UNA PRIMA OCCHIATA AL MIO COSTUME DA MEDICO DA COMBATTIMENTO

⚠️ È ancora work in progress ⚠️

Il costume da Medico da Combattimento di Trench Crusade che Space Armor sta realizzando per me sta venendo benissimo!

Mancano ancora alcuni dettagli (per esempio le parti di armatura vanno sistemate e tutto il costume, in generale, va sporcato e invecchiato) ma non vedo l’ora di indossarlo, a Lucca Comics & Games.
Tra l’altro è anche molto comodo e la visibilità non è così ridotta come potrebbe sembrare!

Santa Cosma sarebbe fiera di noi 🙏🏻🙏🏻

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI OCCULTI SUPER SOVRANI DELL’UNIVERSO

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO rimaniamo in ambito cinematografico ma ci spostiamo avanti negli anni ’80 per scoprire la specie extraterrestre con il nome più altisonante e megalomane di sempre.

Gli Occulti Super Sovrani dell’Universo sono creature la cui origine si perde negli abissi del tempo e dello spazio.
Come suggerisce il nome, chissà quanti millenni orsono dominavano il cosmo con pugno di ferro, temuti e venerati dalle altre specie. Almeno fino a quando non vennero sconfitti – non è ben chiaro da chi – durante la Prima Guerra Cosmica e intrappolati nel Nexus di Sominos, una dimensione parallela popolata da demoni (qualcuno ha detto Warp?) nella quale si sono subito insediati come tiranni.
E lì, essendo immortali, hanno atteso a lungo l’occasione di tornare nella nostra realtà e riconquistare l’intero universo come ai bei vecchi tempi.

Nel film, quest’opportunità gliela dà lo scienziato Walter Jenning, che a causa di un esperimento scientifico fallito trasporta sulla terra sia un Occulto Supersovrano che Howard il papero, poi costretto dalle circostanze a occuparsi del guaio.

Nella loro forma originale, quella fisica, gli Occulti Super Sovrani dell’Universo sono enormi creature dai tratti insettiformi, con il corpo vagamente simile a quello di uno scorpione.
Hanno infatti una coda dotata di pungiglione, quattro zampette inferiori che usano per muoversi, più due grosse braccia che terminano con quattro dita artigliate e un buchino dal quale può spuntare un tentacolo prensile.
Anche il corpo centrale è tozzo, massiccio, con la schiena irta di ulteriori dita artigliate di varie dimensioni. E che culmina in un muso leggermente allungato dove si apre una grande bocca ricolma di zanne disposte su diverse file, sopra la quale si trovano due occhi posti in posizione rialzata.

Più difficile è invece avere un’idea dei loro poteri, che sappiamo solo essere immensi e malevoli.
Tra le loro capacità ci sono sicuramente quella di possedere i corpi altrui, quella di emettere raggi di energia e quella di muovere gli oggetti con il pensiero. Oltre ovviamente a forza, velocità e resistenza sovraumane.

L’apparizione più famosa degli Occulti Super Sovrani dell’Universo è sicuramente quella nel film “Howard e il destino del mondo” (1986), quello che tutti abbiamo visto da piccoli e probabilmente ricordiamo molto meglio di quello che era.
Nei fumetti però erano apparsi già diversi anni prima, sempre come nemico di Howard il papero, anche se il loro aspetto era quello di creature umanoidi con tratti mostruosi, molto diverso da quello poi arrivato al cinema.

MARTEDÌ DELLO XENO – YMIR

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO torniamo nel magico mondo del cinema di fantascienza anni ’50 con un altro “mostrone” animato in stop-motion.

Ymir – nome utilizzato durante la produzione ma che nel film non viene mai pronunciato – è una creatura extraterrestre originaria del pianeta Venere.

A livello estetico sembra un po’ la fusione tra un primate e un rettile, con il corpo interamente ricoperto di scaglie verdi, una lunga coda con la punta biforcuta, mani e piedi tridattili (ovviamente dotati di artigli) e un muso allungato che ricorda vagamente un gorilla.
Oltretutto, si muove anche in posizione eretta.

Nato da un uovo riportato sulla Terra da alcuni astronauti, non si tratta di un essere particolarmente intelligente. Anzi, il suo temperamento è quello di un animale, mosso dai propri istinti primari.
A dirla tutta, all’inizio del film non è nemmeno ostile agli esseri umani: lo diventa solo dopo essere stato maltrattato, dando ovviamente il via alla classica scia di distruzione tipica di questo genere.

