I MIEI PENSIERI SU FALLOUT STAGIONE 2

 

Come promesso, oggi parliamo della seconda stagione della serie televisiva “Fallout” (che trovate su Prime Video). Otto episodi lunghi che, vi dico la verità, mi hanno soddisfatta (anche con i loro difetti).

[Prima di proseguire specifico che questa NON è una recensione ma l’opinione personale di una che “guarda cose e poi scrive cose”].

Detto ciò: le puntate si dimostrano il contenitore perfetto di un intreccio avvincente, macabro e densissimo di implicazioni. Se la prima stagione mi aveva sorpresa, questa prosegue il suo racconto nel Deserto del Mojave, attingendo a piene mani dall’immaginario di Fallout: New Vegas. La guerra tra fazioni (NCR, Legione, Confraternita) è avvincente ma ho seguito con più interesse la parte dei flashback.
È qui che la serie fa il salto di qualità: il racconto del mondo pre-apocalisse solleva questioni etiche pesantissime sulle derive totalitarie e su “potenti manipolatori” che hanno tra le mani il destino dell’umanità.

Personaggi preferiti:

– Cooper Howard: magnetico, tragico, solitario. La ricerca della famiglia e di una parte perduta di se stesso è il filo conduttore più emozionante. Adoro il suo cinismo, le sue scene e la disperazione che guida ogni sua azione.

– Hank MacLean: un cattivo diabolico e felice di esserlo, un mostro convinto che la superficie sia solo un enorme esperimento. Scritto e interpretato benissimo ammetto di aver pianto durante l’ultima scena con Lucy. È esattamente il rapporto padre/figlia che mi immagino mentre gioco ai videogiochi.

– Robert House: mi piace sempre.

– Diane Welch: la scena della testa. AGGHIACCIANTE. BELLISSIMA.

Cosa non mi è piaciuto?

Norm MacLean: ho trovato la sua sottotrama sconclusionata e debole rispetto al resto. Mentre fuori il mondo brucia e si evolve, i suoi passaggi mi sono sembrati trascinati e poco incisivi.

Nota Bonus: Thaddeus. Ho il forte sospetto che si stia trasformando in un Centauro. Quando gli è caduto il braccio (momento inaspettato e stupendo) ho avuto quasi una conferma… voi che ne pensate?

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI SCORPIANI

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO degli extraterrestri che – lo dico onestamente – mi hanno colpita solo per la bruttezza dei costumi.

Gli Scorpiani sono alieni invasori provenienti da – cito testualmente – “il sistema stellare che voi chiamate Scorpione”. Che poi in realtà è solo una costellazione ma questi sono dettagli, si vede che hanno capito male.

Comunque sia, si tratta di creature anfibie di forma antropomorfa, alte all’incirca quanto un essere umano ma con il corpo ricoperto da un carapace rossastro, i tratti del volto piuttosto grotteschi, larghe orecchie sottili e due grosse antenne sulla testa.
Di pancia, verrebbe da chiamarli “Uomini-Crostaceo”, o qualcosa del genere.

La cosa più strana però è che nascono, tra l’altro già adulti, da uova alte due metri che impiegano centinaia di anni a schiudersi.
Sono inoltre in possesso di una misteriosa tecnologia che genera raggi per gli usi più disparati (a seconda delle necessità di trama), tra cui il teletrasporto, immobilizzare le persone e rendere invisibile un’intera isola agli occhi e strumentazioni umane.

Lo scopo della permanenza Scorpiana sulla Terra è ovviamente l’invasione.
Per questo hanno stipato migliaia e migliaia delle loro uova su un’isoletta remota e stavano pazientemente aspettando i secoli necessari perché si schiudessero.
Nei primi anni ’80 però sono stati scoperti dall’equipaggio del sottomarino S.S.R.N. Seaview e, in risposta, hanno cercato di affondarlo per poter utilizzare il suo motore nucleare in modo da velocizzare il processo di maturazione delle uova.

Fortunatamente per noi, il sottomarino ha avuto la meglio ed è riuscito bombardare l’isola degli Scorpiani con tutta l’artiglieria, bloccando così l’invasione sul nascere.

Questa ovviamente è la trama della loro unica apparizione sul piccolo schermo, avvenuta nell’episodio “Doomsday Island” del telefilm “Viaggio in fondo al mare” (“Voyage to the Bottom of the Sea”, 1964).
Però non avrebbero sfigurato nemmeno in un B-Movie da drive-in, secondo me!

