L’ETÀ DELLA POLVERE GDR ALLA GILDA DEL GRIFONE!

 

Sabato 11 luglio, a partire dalle 20.45, io e Matteo Curte Cortini saremo ospiti alla Gilda del Grifone di Torino per far giocare in anteprima L’età della polvere – il gioco di ruolo!

I posti disponibili per le sessioni sono già esauriti, ma se siete in zona può comunque essere una buona occasione per ritirare la cartolina con sopra il QR code per scaricare il quickstarter gratuito (ne restano pochissime 💣💣)
Oppure semplicemente incontrarsi e scambiare due parole, o partecipare a una delle tantissime altre attività proposte dall’associazione ludica!

Sarà di sicuro una bellissima serata. Vi aspettiamo!

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI AB-UMANI

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO una specie proveniente dal fumetto “Planet of the Damned” del misterioso R. E. Wright (quasi sicuramente uno pseudonimo), pubblicato fin dal primo volume della rivista britannica “Starlord”, uscita nel maggio del 1978.

Gli Ab-umani sono creature originarie dell’Ab-mondo (in originale “Ab-world”), una dimensione parallela a cui si può accedere attraverso il Triangolo delle Bermuda, cosa che di solito avviene in maniera accidentale.

Il loro aspetto è informe e spaventoso: somigliano a grotteschi ammassi di materia molliccia dotati di appendici che conferiscono loro una forma molto, ma molto vagamente antropomorfa.
Sono tuttavia completamente privi di occhi, orecchie, naso e qualsiasi cosa che potrebbe ricordare un apparato sensoriale. Come facciano a percepire il mondo attorno a loro è quindi un vero e proprio mistero!
L’unico orifizio di cui si ha conoscenza è quello che usano per spruzzare acido contro le loro prede.

Gli Ab-umani sono infatti predatori aggressivi e spietati, che non esitano ad attaccare gli esseri umani che arrivano nell’Ab-mondo, approfittando del loro smarrimento. E, stando a quanto riportano i pochi sopravvissuti, lo fanno per cibarsene.
Il mezzo più efficace per difendersi da loro è l’alcool, poiché il semplice contatto con la sostanza innesca una reazione chimica così violenta da farli avvolgere nelle fiamme in pochi secondi.

Per il resto, della loro società non sappiamo praticamente nulla a parte che, a una prima occhiata, sembra piuttosto primitiva.
A contribuire a questo aspetto c’è anche il fatto che (e la cosa mi fa molto ridere perché è il secondo termine che richiama il 40k che scrivo nell’articolo, pur se in realtà non c’è alcun collegamento reale tra i due universi) essendo goffi e lenti a piedi, compensano cavalcando i Grot, grosse creature volanti simili a pteranodonti.

CORRIDOR 7

 

Nonostante ci siano stati alcuni esempi prima, è innegabile che il periodo di massimo splendore degli sparatutto in prima persona siano gli anni ’90.
Tutti ricordano Wolfenstein 3D (1992) e l’immortale DOOM (1993), entrambi della id Software, i cui motori di gioco vennero usati come base di partenza da tantissime altre compagnie (e, successivamente, modder) per realizzare decine di altri giochi del genere. I cosiddetti “doom-cloni”.

Tra questi ce n’è uno che ho scoperto di recente e mi ha incuriosita: Corridor 7.
Sottotitolato “Alien Invasion” è un gioco del 1994 sviluppato da Capstone Software a partire dal motore di Wolfenstein 3D.

In breve, la base scientifica militare Corridor 7 (da cui, ovviamente, il titolo) viene presa d’assalto da alcune forze aliene, arrivate lì attraverso un artefatto marziano che stava venendo studiato.
Nei panni di un singolo soldato delle Forze Speciali, il giocatore verrà quindi inviato a ripulire la zona dalla minaccia aliena e chiudere il varco prima che sia troppo tardi.

