MARTEDÌ DELLO XENO – GLI ANELLIDI

 

Per il MARTEDÌ DELLO XENO di oggi sono andata a ripescare dei buffi alieni del cinema nostrano, apparsi nel film “Totò nella Luna” (1958, regia di Steno), parodia delle classiche pellicole di fantascienza tanto in voga in quel periodo.

Gli Anellidi sono creature extraterrestri e potenzialmente extradimensionali la cui origine è avvolta nel mistero.
La loro voce è artificiale, quasi robotica, e quando si manifestano hanno l’aspetto di sfere fluttuanti metalliche, sorrette da un anello che vortica subito al di sotto e – presumo – da cui deriva il loro nome.
A completare questa “testa” troviamo poi due occhi luminosi e un’antennina girevole, posta proprio sulla sommità.

Le loro capacità sono avanzatissime ma anche molto generiche, essenzialmente al servizio della trama del film come deus ex machina spiccio per giustificare le varie stranezze che accadono.
Giusto per fare qualche esempio, li si vede rendersi invisibili all’occorrenza e “fare cose” emettendo diversi raggi e onde dalle loro antenne.

In particolare va però segnalato che possono creare i Cosoni, delle vere e proprie copie di specifici esseri umani, indistinguibili dagli originali, anche se un po’ meno svegli.
Questi nascono da enormi baccelli di pisello, chiaro riferimento al ben più noto film “L’invasione degli ultracorpi”, uscito negli Stati Uniti nel 1956 e arrivato in Italia nel 1957, l’anno prima di Totò nella Luna.

Ma, di preciso, cosa vogliono gli Anellidi dagli esseri umani?
La risposta è così semplice da risultare quasi disarmante: che falliscano nella corsa allo spazio e se ne restino confinati sulla Terra, così da non turbare il pacifico equilibrio che si è creato fra tutte le altre civiltà aliene.
Non sono quindi invasori in senso stretto, più dei goffi sabotatori.

Difficile dargli torto, comunque!

Assediati dai curiosi [Aspettando LA PLAY 2026 Ep. 09]

La rubrica di video-podcast realizzata in collaborazione con il War Pit che ci accompagnerà di settimana in settimana fino a LA PLAY – Festival del Gioco 2026.
Attraverso una serie di brevi interviste “senza impegno” scopriremo insieme le persone e le varie realtà ludiche che si sono unite per dar vita al progetto e, soprattutto, cosa porteranno in fiera tra esposizioni, attività ed eventi!

In questo episodio ritorna dall’anno scorso Claudio “Presidente” dell’associazione Tana degli Orchi di Viterbo e conosciamo Giorgio della Guardia Bizantina di Ravenna assieme a Ivan e Claudio di Asgard Aldeno.
E ci facciamo raccontare i giochi si potranno provare ai loro tavoli: Il Trono di Spade, Blood Bowl, Warhammer Fantasy (The Old World) e 40.000. Ma anche le soddisfazioni di trovarsi “assediati” dai curiosi nei giorni di fiera!

Musica di sottofondo: Quincas Moreira – Black Swan

IL PRINCIPATO DI NUOVA ANTIOCHIA (con TUOMAS PIRINEN) [TRENCH CRUSADE SENZA IMPEGNO EP. 03]

Scopriamo insieme l’oscuro e spietato mondo di Trench Crusade!
Oggi vi racconto del Principato di Nuova Antiochia, il primo baluardo di difesa dell’umanità contro le Forze Infernali.
Come sempre, spiegazione semplice, da raccontare anche alla nonna. E, come extra, una breve intervista a Tuomas Pirinen, il game designer del gioco!

Se volete approfondire, vi raccomando di visitare anche il gruppo Facebook Internazionale e il gruppo Facebook Italiano (gestito da UniNerd).

Musica di sottofondo: Jimena Contreras – Alpha Mission

LIVE – PARLIAMO DELL’ETÀ DELLA POLVERE GDR!

Live con Matteo “Curte” Cortini dove abbiamo parlato con voi dell’Età della polvere – Il gioco di ruolo!

Com’è la Devastazione vent’anni dopo gli eventi dei libri?
Avete qualche curiosità su Classi, Mutazioni o sulle meccaniche in generale?
Volete darci un feedback sull’avventura che abbiamo giocato nelle scorse settimane, “La Rattoleria di Francis”?
Oppure parlare del Quickstarter e delle demo per la Play 2026?

Tutte domande che hanno trovato risposta in questa serata!

Creare piccoli mondi partendo da un tubo di patatine [Aspettando LA PLAY 2026 Ep. 08]

La rubrica di video-podcast realizzata in collaborazione con il War Pit che ci accompagnerà di settimana in settimana fino a LA PLAY – Festival del Gioco 2026.
Attraverso una serie di brevi interviste “senza impegno” scopriremo insieme le persone e le varie realtà ludiche che si sono unite per dar vita al progetto e, soprattutto, cosa porteranno in fiera tra esposizioni, attività ed eventi!

