MARTEDÌ DELLO XENO – PIZZA THE HUTT

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO un alieno buonissimo.

Pizza the Hutt è un essere metà uomo e metà pizza apparso nel film “Balle Spaziali” (1987, regia di Mel Brooks).

Evidente parodia di Jabba the Hutt di Guerre Stellari, ha l’aspetto di un grosso ammasso di, beh… pizza, ricolmo di ingredienti e ricoperto di mozzarella filante, con una larga bocca, narici appena abbozzate e due occhi umani.

Anche se è delizioso (come viene dichiarato più volte dal suo assistente, Vincenzino, mentre ne mangia dei pezzi in tutta tranquillità), Pizza non è affatto una brava persona ma, anzi, è un temuto boss della criminalità.
Il suo sapore prelibato sarà però la sua rovina: rimasto chiuso dentro la sua limousine, infatti, finirà con il divorarsi da solo.

Nell’adattamento italiano il suo nome è stato cambiato in “Pizza Margherita”, poiché si pensò che il grande pubblico non avrebbe colto il riferimento alla nota catena di ristoranti “Pizza Hut”, all’epoca pressoché sconosciuta nel nostro paese.
E, per ricalcare l’inflessione italo-americana che il personaggio ha in lingua originale, si è scelto di farlo parlare con accento napoletano.

Ultima curiosità: facendo ricerche per questo articolo ho scoperto che, contrariamente alla leggenda metropolitana, il costume di Pizza non è fatto di vero formaggio. Quello che “suda” durante le sue scene è in realtà impasto per fare i pancake.
I condimenti, invece, sono tutti veri!

MARTEDÌ DELLO XENO – I WEEQUAY

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, i Weequay, dall’universo di Star Wars.

Sono una specie umanoide originaria del pianeta Sriluur: un luogo arido e desertico.
Hanno la pelle coriacea e rugosa, di colore marrone/giallo.

Gli Weequay sono in grado di comunicare con gli altri membri del proprio clan tramite l’utilizzo di feromoni e siccome ognuno ha il proprio odore, non hanno bisogno di nomi per indentificarsi, né di lunghe e complessi discorsi. Raramente pronunciano frasi intere, cosa che spinge gli umani a credere che questa sia una specie tutto sommato poco intelligente.

La loro religione è politeista ma venerano principalmente Quay, il dio della Luna: infatti la parola Weequay può essere tradotta come “Seguaci di Quay”; tra l’altro le loro città sono costruite sempre attorno a un santuario di pietra nera levigata, conosciuto come Thal.

Storicamente condividevano il loro pianeta con gli Houk ma le due società si sono scontrate molte volte regalando ai primi la fama di “bravi combattenti”. Per questo motivo molti sono mercenari o cacciatori di taglie davvero richiesti in tutta la Galassia (soprattutto dai sindacati Hutt).

SABATO DELLA SCOMODITÀ – PADMÉ AMIDALA

 

Sto creando il nuovo cosplay post-apocalittico che sarà un po’ più complesso del precedente e sono giorni che faccio scorrere molte foto di costumi femminili fantascientifici [per prendere l’ispirazione].

E allora ho pensato al “sabato della scomodità”.

Per questo mese di gennaio, una volta a settimana, vediamo insieme i costumi più scomodi (ma anche più belli) del cinema.

Partiamo da Padmé Amidala, sicuramente specializzata in outfit complessi e abiti ingombranti.
Ci sono altri vestiti più seducenti – quello nero, che indossa durante la cena con Anakin – ma questo rosso mi ha subito colpita. Sì, è assurdo ma anche fortemente caratteristico e mi trasmette subito un’idea di “regalità” e importanza.

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI ADVOZSE

 

Oggi, per il MARTEDÌ DELLO XENO, torniamo nell’universo di Star Wars.

Gli advozse sono una specie umanoide originaria del pianeta Riflor, situato nell’Orlo Intermedio.

Alti tra il metro e cinquanta e il metro e ottanta, spesso di corporatura robusta, hanno grandi occhi neri che li fanno vedere bene in ogni condizione di luce, orecchie a punta e un grosso (ma corto) corno che spunta dalla parte alta della testa completamente glabra.
La loro pelle, poi, può variare da un colore giallino al rosa abbronzato e, cosa ben più importante, è molto spessa.

Poiché il loro pianeta è costantemente scosso da fortissime eruzioni vulcaniche che distruggono gli insediamenti un giorno si e l’altro pure, gli advozse hanno sviluppato una vera e propria cultura della sopravvivenza e sanno come scampare anche alle situazioni più ostili e disperate.
Sono inoltre poco attaccati ai beni materiali, che hanno imparato possono andare perduti in qualsiasi momento, mentre – al contrario – danno una grande importanza al denaro (per non dire che ne sono ossessionati) e alla stabilità economica in generale, dato che essa gli assicura di poter ricostruire dopo un cataclisma.

