MARTEDÌ DELLO XENO – I BETAZOIDI

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO si parla dei Betazoidi – come Deanna Troi (che in realtà è metà Betazoide e metà umana) dall’universo di Star Trek.

La loro fisionomia è del tutto simile a quella umana, con l’eccezione che le iridi degli occhi sono completamente nere e i Betazoidi maschi non possiedono la barba.
Attorno alla pubertà sviluppano i poteri empatici e telepatici che li caratterizzano; alcuni di essi, tuttavia, li hanno fin dalla nascita.

I Betazoidi però non sono in grado di leggere le menti di Ferengi, Breen, Ulliani e dei Dopteriani, probabilmente a causa delle profonde differenze fisiologiche, tra le quali il cervello diviso in quattro lobi anziché due.
Comunque, secondo le regole di “convivenza civile”, i Betazoidi non possono leggere nella mente altrui previo consenso.

Due curiosità molto particolari:

– le donne Betazoidi di mezza età vanno incontro alla cosiddetta “fase”, un periodo in cui cercano un partner per soddisfare i loro appetiti. (La puntata in cui la madre di Deanna entra nella “fase” è molto divertente).

– durante un matrimonio, è tradizione che i partecipanti siano completamente nudi. Soltanto la sposa può portare una fascia bianca attorno alla testa.

MARTEDÌ DELLO XENO – I GORN

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, una delle razze più iconiche dell’universo di Star Trek.

I Gorn sono una specie umanoide originaria del pianeta Tau Lacertae IX.

Alti circa due metri, hanno fattezze da rettile piuttosto evidenti, come la pelle verde ricoperta da squame, delle piccole creste sulla parte superiore della testa e una bocca allungata dalla quale spunta una lunga fila di denti aguzzi. Le mani sono inoltre dotate di grossi artigli.
Gli occhi possono essere color argento e sfaccettati oppure gialli con l’iride verticale (a seconda delle versioni), invece naso e orecchie sono ridotti a semplici buchi posizionati al di sopra della bocca e ai lati della testa.

I Gorn sono noti per la loro grande forza, tempra e aggressività. Non brillano però per velocità e grazia nei movimenti.

Sono di un livello tecnologico equiparabile a quello della Federazione, ma sulla loro società non si sa molto: solo che è controllata da un organo chiamato “Egemonia Gorn” e che difendono i loro (talvolta presunti) territori con grande veemenza.

Un’altra cosa degna di nota è la loro riproduzione, che avviene impiantando delle uova in un altro organismo vivente. Le larve si sviluppano poi dentro al corpo ospite, divorandolo dall’interno fino a quando non sono pronte a uscire, uccidendolo.
Per questo motivo i Gorn hanno dei veri e propri pianeti-vivaio dove trasportano prigionieri di altre specie, li infettano con le loro uova e li lasciano lì come come cibo per la prole. Periodicamente, poi, tornano a recuperare i piccoli.

Questi alieni sono apparsi per la prima volta nel diciottesimo episodio della prima stagione della Serie Classica, “Arena”, quello famosissimo dove il Capitano Kirk si scontra con il Capitano di una nave Gorn in un duello epico che è entrato nella storia della televisione e nella cultura di massa per la sua involontaria goffaggine.

Ultima curiosità: oltre a essere citato e parodiato in moltissime altre opere nel corso degli anni, l’iconico scontro è stato anche rimesso in scena nel 2013, con protagonista lo stesso William Shatner, come trailer di lancio per il videogioco “Star Trek: The Videogame” di Bandai Namco.
Se volete vederlo, vi lascio qui il link.

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI ANTEDIANI

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO una specie che si è radicata nell’immaginario collettivo come “gli uomini pesce di Star Trek”.

Gli Antediani, talvolta chiamati anche “Antedeani”, sono forme di vita umanoidi originarie del pianeta Antede III.

Piuttosto alti e dal fisico longilineo, hanno la pelle grigio-bluastra, grandi occhi senza sclera e una cresta che parte da sopra il naso e risale fin dietro la nuca, dividendo il volto a metà.
Ai lati della testa sono poi presenti due grosse cavità, presumibilmente le orecchie, e vicino alla bocca, che è particolarmente sporgente, spuntano due lunghi barbigli.

Stranamente, nonostante la civiltà antediana conosca la velocità di curvatura, sembra che come razza trovino il viaggio interstellare piuttosto traumatico: tanto da preferire affrontarlo per la maggior parte in uno stato catatonico auto-indotto. Quando si risvegliano, poi, hanno bisogno di ingurgitare grandi quantità di cibo per rifocillarsi.

