MARTEDÌ DELLO XENO – I MAGNEDON

 

Nel MARTEDÌ DELLO XENO di oggi torniamo a curiosare nell’universo del Doctor Who per scoprire una specie animale che mi ha incuriosita – lo ammetto candidamente – soprattutto per l’aspetto buffo del prop usato per rappresentarli in scena.

I Magnedon (talvolta chiamati “Magnodon” o “Magneton” anche nel materiale ufficiale) sono rettili originari del pianeta Skaro, il mondo d’origine dei Dalek.

L’aspetto è simile a quello dei coccodrilli, con la differenza che sulla schiena hanno una irta striscia di spine e che gli occhi sono posizionati alla fine di due protuberanze che si distaccano dalla testa.
Inoltre, il corpo è interamente composto di metallo vivente (il che potrebbe forse renderli parenti dei Necron, se fossimo in un altro universo? 🤔) e, ipotizza il Dottore in persona, tenuto insieme da un campo magnetico.
Lo stesso che con le giuste apparecchiature può essere utilizzato come fonte di energia e che, tornando nel campo delle ipotesi, probabilmente i Magnedon utilizzano per attirare a sé altre prede metalliche da cacciare.

Purtroppo è difficile stabilirlo con certezza perché, a quanto sembra, la maggior parte di queste creature sono scomparse durante la lunghissima guerra tra i Dalek e i Thal che ha ridotto Skaro a un pianeta morto, con le foreste pietrificate.
E la cosa macabra è che girandovi, anche dopo secoli, è possibile trovare esemplari di Magnedon perfettamente conservati proprio grazie alla loro natura metallica.
Che poi questa sia la “scusa” off-game per risparmiare sul budget di produzione, è un altro discorso.

E, a tal proposito, la prima apparizione ufficiale dei Magnedon sul piccolo schermo risale all’episodio “I Dalek”, il secondo blocco della prima serie, andato in onda sulla BBC a partire dal dicembre 1963.
Da quel momento però non sono stati ripresi poi molto, anche se nel corso degli anni hanno contato alcune apparizioni in fumetti, romanzi, videogiochi e persino nel film (non canonico) “Dr. Who and the Daleks”, uscito nei cinema inglesi nel 1965.
Oggi sono comunque benvoluti dai fan storici del Dottore e talvolta utilizzati per buffi easter-egg, visto che da un punto di vista tecnico sono il primo animale alieno mai apparso nella serie!

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI ANDROMEDANI (da The Outer Limits)

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO una specie extra-galattica apparsa nel primo episodio della serie originale di “The Outer Limits” (quella del 1963).

Gli Andromedani sono alieni originari – pensate un po’ – dalla galassia di Andromeda.

Il loro aspetto fisico, almeno per come lo conosciamo, è quello di figure antropomorfe luminescenti, con tre grosse dita per ogni mano e tratti facciali grottescamente abbozzati. Sono infatti privi di bocca, naso e orecchie, mentre gli occhi si presentano come due puntini ben distinti e più luminosi rispetto al resto del corpo.
Molti fan della serie speculano poi anche sul fatto che in realtà non “vedano” in senso stretto ma, in qualche modo, percepiscano le cariche elettriche attorno a loro (inclusi gli impulsi delle sinapsi nel nostro cervello, per esempio). Di questo però non ho trovato una conferma definitiva, anche se è affascinante da immaginare.

Comunque, come forma di vita, gli Andromedani si dichiarano basati sull’azoto e, cosa ancor più curiosa, possono esistere anche in forma di pura energia elettromagnetica senza perdere coscienza di sé.
Si tratta di esseri estremamente evoluti e virtualmente immortali, che non hanno bisogno di nutrirsi e, sempre per loro ammissione, vivono un’esistenza quadridimensionale.

Della loro società invece non sappiamo praticamente nulla, solo che gli è proibito contattarci perché noi umani siamo considerati una minaccia per le altre galassie.

Nell’episodio in cui appaiono, però, questa regola viene infranta e un Andromedano entra in contatto con uno scienziato terrestre che sta usando una stazione radio per studiare le microonde provenienti dallo spazio.
E se in un primo momento l’incontro si dimostra piacevole e proficuo, con i due che si confrontano su temi filosofici e l’alieno che spiega come dalla sua prospettiva concetti come Dio, l’infinito e molte altre cose siano riconducibili a un’unica forza elettromagnetica senziente, poi qualcosa va storto.
Per un errore tecnico, infatti, l’Andromedano viene trasportato coattamente sulla Terra e lì semina involontariamente il caos per via delle potenti radiazioni elettromagnetiche che emette.
Sarà il suo “amico” scienziato a cercare una soluzione al problema, ma non senza che le autorità chiamate a intervenire cerchino di uccidere l’alieno, provando implicitamente come la sua specie avesse ragione a proposito della violenza insita negli umani.

