MARTEDÌ DELLO XENO – I QUOCKRAN

 

Nel MARTEDÌ DELLO XENO di oggi [eccezionalmente spostato al mercoledì] scopriamo una specie minore particolarmente “timida” apparsa nel gioco di ruolo di Star Wars, quello pubblicato da West End Games dal 1987 al 1999.

I Quockran sono alieni originari di Quockra IV, un pianeta situato nella parte meridionale dell’Orlo Esterno della Galassia. Un tempo un mondo umido e verdeggiante, oggi divenuto un deserto arido e pieno di sale.

Gli abitanti hanno l’aspetto di grossi “lumaconi” lunghi tra il metro e mezzo e i due metri, con la pelle nera e il corpo flaccido.
La metà superiore è vagamente antropomorfa, costituita da un busto bello prominente, due braccia che terminano in 4 dita tozze e una testa che racchiude una bocca larga e irta di denti aguzzi, due occhi laterali e, in corrispondenza della fronte, un grosso naso.
La metà inferiore va invece a uniformarsi in una lunga e spessa coda, in grado di avvolgerli.
Un’altra caratteristica biologica curiosa è poi che sono privi di organi interni, cosa che li rende molto resistenti alle ferite.

Sulla società Quockran si sa poco o niente, principalmente perché sono estremamente xenofobi e isolazionisti, totalmente disinteressati ad avere a che fare con il resto dell’universo. Semplicemente, non gli interessa: vogliono starsene per gli affari loro ed essere lasciati in pace. Punto.

Questa cosa è così radicata che, per evitare di essere disturbati, hanno costruito una intera società di droidi per popolare la superficie del pianeta, programmandoli per commerciare con le specie esterne, negare con vigore (ma educazione) l’esistenza dei Quockran e soprattutto impedire – se necessario con la forza – a eventuali coloni, diplomatici o semplici curiosi di raggiungere il sottosuolo, dove ormai si sono stabiliti a vivere.

Nella malaugurata ipotesi che qualcuno di particolarmente ostinato dovesse riuscire a raggiungerli, comunque, più che una risposta violenta diretta questi riceverebbe probabilmente lo sdegno della civiltà Quockran, venendo ignorato e disprezzato finché non decide di andarsene.

Questa cosa mi ha fatta così sorridere che non ho potuto non dedicare loro un Martedì dello xeno. Tenete però conto che stiamo parlando di una specie molto di nicchia, apparsa solo nel GDR e in pochissimi altri prodotti ufficiali, tutti ormai relegati al lato “Legends” dell’universo di Star Wars, quindi non più canonici.

Ciò nonostante, chiudo con un’ultima curiosità: se l’aspetto dei Quockran vi ricorda quello degli Hutt, ci avete visto giusto: l’ispirazione di base per la creazione della specie sono stati infatti alcuni bozzetti preventivi di Ralph McQuarrie realizzati per definire l’aspetto di Jabba per la sua prima apparizione in “Il Ritorno dello Jedi” (1983)!

LIVE GDR – L’ULTIMA TORCIA 2: ARTIGLI E SEGRETI – PARTE 7 (feat. Serpentarium)

Ieri sera, sul canale YouTube di Serpentarium, è proseguita “Artigli e Segreti”, un’avventura per L’Ultima Torcia 2, giunta ben al suo settimo episodio!

Fabio Passamonti fa da Master al gruppo di studenti di magia composto da me, Matteo “Curte” Cortini, Simone Anselmi e The Prof. Player.

