUGNO
L’Ultima Rotta – Pax – 0 (con il Curte)
🕒 Ore 11:00 – 13:00 circa
🔗 Link per la prenotazione

Vi aspettiamo a Vinovo 💣💣

GOBOTS, I CUGINI MENO FORTUNATI DEI TRANSFORMERS

 

Vi ricordate dei GoBots, i cugini meno fortunati dei Transformers?

La loro è una storia strana. Al primo impatto verrebbe da etichettarli come una semplice scopiazzatura, la classica “versione tarocca”, ma in realtà la questione è più complessa.

Tanto per cominciare, parlando di giocattoli, i GoBots vennero lanciati sul mercato americano nel 1983, ben un anno prima dei rivali Transformers. E già questo basta a smontare la tesi.
Tra l’altro, complice il fatto di essere un prodotto di fascia economica, riscossero anche un buon successo, almeno inizialmente.

Quando però nel 1984 arrivarono sugli scaffali dei negozi anche i Transformers, più costosi ma anche meglio progettati, con accessori e trasformazioni più complesse, il discorso cambiò e tra le due linee iniziò una vera e propria guerra commerciale.

Entrambe le aziende che c’erano dietro ai giocattoli, la Tonka per i GoBots e la Hasbro per i Transformers, avevano poi commissionato un cartone animato promozionale. Ed entrambi iniziarono ad andare in onda praticamente insieme, nel settembre del 1984.

La somiglianza è nettissima: i GoBots sono infatti presentati come robot trasformabili provenienti dal pianeta GoBotron, suddivisi in due fazioni in costante lotta tra loro a seguito di una guerra civile. Da un lato i Guardiani, guidati dal saggio Leader-One, dall’altro i Rinnegati, comandati dal cattivissimo Cy-Kill.
Per i Transformers invece la storia – se ridotta ai minimi termini – è praticamente identica. Con giusto la differenza che il pianeta si chiama Cybertron e le fazioni in conflitto sono gli Autorobot e i Decepticon, guidate rispettivamente da Optimus Prime e Megatron.
In entrambe le serie animate, poi, in qualche modo il conflitto raggiunge anche la Terra, che diventa uno dei teatri di scontro.

A rendere le cose più complicate per il pubblico italiano c’è però da dire che da noi arrivò prima il cartone dei Transformers, nell’ottobre del 1985. Quello dei GoBots venne invece trasmesso ben due anni più tardi, nel 1987, alimentando l’idea che questi ultimi fossero “i tarocchi” e generando non poca confusione.

E, come se non bastasse, anche sul piano dei giocattoli tutto era molto lasco. In Europa i giocattoli dei GoBots vennero perlopiù distribuiti con il nome di Robo Machines, rifacendosi a quello originale giapponese, Machine Robo.
Insomma, un casino. Ma in fondo si era a cavallo tra gli anni ’80 e i primi ’90, non c’era tutta questa attenzione ai dettagli: alle aziende importava perlopiù di mettere sul mercato robot trasformabili, che in quel periodo erano all’apice della loro potenza commerciale.

A voler proprio essere puntigliosi – e poi la smetto, perché capisco che l’articolo si sta avvicinando alla soglia del mal di testa – la “guerra” fra i Transformers e i GoBots in occidente può essere inquadrata come il riflesso di quella in corso dall’inizio degli anni ’80 in Giappone tra la Bandai e la Takara, aziende produttrici di giocattoli e maggiori esportatirici di robot trasformabili all’estero.
La Takara, in particolare, è considerata l’inventrice del concetto stesso di robot trasformabile, con la sua linea “Diaclone” del 1980.

Ora, per mettere un punto alla questione, alla fine la “guerra” di questi giocattoli fu vinta dai Transformers. Del resto, ancora oggi, più di quarant’anni dopo, è questo il termine che tutti associano a questo specifico tipo di giocattolo, nonché un franchise multimediale ancora bello forte e attivo.
E vi dico che l’esito dello scontro fu piuttosto chiaro fin da subito, anche se i GoBots si difesero egregiamente per qualche anno, sia sugli scaffali che in televisione.
Quando però nel 1991 la Hasbro comprò direttamente la Tonka, fu il colpo decisivo. Perché con l’azienda acquisì anche tutte le licenze relative ai GoBots, tranne quelle sui giocattoli e il loro aspetto, che rimasero invece in mano alla Bandai.

Il risultato? I GoBots piombarono in una sorta di “limbo burocratico” e da allora del loro franchise non si fece più quasi nulla (so giusto di qualche fumetto e poco altro). Con buona pace dei Transformers, che senza i loro concorrenti tra le scatole poterono conquistare il mercato indisturbati.

Ma volete sapere una curiosità divertente? Con l’acquisizione e un po’ di magheggi fatti nel tempo, ora i GoBots sono parte del multiverso ufficiale dei Transformers, inquadrati come una realtà alternativa!
Lo possiamo considerare un lieto fine?

CI VEDIAMO AL GIF – GIOVANI IN FESTA!

 

💥 VERSO VINOVO! 💥

Il 20 e 21 giugno ci vediamo a Vinovo (TO) per il GIF – Giovani In Festa ✨
Cosa troverete al mio stand?

