MARTEDÌ DELLO XENO – SCORPIUS

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, uno dei principali antagonisti della serie Farscape.

Scorpius è il Comandante delle forze dei Pacificatori, una creatura dalla personalità complessa, che deriva delle sue origini.

Utilizzato come parte di un programma sperimentale condotto dall’Impero Scarran, Scorpius ha sviluppato un odio profondo per la società di schiavisti che l’ha sempre maltrattato.
Il suo obiettivo finale, quindi, è vendicarsi di loro, sterminando l’intera specie.

Scorpius appare freddo e arrogante ma è molto più sfaccettato di quanto sembri.
Paziente calcolatore, manipolatore privo di scrupoli e molto intelligente, farebbe qualsiasi cosa per raggiungere i propri scopi e questo lo rende uno degli individui più motivati e pericolosi dell’intera serie.

Ha anche delle capacità interessanti: la natura ibrida gli permette di vedere l’impronta energetica di un essere vivente e sondarne la sincerità.
Inoltre è incredibilmente forte e resistente (anche alle radiazioni).

BENEATH A STEEL SKY

 

Chi si ricorda “Beneath a Steel Sky”?

L’avventura grafica per MS-DOS e Amiga sviluppata da Revolution Software e pubblicata da Virgin Interactive, uscita nel lontano 1994.
Distribuita sia in versione floppy-disk che in CD-ROM, includeva anche un fumetto promozionale (a edizione limitata).

L’ambientazione è fantascientifica/cyberpunk, collocata in Australia.
Enormi città-stato hanno inglobato la maggior parte del territorio e chiunque non viva al loro interno è considerato un selvaggio.

Union City, luogo in cui si svolge il gioco, è una di queste città.
Costruita su tre livelli sovrapposti troviamo le abitazioni dei ricchi, per una volta, ai piani inferiori.
Al “Livello Terra”, infatti, c’è il complesso più lussuoso, nello strato centrale si concentrano le case del ceto medio e sui livelli superiori ci sono gli impianti industriali e gli alloggi dei D-LINC (la fascia più bassa della popolazione e a cui non è consentito l’accesso agli altri piani).

La storia è fortemente influenzata dai romanzi cardine della fantascienza tra cui Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, 1984 di George Orwell ma anche un po’ del Neuromante di William Gibson.
Sembrerebbe un miscuglio di generi ma la trama riesce a mantenere una certa coerenza inserendo anche diversi momenti di comicità (che ricordano vagamente lo stile Sierra Entertainment e LucasArts).

MARTEDÌ DELLO XENO – KISEIJU, L’OSPITE INDESIDERATO

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, un ospite indesiderato.

Dei parassiti alieni, dalle sembianze molto simili a quelle dei vermi, invadono la Terra con lo scopo di entrare nel corpo degli esseri umani.
Come? Attraverso naso e orecchie, in modo da raggiungere il cervello e prendere il controllo del corpo.

Tra i tanti parassiti precipitati dal cielo, uno prova a entrare nell’orecchio di Shinichi Izumi, un ragazzo di diciassette anni che vive con i suoi genitori in un quartiere di Tokyo, fallendo però nel tentativo.
L’alieno, avendo svegliato Shinichi ed essendo stato scoperto, non ha altra scelta che entrare nel corpo della sua vittima facendo un buco nel suo braccio destro: un’azione disperata che poi gli impedirà di raggiungere il cervello per sempre, perché il ragazzo riesce a usare il cavo degli auricolari per legarsi il braccio.

Shinichi e Destry – soprannome del parassita – mantengono quindi intelletto e intelligenza separati ma sono costretti a convivere nello stesso corpo.

Tra l’altro, dato che Shinichi ha ancora il controllo del suo cervello, i due diventano anche il bersaglio degli altri parassiti che vedono gli umani solo come cibo, una dinamica che li porterà a far fronte comune per la loro sopravvivenza.

L’AUTOMA CAVALIERE, IL “ROBOT” DI LEONARDO DA VINCI

 

Tra un pandoro e un panettone, oggi vi parlo dell’Automa Cavaliere: il “robot” di Leonardo da Vinci.
È un progetto ideato intorno al 1495, probabilmente a seguito dei suoi studi di anatomia.

Supponiamo che abbia presentato il cavaliere meccanico durante una festa alla corte di Ludovico Sforza ma non esistono prove certe dell’effettiva realizzazione della sua idea.