Vi ricorda qualcosa? 😅
Si, è un clone spudorato di DOOM. Di quelli che proprio non guardano in faccia a nessuno e si limitano a sostituire i demoni con gli alieni.
Infatti non ebbe un grandissimo successo, finendo col perdersi tra le centinaia di doom-cloni usciti in quel periodo. Eppure è comunque arrivato ai giorni nostri, perché volendo lo trovate per pochi euro su Steam anche adesso.

La cosa che più mi ha divertita di questa storia però è che quando Capstone Software fu costretta a dichiarare bancarotta, era in corso lo sviluppo di un secondo capitolo: Corridor 8 – Alien War.
E senza l’ombra degli altri sei capitoli precedenti, ovviamente!

Ultima cosa, e so che ultimamente lo scrivo spesso, ma anche questa volta è un pensiero che non riesco a togliermi dalla testa: il soldato in copertina al gioco non ricorda, come look, un fante della Guardia Imperiale come venivano rappresentati ai tempi della prima edizione del 40k?
Sul retro dell’elmetto si intravede persino il logo di un’aquila simile a quello Imperiale!

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI UOMINI DI METALLO

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO andiamo a ripescare una vecchia perla d’animazione science-fantasy francese ormai quasi dimenticata.

Vi racconto infatti degli Uomini di Metallo, l’esercito di automi creati dal terribile Metamorphis, una sorta di cervello gigante che fa da principale antagonista nel film “Gandahar” (1988, regia di René Laloux), a sua volta basato sul romanzo di Jean-Pierre Andrevon “Gli uomini-macchina contro Gandahar”, pubblicato nel 1969.

Questi “minion” hanno l’aspetto di automi di metallo completamente neri, con la sola eccezione di un oblò (passatemi il termine) nella pancia e due sottili fessure al posto degli occhi, dai quali si può intravedere una luce rossastra.
Per certi versi, ricordano un po’ la Iron Legion del Marvel Cinematic Universe, ma in nero e disegnata con tratti molto più semplici.

In realtà non si tratta di robot in senso stretto. Sono più dei costrutti: gusci di metallo vuoti all’interno, animati dall’energia – apparentemente magica – di particolari cristalli posti al loro interno (da cui la luce rossastra di cui vi parlavo prima).

Comunque sia, come tradisce il loro aspetto, sono soldati implacabili. E poiché mancano di una vera e propria volontà, perseguono gli ordini a loro affidati senza batter ciglio o esitare, anche quando si tratta di azioni crudeli o pericolose.
L’unico modo per fermarli è, semplicemente, distruggerli.

Stando alla trama del film, il Metamorphis del futuro, più che millenario, anziano e ormai non più in grado di rigenerare le proprie cellule, li ha creati come suo esercito privato.
Il processo non è ben chiarito, in realtà, ma la teoria più comune vede i cristalli rosa che animano gli Uomini di Metallo come vere e proprie parti di Metamorphis solidificate. Cosa che, con tutta probabilità, è anche legata al loro controllo.

In ogni caso, la loro missione è tornare indietro nel tempo e catturare quanti più Gandahriani (gli abitanti di Gandahar, il pianeta dove è ambientata la pellicola) possibili, in modo da poterli “processare” per estrarne le cellule necessarie a prolungare la vita del loro padrone. Un processo che, ovviamente, risulta mortale per i prigionieri.
Per farlo, gli Uomini di Metallo li trasformano temporaneamente in pietra sparando raggi laser dagli indici e poi li imbozzolano dentro delle specie di uova (sempre di pietra) per trasportarli via con comodità.

E questo, in realtà, è più o meno tutto ciò che c’è da dire su di loro.
Non si tratta di personaggi particolarmente approfonditi, anzi sono proprio lì al servizio della trama, che a dirla tutta è un po’ inutilmente arrovellata.
In qualche modo però “Gandahar” come opera mi ha comunque colpita, soprattutto a livello visivo e per gli spunti sull’uso incontrollato dell’ingegneria genetica. Quindi volevo parlarvene un po’!

