OGGI HA ANCORA SENSO PARLARE DI POST-APOCALITTICO?

 

Oggi, al martedì dello… AH NO.

Dopo l’ennesimo messaggio: “con tutto quello che capita nel mondo, bisogna proprio parlare di post-apocalittico?” ho deciso di replicare in un unico post pubblico “non proprio senza impegno”.

OGGI HA SENSO PARLARE DI POST-APOCALITTICO? O SE NE PARLI “NON SEI SENSIBILE”?

È un dibattito che riemerge sempre: ha senso scrivere storie sul “collasso” proprio mentre viviamo crisi geopolitiche, climatiche e sanitarie REALI?
Per alcuni, il genere post-apocalittico è solo un elemento di stress aggiuntivo. Ma per chi scrive e analizza la narrativa, la prospettiva è opposta.

Per diverse ragioni, secondo me.

1. L’arte canalizza ma non anestetizza
Il compito dell’arte non è mai stato quello di rassicurare o fare da sedativo. Se l’arte si limitasse a confermare il nostro senso di sicurezza, perderebbe la sua funzione critica.
Le storie post-apocalittiche smuovono emozioni forti: paura, tristezza, speranza, esattamente per evitare l’apatia e l’alienazione dalla realtà.
Quante persone stanno dicendo, in questo periodo: “oh mio Dio, siamo finiti come in Idiocracy”?

2. In realtà il genere post-apocalittico nasce proprio da un periodo di cacca pupù
Siamo negli anni ’50 e ’60: il boom della narrativa post-nucleare che tenta di contrastare il terrore atomico della Guerra Fredda.
Siamo negli anni ’70 quando Mad Max ci diceva: “attenzione: se non facciamo i bravi, finiamo così”.

Quindi possiamo dire che il compito dell’autore post-apocalittico è quello di estremizzare tensioni attuali (o del passato), riscriverle nella sua ambientazione e renderle comprensibili perché inserite in un contesto “finto”. Che poi è quello che fanno le storie, da sempre: “Pinocchio, ascolta Geppetto” è la trasposizione fantastica della dinamica “bambino, ascolta i tuoi genitori”.

3. Il post-apocalittico ci mostra chi siamo davvero
Chi o cosa possiamo diventare quando collassa la società?
C’è speranza per l’uomo o siamo destinati a diventare un ammasso di predoni che si inseguono e fanno del male a vicenda? Delle specie di Babbuini 3.0?

I PANEL CHE CONDURRÒ A PLAY 2026

 

Ci vediamo alla Play?

Sabato 23 maggio, in occasione della PLAY – Festival del Gioco 2026, in collaborazione con il War Pit e grazie al supporto degli Araldi avrò il piacere di curare due incontri dedicati a wargame giochi di ruolo!

– Alle 11.00 in sala O58 – Play Conference (Pad. 18) ci vediamo per “Trench Crusade: un fenomeno a crescita rapida”, dove intervisterò Tuomas Pirinen, Paolo Parente, i ragazzi di UniNerd‬, Marco Molo e Korhyl Miniatures per scoprire le ultime novità e, soprattutto, discutere insieme su cosa abbia portato il gioco da progetto indipendente underground a vero e proprio fenomeno di settore, con conseguente strutturazione di Factory Fortress Inc.

– Alle 13.30, invece, ci vediamo in sala O8 – Play Publisher (Pad. 18) con “GDR: tutto quello che non abbiamo il coraggio di dire” insieme a Matteo “Curte” Cortini e Fabio Passamonti di ‪Serpentarium,‬ per sviscerare senza filtri i temi più attuali che riguardano il mondo dei GDR, dall’eterno scontro tra semplificazione e profondità dei sistemi di gioco alle sfide editoriali e l’utilizzo delle IA.

Entrambi gli incontri saranno aperti al pubblico e avranno spazio per il dibattito e fare domande agli ospiti. Quindi se sarete in fiera e gli argomenti sono di vostro interesse vi invito a venire ad ascoltarci e partecipare attivamente!

Vi aspettiamo 💣💣

La Corona Nemesi torna a fare danni [Aspettando LA PLAY 2026 Ep. 07]

La rubrica di video-podcast realizzata in collaborazione con il War Pit che ci accompagnerà di settimana in settimana fino a LA PLAY – Festival del Gioco 2026.
Attraverso una serie di brevi interviste “senza impegno” scopriremo insieme le persone e le varie realtà ludiche che si sono unite per dar vita al progetto e, soprattutto, cosa porteranno in fiera tra esposizioni, attività ed eventi!

Ospiti di quest’episodio Daniele e Mark di Mordheim Italia assieme a Paso di Malagazzetta, che ci raccontano le moltissime attività legate a Mordheim che si potranno fare alla Play di quest’anno: tornei, eventi narrativi, demo, gioco libero, competizioni di pittura e chi più ne ha più ne metta!

Se volete partecipare, vi metto qua sotto anche i link ai vari infopack:
Evento Narrativo “Il Mistero delle Pagine Perdute”
Torneo “Dispersi nel Buio”
Campagna Nazionale “La Carestia Verde

Musica di sottofondo: Quincas Moreira – Black Swan

L’ETÀ DELLA POLVERE – IL GDR IN ANTEPRIMA ESCLUSIVA ALLA PLAY 2026!