La loro grande capacità di adattamento, unita a una visione della vita perlopiù pessimistica e scettica, ha fatto sì che si integrassero senza difficoltà nella Repubblica e diffondessero per tutta la galassia, spesso finendo a ricoprire incarichi di tipo burocratico o amministrativo.
La salita al potere dell’Impero Galattico e il conseguente aumento delle tasse, però, ha spinto molti di loro a diventare fuorilegge proprio per evitare di pagarle.

Ultima curiosità: nonostante i dettagli sulla specie e il loro background siano arrivati dopo, questi alieni sono presenti nell’universo di Star Wars fin dal primo film. Il contrabbandiere advozse Bom Vimdin, infatti, può essere intravisto tra i numerosi avventori della Cantina di Mos Eisley.

MARTEDÌ DELLO XENO – I BITH

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, i Bith, dall’universo di Star Wars.
Questa specie è pacifica e proviene dal pianeta Clak’dor VII.

La loro pelle può avere diverse tonalità: dal giallo/arancione al rosa/verde. Hanno un cranio molto sviluppato e grandi occhi neri. A differenza degli esseri umani, possiedono un solo polmone e sono privi del naso tuttavia le loro capacità olfattive sono molto acute. Inoltre, hanno un’ottima destrezza manuale, che gli permette di maneggiare strumenti delicati e sottili.

Forse è per questo motivo che si sono specializzati nelle arti e nella tecnologia. Non è raro trovarli come personale di servizio nei locali oppure impiegati come scienziati o ingegneri.

Ma sicuramente ricordate la band che suona nella cantina di Mos Eisley: i Cantina Band o “Figrin D’an and the Modal Nodes”.
Sono sette membri, tutti di razza Bith: il leader è appunto Figrin D’an.
La band era molto popolare durante le Guerre dei Cloni ma con l’Impero gli affari sono peggiorati. Con il passare degli anni – per guadagnarsi da vivere – la band è stata costretta a suonare nelle cantine e nei luoghi più malfamati della Galassia, come appunto il porto di Mos Eisley.
Suonano un genere che sia chiama Jizz e il loro pezzo più famoso è l’iconico: Mad About Me.

E niente, la vita del musicista è difficile in qualsiasi universo.

MARTEDÌ DELLO XENO – I NAUTOLANI

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, una razza aliena che prende il nome da una specie di Cefalopodi.

I Nautolani (o Nautiloidi) sono nativi di Glee Anselm.
Specie ovipara, appena nati ricordano dei girini ma con il tempo sviluppano braccia, gambe e code tentacolate sulla testa. La loro pelle può avere differenti tonalità di verde, blu o marrone mentre sul viso spiccano i grandi occhi neri. Ogni Nautolano ha quattordici tentacoli sulla testa e diversi cuori.

Sono in grado di respirare sott’acqua, questo è ovvio, ma si trovavano a loro agio anche sulla terraferma.
I Nautolani hanno eccezionali abilità olfattive e feromoniche, ampliate dai tentacoli sulla loro testa che, nella loro cultura, hanno un ruolo molto importante, soprattutto per la comunicazione.

La loro società ruota attorno al governo centrale di Glee Anselm, composto dai rappresentanti del Consiglio degli Anziani Nautolano. Al suo interno – nonostante il nome – non ci sono solo anziani ma anche giovani particolarmente meritevoli.

Il più noto è il Maestro Jedi Kit Fisto, membro del Consiglio Jedi e considerato un eroe delle Guerre dei Cloni.

MARTEDÌ DELLO XENO – I NEIMODIANI

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, i Neimoidiani, dell’universo cinematografico di Star Wars.

Sono un popolo umanoide dalla pelle grigio-verde, facce piatte senza naso e grossi occhi rossi.

La specie è originaria del pianeta Neimoidia, ma nel corso dei millenni ha colonizzato anche diversi mondi vicini.
La loro società è ricca ma allo stesso tempo decadente. Rifuggono qualsiasi tipo di lavoro manuale, delegando queste mansioni ai droidi o alla servitù di altre razze.
Vestono sempre abiti eleganti e copricapi lavorati che rappresentano il loro status sociale.
Parlano il Basic Galattico ma tra di loro usano una forma di comunicazione verbale e non verbale chiamata Pak Pak, formata da suoni gutturali e gracidii.

I Neimoidiani hanno un grande senso degli affari: abilità che gli ha permesso di salire al vertice della Federazione dei Mercanti. Allo stesso tempo sono anche avari, codardi e corrotti, con uno scarso senso dell’onore.

