LIVE GDR – TENEBRAE: JACK – PARTE 3 (feat. Serpentarium)

Ieri sera, sul canale YouTube di Serpentarium‬, si è tornati nel 1982 per proseguire con “Jack”, un’avventura per Tenebrae!

Io faccio da Osservatrice mentre il gruppo formato da Matteo “Curte” Cortini, Leonardo “Moro” Moretti, Fabio Passamonti e Simone Anselmi cerca disperatamente di mantenere l’ultima promessa fatta al loro comune amico.

Nella scorsa sessione, infatti, dopo ore di viaggio su un furgoncino sgangherato e una breve sosta in una stazione di servizio, i ragazzi hanno raggiunto Fored, il paese natale di Jack.

Qui, grazie alle indicazioni del tassidermista Polly, sono riusciti a raggiungere la casa dei suoi genitori.

Accolti dalla madre, i cinque hanno conosciuto anche i fratelli di Jack: Kevin e Sally, rimanendo sconvolti in particolare dal comportamento di quest’ultima.

ATTENZIONE: vi ricordo che questo gioco è concepito per un pubblico maturo che vuole esplorare a fondo orrore, disgusto e disagio.
Nell’avventura verranno trattate tematiche profondamente disturbanti, pertanto la visione della diretta è sconsigliata alle persone sensibili o che semplicemente non sono interessate a questo genere di contenuti.

MARTEDÌ DELLO XENO – KRANG

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO uno degli antagonisti classici delle Tartarughe Ninja, raccontato nella sua versione a me più cara: quella della serie animata degli anni 80/90.

Krang è un extraterrestre originario della Dimensione X, dove era un potente signore della guerra grazie alla sua enorme armata di Guerrieri di Roccia (soldati ottenuti versando il mutagene sulle pietre) e al suo prodigioso ingegno, tale da permettergli la costruzione del Tecnodromo, una enorme fortezza semovente piena zeppa di equipaggiamenti e armi high-tech (praticamente una piccola Morte Nera su cingoli).

Un giorno però un misterioso incidente sortì il duplice effetto di farlo esiliare sulla Terra e, soprattutto, di privarlo del corpo (originariamente di forma rettiliana), riducendolo di fatto a un piccolo cervello rosa dotato di tozzi tentacolini.

Una condizione che l’ha costretto ad allearsi con Shredder, leader del Clan del Piede, barattando il proprio genio e le proprie tecnologie in cambio della costruzione di un nuovo corpo meccanico.
Da allora, utilizzando il Tecnodromo come base, i due collaborano per il comune intento di conquistare il mondo. Anche se in realtà, vista la natura di entrambi, la loro è un’alleanza “con riserve”, che si regge puramente su interessi reciproci, senza i quali non esiterebbero a tradirsi l’un l’altro.

A livello caratteriale, Krang è il tipico genio megalomane. Si considera intellettualmente superiore a chiunque altro (e a buona ragione, visto che il suo QI è venti volte superiore a quello di un umano) ma la sua arroganza o – dice lui – la stupidità dei suoi sottoposti portano spesso rallentamenti nel suo grande piano di conquista.
Tra l’altro, a differenza di Shredder, che ha questioni personali aperte con le Tartarughe, lui le vede solo come un’interferenza di poco conto, per quanto fastidiosa.
Inoltre prova un certo piacere nel vederegli altri soffrire e, quando non ha il coltello dalla parte del manico, si rivela molto insicuro e codardo.

Vista la sua condizione fisica, poi, raramente scende in battaglia in prima persona. Ma quando lo fa, grazie al suo potente esoscheletro robotico e a una miriade di altri gadget ipertecnologici di sua invenzione, è un avversario più che temibile.

MARTEDÌ DELLO XENO – KRELMAN

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO un buffo personaggio proveniente dall’universo espanso di Guerre Stellari (oggi chiamato “Legends” e non più considerato canonico).

Krelman è uno dei tanti avventori alieni della taverna di Mos Eisley.
Non sappiamo quale sia il nome della sua specie, il suo mondo di origine o praticamente qualsivoglia dettaglio su di lui. Solo che ha un aspetto abbastanza simile a quello di un umano, con però sei dita sulla mano sinistra (ma non su quella destra) e un curioso orifizio sulla testa che utilizza per bere.
Tra l’altro parzialmente nascosto tra i capelli, cosa che gli conferisce un po’ l’aspetto a “testa di vulcano”.

Krelman appare solo e unicamente nell’infausto film per la TV “Star Wars Holiday Special” del 1978, ripudiato da Lucas (che comunque non se ne occupò in prima persona) e da molti considerato (con buone ragioni) il peggior prodotto dell’intero franchise.

