MARTEDÌ DELLO XENO – IL BAMBINO DEL TEMPO

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO una enorme creatura extradimensionale dall’universo di Gravity Falls.

Chronelius Infinitium Titanicus l’Infinitesimo, più semplicemente noto come “Il Bambino del Tempo” è l’ultimo esemplare dei Crono-Giganti, una specie dotata di incredibili poteri cosmici e incaricata (non è ben chiaro da chi o cosa) di sorvegliare lo spazio-tempo ed evitare sconvolgimenti che possano alterarne lo scorrere.

Il suo aspetto è quello di un bebé gigante, con tanto di pannolino (di metallo e ipertecnologico) ma con l’aggiunta di una clessidra luminescente color azzurro sulla fronte.
In contrasto con ciò, la sua voce è profonda e solenne, persino dotata di eco.

Tra le sue capacità mostrate nel cartone animato troviamo la manipolazione del tempo (ovviamente), dello spazio e della materia, quella di viaggiare tra le dimensioni e, forse persino “banali” rispetto a quelle precedenti, anche quella di levitare e sparare raggi laser dagli occhi.
Inoltre è in grado di concedere ai più meritevoli un premio di incommensurabile valore: il “tempodesiderio”, cioè la realizzazione di ciò che si vuole, incluso il riscrivere la storia senza doversi preoccupare dei paradossi.
Infine, è virtualmente immortale, dato che è in grado di ricomporsi a livello molecolare anche dopo essere stato disintegrato, seppur la cosa richieda molto tempo (circa 1.000 anni).

Nonostante tutta la sua conoscenza e l’immensità dei suoi poteri, però, resta comunque un bebè, con tutto ciò che ne consegue: è capriccioso, si distrae facilmente, ha l’ora della poppata, poi fa il pisolino e, ha chiarito l’autore della serie Alex Hirsch, è ancora privo del concetto di permanenza degli oggetti.

Il più grande nemico del Bambino del Tempo è il demone bidimensionale interdimensionale Bill Cipher, contro il quale si è scontrato diverse volte, con gravi conseguenze sulla realtà stessa.
Per esempio, una volta Bill l’ha colpito così duramente da scagliarlo indietro nel tempo fino alla preistoria, causando l’estinzione dei dinosauri (si: il famoso meteorite era in realtà lui) e intrappolandolo nei ghiacci.
Solo dopo millenni (non è ben chiaro quando) verrà liberato dallo sciogliersi degli stessi per via del riscaldamento globale e prenderà il controllo del pianeta.
Sappiamo però per certo che di norma vive nell’anno 20.712 ed è anche al comando di un esercito di agenti temporali che lo assistono nel suo compito.

MARTEDÌ DELLO XENO – L’UOMO CAVOLO

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO un alieno quanto mai particolare ma che mi ha subito affascinata: l’Uomo Cavolo (Cabbage Man), talvolta chiamato anche Testa di Cavolo (Cabbage Head), inventato dallo scrittore Richard Matheson e apparso per la prima volta nel suo racconto “Miss Stardust” del 1955.

Descritto come “un cavolo con un occhio solo, giallo, messo sopra un aspirapolvere con la giacca, che parla con voce artificiale e monocorde”, questo essere proviene dal pianeta Asturi Cridenta in rappresentanza di un gran numero di specie extraterrestri sparse per la galassia.
Si trova sulla Terra per chiarire alcune questioni burocratiche con lo sventurato pubblicitario Joe Willoughby, organizzatore del concorso “Miss Stardust”, sul cui nome l’Uomo Cavolo sostiene di avere diritto di copyright.

Inoltre, sempre secondo l’alieno, poiché il concorso mira a eleggere la più bella donna dell’universo (poi convenientemente ridimensinato a un più gestibile “della galassia”) è scorretto e offensivo che in gara vi siano solo umane. Quindi richiede che partecipino anche rappresentanti da altri pianeti, specificando di “avere i mezzi per ottenere la cosa attraverso la coercizione”.