Li vediamo per la prima volta ne La minaccia fantasma: quando la Repubblica vaglia l’idea di tassare le rotte commerciali della galassia, i Neimoidiani (manipolati da Darth Sidious) attuano per protesta un blocco commerciale e invadono il pacifico pianeta Naboo.

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI EWOK

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, gli Ewok!

Gli orsetti di Star Wars, abitano la luna boscosa di Endor e compaiono per la prima volta nel film “Il ritorno dello Jedi”.

Prendono il nome dai Miwok, una tribù di nativi americani originaria della foresta di Redwood, dove sono state girate le scene che li riguardano.

Queste creature alte circa un metro camminano sempre su due zampe e sono interamente coperti da una folta pelliccia anche se li vediamo spesso indossare abiti semplici e funzionali.
Privi di tecnologia, gli Ewok sono organizzati in tribù e vivono in villaggi costruiti a decine di metri di altezza sugli enormi alberi che ricoprono tutte le terre emerse della luna boscosa.

Gli Ewok parlano l’ewokese, una lingua creata da Ben Burtt (composta da svariate parole prese da idiomi orientali).

Piccola curiosità: la parola “Ewok” non viene mai pronunciata o sentita nei film.
Il termine compare invece nel copione, nei titoli di coda, nel romanzo e in altri materiali.

MARTEDÌ DELLO XENO – I SULLUSTANI

 

Oggi per il MARTEDÌ DELLO XENO torniamo nell’universo di Guerre Stellari.

I sullustani sono una specie umanoide originaria dell’inospitale pianeta Sullust, un mondo lavico, arido e dall’atmosfera tossica, i cui abitanti vivono in enormi e sofisticate città sotterranee altamente tecnologiche.
L’industria è al centro dell’economia del pianeta, con la mastodontica SoroSuub Corporation che dà lavoro a oltre la metà della popolazione e, di conseguenza, esercita una notevole influenza sul governo planetario.

A livello estetico, i sullustani sono piuttosto simili agli umani. Certo, con l’ovvia eccezione del volto, che presenta grossi occhi scuri e senza iride, due caratteristici lembi di pelle sulle guance e orecchie molto grandi che conferiscono loro un udito molto sensibile.
La carnagione può essere rosa pallido oppure grigiastra. Invece l’altezza, curiosamente, varia di molto tra individui ed è compresa fra il metro e il metro e ottanta.

Come specie, sono famosi in tutta la galassia per il loro straordinario senso dell’orientamento (derivato, si dice, dall’essersi evoluti in un ambiente labirintico come le grotte di Sullust), caratteristica che li rende eccellenti piloti e navigatori.

Il sullustano più noto ai fan della saga è probabilmente Nien Nunb, prima contrabbandiere e poi pilota della Resistenza, apparso per la prima volta ne “Il ritorno dello Jedi” (Episodio VI), alla guida del Millennium Falcon assieme a Lando Calrissian durante la battaglia di Endor.
Il personaggio è poi stato anche ripreso nell’ultima trilogia (Episodi VII, VIII e IX).

MARTEDÌ DELLO XENO – I TUSKEN

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, una razza di predoni spaziali.

I Tusken, detti anche Sabbipodi, appartengono all’universo fantascientifico di Star Wars.

Sono i discendenti di una specie molto avanzata tecnologicamente; in un tempo in cui Tatooine era verde e pieno di vita, con vasti oceani e grandi città.
Tutto cambiò nel 5.000 BBY, quando venne scoperto dagli umani.
I coloni rovinarono la cultura Sabbipode, prima semi-sedentaria, che si ritrovò costretta a mutare e vagare per il deserto.

Le tensioni aumentarono e ruppero ogni rapporto pacifico con gli invasori.
Per questo motivo i Sabbipodi provano un odio profondo per gli stranieri: li ritengono conquistatori che usano la tecnologia per rompere il legame sacro con la terra.
Non solo, questi cacciatori sono ostili anche con i Jawa.

Per proteggersi dai venti e dal caldo opprimente del deserto, usano abiti color sabbia e delle maschere che gli celano il volto e la testa.
Nella loro cultura è severamente vietato togliersi i vestiti, se non per speciali occasioni come il matrimonio: la violazione di questa regola porta all’esilio.

Sono organizzati in clan e tribù, composti da venti o trenta membri ciascuno.
I maschi procacciano il cibo mentre le femmine si prendono cura dei giovani e dell’accampamento.

I Sabbipodi si avvalgono di molti rituali per tenere i gruppi uniti e basano la loro intera cultura sulle testimonianze orali, non conoscendo alcuna lingua scritta.

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