Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO rimaniamo sul filone “creature strane” ma ci spostiamo nella fantascienza americana degli anni ’40 per scoprire degli esseri che – lo ammetto – mi hanno incuriosita a partire dall’illustrazione.
Gli Aquiloni Saturniani (in originale “Saturnian Kites”) sono animali originari, lo dice il nome stesso, del pianeta Saturno.
Leggeri ma piuttosto voluminosi quando sono in volo, hanno otto lunghe zampe collegate tra loro (a gruppi di quattro) da una membrana che ricorda il patagio dei pipistrelli o degli scoiattoli volanti. Ogni zampa culmina con un tre artigli ed è collegata, dall’altro capo, al corpo, dal quale si protendono anche una piccola e rozza testa e delle frange che fanno da “coda”.
Al di là dell’aspetto fragile, sono predatori insettivori molto astuti che cacciano con un sistema ingegnoso: si ancorano a una roccia o qualcos’altro di solido grazie a un fluido appiccicoso prodotto da alcune loro ghiandole e poi si lasciano sollevare dal vento rimanendo attaccati solo per un filamento sottile ma molto resistente.
Una volta su, sostenuti dalla corrente, allargano le “ali” per catturare più insetti possibile, di cui poi si ciberanno.
Praticamente fanno la pesca a strascico in aria!
E questo è tutto ciò che si sa di loro, considerando che appaiono solo in un breve paragrafo del racconto “Guai su Saturno” di Arthur K. Barnes, pubblicato per la prima volta sulla rivista “Thrilling Wonder Stories” del febbraio 1941.
Uno dei tanti del ciclo dedicato alla Cacciatrice Interplanetaria Gerry Carlyle.
L’illustrazione che vedete in foto (l’unica ufficiale mai realizzata di queste creature, per quel che ne so) proviene invece dalla raccolta “Interplanetary Hunter”, pubblicata nel 1956, ed è opera dell’artista Ed Emshwiller.
In Italia, il racconto “Guai su Saturno” è stato invece pubblicato solo una volta e molti anni più tardi, nel 1981, all’interno della raccolta “L’arca dell’infinito” di Libra Editrice, assieme a tutto il resto del materiale su Gerry Carlyle scritto da Barnes.