Una situazione bizzarra e surreale, che causerà non pochi problemi a Joe, al suo staff e ai giudici del concorso, portando il caos (e strane modelle aliene, alcune piuttosto capricciose) nel piccolo auditorium che lo ospita.

Ultima curiosità: il personaggio è stato ripreso in un adattamento del racconto per la televisione, come episodio della serie “Storie Incredibili” andato in onda nel 1987. In questa versione, però, l’Uomo Cavolo è antropomorfo, sembra effettivamente fatto di foglie di cavolo, indossa un completo verde glitterato, grossi occhiali ed è interpretato da “Weird Al” Yankovic.

MARTEDÌ DELLO XENO – I GRAAKA

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO una specie guerriera apparsa nella miniserie di telefilm “Space Rangers”, prodotta dalla CBS nel 1993.

I Graaka sono alieni originari del pianeta con lo stesso nome.
Molto simili agli esseri umani come taglia e aspetto, si differenziano principalmente per due caratteristiche: gli occhi bianchi e la fronte spaziosa, ricoperta da venuzze che conferiscono loro un’aria perennemente arrabbiata.

E non è un caso, visto che sono naturalmente predisposti alla violenza estrema e, per controllare questa tendenza, sono costretti a indossare speciali collari cibernetici che levano – giustamente – solo quando è il momento di combattere.
Inoltre, sono dotati di una leggera forma di semi-telepatia che permette loro di percepire i pensieri molto intensi.

Oggi sono essenzialmente dei monaci-guerrieri che hanno giurato di agire al servizio della pace intesa come concetto ampio, che abbraccia tutte le civiltà.
Ma non è sempre stato così: millenni orsono i graaka erano considerati la specie più feroce e aggressiva della galassia. Conquistatori nati, attaccavano briga con chiunque (anche tra di loro, in assenza di validi avversari) e si cimentavano in battaglie brutali e sanguinose, spesso finendo con il divorare le civiltà sconfitte.
Al culmine del loro impero di violenza, un certo Signore della Guerra arrivò addirittura a creare un artefatto così ricolmo di potere oscuro da permettere a chi lo possedeva di uccidere con il pensiero.
Per fortuna, dopo numerose battaglie, una frangia di guerrieri graaka guidati dai loro sacerdoti riuscì a fermarlo.
Da allora, convinti che un simile potere sarebbe potuto essere un serio pericolo per l’intero universo e per evitare che una situazione del genere si riproponesse, l’intera specie giurò di votarsi alla pace e iniziò a indossare i collari cibernetici per sopprimere l’aggressività.

Nel contesto della serie, solamente quattro graaka prestano servizio negli Space Rangers. Tra questi, quello che il pubblico vede di più è Zylyn (nella foto), membro della squadra del Capitano John Boon.

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI ZORGON

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO degli alieni che sicuramente a ferragosto organizzeranno una grigliata.

Gli Zorgon sono una specie extraterrestre che abita il pianeta Zorgo.
Hanno un aspetto antropomorfo e sono un po’ più alti degli umani, con la pelle color verde acquamarina, le orecchie appuntite e un crestino sulla sommità della testa, al posto dei capelli. Inoltre, i tratti del loro volto sono piuttosto duri, quasi “grezzi”, con fronti spaziose, occhi infossati, una bella mascellona e due zanne che spuntano dall’estremità inferiore della bocca.

Non si tratta di per sé di gente ostile, anzi, in qualche modo cercano di mantenere relazioni diplomatiche amichevoli con gli umani e altri alieni. L’unica cosa che rende tutto un po’ complicato, però, è la loro dieta: gli Zorgon sono infatti dei carnivori convinti e non si fanno alcun problema, nonostante tutto, a cibarsi delle altre specie.
Apprezzano in particolare gli umani, di cui sono davvero molto ghiotti, soprattutto da quando sono venuti in possesso di alcuni ricettari che spiegano come cucinarli al meglio.
Di recente, però, questo “problema” è stato risolto fornendo loro un prodotto sintetico simile, chiamato “I Can’t Believe It’s Not Humans!” (parodia di “I Can’t Believe It’s Not Butter!”, una marca di margarina famosa negli Stati Uniti).