MARTEDÌ DELLO XENO – I SALAKAN

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO una specie aliena proveniente dall’universo del Doctor Who che, non ve lo nascondo, ha attirato la mia attenzione principalmente per l’illustrazione di Alister Pearson sulla copertina del romanzo.

I Salakan sono una specie extraterrestre originaria dell’omonimo pianeta Salakan.

Il loro aspetto è decisamente molto, molto alieno. Direi persino bizzarro: hanno la pelle a scaglie, grigia, orecchie a punta e le mani palmate, composte da solamente tre dita.
Tre sono poi anche gli occhi, gialli, uno posizionato al centro del volto e due al termine delle antenne che spuntano sopra la testa, un po’ come quelli delle lumache.
[Facendo riferimento all’immagine allegata a questo post, mi sembra quindi di aver capito che nell’idea di Pearson le parti verdi e rosa facciano parte del vestito.] Inoltre, la loro bocca viene descritta come priva di denti ma ricca di saliva, e racchiude una grossa lingua.

Come perno della società, i Salakan hanno un concetto ben noto anche a noi: il capitalismo.
Sono infatti geniali inventori di straordinarie tecnologie, soprattutto armi, che si curano di vendere a ogni pianeta che ne possa avere bisogno.
Anzi, addirittura si spingono oltre, inviando in giro per la galassia i propri agenti per studiare le necessità delle altre specie e poi vendergli qualcosa che ne risolva i problemi. Tutto con il subdolo scopo, però, di renderli poi dipendenti dal commercio con loro. Praticamente sono dei venditori Folletto intergalattici!

Tra l’altro, la loro dedizione è unita a una totale mancanza di scrupoli. Quindi se per caso una specie di problemi non ne ha… beh, si occupano “discretamente” di farne emergere qualcuno con tempismo sospetto, così da innescare poi il loro solito meccanismo di vendita.

I Salakan sono una delle infinite specie apparse una sola volta nell’universo del Doctor Who, come cattivi dell’episodio.
In questo caso specifico, sono stati concepiti dallo scrittore Wally K. Daly attorno al 1985, per il copione di una puntata prevista per la stagione 23 della serie originale, purtroppo mai realizzata.
Il soggetto venne però riadattato dallo stesso autore in un romanzo, “The Ultimate Evil”, pubblicato da Target Books nel 1989 per la linea “The Missing Episodes”.

Qui, il Sesto Dottore e la sua compagna Peri Brown vedono la loro vacanza sul continente di Tranquela (situato su un lontano pianeta) rovinata dall’arrivo di Dwarf Mordant, un mercante Salakan che investe gli abitanti con uno speciale raggio che li rende rabbiosi e assetati di sangue.

Nel 2026, la BBC Audio ha fatto uscire anche la versione audiolibro del romanzo. E per l’occasione l’immagine di copertina è stata ritoccata per dare ai Salakan un aspetto più uniforme, rendendo tutta la pelle color verde!

MARTEDÌ DELLO XENO – I SAURIANI

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO delle creature la cui fama è legata soprattutto alla produzione di infausti (ma molto apprezzati) superalcolici.

I Sauriani sono una specie di rettili antropomorfi originari del pianeta Sauria, situato nell’omonimo sistema del Quadrante Alpha.

Alti all’incirca quanto un essere umano, hanno la pelle a scaglie di varie tonalità tra il grigio e il rosa, che cambiano una volta l’anno tramite muta.
I tratti facciali sono spiccatamente rettiliani, con una bocca molto larga, narici che si aprono direttamente al centro del volto senza che vi siano protuberanze simili a un naso, e soprattutto grandi occhi di colore giallo oppure nero dotati di ben quattro palpebre, due che si chiudono in orizzontale e due in verticale. Le orecchie invece sono poco più che buchi situati ai lati della testa.

Il loro senso primario è infatti la vista, che è semplicemente eccezionale: con uno spettro visivo stimato attorno ai 74.000 nanometri (circa cento volte superiore a quello di un essere umano), cosa che permette loro di percepire l’infrarosso e altre frequenze a noi completamente invisibili.
In compenso, poiché i loro canali nasali sono ben sei, sono estremamente sensibili all’effetto di malanni come un banale raffreddore, che per loro è quasi una tortura.