L’ANELLO DEBOLE E IL DOCTOR WHO

 

Riprendendo ancora un pochino l’argomento del post di ieri su Facebook, sapevate che “L’Anello Debole” visto nel Doctor Who è la parodia di un vero quiz televisivo della BBC?

La stessa Anna-Droide, frangetta rossa inclusa, fu costruita a immagine e somiglianza della conduttrice originale del programma: Anne Robinson, che le prestò anche la voce e — a detta di alcuni — la spietatezza!

Essendo poi entrambi i programmi prodotti e trasmessi dalla stessa rete, non solo non ci furono problemi con i diritti, ma anzi ho scoperto che i due “universi” si sono incontrati in più di un crossover, spesso in occasione di raccolte fondi per beneficenza.

Già nel 2003, prima ancora che la nuova serie del Doctor Who arrivasse sul piccolo schermo, ben tre Dottori (il Sesto, il Settimo e il Quarto, interpretato da un imitatore), K-9 e alcuni alieni iconici parteciparono all’episodio speciale del quiz compreso nell’evento “Children in Need” (simile al nostro Telethon, per rendere l’idea).

Nel 2007 venne invece organizzato un vero e proprio “The Weakest Link: Doctor Who Special” a cui presero parte diversi membri del cast, inclusi David Tennant e John Barrowman, come concorrenti.
A condurre la trasmissione fu Anna-Droide, almeno fino a quando entrò in scena la vera Anne Robinson, che staccò la spina alla sua controparte robotica e riprese le redini del programma.
A vincere il gioco fu Camille Coduri (interprete di Jackie Tyler, la mamma di Rose), che donò la sua vincita a diverse associazioni per la ricerca contro la Sclerosi Multipla e per il supporto ai bambini in difficoltà.

Ultima curiosità: sembra che alcune domande del Terzo Round di gioco fossero le stesse fatte due anni prima nell’episodio del Doctor Who dove appare la versione futuristica del programma. Un vero meta-tocco di classe!

MARTEDÌ DELLO XENO – I RICICLATORI

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO degli esseri provenienti dall’universo di Farscape, apparsi però non nel telefilm vero e proprio ma nel GDR derivato, pubblicato dalla casa editrice AEG nel 2002 e inedito in Italia.

I Riciclatori (in originale “Recyclers”) sono creature biomeccanoidi di origine sconosciuta ma molto diffuse in giro per la galassia.
Alimentati da semplice luce solare, ce ne sono di diverse forme e varietà, in media lunghi circa un metro e mezzo. In generale tutti hanno l’aspetto di insettoni meccanici a otto zampe, con il corpo che sembra fatto di circuiti stampati e altre componenti tecnologiche come antenne, visori e appendici multiuso.

Non si tratta di esseri davvero senzienti, anche se dimostrano comunque una spiccata intelligenza di tipo animale e dei tratti sociali molto marcati.
Si muovono infatti sempre in gruppo, e se per caso un esemplare finisce isolato per qualche motivo, si “disattiva” (nel senso che diventa mogio, come se fosse triste) fino a quando non si riunisce ad altri della sua specie.
Inoltre, riconoscono e obbediscono al loro padrone con un certo zelo.

La caratteristica principale dei Riciclatori, quella da cui deriva il nome, è però di poter consumare i materiali ed espellerli in una forma raffinata.
Non è infrequente infatti che vengano utilizzati nelle operazioni minerarie, mangiando i metalli grezzi per trasformarli in lingottini. Oppure nell’edilizia, per produrre materiali da costruzione partendo da quelli di scarto. O ancora sulle astronavi, dove consumano anidride carbonica per trasformarla in carbonio e ossigeno puri, creando di fatto nuova aria respirabile.
Volendo, dai materiali ingeriti, possono anche creare oggetti con una forma specifica, un po’ tipo stampante 3D, purché non si tratti di cose troppo complesse.

Di norma non possono invece processare materiale organico o addirittura vivente, per via di una specie di protocollo di sicurezza interno.
Sembra però che molti pirati spaziali, che già si servono dei Riciclatori per aprire portelloni chiusi e casseforti, abbiano imparato ad aggirare questo blocco, così da utilizzarli anche per far sparire i corpi delle loro vittime senza fatica!

LEGEND

 

Conoscete “Legend”?