Ospiti di questo episodio: Massimiliano e Paolo del forum de I Minimondi di Capochino assieme a Luca e Bertuz di Legio Felsinea, tutti veterani della creazione di elementi scenici. Da loro ci siamo fatti raccontare gli aspetti più intriganti, la filosofia e la “visione al riciclo” dietro a questo aspetto dell’hobby, oltre che snocciolare qualche consiglio per chi voglia provare a cimentarsi e anticipazioni sui laboratori aperti al pubblico che verranno allestiti per la Play!

Musica di sottofondo: Quincas Moreira – Black Swan

“WINSTON, NON ASSOMIGLI A WINSTON”

 

Di recente ho scoperto qualcosa che mi ha piuttosto scioccata.

Sono sicura che ricordate bene il cartone animato “The Real Ghostbusters”, quello realizzato dalla DIC Entertainment del 1986, da noi trasmesso e abbondantemente replicato sulle reti Mediaset per tutti gli anni ’90 e anche oltre.
Quello che espande l’universo del film di Ivan Reitman del 1984, con protagonisti Harold Ramis, Dan Aykroyd, Ernie Hudson e Bill Murray.

Ora, sembra che a un certo punto della produzione proprio Ernie Hudson, l’interprete di Winston Zeddemore nella pellicola originale, sia stato in lizza per doppiare il personaggio anche nel cartone. Ma che sia stato rifiutato perché non abbastanza somigliante a… sé stesso.

Stando a quanto dichiarato dall’attore in alcune interviste, dopo aver mostrato interesse e disponibilità per il progetto, la cosa gli era stata venduta come praticamente fatta. Hudson racconta solo di una formalità da sbrigare: non un provino vero e proprio ma un incontro con il regista del cartone animato per leggergli qualche battuta.
Un incontro che a quanto pare andò malissimo, con quest’uomo (di cui non è stato fatto il nome) che continuava a interrompere animatamente l’attore sostenendo che, cito parafrasando un minimo: “Ernie Hudson, nel film, lo interpretava in modo diverso”.
E forse (ma qui si tratta di speculazione) ignorando che aveva di fronte proprio lo stesso Ernie Hudson, non si capisce. Cioè, boh.

Comunque alla fine, nonostante tutte le garanzie ricevute, nessuno richiamò Hudson per offrirgli il ruolo e a dare la voce a Winston nel cartone animato furono Arsenio Hall, nelle prime stagioni, e Buster Jones nelle ultime.
Una scelta che mi lascia un po’ perplessa, ma ormai sono passati tanti anni e sappiamo che il mondo del business può essere… complesso.

Lo stesso Hudson dichiara di esserci rimasto molto male all’epoca, anche comprensibilmente, ma di essere poi semplicemente andato oltre. E con il senno di poi sappiamo che ha ripreso il ruolo di Winston più di una volta, nel corso degli anni.

Prima di urlare allo scandalo e indignarsi, per completezza, devo però anche aggiungere che i produttori del cartone animato, in particolar modo il character designer Jim McDermott, cercarono fin dall’inizio di distanziarsi un pochino dal film originale e dare al prodotto un’identità più sua, adatta all’animazione, per esempio cambiando dettagli dell’aspetto fisico e il colore delle tute dei personaggi principali.
Non a caso, in termini di canonicità dei Ghostbusters, l’universo cinematografico e quello della serie animata sono considerati separati, pur utilizzando come punto di partenza gli eventi raccontati nel primo film.

Chiarito questo, aggiungo però che mi dispiace per Ernie Hudson. Sono convinta che avrebbe fatto un ottimo lavoro!

LIVE GDR – L’ETÀ DELLA POLVERE: LA RATTOLERIA DI FRANCIS – PARTE 2

Andiamo avanti con “La Rattoleria di Francis”, l’avventura per presentarvi in anteprima il GDR de L’età della polvere, l’universo post-apocalittico in cui sono ambientati i miei romanzi!

Il sistema di gioco è firmato da Matteo “Curte” Cortini, che gioca con Ragionier Filini e Caleb’s Chronicles. Io, invece, faccio da Master.

Nella scorsa sessione Baltimora, Trito e Bisturi, tre sottoposti della Rattoleria di Francis, hanno ricevuto l’incarico di portare alcuni barattoli di carne rattolosa fino a un insediamento vicino, cercando di aprire una nuova tratta commerciale.
Durante il viaggio hanno però trovato diverse difficoltà, tra cui i Vermi delle Sabbie e lo scontro con altri disperati che cercavano di ripararsi dalla pioggia acida.

Cosa li aspetta, una volta arrivati a destinazione?

LIVE GDR – TENEBRAE: LE SECCHE DI SAN MAGNO – PARTE 2 (feat. Serpentarium)

Ieri sera, sul canale YouTube di Serpentarium‬, secondo appuntamento con “Le Secche di San Magno”, la nuova avventura che ho scritto per Tenebrae!

Io ho fatto da Osservatrice mentre Matteo “Curte” Cortini, Leonardo “Moro” Moretti, Fabio Passamonti e Simone Anselmi esploravano un’isola (teoricamente) disabitata nei panni di agenti immobiliari improvvisati.

