Il volopattino di Ritorno al Futuro è sicuramente uno dei gadget fantascientifici più iconici della storia del cinema.
Il concetto è semplice e immediato: uno skateboard senza ruote che fluttua a pochi centimetri da terra, probabilmente grazie a piastre di repulsione magnetica (o qualcosa di simile).
Penso di poter dire con sicurezza che tutti, da quando è apparso per la prima volta sugli schermi, nel 1989, abbiamo desiderato farci un giro.
All’epoca si creò addirittura un piccolo caso quando Robert Zemeckis, regista della trilogia, affermò durante un’intervista che le tavole utilizzate nel film funzionassero veramente e fossero prototipi sviluppati dalla Mattel (marchio del volopattino che Marty usa nella pellicola), mai commercializzati perché ritenuti troppo pericolosi.
Zemeckis ovviamente scherzava e pensava fosse chiaro a tutti, ma dovette scontrarsi con la realtà e ritrattare pubblicamente la sua dichiarazione quando i centralini della Mattel vennero intasati da moltissime chiamate di persone che chiedevano a gran voce la messa in vendita del prodotto.
Un fervore che non si spense per decenni, nemmeno dopo la smentita ufficiale, trasformandosi in una vera e propria leggenda metropolitana.
Oggi per fortuna l’equivoco è ormai chiarito da tempo, ma il concetto di volopattino è rimasto molto presente nella cultura di massa.
Tanto per cominciare, nel corso degli anni sono state messe in commercio moltissime riproduzioni di quello visto nel film, per il mercato del collezionismo. Poi, cosa ben più importante, nell’ultimo decennio diversi ingegneri e aziende hanno tentato di realizzare la loro versione del volopattino, talvolta riuscendo persino a produrre tavole volanti che effettivamente funzionano, seppur con grandi limitazioni tecniche.
Chissà, forse con ancora qualche anno di pazienza si potranno veramente vedere in giro per strada!