Un’altra cosa interessante sulla loro storia è il fatto che Zorgo non sia il loro vero mondo di origine. Prima di arrivarvi, infatti, erano degli esuli spaziali che viaggiavano per la galassia alla ricerca di un pianeta dove stabilirsi.
Arrivati su Zorgo, vennero accolti dai suoi originali abitanti, i Pacifoidi, che insegnarono loro come coltivare e come costruire case e utensili.
In seguito, però, vennero invitati dagli Zorgon a un grande banchetto messo in piedi per ringraziarli… e vennero mangiati tutti. Ancora oggi, il ricordo di quel banchetto viene celebrato come “Il Giorno della Grande Festa” (parodia del “nostro” Giorno del Ringraziamento).

Gli Zorgon sono personaggi ricorrenti nelle strisce a fumetti di Brewster Rockit, disegnate da Tim Rickard a partire dal 2004 e inedite in Italia, che parodizzano vari aspetti della fantascienza classica e moderna mostrando la vita sulla Stazione Spaziale R.U. Sirius.
In particolare Karnor, il Leader degli Zorgon, è un personaggio ricorrente molto apprezzato, che crea spesso “problemi” per via del suo desiderio di cibarsi degli umani.

FALLOUT: BAKERSFIELD, LA MOD CHE FONDE FALLOUT CON DOOM

 

Cosa succederebbe se gli originali Fallout e Doom, due capisaldi dei videogiochi anni 90, avessero un figlio?

La risposta è Fallout: Bakersfield, una MOD di Doom creata da Alexander e Denis Berezin che ci porta a zonzo tra le rovine di Necropolis a sparare duro contro ghoul e supermutanti.

Anche se il progetto è in sviluppo ormai da qualche anno, un paio di giorni fa è stato diffuso un trailer ufficiale che mostra delle parti di gameplay, incluse anche alcune scene di dialogo che lasciano intendere come il gioco non sarà un semplice tiro al bersaglio.
Vi metto qui il link, direttamente dal canale YouTube dell’autore.

Stando a quanto si vede alla fine del video, Fallout: Bakersfield è pronto circa al 60%, quindi (purtroppo) prima di poterlo giocare ci sarà da aspettare ancora un pochino. La stessa schermata lascia intravedere 2027 per qualche secondo, ma per ora prenderei questa informazione con le pinze.

Ciò nonostante sono rimasta affascinata: il trailer promette molto bene e nel guardarlo mi sono sentita immediatamente trasportata in quell’atmosfera da “vecchio Fallout” che ricordo dalla mia infanzia.
Spero che il progetto vada avanti e, soprattutto, che presto potremo vedere qualcosa di più.

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI HATERAKIANI

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO dei lontani parenti del Dottor Zoidberg, nati dalla penna dello scrittore di fantascienza umoristica Keith Laumer.

Gli Haterakiani, talvolta chiamati anche Haterakan, sono extraterrestri originari del pianeta Haterak.
Esteticamente sono molto simili – per farla semplice – a delle aragoste giganti, con un corpo lungo e segmentato ricoperto da un carapace arancione-rossastro irto di aculei, quattro paia di zampe inferiori da crostaceo, due braccia munite di potenti chele e altre due, più piccole, che spuntano dal centro del petto e si protendono in avanti, terminando con delle “mani” fatte da dita molli, prive di ossa, che usano per manipolare gli oggetti.
La testa, sempre corazzata, è composta invece da una bocca con mandibole uncinate, grossi occhi privi di palpebre in grado di percepire anche lo spettro infrarosso e un lungo corno ricurvo.

