2001 – UN’ASTRONAVE SPUNTATA NELLO SPAZIO

 

Per la serie “Titoli italiani che mi hanno sconvolta” oggi ve ne racconto uno che ho scoperto da poco, di un film di fantascienza umoristica che non avevo mai sentito nemmeno nominare: “2001 – Un’astronave spuntata nello spazio” (2000, regia di Allan A. Goldstein).

In originale era “2001 – A space travesty”, traducibile più o meno con “2001 – Una parodia spaziale”, una chiara presa in giro di “2001: Odissea nello spazio” e altri grandi classici della fantascienza cinematografica, prodotta a basso costo e che tentava maldestramente di sfruttare gli strascichi della fortunata serie de La Pallottola Spuntata con protagonista Leslie Nielsen.

In Italia arrivò molto più tardi, nel 2008, trasmesso a tarda notte direttamente su Italia 1 e con questo titolo che, con quella “Astronave Spuntata”, non guarda proprio in faccia a nessuno.

Stando a quanto ho letto nelle mie ricerche, comunque, sembra che non sia granché, come film. Anche se sono sicura di aver visto di peggio!

MARTEDÌ DELLO XENO – I PAIRANI

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO [eccezionalmente spostato al mercoledì per questioni logistiche] vi racconto dei Pairani, degli extraterrestri provenienti dal cinema giapponese degli anni ’50.

Apparsi per la prima volta nel film del 1956 “Uchūjin Tōkyō ni arawaru” (traducibile letteralmente come “Uomini spaziali appaiono a Tokyo” ma conosciuto all’estero con il più semplice “Warning from space”, da noi arrivato molti anni dopo, per altro solamente sottitolato, con il titolo “Allarme dallo spazio”) si tratta di alieni amici dell’umanità.

Hanno l’aspetto di stelle marine alte circa un paio di metri, con al centro un grosso occhio che si illumina quando comunicano tra loro (presumibilmente attraverso la telepatia).
Inoltre, anche se nella locandina vengono disegnati di colore rosso, nel film la loro pelle è di colore grigio.

Non sappiamo altro della biologia o di come funzioni la società Pairana, ma è evidente che sono in possesso di una tecnologia molto avanzata che gli consente non solo il viaggio spaziale ma anche di cambiare aspetto (nel caso specifico, assumendo forma umana) o di teletrasportarsi a breve distanza.

Il loro mondo di origine è Paira, descritto in maniera molto vaga come simile alla Terra ma dal lato opposto del Sole, sulla stessa orbita.
Nel film, arrivano da noi per avvisarci di come un planetoide sia in rotta di collisione con il nostro pianeta e, con l’aiuto del fisico Eisuke Matsuda e altri astronomi, cercano di convincere i governi del mondo a distruggerlo prima che sia troppo tardi.

A parte qualche raro cameo un po’ nebuloso negli anni successivi, una seconda apparizione della specie (non è chiaro quanto canonica) avverrà poi nel fumetto del 1995 “Manga Boys Special Edition: Gamera”, dove un enorme Pairano aiuta il kaiju in un’avventura spaziale.

Concludo con due curiosità:

– “Allarme dallo spazio” è stato il primo film di fantascienza giapponese realizzato a colori.

– Stando ad alcune voci, i Pairani sarebbero una delle fonti di ispirazione per l’aspetto del pokémon Staryu. In uno dei bozzetti preliminari del primo gioco, infatti, il mostro viene mostrato lottare contro un proto-Blastoise molto simile – di nuovo – al kaiju Gamera. Si tratta comunque solo di supposizioni, visto che non c’è mai stata alcuna conferma ufficiale della cosa.

FOTO-REPERTO: FANTE DELLA GUARDIA IMPERIALE NEL DESERTO

 

Oggi foto-reperto: i resti di un povero fante della Guardia Imperiale, perito su chissà quale pianeta desertico.