Nell’ultima sessione, però, più che sullo studio delle arti arcane ci siamo concentrati sullo sterminare orchi, proprio come ci era stato richiesto dal Maestro delle Segrete.
Giunti in prossimità di Passo Strozzato, infatti, il gruppo si è messo sulle tracce dei mostri e dopo un violento scontro (che tra l’altro ha interrotto un’interessante discussione su come distinguere le varie specie non-orche) è riuscito a farne fuori parecchi, individuando anche un possibile ingresso alla loro tana.
Ingresso che è stato aperto dall’interno da un nuovo gruppo di orchi durante la notte, costringendo il gruppo a un secondo scontro.
Avventurarsi nel cunicolo, probabilmente di fabbricazione nanica, ha poi condotto al confronto finale con Urda, l’orca cacciatrice di teste a capo della banda, che alla fine ha avuto la peggio.
Sconfiggerla, tra l’altro, ha lasciato libero l’accesso a un gran tesoro fatto di carri razziati ricolmi di oro e merci preziose chiaramente destinate allo Stregomastio, tra cui anelli magici e un misterioso cofanetto stranamente ignifugo.

Qualcosa qui non torna. Quali segreti racchiude il cofanetto? Forse ha qualcosa a che fare con la spia che stiamo cercando?

APERTE LE PRENOTAZIONI PER GIOCARE CON ME AL GIF!

 

🎲 LE PRENOTAZIONI SONO APERTE

Ci siamo quasi! Sabato 20 e domenica 21 giugno l’appuntamento è al Giovani In Festa a Vinovo (TO) per due giorni di puro gioco con L’età della polvere! 🔥

Ma non si viene solo per giocare… Passate a trovarmi perché avrò il mio stand con tutti i miei libri! 📚 Sarà l’occasione perfetta per incontrarsi e stare insieme!

I posti al tavolo per le sessioni sono limitati, quindi scegliete la vostra avventura e assicuratevi un posto!

📅 SABATO 20 GIUGNO
L’età della polvere – La Rattoleria di Francis (Villanora)
🕒 Ore 15:00 – 17:00 circa
🔗 Link per la prenotazione

L’eta della polvere – Il magazzino bianco (Matteo Curte Cortini)
🕒 Ore 15:00 – 17:00 circa
🔗 Link per la prenotazione

📅 DOMENICA 21 GIUGNO
L’Ultima Rotta – Pax – 0 (con il Curte)
🕒 Ore 11:00 – 13:00 circa
🔗 Link per la prenotazione

Vi aspettiamo a Vinovo 💣💣

GOBOTS, I CUGINI MENO FORTUNATI DEI TRANSFORMERS

 

Vi ricordate dei GoBots, i cugini meno fortunati dei Transformers?

La loro è una storia strana. Al primo impatto verrebbe da etichettarli come una semplice scopiazzatura, la classica “versione tarocca”, ma in realtà la questione è più complessa.

Tanto per cominciare, parlando di giocattoli, i GoBots vennero lanciati sul mercato americano nel 1983, ben un anno prima dei rivali Transformers. E già questo basta a smontare la tesi.
Tra l’altro, complice il fatto di essere un prodotto di fascia economica, riscossero anche un buon successo, almeno inizialmente.

Quando però nel 1984 arrivarono sugli scaffali dei negozi anche i Transformers, più costosi ma anche meglio progettati, con accessori e trasformazioni più complesse, il discorso cambiò e tra le due linee iniziò una vera e propria guerra commerciale.

Entrambe le aziende che c’erano dietro ai giocattoli, la Tonka per i GoBots e la Hasbro per i Transformers, avevano poi commissionato un cartone animato promozionale. Ed entrambi iniziarono ad andare in onda praticamente insieme, nel settembre del 1984.

La somiglianza è nettissima: i GoBots sono infatti presentati come robot trasformabili provenienti dal pianeta GoBotron, suddivisi in due fazioni in costante lotta tra loro a seguito di una guerra civile. Da un lato i Guardiani, guidati dal saggio Leader-One, dall’altro i Rinnegati, comandati dal cattivissimo Cy-Kill.
Per i Transformers invece la storia – se ridotta ai minimi termini – è praticamente identica. Con giusto la differenza che il pianeta si chiama Cybertron e le fazioni in conflitto sono gli Autorobot e i Decepticon, guidate rispettivamente da Optimus Prime e Megatron.
In entrambe le serie animate, poi, in qualche modo il conflitto raggiunge anche la Terra, che diventa uno dei teatri di scontro.