È un telefilm a tema western-fantascientifico del 1995 prodotto (tra gli altri) da Paramount per essere trasmesso sui canali del gruppo televisivo UPN.

I protagonisti sono due nomi stra-noti del piccolo schermo: John de Lancie (il Q di Star Trek) e Richard Dean Anderson (allora noto soprattutto per il ruolo di MacGyver), qui in una STRANISSIMA versione con i baffoni.
Comunque un’accoppiata che da bambina, vedendola sullo schermo, mi avrebbe fatto semplicemente impazzire!

La trama ruota proprio attorno ai loro due personaggi e comincia quando Janos Bartok, un eccentrico inventore sulla falsariga di Nikola Tesla, attira in una piccola città del Colorado lo scrittore Ernest Pratt, autore di una famosa serie di romanzi che vede protagonista l’eroico avventuriero Nicodemus Legend.
Pratt è l’esatto opposto del suo personaggio: rozzo, donnaiolo, amante dell’alcool e del gioco d’azzardo. In più, in quel preciso momento, è in pieno blocco dello scrittore e con gli editori che premono per avere da lui nuovo materiale da pubblicare.
Come se non bastasse, poi, i suoi racconti sono scritti in prima persona. E siccome ha anche posato per il ritratto posto in copertina ai libri, la gente comincia erroneamente a credere che lui sia DAVVERO Legend.
Così, un po’ per adulazione e un po’ nella speranza di riuscire a “sbloccarsi”, seppur riluttante, accetta di aiutare Bartok e il suo assistente Huitzilopochtli (entrambi suoi grandi fan) a compiere nobili imprese e combattere banditi, impersonando proprio il suo personaggio.
Tutto questo sfruttando le geniali ma talvolta strampalate invenzioni dell’uomo, tutte in puro stile teslapunk!

Purtroppo, nonostante queste buone premesse, i nomi importanti coinvolti e il plauso della critica, a causa di alcune difficoltà interne al network la serie non decollò mai davvero e alla fine furono prodotti soltanto 12 episodi prima della sua cancellazione.
Per quello che sono riuscita a scoprire durante le mie ricerche, tra l’altro, in Italia non arrivò mai. Ed è un peccato, perché credo che qui, in quegli anni, avrebbe potuto incontrare un certo favore del pubblico!

Chiudo l’articolo con una citazione dall’episodio pilota che mi ha colpita. Parole che Bartok (de Lancie) pronuncia a Pratt (Dean Anderson):

“Your celebrity has the power to give our enemies pause.
My science can increase that reputation.
And together, we will create the real Legend!”

[La tua fama ha il potere di far esitare i nostri nemici.
La mia scienza può accrescere la tua reputazione.
E, insieme, creeremo la vera Leggenda!]

MARTEDÌ DELLO XENO – I GIOVIANI DI SPACE PATROL

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO [eccezionalmente spostato al mercoledì] degli alieni vintage che mi hanno colpita per il loro aspetto fisico e fatto scoprire l’esistenza di “Space Patrol”, una serie televisiva di fantascienza britannica del 1962 interamente realizzata con le marionette!

I Gioviani sono una specie extraterrestre originaria – lo dice il nome stesso – del pianeta Giove, in quest’universo ricoperto di vegetazione palustre.

Hanno il corpo pingue, praticamente sferico, con gambe corte e tozze che si contrappongono a braccia molto estese. Tutto ciò è poi ricoperto di pelo, con l’eccezione di mani, piedi, collo e volto.
Il collo in particolare è forse la loro caratteristica più strana: molto lungo e, soprattutto, composto da due strutture tubolari separate, attorcigliate tra loro a elica. Sembra inoltre che possano persino girarlo all’infinito, ruotando la testa a 360 gradi senza sforzo, anche più di una volta (alla faccia di Regan MacNeil).
Il viso invece presenta un naso particolarmente pronunciato e una bocca molto larga, senza mento. Anche gli occhi sono grandi e neri, con una trama interna appena-appena visibile che ricorda quelli delle mosche.

Della loro civiltà non si sa molto, ma sembra che siano primitivi o comunque tecnologicamente molto scarsi.
Sono però di indole buona e amichevole, anche se timida, e molto volenterosi. Più di una volta infatti hanno aiutato il personale dell’Organizzazione Galattica Unita a compiere varie mansioni nei loro avamposti su Giove.

E poi guardate che faccino, mi stanno troppo simpatici!

