Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO degli extraterrestri nati dalla penna dello scrittore canadese Robert J. Sawyer, protagonisti dell’omonima trilogia di romanzi e di un racconto breve.
I Quintaglio sono, in pratica, dei mini-tirannosauri antropomorfi.
Alti circa due metri e mezzo, con la pelle spessa, color verde e giusto qualche reminescenza delle squame dei loro progenitori, hanno grossi musi con bocche costellate di denti aguzzi, narici sporgenti e occhi piccoli.
Di struttura fisica sono piuttosto tozzi e camminano su due gambe con postura semi-eretta, aiutandosi nel bilanciamento con la coda.
A differenza dei tirannosauri, le loro braccia sono lunghe e sviluppate, muscolose, e culminano in delle vere e proprie mani con cinque dita (tra cui un pollice opponibile) dotate di artigli retrattili. I piedi invece hanno solo tre dita molto più grosse, anch’esse dotate di artigli, che però non possono ritrarre.
Fra le loro altre caratteristiche fisiche degne di nota ce ne sono molte in comune con vari rettili, come quella di rigenerare appendici recise (come le lucertole) o gonfiare la sacca giogaia sotto la gola (come le rane).
Stranamente, poi, sono quasi tutti mancini. E per qualche inspiegabile motivo quando mentono il loro muso si colora temporaneamente di blu, motivo per cui nella loro società questo colore viene definito “la tinta dei bugiardi”.
I pochi fortunati che non hanno questa risposta fisiologica al mentire, invece, vengono definiti “Aug-Ta-Rot”, traducibile come “Coloro che possono mentire alla luce del giorno”.
La loro società si è sviluppata su una luna che orbita attorno a un gigante gassoso che loro chiamano “La Faccia di Dio”, ed è di tipo nomade. Nei primi romanzi, si trovano più o meno nell’equivalente del nostro Rinascimento, mentre nel terzo sono avanzati tecnologicamente fino al viaggio spaziale.
Nonostante si considerino una società evoluta e siano di fatto molto intelligenti (addirittura più di un essere umano, sembra), restano comunque dei predatori e celano dentro di sé una grande aggressività latante che, in determinate circostanze, può emergere sotto forma del “dagamant”, una sorta di frenesia sanguinaria.
Oltre a questo, sono rigorosamente carnivori e anche se avrebbero tutti i mezzi per cacciare utilizzando strumenti, per tradizione preferiscono farlo “alla vecchia maniera”, inseguendo le loro prede per poi aggredirle a morsi e artigliate.
Addirittura, un Quintaglio non si considera adulto se in vita sua non ha partecipato ad almeno una caccia, che assume anche la funzione di rito di passaggio e viene “certificata” da uno specifico tatuaggio.
Per il resto, sono organizzati in piccole tribù/branchi, molto legati alle loro tradizioni e religioni, ed estremamente territoriali, anche come singoli individui: tengono molto al loro spazio personale, tanto che è considerato buon costume tenersi sempre ad almeno 7-10 passi l’uno dall’altro.
Ma qual è la verità sulla loro origine?
Beh, effettivamente discendono proprio dai tirannosauri che, molti milioni di anni fa, furono trasportati sulla luna dei Quintaglio da alcuni alieni, assieme ad altri dinosauri.
E anche un pochino “ritoccati” a livello genetico, per indurre la specie ad evolversi nella giusta direzione per diventare senziente. Cosa che, alla fine, è successa.