Nel 1950 però, grazie agli studi di Carlo Pedretti (uno dei massimi esperti delle opere di Leonardo) si comprese che alcuni disegni contenuti nel Codice Atlantico potevano rappresentare un robot. A seguito di questa intuizione, seguendo fedelmente i disegni, è stato costruito un automa funzionante.
La realizzazione non è stata facile, perché ogni parte dell’automa era disegnata in un singolo foglio, senza spiegazioni su come collegarle tra loro ma alla fine sono riusciti nell’impresa.

Si tratta di un soldato rivestito da un’armatura medioevale, capace di alzarsi in piedi o muovere braccia e testa. Il tutto funziona tramite cavi e pulegge: la macchina si compone di due diversi meccanismi che controllano, in maniera indipendente, uno la parte superiore del corpo e l’altro quella inferiore.

HOTEL

Hotel è il volume unico di Boichi, disegnatore eccezionale, che ama esplorare diversi generi narrativi tra cui fantascienza, horror, fantasy steampunk e post apocalittico.

Pubblicato da Planet Manga, qui sono raccolte cinque storie brevi e autoconclusive – apparentemente slegate tra loro – in realtà connesse da un filo conduttore: la fine del mondo.
L’apocalisse sarà causata da un’invasione aliena? O magari da un meteorite? No. La colpa è solo dell’essere umano. Della sua imbecillità, per essere precisi.

Boichi narra tutto il disprezzo che l’uomo nutre nei confronti dell’ambiente. Non solo. Definisce l’umanità pigra e ottusa, incapace di autoconservarsi e desiderosa di depredare e corrompere ciò che la circonda.

L’autore rappresenta scenari meravigliosi, secondo me il suo vero punto di forza.
Tavole enormi e spaventosamente apocalittiche, che ricordano al lettore quanto valga e il singolo essere umano di fronte all’immensità dell’universo: poco e niente.

MARTEDÌ DELLO XENO – FRANK-N-FURTER

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, un alieno che sicuramente avrete conosciuto.

Lo troviamo in The Rocky Horror Picture Show: è Frank-N-Furter.

Scienziato proveniente dal pianeta Transexual dalla galassia Transylvania ha un obiettivo: creare Rocky, l’amante perfetto.
Il nome del personaggio è un insieme di riferimenti ironici: frankfurter è sinonimo di würstel e hot dog, mescolato al nome del personaggio di Victor Frankenstein e alla parola rock’n’roll.

Entra in scena con la canzone “Sweet Transvestite”, presentandosi come un un’icona glam rock e spaventando i due protagonisti che sono capitati, a loro insaputa, in un’occasione molto speciale: la “convention dei transilvani”: il momento in cui Frank -N- Furter darà vita alla sua creatura.
E proprio nella canzone, Frank spiega l’origine di Rocky citando un celebre slogan culturista: “In just seven days I can make you a man”, cioè: “In soli sette giorni posso far di te un uomo”.

Più che un alieno, una vera e propria icona. Dobbiamo molto all’interpretazione dell’attore britannico Tim Curry (sia nell’edizione teatrale londinese del 1973 che nel film del 1975).

“Don’t get strung out by the way I look | Don’t judge a book by its cover | I’m not much of a man by the light of day | But by night I’m one hell of a lover.”

CURIOSITY E IL “TANTI AUGURI A ME” NEL SILENZIO COSMICO

 

Qualche giorno fa ho visto un video a riguardo e ho pensato di parlarne anche qua.

Come molti sapranno, il 5 agosto 2012 il Rover della NASA “Curiosity” compieva il suo storico atterraggio su Marte e da allora, ha assolto senza sosta i suoi compiti e passato tante avventure sull’ostile suolo marziano.

Insomma, possiamo definirlo un vero e proprio esploratore spaziale.

Gli ingegneri di “Curiosity” si sono certamente divertiti sul progetto, tanto da inserire nel suo programma la possibilità che questo potesse cantarsi da solo “Tanti Auguri”.

E, in effetti, l’ha fatto.

Però solo in occasione del suo primo anniversario su Marte, quindi solo una volta e non ogni anno, come ho sentito in giro per l’Internet. Questo perché la durata delle batterie del rover è molto importante e bisogna risparmiare energie preziose.

Ora: io so che è solo un robot e che sulla Terra abbiamo ben altri problemi a cui pensare. Problemi più urgenti, drammatici e preoccupanti.
Però l’immagine del piccolo rover solitario che si canta “Tanti auguri a me” nel silenzio cosmico è piuttosto triste.