Pare inoltre che le loro menti siano “poco sofisticate” e per questo molto semplici da leggere con poteri telepatici.

Questi buffi alieni sono comparsi per la prima (e per molto tempo unica) volta nell’episodio 19 della seconda stagione di Star Trek: The Next Generation, “Caccia all’uomo”, dove hanno essenzialmente il ruolo di intermezzo comico ma, alla fine, sono protagonisti di un notevole plot twist.
Forse è per questo, oltre che per l’adorabile bruttezza dei costumi, che sono rimasti tanto impressi nella memoria dei fan e sono diventati delle vere e proprie icone della cultura pop-trash.

Di recente, dopo oltre trent’anni di assenza dagli schermi, sono ricomparsi in due diversi episodi di Star Trek: Lower Decks.

Ultima curiosità: seppur irriconoscibile per via del pesantissimo trucco, uno dei due antediani “in carne e ossa” apparso in The Next Generation è interpretato da Mick Fleetwood, batterista dei Fleetwood Mac.

MARTEDÌ DELLO XENO – I PANDRONIANI

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, degli umanoidi dall’universo di Star Trek.

I Pandroniani sono originari del pianeta Pandro.
Hanno la pelle verde chiaro e la peculiarità di essere una “specie/colonia”.

Ogni individuo è una composizione di tre diversi organismi che si sono evoluti assumendo la forma di una precisa parte di un corpo: testa, busto e gambe.

In genere sono uniti tra loro ma a seconda delle necessità si possono dividere e agire separatamente (tra l’altro, tutti i “pezzi” volano, a parte le gambe).
I Pandroniani si riferiscono a sé stessi utilizzando la terza persona. Quindi in una conversazione diranno, per esempio: “questa unità ha fallito”.

Nel 2270 la Federazione Unita dei Pianeti ha concesso il grado onorario di comandante della Flotta Stellare a un osservatore Pandroniano di nome Ari bn Bem e, successivamente, anche Shari yn Yem presterà servizio nella Flotta Stellare in qualità di consulente.

Li potete vedere nell’episodio della seconda stagione della serie animata “Il comandante Bem” e negli episodi della serie Lower Decks “Io, Excretus” e “Fonti attendibili”.

MARTEDÌ DELLO XENO – I VAMPIRI DEL SALE

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, un alieno molto particolare dell’universo di Star Trek.

La Creatura di M-113, chiamata anche Vampiro del Sale (o Fotialliani) era una specie – ormai estinta – originaria del pianeta M-113.

L’aspetto era spaventoso: alta poco più di un metro e mezzo, aveva una pelle tendente al color marrone, ricoperta da peli. Il volto era segnato da una serie di profonde rughe e la bocca presentava molti denti acuminati.

Da notare le mani: ogni dito aveva grandi ventose che gli permettevano di assorbire il cloruro di sodio dalle vittime, nutrimento necessario per il suo sostentamento.

Le creature di M-113 erano molto intelligenti: una volta individuata la loro preda, attraverso una qualche forma di telepatia riuscivano a creare l’immagine di un amico fidato o di una persona particolarmente attraente per la vittima. Un’esca che gli consentiva di avvicinarsi, paralizzare e prosciugare il corpo selezionato.

In data stellare 1513.1 (2266) l’Enterprise capitanata da James T. Kirk incontra quello che viene ritenuto essere l’ultimo individuo di questa specie, che attacca alcuni membri dell’equipaggio dell’astronave della Federazione, prima di venire fermato e ucciso dal dottor McCoy.

Compare però anche in due episodi della prima stagione di Lower Decks: “La freccia errante di Cupido” e “Veritas”.

LE TRE “VERE” ENTERPISE-D

 

Una delle cose che mi affascina di più dei vecchi film di fantascienza girati prima dell’avvento della CGI è sapere che quelli che sto guardando sullo schermo sono modellini (o, spesso, modelloni) realmente esistenti.
Adoro in particolare i veicoli, soprattutto le astronavi. E quando le vedo sfrecciare sullo schermo, così dettagliate e “reali”, mi viene sempre da pensare a tutto il lavoro che c’è dietro.

Così mi sono andata a informare e, per esempio, ho scoperto che per girare le sequenze nello spazio viste nelle sette stagioni di Star Trek – The Next Generation furono realizzati tre diversi modelli dell’Enterprise D.