Un’altra caratteristica distintiva molto curiosa sono le creste dorsali, cioè la disposizione unica delle scaglie sulla schiena dell’individuo. “Unica” in senso stretto, tra l’altro, poiché per i Sauriani è l’equivalente delle nostre impronte digitali.

Sulla loro società e altri dettagli in generale, lo ammetto, ho avuto difficoltà a capirci qualcosa. Questo perché dopo la messa in onda di “Star Trek: Discovery” (tra il 2017 e il 2024), dove compare spesso Linus, un personaggio appartenente a questa specie, è stata messa mano al canone e molto del vecchio materiale sui Sauriani sembra oggi non essere più tenuto in considerazione.

Di certo sappiamo che i Sauriani sono membri attivi della Federazione e che molti servono nella Flotta Stellare.
Inoltre sono di fatto asessuati e si riproducono deponendo le uova in vere e proprie covate i cui nascituri vengono poi cresciuti dall’intera comunità senza che vi sia un ruolo genitoriale definito.

Alcune fonti (non so quanto affidabili) parlano anche di colori diversi delle scaglie, forza sovraumana, lenti da utilizzare per proteggere gli occhi dalle luci troppo forti, di un’incredibile resistenza ai gas tossici e di un organismo che include più di un cuore. Oppure di come il loro pianeta, Sauria, avesse un clima così ostile e una gravità cinque volte superiore a quella della Terra, cosa che li avrebbe temprati come specie.
Tutte queste informazioni mi sono apparse però un po’ confuse e talvolta contraddittorie, tanto che credo siano più che altro espedienti narrativi che sono serviti nelle varie storie di romanzi e fumetti che includevano i Sauriani, oppure materiale semi-canonico preso da altre opere derivate.
Scelgo quindi di non soffermarmici troppo e, invece, di raccontarvi qualcosa della loro storia off-game.

La prima apparizione di un Sauriano è avvenuta sul grande schermo, nel 1979, in “Star Trek – Il film”. Si tratta di quello che ho messo come immagine allegata a questo post, perché mi sta troppo simpatico!
Tuttavia, la specie era stata citata già nella serie originale degli anni ’60 (e in alcuni prodotti derivati) attraverso il famigerato Brandy Sauriano, uno degli alcolici più potenti e rinomati della galassia, la cui apparizione dell’iconica bottiglia col collo storto o peggio la degustazione è di solito presagio di imminenti guai.
Sicuramente uno dei piccoli dettagli dell’universo di Star Trek più conosciuto e amato dai fan.

Ultima curiosità, per chiudere in bellezza: la lingua dei Sauriani è perlopiù composta da schiocchi e suoni secchi, cosa che la rende molto ostica da processare attraverso il traduttore universale della Federazione!

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI OSSERVATORI (dal Mystery Science Theater 3.000)

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO rimaniamo sul tema “Osservatori” ma ci spostiamo su quelli di Mystery Science Theater 3.000: una serie (purtroppo) mai arrivata in Italia che alternava girato originale alla proiezione di film di fantascienza e horror trash commentati dai vari personaggi, facendo di fatto da programma contenitore.

Gli Osservatori, in questo contesto dai risvolti comici, si presentano come una specie iper-intelligente e arrogante al limite della supponenza, che guarda tutte le altre dall’alto in basso.

L’aspetto è quello di umanoidi dalla carnagione pallida, con gli occhi cerchiati di nero e sempre avvolti in un mantello viola dotato di cappuccio.
La cosa veramente curiosa è però che ognuno porta con sé il proprio cervello (rigorosamente di colore blu) dentro una ciotola trasparente, tenuta in mano.

No, devo correggermi. In realtà la cosa più curiosa è che loro affermano che quello non è un corpo fisico ma una manifestazione tangibile di energia psichica, dato che da tempo, come specie, hanno trasceso le spoglie mortali.
Asseriscono inoltre di essere onniscienti.
Tutto questo però non sembra essere vero, dato che più di una volta è stato dimostrato il contrario.

Ciò che è vero, invece, è che sono comunque dotati di capacità psichiche di un certo livello, tanto da poter comunicare telepaticamente e manipolare la materia a piacimento, per esempio generando oggetti dal nulla o trasportando sé stessi o altri attraverso il tempo e lo spazio.
Queste capacità però sono spesso fallibili, ridimensionate oppure amplificate a seconda delle necessità di trama, magari per essere usate come deus ex machina per risolvere qualche situazione strana che si è venuta a creare nell’episodio, oppure come semplice siparietto comico.
I loro poteri psichici, tra l’altro, sembrano essere influenzati dalla distanza che intercorre tra il cervello e il “corpo” che lo trasporta, affievolendosi man mano che i due si allontanano.

