MARTEDÌ DELLO XENO – IL BATTERIO DI “IRON INVADER”

 

Oggi, per il MARTEDÌ DELLO XENO, rimaniamo sul tema dei B-movie come la scorsa settimana, ma ci spostiamo su scala microscopica.

Il nostro protagonista è infatti un batterio alieno di origine sconosciuta, apparso nel film “Iron Invader” (2011, regia di Paul Ziller), conosciuto anche come “Iron Golem” e da noi in Italia arrivato con il titolo “Metal Shifters”, tra l’altro solo sottotitolato.

Stando alla trama, questo microrganismo è giunto sulla sulla Terra assieme ai resti di un satellite precipitato dopo essere stato colpito da un asteroide. E sfortuna vuole che sia molto pericoloso per gli esseri viventi, compresi gli umani: anche solo un semplice contatto è sufficiente per drenarli di tutto il ferro presente nel loro corpo, cosa che li stronca in pochi secondi.

Al contrario, quando il batterio “infetta” un oggetto metallico, riesce ad animarlo. Non è proprio chiarissimo come, ma in fondo stiamo parlando di un film horror per la televisione, non andiamo a cercare il pelo nell’uovo. Non è quello l’importante.
Anche perché vi lascio immaginare che casino succede quando ad essere animata in questo modo è una scultura di oltre sei metri fatta con scarti di metallo riciclati.

Avete indovinato: il bestione, chiamato semplicemente “il Golem di Ferro”, inizia a dare la caccia alle persone così da permettere al batterio di nutrirsi del ferro contenuto nel loro sangue. Che, suppongo, sia molto più buono di quello di cui è composto il golem stesso, altrimenti non si spiega.

Comunque sia, anche se il Golem in sé è chiaramente un avversario temibile, forte e resistente, il suo microscopico pilota ha lo stesso punto debole di molti altri suoi simili, cioè l’alcool.
Nel film basta addirittura rovesciargli addosso della banale birra per “ripulire” un oggetto metallico infettato dal batterio alieno, facendolo tornare un semplice rottame.
Direi quindi che possiamo continuare a dormire sonni abbastanza tranquilli!

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