L’età della polvere – Anteprima Esclusiva a la PLAY: Festival del Gioco!

Finalmente posso annunciarvi che il viaggio nell’Età della polvere sta per iniziare ufficialmente!
In occasione della fiera (Bologna, 22-23-24 maggio) presenteremo il Quickstarter del gioco di ruolo, un primo passo concreto per immergervi in queste atmosfere post-apocalittiche.

Cosa troverete?
☢️ L’introduzione alla lore della Devastazione
☢️ Il regolamento base, inedito, scritto da Matteo “Curte” Cortini
☢️ L’avventura “La Rattoleria di Francis” + 4 schede dei Sopravvissuti pronti all’uso con i relativi BG

Sono 100 cartoline numerate che non verranno mai più ripubblicate, disponibili fino a esaurimento scorte, dove sul retro troverete un QR Code per scaricare immediatamente il Quickstarter digitale gratuito in pdf.

Quindi venite a trovarci! A Bologna saremo presenti tutti e quattro: io, Matteo “Curte” Cortini l’illustratore Simone Delladio e la graphic designer Sonia “Ren” Amaduzzi.
Sarà l’occasione perfetta per scambiare due chiacchiere, chiederci la vostra cartolina numerata e… per scattare una foto insieme!
I partecipanti potranno così entrare ufficialmente nella “Galleria dei Sopravvissuti” che ospiteremo sul sito ufficiale del gioco.

Non vedo l’ora di vedervi tra i tavoli, sentire le vostre impressioni e scoprire come affronterete i pericoli della Devastazione!

LIVE GDR – L’ETÀ DELLA POLVERE: LA RATTOLERIA DI FRANCIS – PARTE 1

Per la prima volta in assoluto, giochiamo live a “L’età della polvere – il GDR“!
Sarà un’avventura breve per presentarvi l’ambientazione inedita dei miei romanzi e il sistema di gioco scritto da Matteo “Curte” Cortini.

Al tavolo con me ci sono il Curte, Caleb’s Chronicles e il Rag. Filini, mentre io guido la sessione come Master.
Inoltre nel corso della live riveliamo dettagli esclusivi sull’uscita del gioco, sul Quickstarter e mostriamo le tavole stupende di Simone Delladio.

“In un mondo post-apocalittico dove morale ed etica vengono schiacciate di continuo, solo chi conserva la propria umanità è un eroe.” ☢️☢️

LIVE GDR – TENEBRAE: LE SECCHE DI SAN MAGNO – PARTE 1 (feat. Serpentarium)

Nella live di ieri sera, sul canale YouTube di Serpentarium‬ siamo rimasti sull’onda oscura di Tenebrae con una nuova avventura inedita che ho appena scritto per voi!

Faccio da Osservatrice al gruppo composto da Matteo “Curte” Cortini, Leonardo “Moro” Moretti, Fabio Passamonti e Simone Anselmi.

Cosa posso anticiparvi?

Venezia, 1970.
Quattro studenti e una villa schiacciata da uno scandalo familiare.
Tra i corridoi polverosi di un vecchio lazzaretto e le ombre mai dissipate dell’anno 1958, una domanda affiora dalla laguna: cosa si nasconde davvero nelle acque torbide delle Secche di San Magno?

MARTEDÌ DELLO XENO – I FIORI-FAUCE

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO una creatura floreale che potrebbe essere imparentata almeno alla lontana con Audrey II de “La piccola bottega degli orrori” o con la pianta piranha di Super Mario.

Questo gigantesco fiore carnivoro, originario del pianeta Malvie, non ha un nome vero e proprio ma viene chiamato semplicemente “Fiore-Fauce”.

Il motivo è presto detto: sorretta da un gambo spesso e tozzo, ricoperta da una corteccia grigio-verde che ricorda vagamente la buccia di una zucca, si trova una “testa” fatta di petali rossi irti di spine sottilissime. E che, aprendosi come vere e proprie labbra, rivelano una bocca piena di denti aguzzi, bagnata da una “bava” rossastra.
Da varie parti del fusto poi partono alcuni viticci, anch’essi spinati, che la creatura usa per afferrare e tirare a sé le prede.

Qualcuno ha descritto i Fiori-Fauce come “un incrocio tra un’orchidea e la bocca di uno squalo”. E lo trovo molto calzante, soprattutto perché parliamo di piante alte diversi metri e che tipicamente crescono vicino all’acqua!

I Fiori-Fauce così come ve li ho descritti sono nati dalla penna della scrittrice francese Éliane Taïeb (nota anche con gli pseudonimi di Gilles Thomas e Julia Verlanger). Compaiono nel romanzo “L’Ange aux Ailes de Lumière” (letteralmente “L’angelo dalle ali di luce”), pubblicato nel 1978 per la collana “Anticipation” e – per quanto sono riuscita a scoprire – inedito in Italia.