Fa parte di un vecchio tavolo da gioco che avevo provato a costruire assieme a Danny Focaccina molti anni fa, quando mi ero appena avvicinata al mondo di Warhammer 40.000.
Il risultato è un po’ così, ma ancora ricordo le ore passate tra sabbia e colla vinilica! 😅😅

Alla fine è stato usato anche per qualche Golden Jesus (di sicuro almeno quello del 2013, anno in cui è stata scattata questa foto).

APERTE LE PRENOTAZIONI per l’AREA GDR del MILANO WARGAMES 2025!

 

Sono APERTE le prenotazioni per l’area GDR del Milano Wargames!

Oltre 40 sessioni distribuite lungo tutta la giornata!
La scelta è vastissima e i generi si dividono tra fantasy, fantascienza, horror, storico, pulp, comico, surreale…

Dovete solo prenotarvi su Eventbrite e presentarvi in fiera almeno 15 minuti prima dell’orario di inizio.
Al resto ci pensiamo noi!

Qui il link per prenotare la vostra giocata.

Qui invece quello alla live di ieri dove vengono presentate tutte le sessioni.

Qualche altro piccolo dettaglio, per chiarezza:
– La durata prevista per ogni sessione è circa 2 ore
– Partecipare è totalmente gratuito (fatta eccezione per il biglietto d’ingresso alla fiera che è di 8 euro)
– Non è richiesta alcuna esperienza pregressa con il GDR

Spero che verrete a scoprire tutte le bellissime avventure che i nostri Dungeon Master hanno preparato per voi. Vi aspettiamo!

LIVE – Presentazione dell’AREA GDR del MILANO WARGAMES 2025 e APERTURA PRENOTAZIONI IN DIRETTA!

Quali GDR potrete giocare al Milano Wargames 2025?

Lo scopriamo insieme in questa LIVE SPECIALE, dove vi racconto una per una le sessioni preparate dalle varie associazioni e master indipendenti che parteciperanno alla fiera, ma anche gli orari e le modalità di iscrizione.

Poi, al termine della presentazione, abbiamo aperto in diretta le prenotazioni su Eventbrite!

[Clicca qui per prenotare la tua sessione]

Fantasy, fantascienza, horror, storico, grandi classici, giochi mainstream e titoli di nicchia: ce ne sarà davvero per ogni gusto. Non mancate!

DAYS GONE

 

Avete giocato Days Gone?

È un videogioco open-world ad ambientazione post-apocalittica del 2019 (anche se ho scoperto che quest’anno è uscita una versione remastered per PS5), sviluppato da Bend Studio.

Il giocatore interpreta il cacciatore di taglie Deacon St. John mentre, in sella alla sua moto, si muove tra i boschi e le montagne di un Oregon infestato dai “furiosi”: esseri umani e animali trasformati in creature mostruose da un terribile virus che ha piagato l’intero pianeta giusto un paio di anni prima.
E intanto che sopravvive alla giornata, come può, l’uomo cerca anche di fare pace con il proprio passato turbolento e superare un grave lutto.

Anche se non ha elementi davvero originali o innovativi (alla fine i furiosi sono i tipici zombie che corrono) e alla lunga soffre della ripetitività tipica di tutti i giochi di questo genere, tutto sommato a me non è dispiaciuto.
La trama è comunque ben scritta, ha qualche colpo di scena e i personaggi sono interessanti. Mi ha colpita in particolare come gli sviluppatori siano riusciti a dare una buona caratterizzazione alle varie comunità di sopravvissuti, alcune rimaste più umane di altre, divenute invece folli in diverse maniere.

Anche i combattimenti sono divertenti (almeno da vedere), soprattutto avanti nel gioco, quando c’è la possibilità di scontrarsi con intere orde di furiosi e attirarli in trappola per “bonificare” certe zone.
Le fasi di esplorazione, invece, sono le mie preferite. Devo dire che muoversi in moto per uno scenario così vasto, tra bellissimi paesaggi naturali e rovine post-apocalittiche mi ha piuttosto emozionata.