Si tratta di creature anfibie e molto resistenti, che possono resistere persino al vuoto spaziale. Inoltre, al confronto di un essere umano, sono velocissimi. Tanto che secondo i loro canoni, correre i 100 metri in 10 secondi è considerata una performance mediocre.
In compenso, però, ci sono alcuni suoni e colori che, seppur innocui per gli uomini, risultano invece estremamente fastidiosi per un Haterakiano, al punto da costituire una vera e propria forma di tortura.

Un’altra curiosa abitudine è che non sono soliti indossare vestiti, un lusso riservato solo agli esemplari di alto rango o comunque con qualche ruolo di spicco.
La maggior parte degli Haterakiani comuni preferisce invece adornare il proprio corpo con elaborate pitture simil-tribali.

Sulla loro società non si sa moltissimo: solo che hanno sviluppato la tecnologia per viaggiare nello spazio e, pur non essendo ostili di base, non si fanno problemi a cibarsi delle altre specie, talvolta arrivando persino ad allevarle per quello scopo.
Nel romanzo in cui compaiono (“Retief e i Signori della Guerra”, del 1968) vogliono infatti fare proprio questo con degli esseri umani.
Spetterà all’inviato diplomatico Jame Retief negoziare una pace fra i terrestri e gli Haterakiani, anche ricorrendo a mezzi ed escamotage non proprio convenzionali.

MARTEDÌ DELLO XENO – I TOK’RA

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO degli extraterrestri che, come direbbe Borghese, hanno “ribbaltato” almeno un pochino l’universo di Stargate fin dalla loro prima apparizione, avvenuta nella serie SG-1.

I Tok’ra sono piccoli simbionti simili a serpenti in tutto e per tutto uguali ai Goa’uld (biologicamente si tratta proprio della stessa specie) che, a differenza dei loro “cugini” malvagi, rifiuta di possedere gli ospiti con la forza e preferisce invece legarsi solo a volontari.
E, anche se può sembrare strano, la cosa non è così infrequente, poiché la simbiosi comporta notevoli benefici anche all’ospite, come il raddoppiarsi dell’aspettativa di vita, una maggior prestanza fisica, resistenza del corpo alle malattie e l’accesso alla vastissima conoscenza accumulata dal simbionte nel corso dei millenni.
Una volta uniti, quindi, i due spartiscono equamente il tempo alla guida del corpo, ma il simbionte non “spegne” mai la mente dell’ospite come invece farebbe un Goa’uld.
Insomma, è un po’ come una convivenza. Non a caso, quando è possibile, prima di legarsi il Tok’ra e l’aspirante ospite si incontrano e provano a conoscersi, cercando di capire se possono andare d’accordo.

L’origine dei Tok’ra si deve a Egeria, una regina Goa’uld che riteneva sbagliata la deriva schiavista e megalomane della sua specie e, millenni orsono, cominciò a dare alla luce una progenie dotata della sua stessa empatia.
Egeria si oppose anche a Ra, il signore di tutti i Goa’uld, ma una volta scoperta la sua ribellione venne separata dal suo ospite e imprigionata.
In suo onore, la sua progenie si rinominò “Tok’ra”, che nella lingua Goa’uld si può tradurre letteralmente come “Contro Ra”, e continuò a portare avanti i suoi ideali con l’obiettivo di distruggere l’intera società Goa’uld.

Piccolo problema: i Tok’ra, una netta minoranza all’interno della specie, sono ben consci di non avere i numeri per competere con i loro cugini tiranni, pertanto sono costretti a ricorrere al sotterfugio e ad azioni di guerriglia per raggiungere il loro scopo.
Per lo stesso motivo, poi, fanno uso di basi segrete sotterranee di dimensioni ridotte e facilmente ricollocabili.

La loro condizione e l’obiettivo comune li rendono, ovviamente, alleati ideali dei Terrestri, con i quali sono stati lieti di condividere alcune tecnologie e informazioni. Il loro odio quasi cieco per i Goa’uld, però a volte è stato – paradossalmente – un ostacolo diplomatico.

