L’ASSALTO DEI GRANCHI GIGANTI

 

“L’assalto dei granchi giganti” è una pellicola del 1956 diretta da Roger Corman che racconta di un gruppo di scienziati incaricati di sperimentare gli effetti delle radiazioni su piante e animali a seguito di test nucleari condotti dagli Stati Uniti nell’atollo di Bikini nell’estate del 1946.
Indagando, questi scoprono che coloro che li hanno preceduti sono tutti morti, vittime di granchi mutanti enormi.

Un cult da recuperare (se non l’avete mai visto)!

E aggiungo una curiosità: il film compare nel B Movie “Supermarket horror”.

MARTEDÌ DELLO XENO – IL GRANDE GAZOO

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO un piccolo alieno verde con la testa enorme, il naso lungo, due piccole antenne e un mantellino svolazzante.

Il Grande Gazoo è un extraterrestre originario del pianeta Zetox, esiliato dalla sua stessa specie perché – solo per il gusto di essere il primo ad averne una, dice lui – aveva costruito un’arma capace di distruggere l’intero universo in un colpo solo, semplicemente premendo un pulsante.

Il luogo e il tempo prescelti per scontare la pena sono la Terra della Preistoria, cosicché non abbia accesso a mezzi per costruire altri diabolici dispositivi. Lì dovrà mettersi al servizio di chi incontrerà, così da apprendere le gioie dell’aiutare gli altri e, idealmente, redimersi.

I “fortunati” a riceverne i servigi saranno Fred Flintstone e Barney Rubble, i primi ad averlo trovato dopo lo schianto della sua navicella e gli unici due (oltre ai bambini e agli animali) che possono vederlo e sentirlo.
Gazoo però, seppur più o meno desideroso di rendersi utile, causerà loro problemi piuttosto che essergli d’aiuto, finendo quasi sempre con il complicare le situazioni a causa delle sua stravagante esuberanza aliena.

Egli è infatti dotato di diverse capacità sorprendenti come volare, teletrasportarsi, far comparire e scomparire oggetti, fermare il tempo e molto altro. Si rivolge poi ai due uomini con una certa saccenza, senza fare mistero di come non li trovi particolarmente brillanti.
Nonostante ciò, alla fine, fra i tre nascerà comunque una solida amicizia.

Apparso per la prima volta nel 1965, nel corso della sesta stagione della serie, Gazoo è un personaggio piuttosto controverso: anche se ha una discreta fanbase, la sua forte connotazione fantascientifica viene spesso vista come un elemento fuori contesto per un cartone animato ambientato nell’era preistorica come i Flintstones.
Moltissimi spettatori, intervistati nel corso degli anni, hanno infatti dichiarato di vederlo più adatto ai Jetson, un altro cartone animato sempre prodotto dalla Hanna & Barbera, ambientato invece nel futuro.

MARTEDÌ DELLO XENO – I TRANSFORMERS

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO degli alieni che cambiano forma producendo un suono caratteristico e inconfondibile.

I cybertroniani, più comunemente conosciuti con il nome di Transformers, sono forme di vita robotiche autonome originarie del pianeta artificiale Cybertron.

Dal loro esordio, avvenuto nel 1984 con dei cartoni animati e una linea di giocattoli di grande successo, sono stati protagonisti di un’infinità di serie trasposte su diversi media (animazione, fumetti, libri, film, videogiochi) che hanno generato tanti universi a volte molto differenti tra loro e, spesso, anche un po’ di confusione tra gli spettatori che cercavano di farsi un’idea della continuity.

Volendo rimanere sul generico, la caratteristica principale dei cybertroniani è quella di potersi trasformare in due (o più) forme: una di robot, spesso con aspetto antropomorfo, e una di qualcos’altro, come veicoli, animali o oggetti.
A parte questo, si tratta di una specie estremamente eterogenea, i cui membri si dividono in infinite sotto-categorie e variano molto in dimensione, peso, aspetto e capacità.

