Conoscete “The Philadelphia Experiment”?
È un film del 1984 per la regia di Stewart Raffill (anche se spesso viene erroneamente – anzi furbescamente – attribuito a John Carpenter, che invece fu solo coinvolto nella produzione) basato sull’omonima leggenda metropolitana.
La premessa è intrigante: nel pieno della Seconda Guerra Mondiale, più precisamente nel 1943, la Marina degli Stati Uniti deve testare il prototipo di un dispositivo per nascondere le proprie navi ai radar nemici.
Il fortunato vascello scelto è la USS Eldridge, un cacciatorpediniere ormeggiato proprio a Philadelphia. Ma qualcosa, ovviamente, va storto e la nave scompare non solo dai radar, ma proprio dalla realtà, perdendosi nello spazio-tempo.
Da qui in poi, la teoria del complotto si dirama in decine di versioni diverse, da quella in cui la nave ricompare in Virginia, a più di 300 km da Philadelphia, a quella (in realtà successiva al film, e probabilmente influenzata dallo stesso) in cui alcuni membri dell’equipaggio si ritrovano scaraventati secoli nel futuro.
Il film fa un po’ un mix delle due cose: i due marinai protagonisti, David Herdeg e Jim Parker, si lanciano fuori bordo quando cominciano a capire che l’esperimento è sfuggito di mano. E dopo un viaggio nel tempo pieno di effetti speciali low-budget ricompaiono nel Nevada del 1984, il presente rispetto all’uscita della pellicola.
Qui, oltre al comprensibile smarrimento, cominciano i veri casini: autorità governative in allerta che danno la caccia ai due, immancabili paradossi e soprattutto un gigantesco squarcio nello spazio-tempo che rischia di inghiottire l’intero pianeta.
E se Jim è abbastanza “fortunato” da svanire dopo un po’ e tornare spontaneamente nel 1943, a David tocca invece la fatica di rimettere le cose a posto con l’aiuto di una ragazza di nome Allison (interpretata da una Nancy Allen pre-RoboCop) e dell’ormai anziano Professor Longstreet, lo scienziato dietro all’esperimento originale.
Nonostante alla sua uscita il film non abbia fatto faville a livello di incassi, forse complice anche la notorietà della leggenda metropolitana sull’esperimento di Philadelphia, fra le trasmissioni in TV e il mercato dell’home-video, negli anni si è guadagnato lo status di cult e la sua nicchia di appassionati.
In particolare, il concetto secondo cui alcuni uomini scomparsi assieme alla USS Eldridge tornarono fusi con lo scafo della nave alla sua ricomparsa, dettaglio che il film mostra sullo schermo per qualche fotogramma, è diventato iconico.
Nel 1993 uscì anche un seguito, intitolato semplicemente “The Philadelphia Experiment II”, con un cast completamente diverso e una trama ancor più contorta che include un universo alternativo dove i nazisti hanno vinto la Seconda Guerra Mondiale. Questo però fece flop al botteghino.
Del primo film venne poi realizzato un remake per la televisione nel 2012, anch’esso non particolarmente fortunato.
Peccato, perché la storia di fondo non è affatto male!

