LIVE PDF PRIMAVERA 2026 (feat. Serpentarium)

Ieri sera, sul canale YouTube di Serpentarium, LE LIVE SONO RADDOPPIATE!

Alle 22, come al solito, abbiamo giocato di ruolo proseguendo “Artigli e Segreti“, la nuova avventura per L’Ultima Torcia 2 di Fabio Passamonti.

Alle 23.30 ci siamo invece spostati in un’altra stanza per annunciarvi le uscite in PDF di primavera 2026, con novità per L’Ultima Torcia 1, 2 e Tenebrae, seguite dalla consueta apertura degli ordini in diretta.

In particolare, sono contentissima di presentare “Le Secche di San Magno“, una Tenebra ambientata nella Venezia del 1970, su una piccola isola le cui acque torbide celano ombre del passato mai dissipate!

LIVE GDR – L’ULTIMA TORCIA 2: ARTIGLI E SEGRETI – PARTE 3 (feat. Serpentarium)

Ieri sera, sul canale YouTube di Serpentarium, LE LIVE SONO RADDOPPIATE!

Alle 22, come al solito, si è giocato di ruolo proseguendo “Artigli e Segreti”, la nuova avventura per L’Ultima Torcia 2 di Fabio Passamonti!

Alle 23.30 ci siamo invece spostati in un’altra stanza per annunciarvi le uscite in PDF di primavera 2026, con novità per L’Ultima Torcia 1, 2 e Tenebrae, seguite dalla consueta apertura degli ordini in diretta!

Tornando al gioco, io, Matteo “Curte” Cortini, Simone Anselmi e The Prof. Player, vestiamo i panni degli studenti di magia dello Stregomastio e siamo a tanto così dal finire invischiati in complesse storie di spionaggio industriale.

La scorsa sessione è iniziata con il nostro gruppo che si avventurava sulle montagne alla ricerca di uova di viverna per il Maestro Corven. Impresa che è stata notevolmente complicata dall’incontro prima con un orso e poi con due viverne adulte, tutti decisi a divorarci.
Sorprendentemente, a reclamare la vita di Xavia la Steghiera non sono stati questi mostri, bensì una rovinosa caduta dall’alto mentre cercava di arrampicarsi per raggiungere il nido della viverna e prendere le uova.
Impresa che poi – fortunatamente – il resto del gruppo è riuscito a portare a termine, scoprendo anche lì accanto il corpo di uno straniero che portava con sé una misteriosa scatoletta con pregiati rinforzi in osso di cammello.
Rientrati allo Stregomastio, consegnate le uova e accolta nel gruppo la mezzorca Ranger Torka “Orecchie di Muschio”, prima in punizione, gli studenti sono quindi riusciti ad aprire la scatoletta e trovarvi dentro un messaggio indirizzato al Meastro Odric “Tre Dita” che riferiva di un anomalo interesse per una certa Porta nascosta all’interno del Castello.
Un argomento sul quale Odric stesso, una volta reso partecipe del messaggio, ha chiesto ai ragazzi completo riserbo.
Come se ciò non bastasse, al contempo, dentro lo Stregomastio si è rapidamente diffusa la voce secondo cui Drenn Marrell, uno studente modello, sia scappato via dopo aver sottratto una potente reliquia.

I due eventi saranno collegati?

MARTEDÌ DELLO XENO – I FACEBURSTERS

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO una specie extraterrestre che vorrebbe provenire dall’universo di Alien ma non ci ha creduto abbastanza.

Si tratta infatti delle creature antagoniste in “Alien 2 – Sulla Terra”, film a basso budget del 1980 per la regia di Ciro Ippolito (sotto lo pseudonimo di Sam Cromwell). E ovviamente concepito come sequel non ufficiale di quello di Ridley Scott, uscito nei cinema appena l’anno prima.