Sappiamo inoltre che si nutre di zolfo e che, per qualche strano motivo, l’ossigeno presente nell’atmosfera terrestre altera il suo metabolismo, con la conseguenza di farlo crescere a dismisura. Qualcuno specula addirittura all’infinito!

Ymir appare nel film del 1957 “A 30 milioni di km dalla Terra” (in originale “20 Million Miles to Earth”) ed è una delle tante creature animate dal maestro della stop-motion Ray Harryhausen. Quello che, appena qualche anno dopo, diventerà famoso per le sequenze di combattimento con gli scheletri viste in “Gli Argonauti”, del 1963.

Un’altra curiosità interessante è che le vicende raccontate nella pellicola si svolgono (e in parte sono state girate) in Italia.
La navicella su cui l’alieno arriva sulla Terra, infatti, ammara in Sicilia. Poi, una volta catturato, Ymir viene spostato a Roma, dove si svolgono alcune delle sequenze più emozionanti: la lotta contro un elefante allo zoo e, soprattutto, lo scontro finale tra le rovine del Colosseo.

Quindi, non so quanto possa essere un vanto, ma se King Kong nel suo film si era arrampicato sull’Empire State Building, sappiate che noi italiani non siamo stati da meno e abbiamo avuto anche noi il nostro mostrone in cima a monumenti famosi!

PROBOTECTOR: IL CONTRA EUROPEO

 

Copertina del videogioco “Probotector”, sviluppato da Konami e uscito nel 1990 per Nintendo Entertainment System.

Che poi altro non era se non una versione “reskinnata” per il mercato europeo del ben più famoso Contra, uscito in Giappone e Nord America un paio d’anni prima.
Il gioco infatti è praticamente lo stesso, con la differenza che tutti gli esseri umani presenti nell’originale (sia i nemici che i due soldati protagonisti) sono stati rimpiazzati con dei robot per rendere il prodotto meno violento agli occhi dei bambini.

Un modus operandi portato avanti anche per diversi altri titoli della serie, che negli anni successivi arrivarono nelle regioni PAL con queste modifiche. Almeno fino al 1996, quando si decise di mantenere il nome e il formato originale anche in Europa.
Mossa che, per un po’, creò ancor più confusione!

MARTEDÌ DELLO XENO – I CANI PIRIKANI

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO una specie dell’universo di Doraemon che ho scoperto per caso e, nella sua semplicità, mi ha molto incuriosita.

I cani pirikani sono extraterrestri originari – come è facile intuire dal nome – del pianeta Pirika.

Il loro aspetto è quello di veri e propri cani alieni, con molte fattezze che ricordano quelli terrestri e alcune “fuori posto” che fanno subito capire come invece non provengano dal nostro pianeta.
Tanto per cominciare, infatti, i cani pirikani sono bipedi, camminano in posizione eretta e hanno solamente due zampe, quelle che considereremmo le posteriori.
A svolgere la funzione delle mani sono invece le orecchie, molto grosse e lunghe, di colore blu (o verde scuro nelle versioni più recenti), con le quali riescono a manipolare tranquillamente anche oggetti complessi, un po’ come se fossero dei tentacoli.

Un’altra cosa curiosa è che nonostante si tratti di esseri senzienti, intelligenti, in grado di parlare e con una personalità completamente sviluppata, il loro ruolo all’interno della società pirikana è comunque quello di animali da compagnia. Un ruolo che loro abbracciano volentieri, ben contenti di farsi viziare dai loro “padroni”.
Anche la loro indole ha molto in comune con quella dei cani terrestri: sono infatti estremamente leali e protettivi con coloro che considerano amici e, in generale, di buon cuore.
Spesso però tendono a essere chiacchieroni, al limite del pedante, e a impicciarsi degli affari altrui, mossi da irrefrenabile curiosità.

Il cane pirikano che vedete nell’illustrazione è Rokoroko, apparso nel film d’animazione “Nobita e le piccole guerre stellari” del 1985 e anche nel remake omonimo del 2021.

MARTEDÌ DELLO XENO – I THERMIANI

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO degli alieni apparsi nel film “Galaxy Quest”, parodia della Cultura Trek (e in generale degli altri telefilm di fantascienza) uscita nel 1999.