DARK ANGEL

 

Ricordate “Dark Angel”, la serie TV del 2000 con protagonista una giovanissima Jessica Alba nei panni di una “ladra” geneticamente potenziata?

Durò appena un paio di stagioni, per un totale di 43 episodi, prima di essere cancellata nonostante ci fossero piani per realizzarne una terza (poi ripresi nel romanzo-sequel “After The Dark”, pubblicato nel 2003) e avesse alle spalle nomi di un certo peso (uno su tutti: James Cameron).

L’ho vista da piccola, quindi non la ricordo nel dettaglio, ma a quanto pare ha avuto alti e bassi, con il primo arco narrativo più convincente del secondo.
Più che altro però mi piaceva tanto l’ambientazione, che mescolava elementi futuristico-cyberpunk con un post-apocalittico un po’ diverso dal solito.

Nel mondo di Dark Angel, infatti, la società degli Stati Uniti è collassata in una nuova grande depressione in seguito a un evento ricordato come “L’Impulso”: un’onda elettromagnetica (generata dall’esplosione di un ordigno nucleare ad alta quota) così forte da mandare in avaria tutti i computer e sistemi di comunicazione del paese, cancellando all’istante tutte le informazioni digitali e, di conseguenza, portando al caos.

Questo accadeva il 9 giugno 2009, circa un decennio in avanti rispetto a quando la serie è stata messa in onda, anche se poi di fatto l’azione si svolgeva ancora dieci anni dopo, nella Seattle del 2019.

Ed era interessante vedere una distopia post-apocalittica così vicina ai “normali” anni ’90, dove più che le classiche macerie di palazzi distrutti, sabbia e radiazioni c’erano povertà dilagante, sovrappopolazione e un aumento della disparità sociale e, di conseguenza, della criminalità.

È un peccato che sia durata così poco. Sicuramente, con un’ambientazione così, la serie avrebbe potuto dare di più!

IL ROVER: QUANDO UN PALLONE BIANCO FA PAURA

 

Ricordate il Rover, l’enorme pallone bianco che faceva da guardiano del Villaggio nella serie “Il Prigioniero” (1967), impedendo al Numero 6 e a chiunque altro di scappare?

Il suo funzionamento non è mai stato chiarito del tutto né all’interno degli episodi né nei romanzi o altri media derivati, ma – in breve – si tratta di un dispositivo quantomeno semi-senziente (poiché è chiaramente in grado di ragionare) fatto di qualche materiale plastico.
Nonostante il suo aspetto “morbidoso”, è dotato di grande forza e in grado di muoversi molto velocemente rimbalzando qua e là. Inoltre può inglobare al suo interno le persone, soffocandole fino a far perdere loro i sensi o, nei casi più estremi, la vita.
Talvolta emette persino un bagliore dal suo interno e dei suoni vagamente simili a ruggiti distorti, ma in generale le sue capacità sono lasciate volutamente sul vago, piegate al servizio della trama.

Il punto è però che si tratta di un espediente narrativo semplice ed efficace: un oggetto qualunque, persino simpatico, di cui nessuno avrebbe paura, nel contesto del telefilm diventa un predatore implacabile e temuto, la cui sola presenza fa sudare freddo gli abitanti del Villaggio (e il pubblico con loro).
Tutto questo senza grandi complicazioni tecniche e senza pesare troppo sul budget, visto che un grosso palloncino bianco costa sicuramente meno di un animatrone o qualche altro effetto speciale complesso.

Non a caso è diventato un’icona della fantascienza!

MARTEDÌ DELLO XENO – I THERMIANI

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO degli alieni apparsi nel film “Galaxy Quest”, parodia della Cultura Trek (e in generale degli altri telefilm di fantascienza) uscita nel 1999.

I Thermiani sono una specie extraterrestre originaria del pianeta Thermia, situato, stando a quanto dichiarano loro, nella nebulosa Klatu, vicino al 23^ quadrante del settore Gamma.
La loro forma naturale è quella di grossi ammassi “poliposi”, viscidi e pieni di tentacoli, di colore generalmente compreso tra il violaceo e il rosa (anche se possono cambiarlo a piacimento). Grazie a un dispositivo tecnologico possono però assumere l’aspetto di esseri umani senza alcun problema, a tempo indeterminato.