Per dichiarazione stessa degli autori del programma, gli Osservatori sono una mezza parodia dei Q di Star Trek, ma prendono elementi anche dai Talosiani, una specie psichica apparsa nel primo episodio della serie classica.
E, proprio come i Q, si dilettano a osservare le specie inferiori per puro intrattenimento!

MARTEDÌ DELLO XENO – I CANIDI DI ALFA 177

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO dei simpatici cagnolini truccati in maniera molto buffa per apparire in un episodio della serie originale di Star Trek.

I Canidi di Alfa 177 (chiamati anche semplicemente “Cani Alfa”) sono una specie originaria, come dice il nome, del pianeta Alfa 177.
L’aspetto, le dimensioni e persino il comportamento ricordano quello dei cani terrestri, con l’eccezione che questi hanno un corno che gli spunta dalla fronte, due antenne simili a quelle di un’aragosta e il pelo particolarmente lungo e ciuffoso, a volte anche di colori sgargianti e “alieni” come il blu, il verde o il viola.
In più, sulla schiena fa capolino una fila di creste ossee, mentre la coda è lunga e interamente ricoperta di scaglie.

A parte questi dettagli estetici così particolari, non sappiamo molto della loro biologia: solo che sono estremamente resistenti e che, evolvendosi, si sono adattati a resistere al clima estremo e alle fluttuazioni energetiche [Nota: si, questo è chiaramente del technobabbeling, in pieno stile Star Trek 😅😅] del loro mondo natale.

Nell’episodio in cui ne compaiono degli esemplari per la prima volta (il quinto della prima stagione, intitolato “Il duplicato”) questi alieni vengono infatti usati solo come espediente narrativo per far comprendere all’equipaggio dell’Enterprise gli effetti concreti di un malfunzionamento del teletrasporto. Quello che ha diviso Kirk (e uno di questi cani) in due metà identiche nell’aspetto ma una malvagia e l’altra buona.

Al di là di questo, risultarono talmente buffi e graditi al pubblico che vennero poi ripresi come easter egg in altre produzioni future, come il videogioco Star Trek Online e diversi episodi di Lower Decks.
Queste nuove versioni in particolare sono quelle in cui vengono introdotte le varianti strane nel colore della pelliccia, presentando i Canidi di Alfa 177 come animali da compagnia discretamente diffusi all’interno dello spazio federale.
Cosa comprensibilissima, visto quanto sono carini!

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI AGGEDOR

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO delle creature pelose provenienti dall’universo del Doctor Who, apparse principalmente in alcune avventure del Terzo Dottore (Jon Pertwee) andate in onda all’inizio degli anni ’70.

Gli Aggedor sono animali selvatici originari del pianeta Peladon.
Per descriverli basterebbe dire che assomigliano all’incrocio tra un orso e un cinghiale: alti, grossi, ricoperti di folta pelliccia marrone su tutto il corpo tranne il muso, i palmi delle mani e la zona attorno agli occhi. Sulla fronte hanno anche un corno tozzo e appuntito, poi artigli affilati, zanne aguzze che spuntano dalla bocca larga e un naso porcino.
Come senso primario si servono infatti dell’olfatto, poiché avendo come habitat naturale le grotte la loro vista è piuttosto scadente.
In compenso, vivono molto a lungo (anche diversi secoli) e il loro periodo di gestazione dura all’incirca cento anni.

Pur rientrando nella categoria delle intelligenze di tipo animale, gli Aggedor sono piuttosto scaltri e, con il giusto metodo e un po’ di pazienza, possono persino essere addestrati. Di natura però restano comunque predatori molto aggressivi.
Hanno inoltre un debole per la musica, tanto che con melodie dolci e rilassanti è possibile catturare facilmente la loro attenzione, quasi come se ne venissero ipnotizzati.

