MARTEDì DELLO XENO – LEELOO

 

Oggi, al MARTEDì DELLO XENO, Leeloominaï Lekatariba Lamina-Tchaï Ekbat De Sebat, per gli amici “Leeloo”, protagonista del film “Il Quinto Elemento”.

Schietta nelle parole e nelle azioni ma anche molto emotiva, Leeloo è uno degli Esseri Supremi dell’Universo, inviata sulla Terra in forma fisica come componente dell’arma per sconfiggere il Grande Male, una misteriosa forza cosmica che tenta di estinguere la vita ogni 5.000 anni.

Non sappiamo quale sia il suo vero aspetto perché la nave su cui viaggiava assieme alla sua scorta Mondoshawan (un’altra razza di aleni) è stata distrutta.
Una volta ricreata in laboratorio a partire da alcune cellule prelevate da un avambraccio sopravvissuto all’esplosione, però, assume le fattezze di una donna caucasica tra i venticinque e i trent’anni, alta, snella, con la pelle chiara, occhi azzurri e i capelli di un arancione brillante.

Tuttavia, queste similitudini si limitano solo all’aspetto esteriore, poiché il DNA di Leeloo è decine di volte più complesso di quello degli esseri umani e geneticamente impeccabile.

Tra le sue capacità troviamo forza, agilità e riflessi sovraumani, oltre a una notevole resistenza ai danni fisici e un fattore rigenerante che le consente di guarire dalle ferite in pochi minuti.
È anche in grado di apprendere informazioni molto velocemente, tanto da imparare l’intera storia dell’umanità in appena qualche giorno.

La caratteristica più importante di Leeloo, però, è la capacità di incanalare il potere delle quattro pietre elementali attraverso il suo corpo per emettere la Luce Divina, un potentissimo raggio di energia bianca e pura, l’unica cosa in grado di distruggere il Grande Male.
Questo la rende, a tutti gli effetti, il Quinto Elemento.

MARTEDÌ DELLO XENO – I NA’VI

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, parliamo dei Na’vi, gli alieni protagonisti della saga cinematografica di Avatar.

Specie indigena del pianeta Pandora, sono creature antropomorfe alte circa tre metri, dall’aspetto slanciato, capelli scuri e con la pelle di colore blu (di tonalità diversa seconda del clan d’appartenenza).
Hanno poi solo quattro dita per mano e per piede, una lunga coda, orecchie a punta, grandi occhi quasi sempre gialli e un naso che ricorda quello dei felini.
Le loro ossa, inoltre, sono rivestite con una fibra di carbonio che le rende molto resistenti.

La loro caratteristica più sorprendente, però, è la cosiddetta “coda neurale”, un’appendice comune alla maggior parte della fauna di Pandora, simile a minuscoli tentacoli collegati direttamente al sistema nervoso.
Attraverso di essa, i Na’vi possono intessere una connessione mentale, sensoriale ed empatica con le piante e gli animali del pianeta, scambiandosi pensieri ed emozioni. Un collegamento che loro chiamano “tsaheylu” (letteralmente: “legame”).

La coda neurale riveste un ruolo fondamentale anche nell’accoppiamento ed è considerato dai Na’vi il loro organo più importante. Per questo sono soliti proteggerlo tenendolo nascosto tra i capelli intrecciati.

La società Na’vi è di tipo tribale, strutturata in piccoli clan indipendenti che cooperano tra loro in tempi di necessità.
Tecnologicamente sono paragonabili all’epoca paleolitica dell’uomo, ma nonostante questo sono una specie altamente intelligente, con una cultura antica e sofisticata – tramandata oralmente – che si basa su una profonda comunione con il proprio pianeta.

MARTEDì DELLO XENO – SUPERMAN

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, un extraterrestre che tutti conoscono.

Superman, il cui vero nome è Kal-El, è un alieno proveniente dal pianeta Krypton.

Spedito sulla Terra dentro una piccola navetta quando era ancora in fasce perché scampasse alla distruzione del suo mondo natale, atterrò nelle campagne del Kansas, dove venne trovato da una coppia di agricoltori che lo crebbe come fosse figlio loro, dandogli nome Clark Kent.

Crescendo si accorse di avere capacità straordinarie, ben al di sopra di quelle di un uomo comune. Di indole buona ed educato secondo principi di moralità e giustizia, però, scelse di metterle al servizio dell’umanità, vestendo i panni del supereroe.

Esteticamente, Superman appare in tutto e per tutto come un essere umano. Tuttavia, il suo organismo risponde alle radiazioni emesse dalle stelle in maniera diversa a seconda del tipo a cui viene esposto.
Quelle del nostro Sole, per esempio, gli conferiscono numerosi poteri, talvolta leggermente diversi a seconda della versione.
Nel “pacchetto base” dei più classici troviamo: forza e velocità sovraumane, l’invulnerabilità agli attacchi fisici, la capacità di volare e viaggiare nello spazio, vista a raggi X, sensi amplificati (in particolare vista e udito), il soffio congelante ed emettere raggi termici dagli occhi.

