MARTEDÌ DELLO XENO – I VASHTA NERADA

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, i Vashta Nerada, dall’universo del Doctor Who.
Sono piraña dell’aria: il nome infatti significa letteralmente “le ombre che sciolgono la carne”.

I Vashta Nerada sono creature antichissime presenti su tutti i pianeti (anche la Terra), in genere molto discrete.

Si nutrono specialmente di carcasse ma nella puntata “Le ombre assassine”, li vediamo prendere possesso di un intero pianeta/biblioteca, dove sono raccolti tutti i libri mai scritti nella storia dell’uomo. Quest’aggressività è la conseguenza di un disboscamento aggressivo da parte degli uomini che, per mantenere il ritmo di produzione della Biblioteca, ha devastato l’habitat dei Vashta Nerada, le cui spore sono accidentalmente rimaste intrappolate nel legno.

Come cacciano?

Possono oscurare lampade con i loro sciami, lasciando il nemico nelle tenebre per poi divorarlo. Oppure inseguono la preda senza essere individuati, sfruttando l’oscurità a loro vantaggio.
Divorano la carne a un ritmo impressionante e sopravvivono anche un secolo senza cibo: non si possono combattere, l’unica arma contro di loro è la fuga.

MARTEDÌ DELLO XENO – I SAURIANI

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, si torna nell’universo di Star Trek.

I Sauriani sono una specie rettiliana originaria del pianeta Sauria.

Sono affiliati alla Federazione e prestano servizio nella Flotta Stellare almeno dal 2250.

Ricordano delle lucertole umanoidi, con la pelle squamosa – di colore rosa o grigio – e dei grandi occhi neri o gialli dotati di doppie palpebre che donano loro un ampio spettro visivo. Inoltre, cambiano pelle una volta all’anno.

Il loro linguaggio è costituito da schiocchi e “click”, suoni che perfino il traduttore universale della U.S.S. Discovery ha qualche difficoltà a tradurre.

Nella Federazione è particolarmente apprezzata una bevanda alcolica prodotta da questa specie: il brandy sauriano, che viene imbottigliato almeno dal XXII secolo, ma illegale nella realtà alternativa dell’universo Kelvin.

Dove si possono vedere?

Nel film Star Trek: The Motion Picture (1979), dove uno scienziato e un secondo membro dell’equipaggio prestano servizio a bordo della U.S.S. Enterprise NCC-1701 durante le fasi finali della sua ristrutturazione.

Un Sauriano di nome Linus, poi, è membro dell’equipaggio di plancia della U.S.S. Discovery almeno dal 2257 e vi rimane a bordo anche quando l’astronave intraprende il viaggio che la porta nel XXXII secolo.

E, ancora, un Comandante Sauriano, presta servizio sulla U.S.S. Titan nel 2380, come visto nel primo episodio della prima stagione della serie Lower Decks e nel videogioco Star Trek Online (2010).

I GUERRIERI DELLA NOTTE

 

“I guerrieri della notte” è un film del 1979, diretto da Walter Hill e ispirato dall’omonimo romanzo scritto da Sol Yurick.

È un cult che consiglio sempre di recuperare, dove le bande rivali in realtà sono una deformazione della società e delle sue regole.
Il tutto si svolge in un contesto apocalittico, una metropoli priva di controllo in cui le forze di polizia (e lo Stato stesso) sono invisibili o, peggio, corrotte e al servizio della criminalità organizzata.
Un mondo dove sopravvive solo il più forte.

Ma, non solo.
Secondo me, è un film che ha influito su moda, musica e ispirato moltissime altre pellicole, creando un vero e proprio punto di svolta nell’industria cinematografica.

E allora ho raccolto qualche curiosità.

– La scena del bagno degli uomini in cui i Guerrieri si scontrano contro i Punks è l’unica girata all’interno di un set che è stato costruito appositamente negli Studi Astoria di Long Island (Queens). Per girare la sequenza ci sono voluti 5 giorni di riprese per 11 ore di lavoro giornaliero.

– Gli attori che interpretavano i Turnbull si recavano in un fast food per la pausa pranzo senza avere il tempo di togliersi i costumi, e questo fatto ha per un po’ di tempo intimorito gestori e gli avventori del locale fino quando non è uscita la notizia della produzione del film.

– Su alcuni set furono salariati con 500$ al giorno dei veri microcriminali, per proteggere i furgoni della produzione da eventuali vandalismi.

– I graffiti che marchiano il territorio dei protagonisti sono stati realizzati da un gruppo di graffitari assunti appositamente che non sono stati stipendiati ma fatti partecipare come attori/comparse.

– La famosa scena di Luther che richiama i Guerrieri con le tre bottiglie è stata improvvisata dall’attore sul momento (“Guerrieri, giochiamo a fare la guerra?”). L’attore ha detto d’aver preso spunto dalle provocazioni che un suo anziano vicino gli faceva quando era piccolo.

– Gli esterni del film vennero spostati molte volte a causa della folla di gente incuriosita che, avvicinandosi, interrompeva le riprese.

– La maggior parte del film venne girato direttamente per le strade di New York e questo comportava molti rischi. L’attore Joel Weiss ricorda che le riprese delle scene sulla Avenue A furono cancellate perché poco tempo prima si era verificato un duplice omicidio nei paraggi.

– Per la scena della riunione delle gang all’inizio del film, Hill volle, oltre agli autentici membri di bande di strada, qualche poliziotto in borghese. Così da evitare problemi di qualsiasi genere.

– La pellicola è tratta dall’omonimo romanzo di Sol Yurick, ispirato a sua volta dall’Anabasi di Senofonte.