Ora, descrivere questi alieni non è semplice per diversi motivi: innanzitutto, sullo schermo si vedono pochissimo, in inquadrature molto veloci e sempre in mezzo a secchiate di sangue finto ed effetti speciali scadenti.
Poi non è che nello svilupparsi della trama si stia proprio lì ad analizzarli e descriverli con cura, anzi si limitano semplicemente a fare mattanza e fungere da minaccia contro i protagonisti.
Infine, la loro forma adulta ha la (conveniente) capacità di mutare forma, qualità che rispetto a uno xenomorfo li avvicina quasi più a “La Cosa” dell’omonimo film, che però sarebbe uscito due anni più tardi, nel 1982.

Nonostante ciò, il richiamo ad “Alien” resta comunque molto forte: queste creature arrivano infatti sulla Terra sotto forma di uova dalle quali esce un parassita che va a infestare l’ospite e cresce nutrendosi dal suo interno.
Lasciamo poi stare che qui le uova sono di colore blu e simili a rocce. Però si aprono comunque dalla punta, se non altro.

Sempre come i cugini xenomorfi, poi, una volta maturo il parassita emerge dal corpo ospite sbrindellandolo. Solo che, non si sa perché, lo fa dalla faccia. Cosa che tra gli appassionati di B-Movie horror gli è valsa il soprannome di “Faceburster”, in contrapposizione all’ufficiale “Chestburster”, che come sappiamo bene preferisce uscire dal torace.
In questa fase della sua vita, tra l’altro, l’aspetto dell’alieno ricorda abbastanza la sua controparte ufficiale, solo molto più lungo e con una forza tale da poter tagliare la testa a un uomo stringendosi attorno al suo collo.

Una volta adulto, come accennavo prima, diventa invece in grado di cambiare forma a piacimento (assumendo all’occorrenza anche quella di altre persone) e ha come unico scopo quello di moltiplicarsi, cercando altri ospiti da infestare.
In questo caso, comunque, il processo non riparte più dalla fase dell’uovo, mi sembra di aver capito. Anche se come di fatto avvenga l’aumento di numero non mi è chiarissimo.
Sarò sincera: resto sul vago perché tanto arrivati a questo punto il film è ormai partito con la mattanza ed è concentrato praticamente solo su quella e sul senso di angoscia dei protagonisti braccati.

Non vi svelo come va a finire, aggiungo solo che quanto vi ho descritto – dalla schiusa del primo uovo agli adulti che trucidano e infestano tutto ciò che trovano – sembra avvenire in pochissime ore.

E sappiate che, concentrandomi solo sul descrivere la specie aliena, ho lasciato da parte molti dettagli sulla trama, dalla speleologia ai poteri psichici, per non parlare dei vaghi, vaghissimi pseudo-collegamenti che, se letti in un certo modo e ignorando grosse incoerenze, potrebbero, forse, legare queste vicende al film di Scott.
Se vi interessano fatemelo sapere nei commenti, che magari posso scriverci un altro post.

Infine, chiudo con una curiosità off-game: la 20th Century Fox, proprietaria del franchise di Alien, tentò invano di bloccare la distribuzione di “Alien 2 – Sulla Terra” in vari modi, incluse diverse cause legali.
Posso solo immaginare quanto deve infastidirli (o, passati tanti anni, divertirli) sapere che il film, seppur etichettato come non canonico, viene comunque ancora citato in tantissime wiki dedicate all’argomento!

INFO PER INCONTRARCI ALLA PLAY!

 

Riassunto “Senza Impegno” dei miei appuntamenti per la Play – festival del gioco!
Ricordatevi che sarò lì tutti i giorni: il 22, 23 e 24 maggio.

Cosa farò?

💣 DUE PANEL (sabato 23)
Entrambi a ingresso libero con spazio per le domande del pubblico.

Ore 11:00 | Sala O58 – Play Conference
👉 Trench Crusade: un fenomeno a crescita rapida. Con: Tuomas Pirinen, Paolo Parente, Giulio Pengo, Matteo Mazzucato, Mark Paolini e Giovanni Cornara di ‪UniNerd‬ e Marco Molo di ‪Bivacco Vicenza.