Lo ammetto senza problemi: gli voglio un pochino di bene.

MARTEDÌ DELLO XENO – HOWARD IL PAPERO

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, uno dei personaggi più bizzarri dell’universo Marvel.

Howard il papero è apparso per la prima volta nel dicembre 1973 in una storia del personaggio Uomo Cosa, della serie fumettistica Adventure into Fear.

È un papero antropomorfo, alto circa sessanta centimetri. Veste spesso “elegante”, con camicia e cravatta a pois.
Originario di New Stork City (parodia di New York), del pianeta Duckworld, venne catapultato sulla Terra per errore dal demoniaco Thog the Overmaster, che lo coinvolse in un incantesimo extradimensionale mentre stava lottando con l’Uomo Cosa.

Howard non ha poteri ma è esperto nell’arte marziale del Quak-Fu. I suoi riflessi, quindi, sono davvero affinati e gli permettono di muoversi con agilità.
Inoltre ha un livello d’intelligenza molto superiore alla media e suona perfettamente diversi strumenti musicali.

Durante la sua permanenza sulla Terra ha mostrato un certo talento mistico, al punto che Stephen Strange gli ha insegnato alcuni incantesimi.

Howard fu il protagonista di due serie regolari negli anni settanta che volevano prendere in giro il genere fantascientifico e fantasy. I personaggi erano consapevoli d’essere protagonisti di un fumetto: una scelta al limite dello sperimentalismo, che si rivelò prematura nei confronti del pubblico, decretando la chiusura della testata all’inizio degli anni ottanta.

Piccola curiosità per gli amanti di “Howard e il destino del mondo”. Il film è stato candidato a sette Razzie Awards, vincendone quattro: Peggior attore esordiente (“i sei ragazzi e ragazze in costume d’anatra”), Peggiori effetti visivi, Peggior sceneggiatura e Peggior film.

MISS GIDDY

 

Miss Giddy è un’abitante della Cittadella, insegnante e mentore delle Cinque Mogli di “Mad Max: Fury Road”.

Anche se nel film viene mostrata per pochi minuti, c’è una storia anche dietro questo personaggio.

È possibile che sia un membro, o un precursore, degli “History Men”. Il suo corpo, infatti, è ricoperto da scritte il cui obiettivo è quello di preservare la storia.

Ha un rapporto molto stretto con le Mogli, le sostiene emotivamente dopo le violenze subite nel corso degli anni ed è presente quando Furiosa prepara le donne alla fuga.
Anche se ha la possibilità di seguirle, decide di rimanere indietro, armata, per rallentare le ricerche dei Figli di Guerra.

Una volta scoperto il tradimento di Furiosa, viene obbligata da Immortan Joe a partecipare all’inseguimento e, alla fine, viene torturata da Organic quando si rifiuta di divulgare informazioni preziose sulle mogli.

Miss Giddy appare in una scena cancellata: Rictus la tiene in aria e mostra il suo corpo piagato mentre spiega agli altri che la donna si è rifiutata di aiutarli.

I Figli di Guerra, quindi, partono alla ricerca di Furiosa e Miss Giddy viene lasciata indietro, in mezzo ai corvi.

MARTEDÌ DELLO XENO – FRANK IL CARLINO

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, un cane alieno.

Frank il Carlino (o agente F) appare per la prima volta nel 1997, in Man in Black. Lo troviamo però anche nel sequel del 2002, nello spin-off del 2019, nella serie animata e nel videogioco MIB: Alien Crisis. E, per chi se lo ricorda, pure nel video musicale promozionale del film “Black Suits Comin’ (Nod Ya Head)”.

Ha l’aspetto di un normalissimo cane ma, in realtà, è un Remooliano. Nella sua forma aliena Frank assomiglia sempre a un carlino, ma di colore verde scuro, con le antenne e una coda a tre punte.

Del suo passato non si conosce quasi nulla. Sappiamo che risiede sulla Terra da molto prima dei fatti raccontati nel primo lungometraggio e che collabora con i MIB. L’agente K lo descrive addirittura come il più grande esperto di politica intergalattica a disposizione dell’organizzazione.

Frank fornisce agli agenti alcuni dati fondamentali per lo sviluppo della trama rivelando importanti informazioni sulla Galassia desiderata dagli Arquilliani.

«Solo perché una cosa è importante non vuol dire che non possa essere molto, molto piccola!»

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