Pare che fosse persino in programma un sequel, che però poi è stato cancellato. Peccato!

LUCCA COMICS & GAMES 2025 “SENZA IMPEGNO”

“Lucca 2025 Senza Impegno”:

– ho passato quattro giorni allo stand di Serpentarium con tutti i manuali che adoro e la mia prima uscita GDR “L’Ultima Rotta – Corruzione nel Vuoto
– ho masterato una nuova avventura per una Ciurma straordinaria di Spazzini
– sono stata truccata da Angelo Di Chello come una miniatura
– ho marciato per il centro con la 16th Legio Italica
– ho testato il costume di Trench Crusade

Ma soprattutto ho rivisto e incontrato tanti lettori, giocatori e appassionati, amici e colleghi standisti e ricevuto un boost di energia che porterò con me 💣💣

MARTEDÌ DELLO XENO – I RAYBACK

 

Oggi per il MARTEDÌ DELLO XENO ci avventuriamo nel mondo della (eso)biologia speculativa, quella branca della fantascienza che si diverte a immaginare interi nuovi ecosistemi e le spesso bizzarre forme di vita che li popolano.

Una di queste sono i Rayback, che io tradurrei come “schienaraggio” o “schiena a raggiera”, creature inventate da Wayne Douglas Barlowe per il suo libro illustrato “Expedition” (1990), dove descrive e cataloga in maniera minuziosa l’ecosistema del pianeta Darwin IV, presentandolo come un ipotetico studio scientifico del 2358.
Il concetto è stato poi anche ripreso e adattato nel documentario speciale in CGI “Alien Planet”, prodotto da Discovery Channel nel 2005.

Alti circa quattro metri e del peso approssimativo di tredici tonnellate, si tratta di creature bipedi con la pelle spessa e ruvida, un po’ come quella degli elefanti, un torso e una coda piuttosto tozzi e quattro protuberanze che si estendono dalla schiena verso l’alto (disposte per l’appunto a raggiera, caratteristica da cui probabilmente deriva il nome).
Questa zona, tra le altre cose, può anche emettere una lieve bioluminescenza rossa.
La testa invece è di forma triangolare, allungata verso il davanti, e si apre in una piccola “bocca” dalla quale possono far scattare fuori una lingua lunga e affilata come un rasoio.
Mancano invece del tutto gli occhi, poiché i Rayback “vedono” e si orientano emettendo suoni ad alta frequenza, un po’ come se fossero dotati di un sonar biologico.

Il loro habitat naturale sono le pianure di Darwin IV, dove svolgono il ruolo di temibili predatori.
Non sono i più grossi della zona, ma compensano con un’inaspettata agilità: quando si lanciano all’inseguimento di una preda possono infatti raggiungere anche i 50 km orari e distanziarli diventa davvero molto difficile.
Spesso poi usano la loro lingua per squarciare le carni o le zampe dei loro bersagli, così da rallentarli o farli direttamente dissanguare fino a quando non crollano a terra.

La lingua viene anche utilizzata per nutrirsi, un po’ come se fosse una cannuccia: prima iniettano i succhi digestivi nel corpo della preda appena uccisa, così da scioglierne le carni e le interiora, poi risucchiano il tutto.

In termini di intelligenza, i Rayback potrebbero essere equiparati ad animali. Hanno un’indole solitaria, anche se di rado è capitato di vederli collaborare per dare la caccia a prede particolarmente grosse.
Queste “alleanze” però durano sempre poco, visto che in generale sono una specie piuttosto aggressiva e non esitano a caricare a testa bassa qualunque cosa si avvicini troppo a loro.

Ultima curiosità: i Rayback sono state le prime creature di “Expedition” a essere illustrate da Barlowe, prima ancora che il progetto avesse preso forma concreta nella sua testa. Ai tempi, come dichiarato dall’autore stesso, “voleva solo realizzare un quadro di un animale selvatico alieno”.

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