Il primo, il più grosso, era lungo 6 piedi (circa 1,80 metri) e fu costruito all’inizio del 1987 dalla Industrial Light & Magic, famosa azienda specializzata in effetti speciali per cinema e televisione.
Dei tre, è l’unico modello che si poteva dividere in sezione a disco e sezione motori. Tuttavia, essendo molto ingombrante e difficile da maneggiare, una volta accumulati un po’ di filmati di repertorio, lo si impiegò di rado.
Venne ripreso anche nel film “Star Trek: Generazioni” (1994), perché la maggior risoluzione della pellicola cinematografica richiedeva che si vedessero bene i dettagli dell’astronave.

Il secondo modello, il più piccolo, era lungo appena 2 piedi (circa 60 cm) e venne costruito assieme al primo.
Serviva per le scene in cui la nave veniva inquadrata da lontano, quindi era molto meno dettagliato. A differenza di quello da 6 piedi, che aveva dentro una lucina per ogni singola finestrella, qui le uniche parti illuminate erano i motori e il deflettore di navigazione.

Infine, un paio d’anni dopo, nel 1989, quando lo show aveva iniziato a ingranare, venne prodotto anche un terzo modello di scala intermedia lungo 4 piedi (circa 1,20 metri).
Questo prendeva “il meglio da entrambi i mondi” e univa le caratteristiche dei due predecessori: era molto più facile da maneggiare rispetto a quello più grosso, ma al contempo abbastanza dettagliato da poter essere usato per le riprese ravvicinate.
La forma del vascello venne anche leggermente ritoccata e resa più tozza, motivo per cui gli addetti ai lavori l’avevano soprannominato “il bulldog”.
A partire da metà della terza stagione, con l’eccezione di qualche riutilizzo occasionale dei filmati di repertorio, tutte le scene dove si vede l’Enterprise sono state girate usando questo modello. E, anni dopo, fu lui a essere modificato nella famosa versione a tre gondole vista nell’episodio finale della serie.

MARTEDÌ DELLO XENO – I FERENGI

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, una delle razze più antipatiche dell’universo di Star Trek.

I Ferengi sono una specie umanoide del pianeta Ferenginar.
Alti circa un metro e mezzo, con la fronte divisa in due parti, il naso increspato e i denti acuminati, non hanno proprio un aspetto gradevole.
Però le orecchie insolitamente grandi gli permettono un udito eccellente (tra l’altro i lobi sono zone particolarmente sensibili, nei maschi Ferengi).
E il cervello diviso in quattro “parti” non può essere letto dalle razze telepatiche come Betazoidi o Vulcaniani.

Sono ossessionati dal profitto, il commercio e amano l’inganno.
Inoltre sono noti per il loro acume negli affari e la loro misoginia.

Ferenginar è il centro dell’Alleanza Ferengi ed è governato dal Grande Nagus e dall’Autorità del Commercio Ferengi (FCA) costituita principalmente dal Consiglio dei Consulenti Economici (ex Consiglio dei Liquidatori).
Come se non bastasse, anche la loro religione si basa sui principi del capitalismo: i Ferengi fanno delle offerte a un “Esecutore Benedetto”, nella speranza che, dopo la morte, riescano a ritagliarsi un posto nella “Tesoreria Divina”.
La loro paura? Un aldilà nel “Girone dell’eterna miseria”.

Se volete scoprire qualcosa in più su di loro, appaiono per la prima volta nell’episodio “L’ultimo avamposto” della serie The Next Generation (stagione 1).

MARTEDÌ DELLO XENO – I BAJORIANI

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, i Bajoriani.

Nativi del pianeta Bajor (nel Quadrante Alfa), appaiono per la prima volta in Star Trek – The Next Generation.

Hanno una fisionomia simile a quella dei terrestri ma con qualche differenza: presentano delle grinze sul naso, fra gli occhi, e la gestazione delle donne di Bajor dura cinque mesi, rispetto ai nove umani.

Questo popolo ama la vita semplice e tranquilla. Le case sono piccole e funzionali, di solito situate in prossimità dei campi in cui lavorano e vicino ad una fonte naturale d’acqua.

Il loro punto di forza?
L’agricoltura di cereali come il Botan e la Moreka, che costituiscono gli alimenti principali della loro dieta.

L’invasione dei Cardassiani, però ha modificato gli equilibri.

Durante i 40 anni di occupazione Cardassiana, il suolo Bajoriano ha sofferto dell’intensa attività di scavo delle miniere, con conseguente riduzione delle risorse naturali disponibili e, in ultimo, dell’avvelenamento del terreno operato dagli invasori appena prima di lasciare il pianeta.