Ore 13:30 | Sala O8 – Play Publisher
👉 GDR: Tutto quello che non abbiamo il coraggio di dire.
Insieme a Matteo “Curte” Cortini e Fabio Passamonti di ‪Serpentarium.

🎲 SESSIONI GDR (Area Araldi – War Pit, Pad. 18)

Se volete vedermi al tavolo, mi trovate qui:

Venerdì 22 Maggio (12:45 – 15:30): Le Secche di San Magno (Tenebrae)

Sabato 23 Maggio (15:30 – 18:15): La Rattoleria di Francis (L’età della polvere)

Domenica 24 Maggio (14:00 – 17:00): La Figlia del Patto (L’età della polvere)

🎁 UN REGALO IN EDIZIONE LIMITATA!
Avrò con me solo 100 cartoline esclusive de L’età della polvere. Sopra troverete un QR Code per scaricare gratuitamente il Quickstarter del gioco.

Venite a chiedermi la vostra copia e a fare una foto insieme. Ci saranno anche il Curte, Simone Delladio e Sonia “Ren” Amaduzzi e avrò dei gadget molto carini da dare a chi vorrà la cartolina!

📍 Dove mi trovate per il resto del tempo?
Nell’area War Pit (Padiglione 18) o all’area food!

Se siete in giro fermatemi pure per un saluto o due chiacchiere, mi fa sempre un enorme piacere!

Ci vediamo a Bologna! 🔥

Caccia al Talismano di Lore [Aspettando LA PLAY 2026 Ep. 11]

La rubrica di video-podcast realizzata in collaborazione con il War Pit che ci accompagnerà di settimana in settimana fino a LA PLAY – Festival del Gioco 2026.
Attraverso una serie di brevi interviste “senza impegno” scopriremo insieme le persone e le varie realtà ludiche che si sono unite per dar vita al progetto e, soprattutto, cosa porteranno in fiera tra esposizioni, attività ed eventi!

Chiudono questa stagione del podcast due ospiti illustri: Angelo di Chello e Stefano Santilli, fondatori del Collettivo Araldi.
Da loro mi sono fatta raccontare le immancabili demo di pittura, Intro Painting e Beer Painting, gli artisti che collaboreranno con loro agli stand, ma anche i ricchi premi (tra cui proprio un certo talismano) che si potranno portare a casa partecipando alle varie attività!

Musica di sottofondo: Quincas Moreira – Black Swan

MARTEDÌ DELLO XENO – I FLORAN

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO [eccezionalmente spostato al mercoledì per questiono logistiche] una specie giocabile di “Starbound”, un videogioco di avventura ed esplorazione con grafica in pixel art pubblicato da Chucklefish Ltd. nel 2014.

I Floran sono creature umanoidi evolutesi dalle piante, ormai diffusi un po’ in tutto l’universo sotto forma di vari clan e tribù autonomi, privi di un vero e proprio governo o struttura sociale centralizzata.

Alti all’incirca quanto un essere umano, hanno evidenti tratti vegetali sul corpo come foglie, petali o pelle simile a corteccia, diversi in forma e colore a seconda dell’individuo o del clan di appartenenza. In generale però sono privi del naso, hanno gli occhi molto grossi e pieni, oltre che una bocca molto larga e talvolta irta di spine esterne. Probabilmente per questo motivo, quando parlano tendono a sibilare molto le S.
Il loro vestiario è poi quasi sempre primitivo, fatto di abiti rozzi pieni di pellicce, denti e altri trofei ricavati dalle loro prede.

Questo perché, in barba allo stereotipo fantascientifico che vede le specie vegetali come calme, pacifiche e persino sagge, i Floran sono invece aggressivi, crudeli, dei veri e propri predatori, quasi ossessionati da concetti come la forza, l’abilità marziale e la caccia.
E poi sono carnivori: consumano con piacere le carni dei loro nemici e delle loro prede, pur se una parte (minima) del loro sostentamento avviene comunque attraverso la fotosintesi.

A livello biologico sappiamo inoltre che sono una specie priva di genere definito, anche se poi i singoli individui potrebbero adottarne uno in base alla loro personalità, sviluppando tratti maschili o femminili a seconda dei casi.

