MARTEDÌ DELLO XENO – GLI AGGEDOR

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO delle creature pelose provenienti dall’universo del Doctor Who, apparse principalmente in alcune avventure del Terzo Dottore (Jon Pertwee) andate in onda all’inizio degli anni ’70.

Gli Aggedor sono animali selvatici originari del pianeta Peladon.
Per descriverli basterebbe dire che assomigliano all’incrocio tra un orso e un cinghiale: alti, grossi, ricoperti di folta pelliccia marrone su tutto il corpo tranne il muso, i palmi delle mani e la zona attorno agli occhi. Sulla fronte hanno anche un corno tozzo e appuntito, poi artigli affilati, zanne aguzze che spuntano dalla bocca larga e un naso porcino.
Come senso primario si servono infatti dell’olfatto, poiché avendo come habitat naturale le grotte la loro vista è piuttosto scadente.
In compenso, vivono molto a lungo (anche diversi secoli) e il loro periodo di gestazione dura all’incirca cento anni.

Pur rientrando nella categoria delle intelligenze di tipo animale, gli Aggedor sono piuttosto scaltri e, con il giusto metodo e un po’ di pazienza, possono persino essere addestrati. Di natura però restano comunque predatori molto aggressivi.
Hanno inoltre un debole per la musica, tanto che con melodie dolci e rilassanti è possibile catturare facilmente la loro attenzione, quasi come se ne venissero ipnotizzati.

Inoltre, gli Aggedor svolgono un’importante funzione anche nella cultura del pianeta Peladon: sono considerati animali sacri dai nativi e venerati come simbolo di forza e regalità.
In particolare, stando alla leggenda, un antico Re Peladoniano fu salvato e protetto da una di queste creature dopo essere caduto in un dirupo. Per questo lo addestrò, gli diede nome “Aggedor” (come poi verrà chiamata l’intera specie) e lo rese suo primo protettore, dando inizio alla tradizione che li riguarda.
Curiosamente, nonostante ciò, uno dei riti di passaggio all’età adulta dei giovani Peladoniani consiste nel cacciare una di queste bestie.
Forse proprio per questo motivo, a un certo punto si pensò che fossero estinti. Ma col tempo questa voce si è rivelata infondata.

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