Le uniche sue debolezze sono la magia e la kryptonite, un minerale proveniente dal suo pianeta natale che annulla tutti i suoi poteri e gli causa forte malessere, indebolendolo fino a ucciderlo, se vi rimane esposto troppo tempo.

Ideato da Jerry Siegel e Joe Shuster nel 1933, Superman venne pubblicato per la prima volta nel 1938, sull’albo a fumetti “Action Comics” numero 1, edito dalla DC Comics (che ancora detiene i diritti sul personaggio).
Da allora è stato reimmaginato più di una volta e trasposto su moltissimi altri media (cinema, televisione, radio, libri, cartoni animati, videogiochi e chi più ne ha più ne metta), diventando l’archetipo del supereroe per eccellenza.

MARTEDÌ DELLO XENO – H7-25

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, un alieno di dimensioni contenute.

H7-25 è un piccolo extraterrestre del tutto simile a un bambino umano di circa 9 anni, co-protagonista assieme allo Sceriffo Scott Hall (interpretato da Bud Spencer) del film “Uno sceriffo extraterrestre… poco extra e molto terrestre” (1979) e del suo seguito “Chissà perché… capitano tutte a me” (1980).

È dotato di poteri sovrannaturali volutamente poco definiti e al servizio della trama, talvolta esercitati in prima persona e altre attraverso uno strano dispositivo triangolare che ha tutto l’aspetto di un telecomando alieno.
Può accendere, spegnere e controllare oggetti elettronici, guarire i reumatismi, controllare gli animali e persino permettere loro di farsi capire dagli umani.

Sceso per sbaglio in una piccola cittadina della Georgia mentre stava giocando nella capsula della sua astronave, H7-25 asserisce di vivere a circa 3 anni luce dalla Terra e di non conoscere la musica, perché da dove viene lui non c’è.
Preso in simpatia dallo Sceriffo Hall, costringerà l’uomo – uno scettico convinto – a ricredersi sull’esistenza degli alieni.

MARTEDÌ DELLO XENO – RAMIEL

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, il quinto angelo di Evangelion (che non è proprio uno Xeno ma è troppo particolare per non essere citato).

Ramiel (in ebraico: רעמיאל‎), si può definire l’angelo dei tuoni, in riferimento al suo cannone di particelle accelerate che, sfruttando la collisione di quelle subatomiche, emette un potente fascio luminoso di fotoni.

Il suo corpo è un ottaedro regolare e presenta una superficie lucida e levigata di colore blu mentre dalla parte inferiore fuoriesce una lunga trivella dal diametro di circa 17 metri.
Il nucleo di Ramiel, a differenza di quello dei precedenti angeli, si trova all’interno del corpo (e questo lascia presupporre che abbiano capacità cognitive ed evolutive).

Gli autori si ispirarono al mostro Pris-Ma, introdotto nella serie Kaettekita Ultraman e nei loro progetti iniziali la sua fisionomia era leggermente differente: in corrispondenza di ogni faccia dell’ottaedro, Ramiel avrebbe avuto un solido fluttuante a forma triangolare. Inoltre, il suo corpo sarebbe stato alto trecento metri.

(Piccola specifica: nel primo lungometraggio di Rebuild of Evangelion, Evangelion: 1.0 You Are (Not) Alone, è indicato come sesto angelo e può trasformare la sua forma in una certa varietà di solidi differenti).

MARTEDÌ DELLO XENO – LE MIE VACANZE PENSANDO A MAJIN BU

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO, un aneddoto.

Era il 2007, io e una mia amica guardavamo Dragon Ball. Non c’era un reale interesse, lo seguivamo perché al pomeriggio non davano altro.

Succede che quell’estate decidiamo di fare una lunga vacanza in giro per la Toscana. Tra le tante cose, qualche settimana prima della nostra partenza compare Majin Bu: un alieno pacioso, simpatico, che sembra andare d’accordo con tutti.

Arriva quindi il giorno della partenza, si va in vacanza e per circa un mese non riusciamo a trovare il tempo e i mezzi per seguire la trama. In quella fascia oraria eravamo al mare, in collina o perse per qualche città.
Nonostante ciò Majin Bu è sempre nei nostri pensieri.

Terminato il viaggio, cerchiamo di capire cosa ci siamo perse.
E rimaniamo sconvolte.
Non è successo niente. È ancora lì, bello paciarotto, che ride e scherza come se nulla fosse.
In quel momento abbiamo effettivamente constatato la lentezza storica di Dragon Ball e abbandonato definitivamente la serie.