Un altro elemento comune a tutte le serie/universi è la “scintilla”, una sorta di essenza vitale che racchiude le conoscenze e la personalità di un cybertroniano. In pratica, la loro anima. Ciò che li rende vivi e senzienti nonostante la loro natura meccanica, senza la quale sarebbero dei semplici automi.

PROGRAMMA: SOGNO

 

Fra tutti gli episodi di Star Trek – The Next Generation ce n’è uno che mi è rimasto particolarmente impresso e al quale ogni tanto ripenso, anche se l’ho visto diversi anni fa.
Si tratta di “Programma: Sogno” (titolo originale “Phantasms”), il sesto della settima stagione.

È un episodio strano, molto onirico (giustamente) e ricco di scene “strane” che Data vive mentre sperimenta un particolare programma che gli consente di sognare.
Tra le altre, ricordo la Dottoressa Crusher che beve dalla testa del Comandante Riker con una cannuccia, il Consigliere Troi trasformato in una torta (che Data viene spinto a tagliare) e, ovviamente, l’inquietante telefono dentro al petto dell’androide.

Per la serie “come sarebbe Star Trek se fosse diretto da David Lynch”.

Piccola curiosità, scoperta mentre facevo ricerche per questo post: l’episodio è invece stato diretto da Patrick Stewart, interprete del Capitano Picard!

MARTEDÌ DELLO XENO – PIZZA THE HUTT

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO un alieno buonissimo.

Pizza the Hutt è un essere metà uomo e metà pizza apparso nel film “Balle Spaziali” (1987, regia di Mel Brooks).

Evidente parodia di Jabba the Hutt di Guerre Stellari, ha l’aspetto di un grosso ammasso di, beh… pizza, ricolmo di ingredienti e ricoperto di mozzarella filante, con una larga bocca, narici appena abbozzate e due occhi umani.

Anche se è delizioso (come viene dichiarato più volte dal suo assistente, Vincenzino, mentre ne mangia dei pezzi in tutta tranquillità), Pizza non è affatto una brava persona ma, anzi, è un temuto boss della criminalità.
Il suo sapore prelibato sarà però la sua rovina: rimasto chiuso dentro la sua limousine, infatti, finirà con il divorarsi da solo.

Nell’adattamento italiano il suo nome è stato cambiato in “Pizza Margherita”, poiché si pensò che il grande pubblico non avrebbe colto il riferimento alla nota catena di ristoranti “Pizza Hut”, all’epoca pressoché sconosciuta nel nostro paese.
E, per ricalcare l’inflessione italo-americana che il personaggio ha in lingua originale, si è scelto di farlo parlare con accento napoletano.

Ultima curiosità: facendo ricerche per questo articolo ho scoperto che, contrariamente alla leggenda metropolitana, il costume di Pizza non è fatto di vero formaggio. Quello che “suda” durante le sue scene è in realtà impasto per fare i pancake.
I condimenti, invece, sono tutti veri!

“I’LL BE BACK”

 

Questo “Behind the Scenes” riguarda Arnold Schwarzenegger (e il suo T800), sul set di Terminator.

Piccola curiosità: Schwarzy cercò di cambiare l’iconica frase “I’ll be back” in “I will be back” perché non riusciva a pronunciare bene “I’ll”. Cameron però si rifiutò di modificare la battuta così l’attore si esercitò a lungo per pronunciarla correttamente.

Ti capisco Arnold. Con il Codex Astartes è sempre una battaglia.

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI ERCULOIDI

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, degli alieni di cui sicuramente si ricorderanno i più attempati: gli Erculoidi!

Protagonisti dell’omonima serie a cartoni animati prodotta da Hanna & Barbera alla fine degli anni ’60 e poi di una seconda rilasciata all’inizio degli ’80, si tratta di una “famiglia spaziale” composta dal padre Zandor, dalla madre Tara e dal figlio adolescente Dorno.
I tre sono gli unici abitanti umani del primitivo pianeta Amzot (ribattezzato Quasar nella seconda serie), che difendono dai costanti attacchi di vari alieni invasori tecnologicamente molto progrediti.