A rendere le cose più complicate per il pubblico italiano c’è però da dire che da noi arrivò prima il cartone dei Transformers, nell’ottobre del 1985. Quello dei GoBots venne invece trasmesso ben due anni più tardi, nel 1987, alimentando l’idea che questi ultimi fossero “i tarocchi” e generando non poca confusione.

E, come se non bastasse, anche sul piano dei giocattoli tutto era molto lasco. In Europa i giocattoli dei GoBots vennero perlopiù distribuiti con il nome di Robo Machines, rifacendosi a quello originale giapponese, Machine Robo.
Insomma, un casino. Ma in fondo si era a cavallo tra gli anni ’80 e i primi ’90, non c’era tutta questa attenzione ai dettagli: alle aziende importava perlopiù di mettere sul mercato robot trasformabili, che in quel periodo erano all’apice della loro potenza commerciale.

A voler proprio essere puntigliosi – e poi la smetto, perché capisco che l’articolo si sta avvicinando alla soglia del mal di testa – la “guerra” fra i Transformers e i GoBots in occidente può essere inquadrata come il riflesso di quella in corso dall’inizio degli anni ’80 in Giappone tra la Bandai e la Takara, aziende produttrici di giocattoli e maggiori esportatirici di robot trasformabili all’estero.
La Takara, in particolare, è considerata l’inventrice del concetto stesso di robot trasformabile, con la sua linea “Diaclone” del 1980.

Ora, per mettere un punto alla questione, alla fine la “guerra” di questi giocattoli fu vinta dai Transformers. Del resto, ancora oggi, più di quarant’anni dopo, è questo il termine che tutti associano a questo specifico tipo di giocattolo, nonché un franchise multimediale ancora bello forte e attivo.
E vi dico che l’esito dello scontro fu piuttosto chiaro fin da subito, anche se i GoBots si difesero egregiamente per qualche anno, sia sugli scaffali che in televisione.
Quando però nel 1991 la Hasbro comprò direttamente la Tonka, fu il colpo decisivo. Perché con l’azienda acquisì anche tutte le licenze relative ai GoBots, tranne quelle sui giocattoli e il loro aspetto, che rimasero invece in mano alla Bandai.

Il risultato? I GoBots piombarono in una sorta di “limbo burocratico” e da allora del loro franchise non si fece più quasi nulla (so giusto di qualche fumetto e poco altro). Con buona pace dei Transformers, che senza i loro concorrenti tra le scatole poterono conquistare il mercato indisturbati.

Ma volete sapere una curiosità divertente? Con l’acquisizione e un po’ di magheggi fatti nel tempo, ora i GoBots sono parte del multiverso ufficiale dei Transformers, inquadrati come una realtà alternativa!
Lo possiamo considerare un lieto fine?

CI VEDIAMO AL GIF – GIOVANI IN FESTA!

 

💥 VERSO VINOVO! 💥

Il 20 e 21 giugno ci vediamo a Vinovo (TO) per il GIF – Giovani In Festa ✨
Cosa troverete al mio stand?

📚 La mia trilogia post-apocalittica con gadget esclusivi: spillette e segnalibri!
🕵️‍♂️ I gialli di Solite Storie Noir.
✉️ E ovviamente le ultime cartoline del Quickstarter de L’Età della Polvere – GDR, che aspettano solo nuovi Sopravvissuti pronti a mettersi in gioco! Venite a chiedere info sul regolamento a Matteo “Curte” Cortini!

⚠️ Ma per l’occasione potreste anche vedermi in stand con il mio costume da Adepta di Khorne… dato che Mr. Denis Orlandini vuole vedermi elegante! 🩸💀

Passate a trovarmi per fare due chiacchiere, recuperare le vostre copie o anche solo per un saluto (prometto che non mordo… tranne quando sono in costume!)

LIVE GDR – L’ULTIMA TORCIA 2: ARTIGLI E SEGRETI – PARTE 6 (feat. Serpentarium)

Ieri sera, sul canale YouTube di Serpentarium, sesto appuntamento con “Artigli e Segreti”, la nuova avventura per L’Ultima Torcia 2 scritta da Fabio Passamonti!