Pur essendo una civiltà giovane e primitiva anche a livello tecnologico, i Floran non sono affatto scemi, anzi. Sono così intelligenti da riuscire a retroingegnerizzare facilmente la tecnologia altrui, incluse le astronavi, cosa che li ha portati a diffondersi per la galassia in pochissimo tempo.
Non a caso i loro vascelli hanno l’aspetto di agglomerati di pezzi vari presi da astronavi di altre specie, tenuti insieme con viticci, liane e altri componenti vegetali. Un’estetica spesso altresì presente nel loro equipaggiamento high-tech, quando ne fanno uso, e nei loro insediamenti planetari. Anche se in quest’ultimo caso hanno comunque più la tendenza a vivere in strutture cave ricavate all’interno di alberi e grotte, pur senza negarsi qualche comfort più avanzato.

Inizialmente considerati una specie ostile e visti con sospetto (per non dire osteggiati) da molte altre civilità, pur restando aggressivi, ultimamente i Floran sembrano aver pian-piano compreso la necessità di integrarsi e di avere relazioni con le altre specie. Insomma, si sono un po’ ammorbiditi.

Secondo alcuni scienziati che li hanno studiati a fondo, la loro fama di aggressività e ferocia derivano perlopiù da un fraintendimento: essendo di origine vegetale, i Floran non considerano le specie “fatte di carne” vive e senzienti nello stesso modo in cui lo sono loro. È un po’ come se non avessero un’anima, ai loro occhi.
Per rendere l’idea, loro ci considerano allo stesso modo in cui noi considereremmo una pianta, o un filo d’erba. Ed è per questo che non provano grande empatia nei nostri confronti.

Ultima curiosità: i Floran sono presenti anche in “WarGroove”, un altro gioco di Chucklefish Ltd.

LIVE GDR – L’ULTIMA TORCIA 2: ARTIGLI E SEGRETI – PARTE 2 (feat. Serpentarium)

Ieri sera, sul canale YouTube di Serpentarium, è proseguita “Artigli e Segreti”, la nuova avventura per L’Ultima Torcia 2 scritta (e narrata) da Fabio Passamonti!

A giocarla invece siamo io, Matteo “Curte” Cortini, Simone Anselmi e The Prof. Player, tutti nei panni di giovani apprendisti all’Accademia Invisibile dello Stregomastio.

Nella scorsa sessione, Maestro Corven il Poziomante ha affidato ad alcune Vesti Grigie (corrispondenti al rango di apprendisti) l’incarico di recuperare per lui delle uova di viverna da un qualche nido sui monti attorno al castello.
Per la precisione, il compito tocca a Xavia la Streghiera, Jacques Le Rat il Nano Metamorfo, Absium lo Stregone e Narr l’Elfo Invocatore, che subito si sono dati da fare per capire come muoversi nella maniera più efficace, chi raccogliendo informazioni al vicino villaggio di Rugavia, chi parlando con le Vesti Scarlatte (gli insegnanti), chi facendo ricerche in biblioteca.
Queste investigazioni preliminari, però, incluso il trasformarsi in topo per spiare la conversazione tra due Vesti Scarlatte, hanno rivelato che l’Arcimago Orneus, figura al vertice dell’Accademia Invisibile, sospetta che tra i carovanieri tenuti fermi a Rugavia ci sia una spia inviata da qualche misteriosa organizzazione rivale.

Sarà vero? Sarà falso? Chi passa da Rugavia o è un ladro o è una spia? Ignoreremo questa sotto-quest per dedicarci alla ricerca delle uova, sperando di non venir ghermiti da una viverna adulta o, peggio, da Spiffero il drago bianco che si dice cacci su queste cime?

JOHN BLANCHE’S EN GARDE, IL MONKEY ISLAND GRIMDARK

 

Sposto a domani il Martedì dello Xeno per segnalarvi un progetto che ultimamente mi sta incuriosendo parecchio: John Blanche’s En Garde, un gioco di duelli con miniatur(on)e in scala 54mm!