Per fare questo ricorrono al supporto di cinque potenti creature loro amiche, le vere “star” dello show:

– Igoo, un gigantesco gorilla di roccia dotato di forza e resistenza incredibili, tanto da poter nuotare nella lava incandescente senza alcun problema. Dei suoi tre amici umani, sembra essere particolarmente affezionato a Tara.

– Zok, un enorme drago spaziale che può emettere raggi laser dagli occhi e della coda, disperdere gli attacchi energetici altrui e – giustamente, essendo un drago – sputare fuoco. Volendo, è anche capace di viaggiare nello spazio aperto.

– Tundro, uno strano ibrido tra un rinoceronte e un triceratopo con dieci zampe e quattro corna. Da una di esse può sparare rocce esplosive come fosse un cannone, inoltre può allungare gli arti anche di molti metri e compiere salti prodigiosi.

– Gleep e Gloop, due creature protoplasmiche in grado di assumere qualsiasi forma desiderino. Nel corso della serie usano spesso questa capacità a seconda delle circostanze, trasformandosi in scalini, paracaduti, scudi o fionde giganti per essere d’aiuto ai protagonisti o attorcigliandosi intorno ai nemici per bloccarli. Anche loro possono deflettere gli attacchi energetici. Dei due, Gloop è quello più grosso.

Nonostante siano di fatto stati prodotti solo un numero ristretto di episodi (29 contando entrambe le serie), gli Erculoidi ebbero un enorme successo e, grazie anche alle numerose repliche, sono entrati nell’immaginario collettivo della loro generazione.
Molti personaggi (in particolare le creature) sono apparsi anche in altri cartoni animati della Hanna & Barbera oppure sono stati citati in altre produzioni, come I Griffin, Jellystone e persino in un albo degli X-Men.

MARTEDÌ DELLO XENO – I WEEQUAY

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, i Weequay, dall’universo di Star Wars.

Sono una specie umanoide originaria del pianeta Sriluur: un luogo arido e desertico.
Hanno la pelle coriacea e rugosa, di colore marrone/giallo.

Gli Weequay sono in grado di comunicare con gli altri membri del proprio clan tramite l’utilizzo di feromoni e siccome ognuno ha il proprio odore, non hanno bisogno di nomi per indentificarsi, né di lunghe e complessi discorsi. Raramente pronunciano frasi intere, cosa che spinge gli umani a credere che questa sia una specie tutto sommato poco intelligente.

La loro religione è politeista ma venerano principalmente Quay, il dio della Luna: infatti la parola Weequay può essere tradotta come “Seguaci di Quay”; tra l’altro le loro città sono costruite sempre attorno a un santuario di pietra nera levigata, conosciuto come Thal.

Storicamente condividevano il loro pianeta con gli Houk ma le due società si sono scontrate molte volte regalando ai primi la fama di “bravi combattenti”. Per questo motivo molti sono mercenari o cacciatori di taglie davvero richiesti in tutta la Galassia (soprattutto dai sindacati Hutt).

THE DIG

 

The Dig è un’avventura grafica sviluppata dalla LucasArts nel 1995.

Stavolta la storia inizia all’interno di un osservatorio spaziale nel Borneo.
L’asteroide Attila si sta per schiantare sulla Terra e per questo motivo la NASA organizza una spedizione il cui scopo sarà collocare due cariche nucleari in punti strategici di Attila così da farlo detonare prima dell’impatto.
I cinque membri dell’equipaggio sono: il comandante Boston Low, l’esperto archeologo Dr. Ludger Brink, la giornalista Maggie Robbins, la responsabile hardware Cora Miles, e il pilota Ken Borden.