Io, Matteo “Curte” Cortini, Simone Anselmi e The Prof. Player vestiamo invece i panni di studenti dell’Accademia Invisibile, la rinomata scuola di magia dello Stregomastio.

Nell’ultima sessione però siamo stati più che altro investigatori, impegnati a cercare la spia di un istituto rivale nascosta tra i mercanti bloccati nella piccola cittadina di Rugavia.
Lì, tra affascinanti venditori di cavalli in cerca di mogli, misteriose donne selvagge e nani che si fingono ubriachi senza esserlo davvero (per non parlare dei metamorfi trasformati in forzieri e delle piccole persone che di notte escono dagli scomparti segreti dei carri) abbiamo appreso una notizia grave: qualcuno è in possesso di un cosiddetto “Cercatore”: un artefatto in grado di individuare a distanza chi indossa le vesti dell’Accademia Invisibile, il cui uso è normalmente riservato ai docenti.
Tornare allo Stregomastio per dare l’allarme, però, non è stata una buona idea, perché dopo essere stati redarguiti dalla Maestra Scagliaruga siamo stati rispediti al volo a Rugavia per proseguire le indagini.

Riusciremo a recuperare l’artefatto? Per riuscirci dovremo spogliarci delle nostre uniformi accademiche? Ma, soprattutto, troveremo la spia prima che sia troppo tardi?

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI Z’VALI

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO una specie extraterrestre apparsa nel videogioco Endless Space 2, sviluppato da Amplitude Studios e pubblicato da SEGA nel 2017.

Gli Z’vali sono nomadi spaziali provenienti da un mondo di cui non si conosce più nemmeno il nome.

Ciò che si sa è che un tempo il loro pianeta era ricco di risorse naturali e prospero, cosa che permise agli abitanti – dotati di grande intelligenza – di sviluppare in poco tempo tecnologie avanzatissime, soprattutto nel campo dell’informatica.
In particolare, si specializzarono nella creazione di simulazioni virtuali iper-realistiche così perfette da poter, attraverso di esse, provvedere a ogni fabbisogno del singolo individuo. Col risultato che, poiché tutti preferivano trascorrere il proprio tempo in mondi fittizi, quello vero finì con l’andare in malora.

Stando al mito, fu solo grazie allo sforzo eroico di pochi individui che la specie riuscì a spingersi nello spazio prima che il loro mondo morisse del tutto. E ancora oggi gli Z’vali si spostano per la galassia in piccole comunità, spesso offrendo i loro servigi e le loro tecnologie ad altre civiltà in cambio di risorse per continuare le loro ricerche scientifiche e progredire ancora.

A livello estetico sono alti e aggraziati, di forma antropomorfa ma con il collo allungato. La pelle è grigiastra, priva di pelo, mentre il volto appare protetto da una sorta di calotta naturale. Gli occhi sono distanti tra loro, il naso quasi inesistente o incorporato nella calotta e la bocca, in proprozione, piuttosto grossa.
Spesso poi sfoggiano innesti cibertnetici high-tech, differenti da individuo a individuo.

La cosa buffa, nonché quella che mi ha spinta a sceglierli per l’articolo di oggi, però è un’altra. E cioè che alcuni Z’vali, nonostante la storia della loro civiltà sia ben nota e spesso usata come monito sui pericoli dello sviluppo tecnologico incontrollato, sono convinti di vivere tuttora in una delle loro simulazioni iper-realistiche!

POST-APOCALITTICO AL MUSEO

 

Sono appena tornata dal Play MUSE di Trento: luogo incredibile, che meraviglia giocare in un museo!

Un ringraziamento speciale al maestro delle regole Matteo “Curte Cortini” che, con me, ha masterato in costume post-apocalittico.
Un grazie enorme a tutti i giocatori/giocatrici che hanno provato L’età della polvere – Il gioco di ruolo, supportando il Quickstarter e interpretando benissimo i loro Sopravvissuti!

E infine un enorme grazie a Volkan – La Tana dei Goblin di Trento per l’ospitalità e per averci fatto scoprire quest’evento unico!