I Thermiani sono una specie extraterrestre originaria del pianeta Thermia, situato, stando a quanto dichiarano loro, nella nebulosa Klatu, vicino al 23^ quadrante del settore Gamma.
La loro forma naturale è quella di grossi ammassi “poliposi”, viscidi e pieni di tentacoli, di colore generalmente compreso tra il violaceo e il rosa (anche se possono cambiarlo a piacimento). Grazie a un dispositivo tecnologico possono però assumere l’aspetto di esseri umani senza alcun problema, a tempo indeterminato.

Come specie sono molto intelligenti, gentili e altruisti, ma anche estremamente ingenui e creduloni. In particolare, non sono in grado di concepire la menzogna in nessuna forma e sono del tutto privi del concetto di finzione narrativa, cosa che li ha spinti a misinterpretare gli episodi del telefilm “Galaxy Quest” come documenti storici della civiltà terrestre.
Un errore di poco conto, tutto sommato, se non fosse che ne sono diventati fan sfegatati (al limite dell’idolatria) e hanno finito per rimodellare la loro intera società su quel materiale, non solo adottandone i valori ma anche sfruttando la loro avanzatissima tecnologia per riprodurre nel dettaglio ogni cosa apparsa nella serie.

La storia dei Thermiani è piuttosto sfortunata, dato che milioni di anni fa il loro pianeta d’origine fu quasi completamente distrutto dall’esplosione che generò la nebulosa Klatu.
Riuscirono a sopravvivere solo al prezzo di grandi fatiche e sacrifici, collaborando come specie, dapprima rifugiandosi sottoterra e poi, sviluppata l’opportuna tecnologia, spostandosi su Zaktor, la luna di Thermia.
Dopo un certo periodo di stabilità, però, l’ulteriore deteriorarsi della nebulosa e i conseguenti gas tossici provenienti da essa resero sempre più difficile la loro sopravvivenza, portando la società Thermiana a frammentarsi e sprofondare nel caos.
Ad approfittarne fu il Dominio di Sarris, un regime dittatoriale attivo nel 23^ quadrante del Settore Gamma, che ebbe gioco facile a ridurli in schiavitù.
E la situazione rimase invariata per millenni, fino a quando i Thermiani intercettarono le trasmissioni di Galaxy Quest e ne rimasero così ispirati da ricomporre la loro società.

Il film comincia con loro che sono giunti fin sulla Terra, mascherati da umani, a chiedere l’aiuto del Comandante Taggart, il capitano dell’equipaggio protagonista della serie, per trattare con Sarris la liberazione della loro specie.

IL VOLOPATTINO: LO SKATEBOARD DEL FUTURO

 

Il volopattino di Ritorno al Futuro è sicuramente uno dei gadget fantascientifici più iconici della storia del cinema.

Il concetto è semplice e immediato: uno skateboard senza ruote che fluttua a pochi centimetri da terra, probabilmente grazie a piastre di repulsione magnetica (o qualcosa di simile).

Penso di poter dire con sicurezza che tutti, da quando è apparso per la prima volta sugli schermi, nel 1989, abbiamo desiderato farci un giro.

All’epoca si creò addirittura un piccolo caso quando Robert Zemeckis, regista della trilogia, affermò durante un’intervista che le tavole utilizzate nel film funzionassero veramente e fossero prototipi sviluppati dalla Mattel (marchio del volopattino che Marty usa nella pellicola), mai commercializzati perché ritenuti troppo pericolosi.
Zemeckis ovviamente scherzava e pensava fosse chiaro a tutti, ma dovette scontrarsi con la realtà e ritrattare pubblicamente la sua dichiarazione quando i centralini della Mattel vennero intasati da moltissime chiamate di persone che chiedevano a gran voce la messa in vendita del prodotto.
Un fervore che non si spense per decenni, nemmeno dopo la smentita ufficiale, trasformandosi in una vera e propria leggenda metropolitana.

Oggi per fortuna l’equivoco è ormai chiarito da tempo, ma il concetto di volopattino è rimasto molto presente nella cultura di massa.
Tanto per cominciare, nel corso degli anni sono state messe in commercio moltissime riproduzioni di quello visto nel film, per il mercato del collezionismo. Poi, cosa ben più importante, nell’ultimo decennio diversi ingegneri e aziende hanno tentato di realizzare la loro versione del volopattino, talvolta riuscendo persino a produrre tavole volanti che effettivamente funzionano, seppur con grandi limitazioni tecniche.