Inoltre, gli Aggedor svolgono un’importante funzione anche nella cultura del pianeta Peladon: sono considerati animali sacri dai nativi e venerati come simbolo di forza e regalità.
In particolare, stando alla leggenda, un antico Re Peladoniano fu salvato e protetto da una di queste creature dopo essere caduto in un dirupo. Per questo lo addestrò, gli diede nome “Aggedor” (come poi verrà chiamata l’intera specie) e lo rese suo primo protettore, dando inizio alla tradizione che li riguarda.
Curiosamente, nonostante ciò, uno dei riti di passaggio all’età adulta dei giovani Peladoniani consiste nel cacciare una di queste bestie.
Forse proprio per questo motivo, a un certo punto si pensò che fossero estinti. Ma col tempo questa voce si è rivelata infondata.

MARTEDÌ DELLO XENO – I QUARK

 

Per il MARTEDÌ DELLO XENO [di mercoledì] di oggi torniamo nell’universo del Doctor Who a scoprire alcuni nemici che, ve lo dico in totale sincerità, mi hanno incuriosita per il loro aspetto buffo: i Quark!

Si tratta, come potete vedere dalla foto, di robottini dalla forma piuttosto squadrata – praticamente dei comodini con le gambe – e con una “testa” composta da una sfera dalla quale si protendono cinque spuntoni.
Le “braccia” sono invece dei parallelepipedi incastonati nel busto che si aprono quasi come degli sportellini, e possono culminare in armi di vario tipo o dispositivi atti a manipolare oggetti.

Al di là del loro aspetto, sono comunque esseri intelligenti. E anche se spesso sono stati visti comunicare attraverso suoni elettronici, in realtà sono perfettamente in grado di parlare, se vogliono.

Una cosa curiosa è che, stando a quanto sostiene il Settimo Dottore, i Quark sono “allergici” ai cristalli di leptonite. Esporli a questo specifico materiale anche a una certa distanza (circa mezzo miglio) li disturba al punto di farli impazzire e, infine, esplodere.

Per completezza vi dico anche che alcuni sostengono che in realtà non siano robot ma abbiano al loro interno una componente biologica, forse persino di origine umana. Ma queste sono solo teorie non confermate che, se devo essere sincera, non mi convincono del tutto.

Quel che è certo è che i Quark, per la maggior parte, servono i Dominatori, una specie aliena di conquistatori intergalattici al comando di un grande impero.
Dico “per la maggior parte” perché in realtà ne esiste una frangia, cosiddetta “Ribelle”, che opera in maniera indipendente, mossa in ogni caso da un certo piacere nel seminare distruzione e soggiogare mondi.
Entrambe le varianti della specie hanno più volte cercato di conquistare anche la Terra, fallendo però sempre nei loro tentativi.

In generale, i Quark sono stati uno dei nemici ricorrenti e più accaniti del Secondo Dottore, anche se poi è capitato che si scontrassero anche con altre sue incarnazioni.
La loro prima apparizione risale al 1968, nel ciclo di episodi intitolato “I Dominatori”, ma poi sono stati ripresi anche altre volte, soprattutto in fumetti e romanzi la cui canonicità è quantomeno varia.
Non sono invece più tornati sugli schermi della TV, forse (e questa è una supposizione mia) perché come archetipo vanno un po’ a sovrapporsi ai Dalek, ben più famosi e approfonditi nel corso degli anni.
Pare che questo sia anche dovuto a una accesa disputa legale tra gli autori dell’episodio “I Dominatori” e la BBC, per una questione di diritti sul merchandise derivato.

Ciò nonostante i Quark restano uno dei nemici del Dottore preferiti da una bella fetta di pubblico, soprattutto quelli più affezionati alle serie vecchie

MARTEDÌ DELLO XENO – I KALISH

 

Oggi, per il MARTEDÌ DELLO XENO, torniamo nell’universo di Farscape per scoprire degli alieni che sanno come farsi beffe della gravità.

I Kalish sono una specie antropomorfa al servizio dell’Impero Scarran, in particolare nel ruolo di tecnici, burocrati o spie.

A livello estetico e come misure di peso/altezza sono molto simili agli umani, con la differenza che la loro carnagione è pallida, tendente al rosso vicino all’attaccatura dei capelli e, in alcuni punti, screziata da un sottile motivo fatto di rombi.
I capelli e in generale il pelo sul corpo sono sempre arancioni, mentre gli occhi sono di colore chiaro, talvolta blu oppure tendenti al verde.

La biologia Kalish si può riassumere in una parola specifica: efficienza.
Il loro metabolismo in particolare ha dell’incredibile, visto che possono sopravvivere senza problemi con soli dieci pasti all’anno (indicativamente). Anche se va specificato che questi pasti sono molto abbondanti, delle vere e proprie abbuffate, e che poi richiedono all’individuo di dedicare un po’ di tempo alla digestione, processo che comporta un temporaneo innalzamento della temperatura corporea.