Ora, se qualcuno ha voglia di spiegarmi che fine ha fatto Majin Bu (perché so che poi diventa cattivo) nei commenti, una specie di versione “Senza Impegno”, mi togliete una curiosità.

(Potrei cercare tutto il resoconto su Internet ma credo che detto da qualcuno che effettivamente ha seguito il suo arco narrativo diventi un po’ più interessante).

MARTEDÌ DELLO XENO – I GROMFLAMITI

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, i Gromflamiti: antagonisti ricorrenti della serie “Rick e Morty”.

La loro storia è in gran parte sconosciuta, ma pare che a un certo punto abbiano ottenuto il controllo della Federazione Galattica.

Sono creature insettoidi, con molte caratteristiche simili a mosche e mantidi religiose.
I loro corpi sono di un colore verde opaco, ricoperti da peli e piccole protuberanze.
Il busto è conico, con la testa molto più piccola della parte superiore del corpo, grandi occhi rossi e due piccole antenne che sporgono dalla sommità.
Il loro sangue è blu e sono in grado di riprodursi asessuatamente.

Anche se non sembrano mostrare le emozioni, possono sudare visibilmente in situazioni stressanti.

Hanno almeno due caste che seguono una divisione tra soldati e lavoratori.
Quelli di rango più alto hanno una corporatura massiccia e gobba, ma sono in grado di volare. Si caratterizzano anche per le mandibole simili ad artigli.
I Gromflamiti “civili”, invece, hanno una struttura molto più agile, quasi umanoide.

MARTEDÌ DELLO XENO – I JUDOON

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, i Judoon, creature dell’universo del Doctor Who.

Sono di forma umanoide ma la loro testa ricorda quella dei rinoceronti. Inoltre il loro sangue è giallo.
Indossano ingombranti armature nere e una gonna che ricorda quella dei centurioni romani.
La loro lingua è molto semplice e composta da sillabe che comprendono principalmente la vocale “o”.

I Judoon sono una forza di polizia galattica brutale e altamente logica nelle sue tattiche d’intervento. Però non sono molto intelligenti. Questo è un problema perché viaggiano per la galassia con armi molto potenti, in grado di incenerire chi viene colpito.

Il Dottore li definisce come “teppisti interplanetari” perché escono spesso dalla loro giurisdizione anche se non hanno alcun diritto di intervenire sulla Terra e nessuna autorità per essere coinvolti in crimini umani.

MARTEDÌ DELLO XENO – DIANA

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, parliamo di Visitors (anni ’80).
In particolare di Diana, una delle menti più geniali e perfide della serie.

È una donna crudele e sadica, alla costante ricerca del potere, con una personalità arrogante, autoritaria e acida.

Conduce ricerche scientifiche, tra cui la Camera di Conversione per plagiare le menti degli umani, ed Elizabeth Maxwell, la figlia dello spazio, che diventa poi la chiave della sua disfatta.

All’apparenza è una donna seducente e molto bella ma sotto i capelli cotonati e gli strati di pesante trucco, si nasconde una rettiliana.

MARTEDÌ DELLO XENO – IL GENERALE GRIEVOUS

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, il Generale Supremo dell’Armata di Droidi della Confederazione dei Sistemi Indipendenti, meglio conosciuta come Confederazione Separatista.

Il Generale Grievous (o Qymaen Jai Sheelal) appare per la prima volta ne “La vendetta dei Sith.”

Era un Kaleesh, un signore della guerra, con diverse mogli e bambini.
La sua specie venne coinvolta in un conflitto armato contro gli Yam’rii e Grievous, comandante delle forze armate Kaleesh riuscì a portare alla vittoria la sua gente, fino a raggiungere il pianeta nemico e a distruggerlo.

Il suo corpo è una fusione di strutture robotiche unite a un cervello e occhi organici, un sistema nervoso e organi custoditi nel torace.
Grievous ha scelto di sostituire la maggior parte delle sue parti “di carne” per ottenere forza e resistenza sovrumana che gli consentono di combattere ininterrottamente e di sopravvivere nello spazio aperto.
Inoltre è in grado di compiere movimenti ritenuti impossibili per un umano: può muovere torso e mani a 360° e dividere le sue braccia (dotate di sei dita l’una), in quattro braccia da tre dita.
Infine, è in grado di controllare le armate di droidi, grazie a due antenne trasmittenti montate nella sua maschera.

Addestrato al combattimento con la spada laser dal Conte Dooku, è un abile e malvagio stratega.
Grievous non si fa scrupoli e spesso sceglie di utilizzare tattiche estreme e sleali, servendosi spesso di prigionieri di guerra come copertura per i suoi droidi.

Cova un profondo odio nei confronti dei Jedi, così viscerale che pare ne abbia uccisi più di mille. Non solo: colleziona anche loro spade.

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