📚 La mia trilogia post-apocalittica con gadget esclusivi: spillette e segnalibri!
🕵️‍♂️ I gialli di Solite Storie Noir.
✉️ E ovviamente le ultime cartoline del Quickstarter de L’Età della Polvere – GDR, che aspettano solo nuovi Sopravvissuti pronti a mettersi in gioco! Venite a chiedere info sul regolamento a Matteo “Curte” Cortini!

⚠️ Ma per l’occasione potreste anche vedermi in stand con il mio costume da Adepta di Khorne… dato che Mr. Denis Orlandini vuole vedermi elegante! 🩸💀

Passate a trovarmi per fare due chiacchiere, recuperare le vostre copie o anche solo per un saluto (prometto che non mordo… tranne quando sono in costume!)

LIVE GDR – L’ULTIMA TORCIA 2: ARTIGLI E SEGRETI – PARTE 6 (feat. Serpentarium)

Ieri sera, sul canale YouTube di Serpentarium, sesto appuntamento con “Artigli e Segreti”, la nuova avventura per L’Ultima Torcia 2 scritta da Fabio Passamonti!

Io, Matteo “Curte” Cortini, Simone Anselmi e The Prof. Player vestiamo invece i panni di studenti dell’Accademia Invisibile, la rinomata scuola di magia dello Stregomastio.

Nell’ultima sessione però siamo stati più che altro investigatori, impegnati a cercare la spia di un istituto rivale nascosta tra i mercanti bloccati nella piccola cittadina di Rugavia.
Lì, tra affascinanti venditori di cavalli in cerca di mogli, misteriose donne selvagge e nani che si fingono ubriachi senza esserlo davvero (per non parlare dei metamorfi trasformati in forzieri e delle piccole persone che di notte escono dagli scomparti segreti dei carri) abbiamo appreso una notizia grave: qualcuno è in possesso di un cosiddetto “Cercatore”: un artefatto in grado di individuare a distanza chi indossa le vesti dell’Accademia Invisibile, il cui uso è normalmente riservato ai docenti.
Tornare allo Stregomastio per dare l’allarme, però, non è stata una buona idea, perché dopo essere stati redarguiti dalla Maestra Scagliaruga siamo stati rispediti al volo a Rugavia per proseguire le indagini.

Riusciremo a recuperare l’artefatto? Per riuscirci dovremo spogliarci delle nostre uniformi accademiche? Ma, soprattutto, troveremo la spia prima che sia troppo tardi?

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI Z’VALI

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO una specie extraterrestre apparsa nel videogioco Endless Space 2, sviluppato da Amplitude Studios e pubblicato da SEGA nel 2017.

Gli Z’vali sono nomadi spaziali provenienti da un mondo di cui non si conosce più nemmeno il nome.

Ciò che si sa è che un tempo il loro pianeta era ricco di risorse naturali e prospero, cosa che permise agli abitanti – dotati di grande intelligenza – di sviluppare in poco tempo tecnologie avanzatissime, soprattutto nel campo dell’informatica.
In particolare, si specializzarono nella creazione di simulazioni virtuali iper-realistiche così perfette da poter, attraverso di esse, provvedere a ogni fabbisogno del singolo individuo. Col risultato che, poiché tutti preferivano trascorrere il proprio tempo in mondi fittizi, quello vero finì con l’andare in malora.

Stando al mito, fu solo grazie allo sforzo eroico di pochi individui che la specie riuscì a spingersi nello spazio prima che il loro mondo morisse del tutto. E ancora oggi gli Z’vali si spostano per la galassia in piccole comunità, spesso offrendo i loro servigi e le loro tecnologie ad altre civiltà in cambio di risorse per continuare le loro ricerche scientifiche e progredire ancora.

A livello estetico sono alti e aggraziati, di forma antropomorfa ma con il collo allungato. La pelle è grigiastra, priva di pelo, mentre il volto appare protetto da una sorta di calotta naturale. Gli occhi sono distanti tra loro, il naso quasi inesistente o incorporato nella calotta e la bocca, in proprozione, piuttosto grossa.
Spesso poi sfoggiano innesti cibertnetici high-tech, differenti da individuo a individuo.

La cosa buffa, nonché quella che mi ha spinta a sceglierli per l’articolo di oggi, però è un’altra. E cioè che alcuni Z’vali, nonostante la storia della loro civiltà sia ben nota e spesso usata come monito sui pericoli dello sviluppo tecnologico incontrollato, sono convinti di vivere tuttora in una delle loro simulazioni iper-realistiche!

POST-APOCALITTICO AL MUSEO

 

Sono appena tornata dal Play MUSE di Trento: luogo incredibile, che meraviglia giocare in un museo!

Un ringraziamento speciale al maestro delle regole Matteo “Curte Cortini” che, con me, ha masterato in costume post-apocalittico.
Un grazie enorme a tutti i giocatori/giocatrici che hanno provato L’età della polvere – Il gioco di ruolo, supportando il Quickstarter e interpretando benissimo i loro Sopravvissuti!

E infine un enorme grazie a Volkan – La Tana dei Goblin di Trento per l’ospitalità e per averci fatto scoprire quest’evento unico!

[Vi ricordo che se abitate a Trento o dintorni potete acquistare la trilogia de L’età della polvere da Magman direttamente in negozio. Ci sono diverse copie disponibili] 💣💣

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