Grazie a uno shuttle i tre astronauti, col supporto di Miles e Borden che rimangono nella navetta, riescono a piazzare le cariche sul corpo celeste ma scoprono anche che quest’ultimo è cavo e, al suo interno, ci sono lastre metalliche d’origine aliena: l’asteroide si rivela essere una navicella spaziale.
I tre vengono quindi trasportati su un pianeta lontano dove trovano i resti di un’antica civiltà tecnologicamente avanzata e alcune forme di vita indigene.

Ho raccolto qualche curiosità:

– The Dig ha un registro molto differente dalle precedenti avventure LucasArts: il tono umoristico infatti viene accantonato per lasciare spazio a temi più “pesanti” come quello della morte e della dipendenza.

– La colonna sonora, riprodotta da un sintetizzatore K2000, è composta da Micheal Land, già autore delle musiche di Monkey Island.

– L’interfaccia adotta per la prima volta la formula per cui è sufficiente evidenziare un hotspot col cursore perché compaia una definizione e cliccarci sopra conduce il personaggio a compiere direttamente l’azione giusta.

– L’idea iniziale era di Steven Spielberg, pensata per un film. Il progetto, però, non andò in porto e allora Spielberg si rivolse alla LucasArts, nel 1989. Il primo game play era molto action e dava la possibilità di controllare due personaggi contemporaneamente ma data la natura troppo ambiziosa del progetto, si decise di ritornare sull’avventura grafica.

HAZBIN HOTEL

 

Ho da poco terminato Hazbin Hotel, serie animata per adulti del 2024.

Vi anticipo che potete trovare l’episodio pilota su YouTube (realizzato interamente da animatori freelance) e l’intera stagione su Prime Video. E sembra che sia in programma anche la seconda stagione.

La storia ci presenta Charlie Morningstar, principessa determinata a realizzare il suo improbabile sogno: aprire un hotel dove riabilitare i peccatori dell’inferno. A causa della sovrappopolazione, infatti, gli inferi subiscono una “pulizia generale” periodica: gli angeli, guidati da Adamo, discendono ogni anno dal cielo e uccidono definitivamente le anime dei peccatori. Charlie però desidera trovare una soluzione più pacifica al problema e spera di redimere un po’ di anime in modo tale che vengano accettate in Paradiso. Il suo piano, fin dall’inizio, sembra un totale fallimento ma la ragazza attira l’attenzione del potente demone della radio Alastor che, divertito dall’idea, si propone di aiutarla.

Devo dire la verità: l’idea di guardare una serie musical non mi attirava e il fatto di trovare Alastor OVUNQUE mi aveva già stancata ma, in un impeto di curiosità, ho messo su le prime puntate [in inglese] e… ho fatto bene: è un buon prodotto (come Gravity Falls e Star vs. the Forces of Evil), le canzoni sono piacevoli e i personaggi, nella loro semplicità, sanno come stuzzicare lo spettatore.

Mi è piaciuto il concept di Angel Dust: attore di film per adulti e primo volontario per il programma di riabilitazione di Charlie, un demone che, sotto la facciata provocatoria, nasconde una terribile storia di abusi.

Ho apprezzato la cattiveria di Valentino, aguzzino di Angel Dust [che non ha molto spazio ma è ben caratterizzato].

E sì, ho trovato particolarmente piacevole Alastor e azzeccata l’idea di farlo parlare sempre con una voce “effetto radio”, personaggio in totale contrapposizione con Vox, demone della televisione. Qui ritroviamo proprio l’astio tra vecchie e nuove forme di comunicazione.

“Consider it an investment in ongoing entertainment for myself! I want to watch the scum of the world struggle to climb up the hill of betterment! Only to repeatedly trip, and tumble down to the fiery pit of failure.”

“Consideralo un investimento per intrattenere me stesso! Voglio vedere la feccia faticare per scalare la montagna del miglioramento e cadere ripetutamente e schiantarsi a terra nel baratro infuocato del FALLIMENTO!”

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