LIVE GDR – L’ETÀ DELLA POLVERE: I CANCELLI DELLA GOLA – PARTE 2

Continuiamo con “I Cancelli della Gola”, una nuova avventura (in anteprima) per L’età della polvere – il GDR!

Ad affrontare i pericoli della Devastazione sono Matteo “Curte” Cortini, il Rag. Filini e Caleb’s Chronicles. Io, invece, faccio da Master.

Nella scorsa sessione, il gruppo capeggiato dell’Araldo di Redhead chiamato Viktor (con la K), composto dal Cacciatore di Taglie Teck-Dek, dal Missionario Victor (con la C) e dalla Predona Skoria, ha raggiunto la zona montana dove dovrebbe trovarsi “La Gola”, un insediamento con cui La Rete ha perso i contatti da un po’ troppo tempo.
Arrivarci è stata dura ma una volta arrivati, il gruppo ha scoperto che un altro Araldo, Goran il Malato, sembra aver preso il controllo.

Qualcosa non torna. Ma come risolvere la situazione?

MARTEDÌ DELLO XENO – I QUARK

 

Per il MARTEDÌ DELLO XENO [di mercoledì] di oggi torniamo nell’universo del Doctor Who a scoprire alcuni nemici che, ve lo dico in totale sincerità, mi hanno incuriosita per il loro aspetto buffo: i Quark!

Si tratta, come potete vedere dalla foto, di robottini dalla forma piuttosto squadrata – praticamente dei comodini con le gambe – e con una “testa” composta da una sfera dalla quale si protendono cinque spuntoni.
Le “braccia” sono invece dei parallelepipedi incastonati nel busto che si aprono quasi come degli sportellini, e possono culminare in armi di vario tipo o dispositivi atti a manipolare oggetti.

Al di là del loro aspetto, sono comunque esseri intelligenti. E anche se spesso sono stati visti comunicare attraverso suoni elettronici, in realtà sono perfettamente in grado di parlare, se vogliono.

Una cosa curiosa è che, stando a quanto sostiene il Settimo Dottore, i Quark sono “allergici” ai cristalli di leptonite. Esporli a questo specifico materiale anche a una certa distanza (circa mezzo miglio) li disturba al punto di farli impazzire e, infine, esplodere.

Per completezza vi dico anche che alcuni sostengono che in realtà non siano robot ma abbiano al loro interno una componente biologica, forse persino di origine umana. Ma queste sono solo teorie non confermate che, se devo essere sincera, non mi convincono del tutto.

Quel che è certo è che i Quark, per la maggior parte, servono i Dominatori, una specie aliena di conquistatori intergalattici al comando di un grande impero.
Dico “per la maggior parte” perché in realtà ne esiste una frangia, cosiddetta “Ribelle”, che opera in maniera indipendente, mossa in ogni caso da un certo piacere nel seminare distruzione e soggiogare mondi.
Entrambe le varianti della specie hanno più volte cercato di conquistare anche la Terra, fallendo però sempre nei loro tentativi.

In generale, i Quark sono stati uno dei nemici ricorrenti e più accaniti del Secondo Dottore, anche se poi è capitato che si scontrassero anche con altre sue incarnazioni.
La loro prima apparizione risale al 1968, nel ciclo di episodi intitolato “I Dominatori”, ma poi sono stati ripresi anche altre volte, soprattutto in fumetti e romanzi la cui canonicità è quantomeno varia.
Non sono invece più tornati sugli schermi della TV, forse (e questa è una supposizione mia) perché come archetipo vanno un po’ a sovrapporsi ai Dalek, ben più famosi e approfonditi nel corso degli anni.
Pare che questo sia anche dovuto a una accesa disputa legale tra gli autori dell’episodio “I Dominatori” e la BBC, per una questione di diritti sul merchandise derivato.

Ciò nonostante i Quark restano uno dei nemici del Dottore preferiti da una bella fetta di pubblico, soprattutto quelli più affezionati alle serie vecchie

LIVE GDR – L’ULTIMA TORCIA 2: ARTIGLI E SEGRETI – PARTE 8 (feat. Serpentarium)

Ieri sera, sul canale YouTube di Serpentarium‬, ottavo e ultimo appuntamento con “Artigli e Segreti”, la nuova avventura per L’Ultima Torcia 2 di Fabio Passamonti!