L’illustrazione che ho messo è presa proprio dalla copertina del libro, anche se a dirla tutta non la trovo proprio-proprio fedelissima alla descrizione che viene fatta tra le pagine.

Ultima curiosità: il regista e scrittore Harry Bozino ha recentemente riadattato alcuni romanzi della Verlanger, compreso quello citato prima, sotto forma di fumetti, illustrati dall’artista Carlos Magno.

Scegli il tuo modello preferito e vieni a giocare [Aspettando LA PLAY 2026 Ep. 06]

La rubrica di video-podcast realizzata in collaborazione con il War Pit che ci accompagnerà di settimana in settimana fino a LA PLAY – Festival del Gioco 2026.
Attraverso una serie di brevi interviste “senza impegno” scopriremo insieme le persone e le varie realtà ludiche che si sono unite per dar vita al progetto e, soprattutto, cosa porteranno in fiera tra esposizioni, attività ed eventi!

In quest’episodio ho il piacere di ospitare di nuovo Davide di Bivacco Vicenza e Meme di Warmasters Academy, che ci raccontano i tanti (TANTISSIMI!) giochi che si potranno provare in fiera.
Gli immancabili Warhammer Fantasy, 40.000 e Age of Sigmar, ma anche Blood Bowl, Confrontation, Maladum, Paradise, Infinity e Dragon Rampant sono solo alcuni titoli. Ce ne sarà davvero per ogni gusto!

Musica di sottofondo: Quincas Moreira – Black Swan

A Bologna, l’eresia non passerà [Aspettando LA PLAY 2026 Ep. 05]

La rubrica di video-podcast realizzata in collaborazione con il War Pit che ci accompagnerà di settimana in settimana fino a LA PLAY – Festival del Gioco 2026.
Attraverso una serie di brevi interviste “senza impegno” scopriremo insieme le persone e le varie realtà ludiche che si sono unite per dar vita al progetto e, soprattutto, cosa porteranno in fiera tra esposizioni, attività ed eventi!

In quest’episodio tantissimi ospiti: Matteo e Mark di UniNerd, Sniper Troll e Marco di Bivacco Vicenza, tutti riuniti sotto l’egida del gruppo Trench Crusade Italia per organizzare “Di qui l’eresia non passa!”, il primo grande evento narrativo italiano di Trench Crusade!

Se volete partecipare, vi metto qui anche il link all’infopack!

Musica di sottofondo: Quincas Moreira – Black Swan

C.O.P.S. – Squadra Anticrimine

 

Qualcuno ricorda C.O.P.S. – Squadra Anticrimine?

È un cartone animato prodotto dalla DIC Entertainment nel 1988, su commissione della Hasbro, per promuovere la loro corrispondente linea di giocattoli.

Originariamente pensati per essere gli eredi dei G.I. Joe (tanto che le due serie sono ambientate nello stesso universo, visto che un personaggio è il figlio di uno dei famosi soldati), i C.O.P.S. non riscossero purtroppo lo stesso successo ed ebbero una vita molto breve.

Ed è un peccato, perché – nei limiti di una produzione di quel genere – c’era dietro un bel potenziale.

La serie è infatti ambientata circa trent’anni nel futuro, per la precisione nel 2020, a Empire City, una metropoli piagata da un elevato tasso di criminalità.
Per riportare l’ordine in città viene quindi istituita la Squadra Speciale C.O.P.S. (acronimo di “Central Organization of Police Specialists”), composta dai migliori elementi presi dai corpi di Polizia di tutto il paese ed equipaggiati con tecnologia sperimentale all’avanguardia e nomi in codice tamarri.
Guidati dall’Agente Federale cyborg Baldwin P. Vess (nome in codice “Bulletproof”), questi eroi si scontreranno con i molti membri dell’organizzazione criminale CROOKS, alla cui testa si trova il cattivissimo “Big Boss” Brandon Babel.

Un setting semplice ma chiaro, con un tocco di cyberpunk ad aggiungere un po’ di carattere.
Elemento che permise ai creativi dietro ai giocattoli di creare personaggi variegati, pieni di gadget, e agli autori del cartone (tra cui Kevin Altieri e Bruce Timm, che qualche anno dopo avrebbero firmato la leggendaria serie animata di Batman) di svilupparli in storie interessanti, scritte piuttosto bene.

Nonostante tutto però, soprattutto a causa di alcune scelte di marketing sbagliate, alla concorrenza feroce di altre linee di enorme successo come le Tartarughe Ninja, RoboCop e gli stessi G.I. Joe, ma anche a poco chiari “problemi di comunicazione” che portarono alcuni dei personaggi più amati del cartone a non avere un corrispettivo in giocattolo, alla fine C.O.P.S. non riuscì a sfondare e il progetto si arenò nel giro di un paio d’anni.

In Italia arrivarono solo nel 1992 e praticamente già nella bara, con il cartone trasmesso sulle reti Mediaset in pieno agosto e (stranamente, anche se le fonti riportano così) senza essere accompagnato dal rilascio della linea di giocattoli.

Finirono quindi ben presto nel dimenticatoio, e tuttora sono ricordati solo da una ristretta cerchia di appassionati.

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