Ci troviamo a Venezia ed è il 1970.
Un gruppo di giovani studenti di giurisprudenza, tutti rampolli di famiglie benestanti, ha accompagnato Luciano sull’isola privata della sua famiglia, abbandonata da oltre vent’anni.
L’idea è sincerarsi delle condizioni della vecchia villa, del manicomio abbandonato poco distante e scattare qualche foto utile a vendere la proprietà. E magari approfittarne anche per un week-end di campeggio in cui bere qualche birra e stare un po’ insieme senza stress.
Ma se inizialmente l’esplorazione è stata tutto sommato divertente, con qualche peccaminoso ritrovamento erotico e la curiosità di visitare un posto abbandonato, il ritrovamento di alcune foto inquietanti e strani rumori sentiti in lontananza hanno presto creato nei ragazzi una certa ansia.
Convinti di non essere da soli sull’isola, avevano ragione: nella notte, mentre guardavano dalla finestra, uno strano vecchietto con una lanterna li ha salutati da lontano, facendogli segno di raggiungerlo. Salvo poi saltellare in modo buffo dentro la sua capanna.

Chi è quest’uomo? E, soprattutto, cosa vuole da loro? Ha cattive intenzioni?

OGGI HA ANCORA SENSO PARLARE DI POST-APOCALITTICO?

 

Oggi, al martedì dello… AH NO.

Dopo l’ennesimo messaggio: “con tutto quello che capita nel mondo, bisogna proprio parlare di post-apocalittico?” ho deciso di replicare in un unico post pubblico “non proprio senza impegno”.

OGGI HA SENSO PARLARE DI POST-APOCALITTICO? O SE NE PARLI “NON SEI SENSIBILE”?

È un dibattito che riemerge sempre: ha senso scrivere storie sul “collasso” proprio mentre viviamo crisi geopolitiche, climatiche e sanitarie REALI?
Per alcuni, il genere post-apocalittico è solo un elemento di stress aggiuntivo. Ma per chi scrive e analizza la narrativa, la prospettiva è opposta.

Per diverse ragioni, secondo me.

1. L’arte canalizza ma non anestetizza
Il compito dell’arte non è mai stato quello di rassicurare o fare da sedativo. Se l’arte si limitasse a confermare il nostro senso di sicurezza, perderebbe la sua funzione critica.
Le storie post-apocalittiche smuovono emozioni forti: paura, tristezza, speranza, esattamente per evitare l’apatia e l’alienazione dalla realtà.
Quante persone stanno dicendo, in questo periodo: “oh mio Dio, siamo finiti come in Idiocracy”?

2. In realtà il genere post-apocalittico nasce proprio da un periodo di cacca pupù
Siamo negli anni ’50 e ’60: il boom della narrativa post-nucleare che tenta di contrastare il terrore atomico della Guerra Fredda.
Siamo negli anni ’70 quando Mad Max ci diceva: “attenzione: se non facciamo i bravi, finiamo così”.

Quindi possiamo dire che il compito dell’autore post-apocalittico è quello di estremizzare tensioni attuali (o del passato), riscriverle nella sua ambientazione e renderle comprensibili perché inserite in un contesto “finto”. Che poi è quello che fanno le storie, da sempre: “Pinocchio, ascolta Geppetto” è la trasposizione fantastica della dinamica “bambino, ascolta i tuoi genitori”.

3. Il post-apocalittico ci mostra chi siamo davvero
Chi o cosa possiamo diventare quando collassa la società?
C’è speranza per l’uomo o siamo destinati a diventare un ammasso di predoni che si inseguono e fanno del male a vicenda? Delle specie di Babbuini 3.0?

I PANEL CHE CONDURRÒ A PLAY 2026

 

Ci vediamo alla Play?

Sabato 23 maggio, in occasione della PLAY – Festival del Gioco 2026, in collaborazione con il War Pit e grazie al supporto degli Araldi avrò il piacere di curare due incontri dedicati a wargame giochi di ruolo!

– Alle 11.00 in sala O58 – Play Conference (Pad. 18) ci vediamo per “Trench Crusade: un fenomeno a crescita rapida”, dove intervisterò Tuomas Pirinen, Paolo Parente, i ragazzi di UniNerd‬, Marco Molo e Korhyl Miniatures per scoprire le ultime novità e, soprattutto, discutere insieme su cosa abbia portato il gioco da progetto indipendente underground a vero e proprio fenomeno di settore, con conseguente strutturazione di Factory Fortress Inc.

– Alle 13.30, invece, ci vediamo in sala O8 – Play Publisher (Pad. 18) con “GDR: tutto quello che non abbiamo il coraggio di dire” insieme a Matteo “Curte” Cortini e Fabio Passamonti di ‪Serpentarium,‬ per sviscerare senza filtri i temi più attuali che riguardano il mondo dei GDR, dall’eterno scontro tra semplificazione e profondità dei sistemi di gioco alle sfide editoriali e l’utilizzo delle IA.

Entrambi gli incontri saranno aperti al pubblico e avranno spazio per il dibattito e fare domande agli ospiti. Quindi se sarete in fiera e gli argomenti sono di vostro interesse vi invito a venire ad ascoltarci e partecipare attivamente!

Vi aspettiamo 💣💣

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