Il gruppo è quello: io, Matteo “Curte” Cortini, Simone Anselmi e The Prof. Player.

Dopo aver trascorso la notte nella tana degli orchi che avevamo sconfitto, siamo tornati allo Stregomastio per rivendere il bottino e fare rifornimento.
Lì abbiamo scoperto che la questione spie nascoste tra i mercanti è stata ormai risolta e, cosa ancor più strana, che Maestro Tolden, colui che aveva fatto pervenire l’ordine di sterminare gli orchi a Passo Strozzato, in realtà manca dalla scuola da diversi mesi.
Siamo poi ripartiti alla volta di Rugavia, che abbiamo trovato quasi del tutto svuotato.
Al villaggio, abbiamo poi dissotterrato l’oggetto magico che alcuni personaggi avevano seppellito settimane prima: una statuetta di pietra a forma di cane che si è scoperto poter richiamare lo spirito del levriero Limen. Il problema? Non è detto che l’animale porti con sé cose buone.
Le stesse che sicuramente NON sono di casa alla Locanda delle Spade sul Tavolo, un covo di tagliagole che abbiamo raggiunto dopo aver investigato a Rugavia per scoprire di più su Drenn Marrell, lo studente scappato dallo Stregomastio.

Stanno chiaramente succedendo molte cose strane. Troveremo risposte?

GIOVANI IN FESTA È SEMPRE INCREDIBILE!

Che weekend incredibile a Vinovo per Giovani In Festa 🌟

Questo è stato il mio secondo anno con loro e, come sempre, l’accoglienza è stata semplicemente fantastica.
È stato stupendo ritrovare amici, colleghi e perdersi tra i tavoli da gioco. Da appassionata, ho apprezzato tantissimo il torneo di 40K ⚔️

Ma la gioia più grande è stata vedere l’incredibile interesse per la demo de L’Età della Polvere. Sentirsi chiedere da alcuni di voi “ma si può già avere in preordine?” è un’iniezione di entusiasmo pazzesca. Questo calore mi motiva tantissimo!

Ora, la doverosa e sentita carrellata di ringraziamenti:

Grazie Matteo “Curte” Cortini, compagno di stand, per aver portato ben due sessioni de L’Età della Polvere e un ventilatorino portatile che ha reso sopportabile il grande caldo!

Grazie Denis Orlandini e a tutta l’organizzazione per il lavoro immenso prima, dopo e durante la fiera!

Grazie a Diego Bosso che si è prodigato all’inverosimile per far funzionare ogni dettaglio e non ci ha fatto mancare nulla. Grazie di cuore!

Grazie a Giovanna Verdiglione per i bellissimi regalini 🎁

BONUS: un Renato Minutolo che passa al caos del Warhamme40K!

Spero con tutto il cuore che questa festa continui a crescere e a diventare un appuntamento sempre più grande, perché se lo merita davvero.

Grazie a tutti, ci vediamo l’anno prossimo! 💥

REBOOT

 

Ma voi vi ricordate di ReBoot?

Fu una delle prime serie animate interamente realizzate in computer grafica, famosa soprattutto per essere proprio la prima a raggiungere la durata del classico episodio da mezz’ora (pubblicità inclusa, in realtà erano da circa 23 minuti l’uno).

Prodotta da Mainframe Entertainment, Alliance Entertainment e BLT Productions, tutte compagnie con sede in Canada, andò in onda dal 1994 al 2001, per un totale di 48 episodi suddivisi in 4 stagioni.
Da noi in Italia però è arrivata solo la prima, 13 episodi, inserita all’interno del contenitore per ragazzi di Rai 1 “Solletico”, nel 1999.

Ma di cosa parla ReBoot?