Chissà, forse con ancora qualche anno di pazienza si potranno veramente vedere in giro per strada!

MARTEDÌ DELLO XENO – I QUINTAGLIO

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO degli extraterrestri nati dalla penna dello scrittore canadese Robert J. Sawyer, protagonisti dell’omonima trilogia di romanzi e di un racconto breve.

I Quintaglio sono, in pratica, dei mini-tirannosauri antropomorfi.
Alti circa due metri e mezzo, con la pelle spessa, color verde e giusto qualche reminescenza delle squame dei loro progenitori, hanno grossi musi con bocche costellate di denti aguzzi, narici sporgenti e occhi piccoli.
Di struttura fisica sono piuttosto tozzi e camminano su due gambe con postura semi-eretta, aiutandosi nel bilanciamento con la coda.
A differenza dei tirannosauri, le loro braccia sono lunghe e sviluppate, muscolose, e culminano in delle vere e proprie mani con cinque dita (tra cui un pollice opponibile) dotate di artigli retrattili. I piedi invece hanno solo tre dita molto più grosse, anch’esse dotate di artigli, che però non possono ritrarre.
Fra le loro altre caratteristiche fisiche degne di nota ce ne sono molte in comune con vari rettili, come quella di rigenerare appendici recise (come le lucertole) o gonfiare la sacca giogaia sotto la gola (come le rane).
Stranamente, poi, sono quasi tutti mancini. E per qualche inspiegabile motivo quando mentono il loro muso si colora temporaneamente di blu, motivo per cui nella loro società questo colore viene definito “la tinta dei bugiardi”.
I pochi fortunati che non hanno questa risposta fisiologica al mentire, invece, vengono definiti “Aug-Ta-Rot”, traducibile come “Coloro che possono mentire alla luce del giorno”.

La loro società si è sviluppata su una luna che orbita attorno a un gigante gassoso che loro chiamano “La Faccia di Dio”, ed è di tipo nomade. Nei primi romanzi, si trovano più o meno nell’equivalente del nostro Rinascimento, mentre nel terzo sono avanzati tecnologicamente fino al viaggio spaziale.
Nonostante si considerino una società evoluta e siano di fatto molto intelligenti (addirittura più di un essere umano, sembra), restano comunque dei predatori e celano dentro di sé una grande aggressività latante che, in determinate circostanze, può emergere sotto forma del “dagamant”, una sorta di frenesia sanguinaria.
Oltre a questo, sono rigorosamente carnivori e anche se avrebbero tutti i mezzi per cacciare utilizzando strumenti, per tradizione preferiscono farlo “alla vecchia maniera”, inseguendo le loro prede per poi aggredirle a morsi e artigliate.
Addirittura, un Quintaglio non si considera adulto se in vita sua non ha partecipato ad almeno una caccia, che assume anche la funzione di rito di passaggio e viene “certificata” da uno specifico tatuaggio.
Per il resto, sono organizzati in piccole tribù/branchi, molto legati alle loro tradizioni e religioni, ed estremamente territoriali, anche come singoli individui: tengono molto al loro spazio personale, tanto che è considerato buon costume tenersi sempre ad almeno 7-10 passi l’uno dall’altro.

Ma qual è la verità sulla loro origine?
Beh, effettivamente discendono proprio dai tirannosauri che, molti milioni di anni fa, furono trasportati sulla luna dei Quintaglio da alcuni alieni, assieme ad altri dinosauri.
E anche un pochino “ritoccati” a livello genetico, per indurre la specie ad evolversi nella giusta direzione per diventare senziente. Cosa che, alla fine, è successa.

MARTEDÌ DELLO XENO – I LOCRIANI

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO una specie proveniente dall’Universo di Isaac, un’ambientazione concepita da Asimov negli anni ’90 ma sviluppata da altri autori di fantascienza attraverso vari racconti brevi.

I Locriani sono una specie insettoide originaria del pianeta Locria, vicino alla costellazione del Cigno, ma presente anche su diversi altri mondi della Via Lattea.
Si tratta di una delle civiltà più antiche della galassia, tecnologicamente molto avanzata, che viaggia nello spazio da oltre 300.000 anni.

Più alti di un essere umano, hanno un esoscheletro chitinoso color grigio-verde e sono molto magri, con sei arti che si protendono da un torace sottile e culminano con numerose dita.
Anche la testa ricorda quella di un grosso insetto per via della forma allungata, le antenne e una piccola bocca munita di becco. Hanno però un solo grande occhio centrale, protetto da una “palpebra” trasparente rigida, a cui spesso ci si riferisce con il termine di “scudo”.