[Vi ricordo che se abitate a Trento o dintorni potete acquistare la trilogia de L’età della polvere da Magman direttamente in negozio. Ci sono diverse copie disponibili] 💣💣

HAMLET, L’HORROR GIAPPONESE CON I MECHA

 

Conoscete “Hamlet”?

È un videogioco per NEC PC-9801 di cui ho da poco scoperto l’esistenza, sviluppato da Panther Software nel 1993, esclusivamente per il mercato giapponese.

Si tratta di un’avventura horror-fantascientifica in prima persona con forti elementi da GDR, in cui bisogna esplorare una grossa e intricata base lunare a bordo di un mecha.

Lo scopo? Capire perché il complesso (chiamato proprio “Hamlet”, da cui il titolo del gioco) che nella seconda metà del XXI secolo è divenuto il più grosso e importante polo manifatturiero di qualsiasi bene, dal cibo alla tecnologia, ha improvvisamente cessato qualunque comunicazione con la Terra.
E per farlo viene inviata una squadra di sei specialisti a bordo di altrettanti robot da battaglia, incluso il protagonista di cui siamo chiamati a vestire i panni: il più giovane del gruppo.
Inutile dire che, come potete vedere dall’immagine, in qualche modo sono invischiati degli alieni ostili e la situazione si farà complicata piuttosto in fretta.

Per certi versi, Hamlet mi ricorda un po’ Space Hulk: pesanti armature corazzate che si muovono in un groviglio di corridoi spaziali claustrofobici, sapendo che dall’oscurità potrebbe emergere qualcosa deciso a farti fuori senza passare dal via.

Sarei veramente curiosa di provarlo, ma il gioco non ha mai lasciato il Giappone. Quindi sto cercando di capire se magari ne esista, dopo tanto tempo, una versione emulata tradotta in inglese dai fan.
Per ora ho scoperto che la stessa Panther Software ha realizzato una versione “potenziata” (quasi un remake) per PlayStation, uscita nel 1995, completamente in 3D e con tanto di doppiaggio inglese, distribuita sul mercato americano con il titolo di “Space Griffon VF-9”.
Nel 1999, poi, una versione ulteriormente potenziata di quella PlayStation è stata portata su Dreamcast, ma ancora una volta solo per il mercato giapponese.
In Europa, invece, non è mai arrivata ufficialmente nessuna delle tre incarnazioni. Peccato!

Voi ne avevate mai sentito parlare o, per caso, lo avete mai provato? Nel caso, vi è piaciuto?

LIVE GDR – L’ULTIMA TORCIA 2: ARTIGLI E SEGRETI – PARTE 5 (feat. Serpentarium)

Ieri sera, sul canale YouTube di Serpentarium, quinto appuntamento con “Artigli e Segreti”, un’avventura inedita per L’Ultima Torcia 2!

Fabio Passamonti fa da Narratore a me, Matteo “Curte” Cortini, Simone Anselmi e The Prof. Player mentre cerchiamo di portare alla luce tutti gli altarini nascosti nel piccolo villaggio di Rugavia.

Non che arrivarci sia stato facile, visto che nella scorsa sessione il gruppo, già fiaccato da un precedente scontro con degli orchi, se l’è dovuta vedere anche con l’improvvisa apparizione di Spiffero il drago bianco.
Un bestione che ha dilaniato Jeaques Le Rat e Torka senza lasciar loro scampo, anche se questo ha funto da diversivo per permettere a Narr e Absium di fuggire verso lo Stregomastio.
Lì, una volta notificata la scomparsa dei due compagni agli insegnanti, in loro sostituzione, al gruppo si sono uniti la Menestrella Vex “Liuto d’Osso” e il Sacerdote Gogara.
E con loro si è potuti arrivare (sorprendentemente senza intoppi) fino a Rugavia, per la precisione alla Taverna del Vecchio Ceppo, dove è iniziata una minuziosa raccolta di informazioni.

L’indagine darà gli esiti sperati o ci stiamo infilando in un ginepraio?

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