Nello spezzone a lui dedicato, l’alieno prova goffamente a conquistare la barista Ackmena, di cui si è infatuato qualche giorno prima, malinterpretando un cordiale saluto di lei come qualcosa di più.
A vestirne i panni fu il comico Harvey Korman, all’epoca piuttosto famoso, che interpreta anche altri due personaggi all’interno della pellicola.

Sicuramente uno dei momenti più trash di Guerre Stellari. Ma vederlo bere attraverso il buco in testa – devo essere sincera – mi ha piuttosto divertita!

IL MIGLIOR FINALE DI BLADE RUNNER

 

Parlando con amici che sono andati a rivederlo al cinema lo scorso lunedì, mi sono resa conto che l’epilogo di Blade Runner, anche dopo tanti anni, è ancora oggetto di accese discussioni.

Io sono un’accanita sostenitrice del finale introdotto con la versione Director’s Cut, quella uscita nel 1992 e voluta insistentemente dallo stesso Scott.
Non tanto perché insinua che Deckard possa essere un replicante egli stesso (concetto comunque affascinante) ma perché mantiene intatta quell’amarezza di fondo che pervade l’intera opera.

Una cosa che invece il finale originale del 1982, voluto dai produttori nonostante la riluttanza del regista, distrugge completamente, imponendo un lieto fine che mal si sposa con tutto il resto del film.
Eppure ho scoperto che molti lo preferiscono, forse anche per una questione di nostalgia.

Sono però curiosa di sapere cosa ne pensate voi.

Preferite la dolorosa consapevolezza del “peccato che lei non vivrà” oppure vedere Deckard e Rachel allontanarsi in macchina, con la voce narrante che afferma che “lei è un replicante speciale, senza data di termine”?

LIVE GDR – TENEBRAE: JACK – PARTE 2 (feat. Serpentarium)

Ieri sera, sul canale YouTube di Serpentarium, siamo andati avanti con “Jack”, un’avventura inedita che ho scritto per Tenebrae!

Il gruppo è formato da: Matteo “Curte” Cortini, Leonardo “Moro” Moretti, Fabio Passamonti e Simone Anselmi.

La scorsa sessione, ambientata nella San Francisco del 1981, ha visto un gruppo di ragazzi, amici comuni del barista Jack, uscire a divertirsi dopo il turno di lavoro.
Una serata di quelle indimenticabili, spensierate, al termine della quale Jack – dopo aver bevuto forse una birra di troppo – si è aperto sul suo passato, rivelando di essere in cattivi rapporti con la sua famiglia ma di sentire comunque la nostalgia di casa. Soprattutto del fratello Kevin, al quale è molto affezionato.

A distanza di un anno da quella notte, il gruppo si ritrova in viaggio verso il paese natale di Jack, in Texas, a bordo di un camper preso a noleggio.
L’atmosfera è pesante e forse questa sarà la loro ultima occasione per stare insieme.

ATTENZIONE: vi ricordo che questo gioco è concepito per un pubblico maturo che vuole esplorare a fondo orrore, disgusto e disagio.
Nell’avventura verranno trattate tematiche profondamente disturbanti, pertanto la visione della diretta è sconsigliata alle persone sensibili o che semplicemente non sono interessate a questo genere di contenuti.

MARTEDÌ DELLO XENO – I SAUCER MEN

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO degli invasori che non si prendono troppo sul serio, ricordati dagli amanti dei B-movie più per la qualità (non eccelsa) dei costumi che per altro.

Questi alieni, comunemente chiamati “Saucer Men” poiché il vero nome è sconosciuto, così come la loro origine, appaiono nel film del 1957 “Invasion of the Saucer Men”, da noi arrivato come “Invasori dall’altro mondo”.

Alti circa 120 centimetri, hanno il corpo ricoperto da squame verdi e una grossa testa che a me personalmente ricorda una verza, orecchie a punta, due occhi sporgenti con la pupilla a taglio e una bocca circondata da spesse labbra rosa.
Sul dorso delle mani hanno inoltre un altro occhio (per un totale di quattro) e le loro dita sono lunghe e affusolate, dotate di artigli retrattili attraverso i quali possono iniettare letali quantità di alcool concentrato.

Un altra caratteristica curiosa è che quando una parte del loro corpo viene recisa poi continua a vivere di vita propria, dimostrandosi anche in grado di compiere scelte ponderate. Non è però ben chiaro se questo sia dovuto a una normale funzione biologica o il risultato di qualche forma di potere psichico.