Aprendolo, si rivela un “occhio interiore” luminoso, presumibilmente la fonte della loro INCREDIBILE vista.
Anche con la “palpebra” su, infatti, i Locriani possono vedere attraverso gli oggetti solidi. E più la aprono, più questa loro capacità si acuisce. Sfortunatamente però, invecchiando fanno sempre più fatica ad aprirla, quindi in un certo senso anche la loro vista peggiora con l’età.
Inoltre l’occhio interiore è estremamente delicato e sensibile: anche un piccolo tocco diretto può causargli la completa cecità o, peggio, addirittura la morte.

Un’altra cosa importante da menzionare è che per loro l’ossigeno è tossico. Respirare in un’atmosfera che ne contenga più del 10% finisce infatti con l’intontirli, mandandoli in uno stato di ebrezza simile a un’ubriacatura.
Per questo, solitamente vivono su pianeti con una bassa concentrazione di questo gas, preferendo di gran lunga atmosfere ricche di neon.

In contrasto con la concezione insettoide = malvagio, molto comune nella fantascienza classica, in realtà i Locriani sono una specie pacifica.
Non sono state registrate, nella storia dell’Universo di Isaac, guerre o altri conflitti che li abbiano coinvolti, sia intestine che con altre specie.
Al contrario, sono molto collaborativi e altruisti. E, cosa che mi ha molto colpita, non hanno dei veri nomi propri ma preferiscono usare dei “descrittori”, solitamente riferendosi al ruolo che ricoprono in quel momento.
Il risultato è che, all’atto pratico, è un po’ come se cambiassero nome quando cambiano lavoro.

Ultima curiosità, descritta chiaramente nei vari racconti dove compaiono: adorano il cibo piccante degli umani, in particolare le uova alla diavola, il chili e il pollo marinato.

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI LLORT

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO torniamo nell’universo di Babylon 5 con una specie sotterranea: i Llort!

Originari del pianeta Vartas, hanno praticamente l’aspetto di uomini-armadillo.
Sono alti poco meno di un umano (tra i 120 e 170 cm circa) e in genere hanno il fisico slanciato. La pelle è color cuoio e spessa, addirittura corazzata all’estremità della testa e sul torso, nonché priva di qualsivoglia pelo.
Le mani hanno cinque dita prensili, mentre i piedi solamente due, grosse.
Infine, il volto ha più o meno tutte le fattezze al loro posto (naso, bocca, occhi, orecchie), anche se è di forma allungata e distorto rispetto a quello umano.

Essendo abituati alla vita sotterranea, ovviamente, i Llort sono molto abili nell’infilarsi negli spazi stretti e vedono molto bene al buio. Invece la luce forte, comprensibilmente, li infastidisce.

Le loro città si sviluppano in un complesso sistema di labirinti sotterranei e spesso sono in conflitto tra di loro per questioni di territorio, potere o religione.
Hanno tuttavia una forma di governo centrale, una sorta di concilio nobiliare, chiamato “Mi-Ma-Ti”, traducibile come “I Prescelti della Tana”.
Per il resto, la società Llort è di stampo feudale, con vari signorotti impegnati in un costante gioco di potere e, sotto di loro, un ceto basso composto da soldati e operai che – essenzialmente – si adeguano ai vari cambiamenti al vertice.
Nonostante le continue guerre intestine, comunque, hanno sviluppato una tecnologia piuttosto avanzata (tanto da poter viaggiare nello spazio, per esempio).

Come specie in generale sono di indole competitiva, talvolta quasi aggressivi, ma anche estremamente fedeli, persino campanilisti.
Un tratto curioso però è la loro cleptomania: sono morbosamente attratti dagli oggetti che attirano la loro attenzione e non si fanno problemi a impossessarsene, anche con una bella allungata di mano.
Questo ha procurato loro, tra le altre specie della galassia, la nomea di ladri incalliti.
Ma non è del tutto vero. Essendo infatti questo un tratto condiviso dall’intera specie, sul loro pianeta non esiste il concetto di “rubare”, semplicemente sono abituati a prendersi quello che gli piace senza troppe domande.
E se per caso vengono scoperti?
Restituiscono l’oggetto e la questione si chiude lì, senza drammi o punizioni.

Close