
Qualche mese fa vi ho parlato di Lady Battle Cop, la versione giapponese e femminile di RoboCop.
Come mi aveva fatto notare qualcuno nei commenti, però, non è certo quella la scopiazzatura più imbarazzante e trash del cyborg di Verhoeven.
Oggi vi racconto quindi di “Shoktir Lorai”, il remake a bass(issim)o costo girato in Bangladesh a metà degli anni ’90 (alcune fonti dicono 1996, altre 1997, altre ancora 1998. Non sono riuscita a capire quale sia corretta).
Il film è esattamente quello che credo stiate immaginando guardando la foto: un adattamento molto semplificato della storia originale, con l’aggiunta di alcuni balletti e altri elementi eccentrici (e più economici da mettere in scena).
A dirla tutta, la prima ora è davvero interminabile, con una lunga introduzione del protagonista, un poliziotto di nome Johan, della sua famiglia felice e vari altri comprimari.
Nel mentre, due scienziati mettono a punto una formula chimica (pare) per il lavaggio del cervello. Scoperta alla quale un Boss criminale della zona è particolarmente interessato.
Facendola breve, a un certo punto le trame si intrecciano, la situazione si complica e sia Johan che sua figlia vengono fatti fuori dai malviventi.
Lui però viene ovviamente “ricostruito” come potente cyborg, anche se non è ben chiaro come, e dotato di un’armatura (rimovibile, sembrerebbe) che è la copia economica e un po’ raffazzonata del suo alter-ego statunitense.
Anche lui, tra l’altro, inizialmente ha perso la memoria. Poi però ricorda ciò che i criminali hanno fatto a sua figlia e parte per la sua personale spedizione punitiva.
Ed è qui che il film comincia a dare il meglio di sé: nel momento in cui Johan entra in scena con l’armatura, infatti, il divertimento si impenna. E da lì in poi seguono continue scene d’azione e scazzottate, in una escalation di nemici che parte dai criminali di strada fino ad arrivare al Boss malavitoso contro cui vuole vendicarsi.
Che nel frattempo ha rapito la figlia di uno dei due scienziati per obbligarlo a trasformare in cyborg una delle sue tirapiedi, così da avere una guardia del corpo in grado di competere con Johan. E, di conseguenza, regalare al pubblico uno scontro finale epico.
Cos’altro dire? Shoktir Lorai è un perfetto esempio dei film a basso costo che venivano prodotti in quei paesi in quell’epoca, cercando cavalcare un minimo il successo delle loro controparti hollywoodiane.
Pensate che a un certo punto, senza motivo apparente, si sente in sottofondo il tema musicale del Superman con Christopher Reeve. In un altro momento, invece, viene utilizzata (spudoratamente) la sequenza di apertura della fondina nascosta nella gamba del RoboCop originale.
Insomma, non si può prenderlo sul serio nemmeno volendo!
Però rivisto oggi come B-Movie ha il suo fascino e, a patto di superare la prima ora, regala moltissimi momenti divertenti anche se non si capisce una parola di quanto viene detto.
A tal proposito, voglio riprendere uno stralcio da una recensione nella quale sono incappata durante le mie ricerche, che riassume tutto perfettamente:
“La versione che ho trovato su YouTube aveva un audio così pessimo che i sottotitoli automatici riuscivano a scrivere solo [musica] e [applausi] (di solito in corrispondenza degli spari). Questo non ha minimamente intaccato il divertimento.”
Io invece non riesco a non pensare che se solo avessero aggiunto al costume una visiera scura che coprisse gli occhi del protagonista, forse sarei riuscita a prendere il film un minimo più sul serio.
In ogni caso, se volete vederlo con i vostri occhi, lo trovate facilmente su YouTube, completo. Poi però fatemi sapere se vi è piaciuto!