Come specie sono molto intelligenti, gentili e altruisti, ma anche estremamente ingenui e creduloni. In particolare, non sono in grado di concepire la menzogna in nessuna forma e sono del tutto privi del concetto di finzione narrativa, cosa che li ha spinti a misinterpretare gli episodi del telefilm “Galaxy Quest” come documenti storici della civiltà terrestre.
Un errore di poco conto, tutto sommato, se non fosse che ne sono diventati fan sfegatati (al limite dell’idolatria) e hanno finito per rimodellare la loro intera società su quel materiale, non solo adottandone i valori ma anche sfruttando la loro avanzatissima tecnologia per riprodurre nel dettaglio ogni cosa apparsa nella serie.

La storia dei Thermiani è piuttosto sfortunata, dato che milioni di anni fa il loro pianeta d’origine fu quasi completamente distrutto dall’esplosione che generò la nebulosa Klatu.
Riuscirono a sopravvivere solo al prezzo di grandi fatiche e sacrifici, collaborando come specie, dapprima rifugiandosi sottoterra e poi, sviluppata l’opportuna tecnologia, spostandosi su Zaktor, la luna di Thermia.
Dopo un certo periodo di stabilità, però, l’ulteriore deteriorarsi della nebulosa e i conseguenti gas tossici provenienti da essa resero sempre più difficile la loro sopravvivenza, portando la società Thermiana a frammentarsi e sprofondare nel caos.
Ad approfittarne fu il Dominio di Sarris, un regime dittatoriale attivo nel 23^ quadrante del Settore Gamma, che ebbe gioco facile a ridurli in schiavitù.
E la situazione rimase invariata per millenni, fino a quando i Thermiani intercettarono le trasmissioni di Galaxy Quest e ne rimasero così ispirati da ricomporre la loro società.

Il film comincia con loro che sono giunti fin sulla Terra, mascherati da umani, a chiedere l’aiuto del Comandante Taggart, il capitano dell’equipaggio protagonista della serie, per trattare con Sarris la liberazione della loro specie.

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI LLORT

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO torniamo nell’universo di Babylon 5 con una specie sotterranea: i Llort!

Originari del pianeta Vartas, hanno praticamente l’aspetto di uomini-armadillo.
Sono alti poco meno di un umano (tra i 120 e 170 cm circa) e in genere hanno il fisico slanciato. La pelle è color cuoio e spessa, addirittura corazzata all’estremità della testa e sul torso, nonché priva di qualsivoglia pelo.
Le mani hanno cinque dita prensili, mentre i piedi solamente due, grosse.
Infine, il volto ha più o meno tutte le fattezze al loro posto (naso, bocca, occhi, orecchie), anche se è di forma allungata e distorto rispetto a quello umano.

Essendo abituati alla vita sotterranea, ovviamente, i Llort sono molto abili nell’infilarsi negli spazi stretti e vedono molto bene al buio. Invece la luce forte, comprensibilmente, li infastidisce.

Le loro città si sviluppano in un complesso sistema di labirinti sotterranei e spesso sono in conflitto tra di loro per questioni di territorio, potere o religione.
Hanno tuttavia una forma di governo centrale, una sorta di concilio nobiliare, chiamato “Mi-Ma-Ti”, traducibile come “I Prescelti della Tana”.
Per il resto, la società Llort è di stampo feudale, con vari signorotti impegnati in un costante gioco di potere e, sotto di loro, un ceto basso composto da soldati e operai che – essenzialmente – si adeguano ai vari cambiamenti al vertice.
Nonostante le continue guerre intestine, comunque, hanno sviluppato una tecnologia piuttosto avanzata (tanto da poter viaggiare nello spazio, per esempio).

Come specie in generale sono di indole competitiva, talvolta quasi aggressivi, ma anche estremamente fedeli, persino campanilisti.
Un tratto curioso però è la loro cleptomania: sono morbosamente attratti dagli oggetti che attirano la loro attenzione e non si fanno problemi a impossessarsene, anche con una bella allungata di mano.
Questo ha procurato loro, tra le altre specie della galassia, la nomea di ladri incalliti.
Ma non è del tutto vero. Essendo infatti questo un tratto condiviso dall’intera specie, sul loro pianeta non esiste il concetto di “rubare”, semplicemente sono abituati a prendersi quello che gli piace senza troppe domande.
E se per caso vengono scoperti?
Restituiscono l’oggetto e la questione si chiude lì, senza drammi o punizioni.

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