Gli scontri con i Cardassiani hanno provocato la morte di milioni di Bajoriani e ha dato vita al movimento della Resistenza Bajoriana.

La loro società è profondamente spirituale e trova conforto nella religione.
Il credo religioso Bajoriano è incentrato nella venerazione dei Profeti, che sono considerati gli Dei protettori e le guide del popolo di Bajor.
La loro sede è chiamata Tempio Celeste e corrisponde al tunnel spaziale Bajoriano.

La Federazione dei Pianeti Uniti considera i Profeti degli alieni extra-dimensionali.

MARTEDÌ DELLO XENO – I VULCANIANI

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, vi porto “Lunga vita e prosperità”.

I Vulcaniani sono una specie aliena umanoide dell’universo di Star Trek.
Vengono dal pianeta Vulcano e sono la prima specie extraterrestre incontrata dagli Umani.

Caratterizzati da un forte senso della ragione e della logica – ottenuto tramite una totale repressione delle emozioni – un tempo erano una razza molto violenta e passionale.
Con il crescere del loro livello tecnologico, raggiunsero il punto in cui questa loro natura violenta li portò sull’orlo dell’estinzione.

A prima vista sono molto simili agli Umani, tranne per le sopracciglia dritte e ben curate e le orecchie a punta.

L’anatomia dei Vulcaniani, invece, è molto particolare.
Il loro cuore si trova al posto del fegato e batte centinaia di volte al minuto, il sangue è a base di rame, di colore verde. Il sistema respiratorio di un Vulcaniano è molto efficiente, adatto ad estrarre l’ossigeno dalla sottile atmosfera di Vulcano.

Possono sopravvivere a lungo senza cibo e sonno. Sono più forti e reattivi rispetto agli Umani inoltre invecchiano molto lentamente.
In media vivono duecentocinquanta anni o anche di più.

Il governo Vulcaniano è basato su una democrazia rappresentativa, in cui gli individui avanzano secondo dei principi meritocratici. In generale, sono una specie non violenta ma sanno utilizzare differenti tipologie di armi e praticano arti marziali chiamate Tal-Shaya e Suus Mahna.

La famosa presa Vulcaniana, ad esempio, si esegue applicando una pressione vicino alla base del collo, sulla spalla, cosa che interrompe l’afflusso di sangue al cervello causando un immediato svenimento.

I Vulcaniani hanno anche abilità telepatiche, come la fusione mentale. Anche se è necessario molto allenamento possono leggere la mente senza bisogno del contatto fisico.

Sì ma in una società tanto logica come ci si riproduce?

Periodicamente subiscono un’irresistibile spinta all’accoppiamento, nota come Pon Farr. Gli adulti vengono colpiti da uno squilibrio neurochimico che li porta ad una sorta di follia.
Una frenesia che può essere fermata in tre modi:
– trovare un partner;
– eseguire un combattimento rituale detto Kal-if-fee;
– meditare tanto e bene.

Una curiosità legata al loro saluto: ideato da Leonard Nimoy, l’attore dice di essersi ispirato alla tradizione ebraica.
Nimoy era un cohen, discendente maschio di Aronne, tribù sacerdotale ebraica.
Il saluto Vulcaniano deriva proprio dal gesto che compiono i cohanim durante la celebrazione della festività di Yamim Noraim.

MARTEDÌ DELLO XENO – I TRIBOLI

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO dei piccoli animaletti pucciosi dall’universo di Star Trek.

I triboli (Polygeminus grex) sono piccole forme di vita non intelligente originarie del pianeta Iota Geminorum IV.

Tondi, morbidi e pelosi, se carezzati emettono una sorta di trillo che influenza il sistema nervoso umano, producendo una sensazione di calma e benessere.

E figliano. Tanto.

Per quanto possa sembrare strano, nascono già incinti. E, con a disposizione abbastanza nutrimento, un singolo tribolo può moltiplicarsi a una velocità sconcertante, mettendo al mondo fino a dieci cuccioli ogni dodici ore circa.
Sul loro pianeta natale la loro iper-proliferazione è bilanciata dal fatto che vengono predati da un gran numero di rettili, ma altrove sono una vera minaccia ecologica.

Nonostante ciò, grazie a un siero che ne rallenta il metabolismo, molti umani tengono i triboli come dolci animaletti domestici.

Di tutt’altro avviso sono i Klingon, che trovano il loro verso insopportabile e alla presenza dei quali i triboli si innervosiscono.
Un’antipatia tale da spingerli a eliminare il problema distruggendo Iota Geminorum IV nel tardo XXIII secolo.

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