Come se ciò non bastasse, sempre grazie al loro straordinario metabolismo, possono guarire dalle ferite molto, molto in fretta. E persino riattaccare eventuali arti o parti del corpo staccate senza bisogno di operazioni chirurgiche.
Il loro sangue, colgo l’occasione per aggiungere, è di un colore grigio-biancastro, tra l’altro.

La capacità più straordinaria dei Kalish però è quella che vi anticipavo in testa all’articolo: spostare il loro centro di gravità personale. Non è esattamente chiaro come facciano, qualcuno dice che ha a che fare con la distribuzione delle vene capillari all’interno del loro corpo o con alcuni organi particolari, ma a conti fatti ciò gli consente di camminare anche sulle pareti e sui soffitti come se nulla fosse.

A compensare tutte questi pregi c’è comunque il fatto che come specie, i Kalish sono poco resistenti alle radiazioni. Già un piccolo quantitativo è sufficiente a farli sentire male e un’esposizione anche breve va subito a intaccare certi organi interni, portando rapidamente alla dipartita.
Il loro metabolismo iper-efficiente, inoltre, distrugge immediatamente i cosiddetti microbi traduttivi, dei micro-organismi molto diffusi nella galassia che una volta iniettati alla base del cranio consentono di comprendere la lingua parlata da altre specie. Il risultato? Che i Kalish devono studiarsele “alla vecchia maniera”.
Non che sia un grosso problema, visto che la loro intelligenza è ampiamente sopra la media!

Della loro società, invece, si sa poco e nulla. Solo che sono stati conquistati dagli Scarran molto tempo fa, e da allora li servono nei ruoli che vi dicevo prima.
Il loro reale sentimento nei confronti dei loro aguzzini però è tutt’altro che positivo, tanto che esiste una vera e propria resistenza segreta che complotta nell’ombra per riuscire, un giorno, a far riguadagnare la libertà all’intera specie.
Altri, più semplicemente, si sono uniti alle fila dei Pacificatori (una enorme corporazione militare intergalattica) per avere l’occasione di combattere contro gli Scarran e fargliela pagare.

I MIEI PENSIERI SU FALLOUT STAGIONE 2

 

Come promesso, oggi parliamo della seconda stagione della serie televisiva “Fallout” (che trovate su Prime Video). Otto episodi lunghi che, vi dico la verità, mi hanno soddisfatta (anche con i loro difetti).

[Prima di proseguire specifico che questa NON è una recensione ma l’opinione personale di una che “guarda cose e poi scrive cose”].

Detto ciò: le puntate si dimostrano il contenitore perfetto di un intreccio avvincente, macabro e densissimo di implicazioni. Se la prima stagione mi aveva sorpresa, questa prosegue il suo racconto nel Deserto del Mojave, attingendo a piene mani dall’immaginario di Fallout: New Vegas. La guerra tra fazioni (NCR, Legione, Confraternita) è avvincente ma ho seguito con più interesse la parte dei flashback.
È qui che la serie fa il salto di qualità: il racconto del mondo pre-apocalisse solleva questioni etiche pesantissime sulle derive totalitarie e su “potenti manipolatori” che hanno tra le mani il destino dell’umanità.

Personaggi preferiti:

– Cooper Howard: magnetico, tragico, solitario. La ricerca della famiglia e di una parte perduta di se stesso è il filo conduttore più emozionante. Adoro il suo cinismo, le sue scene e la disperazione che guida ogni sua azione.

– Hank MacLean: un cattivo diabolico e felice di esserlo, un mostro convinto che la superficie sia solo un enorme esperimento. Scritto e interpretato benissimo ammetto di aver pianto durante l’ultima scena con Lucy. È esattamente il rapporto padre/figlia che mi immagino mentre gioco ai videogiochi.

– Robert House: mi piace sempre.

– Diane Welch: la scena della testa. AGGHIACCIANTE. BELLISSIMA.

Cosa non mi è piaciuto?

Norm MacLean: ho trovato la sua sottotrama sconclusionata e debole rispetto al resto. Mentre fuori il mondo brucia e si evolve, i suoi passaggi mi sono sembrati trascinati e poco incisivi.

Nota Bonus: Thaddeus. Ho il forte sospetto che si stia trasformando in un Centauro. Quando gli è caduto il braccio (momento inaspettato e stupendo) ho avuto quasi una conferma… voi che ne pensate?

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