Il personaggio Tok’ra più famoso all’interno della serie è probabilmente Selmak, un membro anziano dell’Alto Consiglio della specie e ospite del corpo di Jacob Carter (nella foto).

MARTEDÌ DELLO XENO – THE BRAIN

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO torniamo nel mondo dei b-movie horror con il principale antagonista di “The Brain”, pellicola canadese del 1988.

Il Cervello, così viene chiamato, è un’essere extraterrestre di origine sconosciuta che ha la forma – per l’appunto – di un grosso cervello con l’aggiunta di una colonna vertebrale che spunta dall’estremità posteriore come fosse una coda.
Dopo aver divorato (il film non ci lascia bene intendere come) un essere umano, inizia poi a crescere di dimensione e mutare diventando ancor più mostruoso, sviluppando una sorta di faccia che comprende due grossi occhi vitrei molto scuri, un piccolo naso che ricorda quello di un felino e una enorme bocca costellata di zanne appuntite dalla quale spunta una lunga lingua prensile.
In questa forma sembra però aver perso la sua “coda”.
Crescendo ancora, infine, sviluppa anche delle zampe, ma queste non vengono mai mostrate sullo schermo (si presume per limiti di budget).

Nonostante l’aspetto mostruoso e l’appetito per la carne umana, il Cervello è un alieno che agisce in maniera subdola.
È infatti in grado di manipolare i pensieri delle persone, controllandole a distanza come se fossero sotto ipnosi e proiettando vere e proprie allucinazioni nelle loro menti.
Ha però difficoltà a farlo con persone dall’intelligenza particolarmente vivace e creativa.

Nel film si serve anche del Dottor Blake, una sorta di suo avatar o servitore dall’aspetto umano che conduce un programma televisivo intitolato, ironicamente, “Pensiero Indipendente” attraverso il quale è in grado di raggiungere le menti degli abitanti di un’intera cittadina.
Quale sia il suo scopo finale non viene mai chiarito ma, nel pieno rispetto dei cliché del genere, si tratta probabilmente di conquistare il nostro pianeta con intenti malvagi.

MARTEDÌ DELLO XENO – LE SCARAMUCCHE

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO delle creature apparse in diversi episodi “Futurama” che mi hanno sempre molto divertita: le scaramucche!

In lingua originale chiamate “buggalo” (crasi dei termini “bug”, insetto, e “buffalo”, bufalo) sono, come è facile intuire dal nome, grossi animali che vengono allevati per ricavarne latte e carne.
Nell’universo del cartone animato hanno infatti preso il posto delle comuni mucche, che si sono estinte nel 31^ secolo.

L’aspetto è quello di grossi insetti il cui carapace è pezzato per le femmine e a tinta unita, nero o comunque scuro, per i maschi. Quest’ultimi, poi, hanno anche un grosso corno al centro della fronte e – sorpresa – possono sputare fuoco.
Nonostante per molto tempo si sia creduto che fossero animali stupidi, privi di cervello, si è recentemente scoperto che quando sono in gran numero sviluppano una sorta di “risonanza” simile a una mente alveare, sono intelligenti, provano emozioni e sono persino in grado di parlare.

Un gruppo di scaramucche viene chiamato “scaramandria” e su vari pianeti esistono molti ranch in cui vengono allevate. Si pensa però che la specie sia originaria di Marte, visto che il pianeta rosso ne ospita una gran quantità e, soprattutto, i Nativi Marziani condividono con loro un legame speciale. Tanto che sono gli unici in grado di farle volare (cavalcandole).
Inoltre, questi insettoni sono al centro di molte usanze marziane come la corsa delle scaramucche o la scorrida, chiare parodie dell’encierro e della corrida della tradizione spagnola.

La cosa più strana in tutto questo, però, è che questi eventi sono apprezzati anche dalle scaramucche stesse, visto che per loro stessa dichiarazione “ci piace mangiare erba e uccidere matadores”!

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