Trattandosi comunque di un cartone per bambini, la trama è elementare: tutto si svolge all’interno della “città” di Mainframe, una idealistica rappresentazione dell’interno di un computer.
Qui il protagonista di nome Bob, di professione Guardiano, lotta ogni giorno assieme agli amici Dot ed Enzo per difendere Mainframe da ciò che la minaccia, come mail di spam, errori di sistema e, soprattutto, virus. In particolare Megabyte ed Hexadecimal, due fratelli virus particolarmente ostinati e maligni.
La trama degli episodi porta poi spesso i personaggi all’interno di videogiochi e altri programmi, quando l’essere mistico superiore (la sto un po’ esagerando, lo ammetto, ma il concetto è quello) chiamato “l’Utente” ne avvia uno.

Insomma, agli occhi di uno spettatore adulto, niente di che. Tranne forse qualche riferimento “computeroso” nei nomi di personaggi, luoghi o oggetti.

Il vero pregio di ReBoot è che è stato pionieristico nello sviluppare questo genere di animazione digitale, dimostrando che la CGI poteva anche essere usata per produrre cartoni animati per la televisione.
Non a caso, alcuni degli autori e degli studi di produzione poi furono coinvolti nella realizzazione di altri prodotti simili di molto maggior successo, per esempio la serie “Beast Wars: Transformers”, del 1996. Che da noi arrivò con il (comodissimo) titolo “Rombi di tuono e cieli di fuoco per i Biocombat”, su reti Mediaset, e paradossalmente prima di ReBoot, nel 1997.

A dirla tutta, l’idea di base per ReBoot risale addirittura al 1984, da parte dei britannici John Grace, Ian Pearson, Gavin Blair e Phil Mitchell, il cui collettivo si faceva chiamare “The Hub”.
In particolare, Pearson e Blair avevano già lavorato con la CGI, realizzando per esempio il videoclip musicale per il brano “Money for Nothing” dei Dire Straits.
Da qui a tirarne fuori un intero cartone animato, però, ne passava. E infatti dovettero aspettare quasi un decennio (trasferendosi nel frattempo a Vancouver) perché la tecnologia progredisse abbastanza.
I primi veri lavori su ReBoot iniziarono infatti nel 1990, servendosi di software che allora nessuno sapeva bene come usare. Non a caso l’intera produzione fu lenta e massacrante, con vari problemi risolti in corsa, anche dopo la prima messa in onda (tra cui alcune censure assurde imposte dalla rete televisiva).

E la cosa triste è che la serie non sfondò mai davvero. Come vi accennavo prima, ReBoot servì inizialmente da apripista per altre produzioni simili, ma non divenne mai un franchise di successo.
Certo, negli anni sono usciti alcuni prodotti accessori, come i web-comics o la serie sequel “ReBoot: The Guardian Code” prodotta da Netflix nel 2018. Ma altrettanti altri, come film o serie spin-off, sono stati messi in cantiere e poi inevitabilmente cancellati.
In seguito al rilascio di un documentario per celebrare il trentesimo anniversario, nel 2024, la serie originale è però stata completamente rimasterizzata e messa a disposizione del pubblico, gratis, su YouTube. Se volete vederla, la trovate sul canale di Mainframe Studios!

LIVE GDR – L’ETÀ DELLA POLVERE: I CANCELLI DELLA GOLA – PARTE 1

Torna, in anteprima esclusiva, L’età della polvere – il GDR!

Matteo “Curte” Cortini, il Rag. Filini e Caleb’s Chronicles si avventurano di nuovo nella Devastazione, questa volta nei panni di un Araldo di Redhead e del suo gruppo formato da un Missionario, un Cacciatore di Taglie e un Predone: scopriamo queste nuove Classi giocabili!

Stavolta ci troviamo nei pressi de “La Gola”, uno degli insediamenti della Rete più periferici che non sta dando segni di vita (né pagando i tributi) da ormai troppo tempo. Dev’essere successo qualcosa.
E l’unico modo di capire cosa, per i Sopravvissuti, è andare là a vedere di persona.

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