Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO dei lontani parenti del Dottor Zoidberg, nati dalla penna dello scrittore di fantascienza umoristica Keith Laumer.
Gli Haterakiani, talvolta chiamati anche Haterakan, sono extraterrestri originari del pianeta Haterak.
Esteticamente sono molto simili – per farla semplice – a delle aragoste giganti, con un corpo lungo e segmentato ricoperto da un carapace arancione-rossastro irto di aculei, quattro paia di zampe inferiori da crostaceo, due braccia munite di potenti chele e altre due, più piccole, che spuntano dal centro del petto e si protendono in avanti, terminando con delle “mani” fatte da dita molli, prive di ossa, che usano per manipolare gli oggetti.
La testa, sempre corazzata, è composta invece da una bocca con mandibole uncinate, grossi occhi privi di palpebre in grado di percepire anche lo spettro infrarosso e un lungo corno ricurvo.
Si tratta di creature anfibie e molto resistenti, che possono resistere persino al vuoto spaziale. Inoltre, al confronto di un essere umano, sono velocissimi. Tanto che secondo i loro canoni, correre i 100 metri in 10 secondi è considerata una performance mediocre.
In compenso, però, ci sono alcuni suoni e colori che, seppur innocui per gli uomini, risultano invece estremamente fastidiosi per un Haterakiano, al punto da costituire una vera e propria forma di tortura.
Un’altra curiosa abitudine è che non sono soliti indossare vestiti, un lusso riservato solo agli esemplari di alto rango o comunque con qualche ruolo di spicco.
La maggior parte degli Haterakiani comuni preferisce invece adornare il proprio corpo con elaborate pitture simil-tribali.
Sulla loro società non si sa moltissimo: solo che hanno sviluppato la tecnologia per viaggiare nello spazio e, pur non essendo ostili di base, non si fanno problemi a cibarsi delle altre specie, talvolta arrivando persino ad allevarle per quello scopo.
Nel romanzo in cui compaiono (“Retief e i Signori della Guerra”, del 1968) vogliono infatti fare proprio questo con degli esseri umani.
Spetterà all’inviato diplomatico Jame Retief negoziare una pace fra i terrestri e gli Haterakiani, anche ricorrendo a mezzi ed escamotage non proprio convenzionali.