Comunque sia, il punto debole di queste creature sembra essere la luce diretta, tanto che è sufficiente puntargli contro una torcia o scattargli una foto con il flash per farli urlare di dolore e, in caso di esposizione prolungata, farli scomparire in una nuvola di fumo.

Quali siano i loro scopi invece non è ben chiaro e, a voler essere precisi, la trama non chiarisce nemmeno se siano realmente ostili o si stiano solo vendicando per il torto subito.
All’inizio del film, infatti, dopo che il loro disco volante è atterrato nei boschi attorno a una piccola cittadina rurale, uno degli alieni viene investito da una macchina guidata da una coppia di teenager. E da quel momento in poi le cose degenerano rapidamente, in un crescendo di situazioni sempre più bizzarre e spesso sopra le righe, dichiarata parodia degli stereotipi dei film con invasori extraterrestri.

Ai tempi del suo rilascio il film riscosse poco successo, ma nel tempo è riuscito ricavarsi lo status di “cult” del genere, tanto che i Saucer Men sono poi stati citati in tante opere successive, per esempio i Simpson, Futurama e Men In Black.
Qualcuno sostiene siano anche stati di ispirazione per i marziani della serie di figurine “Mars Attacks!”, uscita nel 1962 e di cui vi avevo parlato qualche mese fa. Ma su questo, sinceramente, sono un po’ scettica.

Ultima curiosità: per qualche strano motivo, la locandina originale ritrae questi invasori extraterrestri molto più grossi di quanto poi siano nel film, mostrandoli nel classicissimo atto di rapire una donna avvenente.

Le mie RELIQUIE personali legate ai wargame [SPECIALE 6.000 ISCRITTI]

Per festeggiare il raggiungimento dei 6.000 iscritti sul canale YouTube ho pensato di dedicare un video alle miniature e ad altri oggetti legati ai wargame (Warhammer 40.000, Fantasy, Trench Crusade e altro) che per me hanno un significato particolare, raccontando anche la storia dietro a ognuno di loro.

Musica di sottofondo: Jimena Contreras – Alpha Mission

In collaborazione con la pagina Facebook de I Tremendi Dèi del Caos

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI ANFIBIANI

 

Oggi per il MARTEDÌ DELLO XENO (che questa volta esce eccezionalmente di mercoledì) torniamo nel fertile mondo dei B-movie con una creatura anfibia apparsa in “Destination Inner Space”, film del 1966 che da noi è arrivato come “L’invasione – Marte attacca Terra” nonostante al suo interno non venga mai specificato che il mostro provenga dal pianeta rosso.

Le origini dell’alieno in questione, infatti, restano avvolte nel mistero: quando per caso gli scienziati di un laboratorio sottomarino notano uno strano oggetto non identificato – presumibilmente un’astronave extraterrestre – ruotargli attorno, questa “spara” contro di loro una specie di cilindro fatto di ghiaccio.
Portato a bordo, lo strato esterno della “capsula” si scioglie e questa si gonfia in poche ore fino a schiudersi, emettendo nel mentre un fastidiosissimo ultrasuono stridulo.
E alla fine ne esce un mostro dall’aspetto ittico, alto all’incirca come un essere umano ma con il corpo ricoperto da scaglie grigio-bluastre, mani e piedi palmati, piccole pinne arancioni e una grossa cresta dello stesso colore sul dorso, grandi occhi completamente neri e una bocca larga costellata di dentini appuntiti.

Non è ben chiaro se la capsula sia una sorta di uovo, un mezzo di trasporto o una specie di camera di stasi.
In realtà poco importa, perché la creatura, battezzata “Anfibiano” dagli scienziati, prende – ovviamente – ad attaccarli senza pietà sia in acqua che all’asciutto. E si rivela non solo molto forte fisicamente ma anche in grado di trasmettere una mortale infezione attraverso le ferite che infligge.

Non potendoci comunicare – e trattandosi di un film a basso costo che vuole solo mostrare un po’ di azione contro il mostro di turno – purtroppo non si sa niente della società anfibiana, dei loro scopi sulla Terra o perché siano così aggressivi.
Sembrerebbe che le loro astronavi siano completamente automatizzate e qualcuno ipotizza che siano scappati dal loro pianeta per sfuggire a una pestilenza (la stessa che trasmettono agli umani quando li feriscono) ma si tratta solo di congetture basate su troppi pochi elementi.

Però a livello estetico mi stanno simpatici. Guardandoli penso al ben più noto Mostro della Laguna Nera, a Mer-Man dei Dominatori dell’Universo e anche un po’ ai mostri dentro ai fiumi di The Legend of Zelda!

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