Ambientato in un universo fantasy dove la magia è qualcosa di raro e pericoloso, talvolta sfumato nella semplice superstizione, vede come location principale la città portuale di Therae, descritta come “barocca, macabra e opulenta”.
Un posto dove i più abili spadaccini e pistoleri, vivi e non-morti, si riuniscono per darsi battaglia seguendo (o non seguendo, in certi casi) un rigido codice, con lo scopo di stabilire chi di loro sia il migliore in assoluto.

Come suggerisce chiaramente il titolo, nel progetto sono coinvolti dei grandissimi nomi del settore, cioè John Blanche per la creazione dell’universo, basato su suoi disegni originali, ma anche Tuomas Pirinen per il game design, Paul Hicks e Patrick Masson alla scultura, Thomas Elliott e Paolo Parente per il comparto artistico.

Ma, al di là di questo, io sono stata colpita in particolare dall’atmosfera, che ho inquadrato come una sorta di Monkey Island grimdark.
Anche l’idea di un gioco di schermaglie “a due”, che se non ho capito male si svolge su una sorta di scacchiera 6×6, mi incuriosisce parecchio: non vedo l’ora di poterne sapere di più, quando il regolamento verrà rilasciato!

Nel frattempo, è stato lanciato un kickstarter attraverso cui è possibile pre-ordinare la prima serie di miniature. Terminerà venerdì 15 maggio alle 15 (ora italiana), vi metto qua il link nel caso foste interessati.

Io ne ho prese alcune assieme ad altri del mio gruppo di gioco. Ma c’è un personaggio in particolare che mi ha rubato il cuore, trasmettendomi un po’ delle vibes da LeChuck, uno dei miei primi amori!
Secondo voi chi è?

Inoltre, se volete approfondire, vi lascio qui anche il link a un video realizzato dagli amici di UniNerd, dove discutono del gioco proprio con l’autore, Tuomas Pirinen.
Un argomento che riprenderanno anche in un panel alla Play: Festival del gioco!

OSPITATA AL ROAD TO PLAY 2026 DI FLUID ARTWORK LAB

Sul canale YouTube di Fluid Artwork Lab è stata ricaricata la live che era stata trasmessa mercoledì 6 maggio sul suo canale Twitch!

In questo terzo appuntamento del format ho avuto il piacere di essere intervistata assieme a Marco Lorato e Paolo Boffo di Bivacco Vicenza. E assieme abbiamo parlato della PLAY – Festival del Gioco di quest’anno, dei progetti che porteremo in fiera e del War Pit che propone tantissime attività!

Unire attraverso il gioco di ruolo [Aspettando LA PLAY 2026 Ep. 10]

La rubrica di video-podcast realizzata in collaborazione con il War Pit che ci accompagnerà di settimana in settimana fino a LA PLAY – Festival del Gioco 2026.
Attraverso una serie di brevi interviste “senza impegno” scopriremo insieme le persone e le varie realtà ludiche che si sono unite per dar vita al progetto e, soprattutto, cosa porteranno in fiera tra esposizioni, attività ed eventi!

Ospiti di questo episodio, Serena ed Ester di Bivacco Vicenza assieme a Marco del Collettivo Araldi, due realtà che uniscono le forze per fare in modo che l’area GDR del War Pit sia ricca dei titoli più variegati, sia mainstream che di nicchia, indipendenti.
Con loro abbiamo chiacchierato di gioco di ruolo in generale e ci siamo fatti raccontare come è nata la loro passione, oltre che l’intento aggregativo che ha il portarlo in fiera.
Più, ovviamente, anche qualche anticipazione su quali giochi si potranno provare!

Per prenotare le sessioni GDR del Collettivo Araldi, potete cliccare qui.

Le sessioni GDR di Bivacco Vicenza, invece, sono suddivise per giorno: cliccate qui per venerdì 22, qui per sabato 23 e qui per domenica 24.

Musica di sottofondo: Quincas Moreira – Black Swan

Close