– La Rockstar Games ha realizzato un videogioco ispirato al film, “The Warriors”. La trama precede di tre mesi il grande raduno, approfondendo la nascita e la prima formazione della gang, per poi allinearsi con gli eventi del film culminando con l’arrivo dei Riffs.

MARTEDÌ DELLO XENO – I RACHNI

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, parliamo di una specie del videogioco Mass Effect.

I Rachni sono insettoidi molto aggressivi, guidati da un’intelligenza collettiva.

Occupano pianeti estremamente pericolosi perché riescono a sopravvivere in ambienti ostili, che ucciderebbero la maggior parte delle specie senzienti.
Grazie alle loro capacità di coordinazione e inventiva si sono ricavati un’enorme striscia di territorio lungo tutta la galassia. Inoltre, la loro abilità condividere geneticamente la conoscenza tra le generazioni ha reso le regine – guide della società rachnide – i vertici di un vasto archivio di informazioni.

Molto interessante il loro modo di comunicare.

Paragonano discorsi e pensieri come fossero delle melodie, come mostrato da varie strane metafore che utilizzano mentre tentano di comunicare con altre specie.

Per esempio: “canti in tonalità molto cupe” per segnalare un discorso serio, paragonano l’aldilà al “grande silenzio” e si riferiscono al loro pianeta natale come “pianeta dei canti”.

MARTEDÌ DELLO XENO – ORBULON

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO un alieno appassionato di minigiochi strani.

Orbulon è un extraterrestre che compare nei videogiochi della serie WarioWare.

Alto e snello, con una protuberanza a forma di antenna sulla testa e solamente tre dita per mano, è completamente glabro, ha la pelle bianco latte, la lingua blu e occhi viola sempre nascosti da un paio di occhiali da sole.
Oltre a quelli, di solito indossa anche un paio di grossi stivali con la suola chiodata e un mantello nero dai bordi frastagliati.

Non sappiamo esattamente da che pianeta provenga ma, per sua dichiarazione, ha superato i 2000 anni di età e ha un quoziente intellettivo altissimo. Però è anche molto pigro: se non dorme almeno 20 ore al giorno, infatti, diventa piuttosto irritabile.

Giunto nel sistema solare a bordo della sua astronave a forma di maialino – la Oinker, che sappiamo essere dotata di motore a curvatura ma non del bagno – aveva inizialmente intenti di conquista, ma dopo essere stato colpito da un asteroide è precipitato sulla Terra e ha finito con l’integrarsi nella società, iniziando a lavorare come programmatore di minigiochi per la ditta fondata da Wario.
Col tempo si è poi appassionato alla cultura del pianeta e ne è diventato un vero esperto, anche se ha ancora qualche difficoltà a esprimersi in lingua inglese e non capisce mai le figure retoriche.
Inoltre, adora il cibo terrestre.

Grazie alla tecnologia aliena, Orbulon è dotato di molte capacità fuori dal comune: in particolare è in grado di assumere aspetto umano (quello di una ragazza con i capelli rossi), teletrasportarsi e sollevare oggetti pesanti grazie a una sorta di raggio traente. Sembra inoltre avere un particolare legame con i maiali.

Infine, almeno a parole, non ha abbandonato l’idea di conquistare la Terra, anche se non ha alcuna fretta di farlo.

BLACK KISS

 

Black Kiss è una serie di fumetti americani erotici hardboiled del 1988 scritta e disegnata da Howard Chaykin.

I contenuti sono piuttosto controversi e forti, con scene esplicite che, ai tempi, attirarono molte polemiche.
Lo stesso stampatore della Vortex Comics si rifiutò di pubblicare il libro a causa delle sue tematiche indecenti, riservate a un mercato per soli adulti. La Vortex, quindi, mise in vendita i fumetti della serie all’interno di una busta di plastica sigillata così da scoraggiare eventuali passanti dall’aprire la confezione e vederne le pagine interne.

Quindi perché recuperarlo?

È una storia che – devo dire la verità – mi è sembrata inizialmente piuttosto piatta. Non capivo dove andasse a parare ma, con l’avanzare della trama, si è trasformata in una vicenda sempre più intricata, interessante… e occulta.

Non posso dirvi altro, però vi rimando alle parole dell’autore: “Il libro fu fatto in un momento in cui si parlava seriamente di provare a creare un sistema di classificazione per i fumetti. L’idea, quindi, era di realizzare una storia che sarebbe stata spaventosa e offensiva… e, soprattutto divertente”.

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI YAG

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO, una specie aliena dell’universo di Conan il Barbaro.

Gli Yag sono creature umanoidi provenienti dal pianeta omonimo, verde e rigoglioso, situato ai confini dell’universo, molto lontano dalla Terra.

Hanno il corpo essenzialmente uguale a quello degli uomini, ma una grande testa che ricorda quella degli elefanti, con tanto di proboscide prensile, zanne e grosse orecchie.
In più, sono dotati di un paio di larghe ali piumate che consentono loro di volare anche nello spazio e di conseguenza, anche se non è ben chiaro come, sono in grado di resistere nel vuoto cosmico senza problemi.

E questa non è la loro unica capacità sorprendente: gli Yag sono infatti maestri della stregoneria, depositari di conoscenze e incantesimi ancestrali potentissimi. Ed è probabilmente per questo motivo che dimostrano spiccate capacità extrasensoriali come chiaroveggenza, retrocognizione e persino precognizione.

In una delle sue tante avventure, Conan incontra Yag-Kosha, l’ultimo esponente della specie presente sul nostro pianeta, fatto prigioniero da un mago malvagio.

Questi racconta al Cimmero di come, molto prima che la specie umana esistesse, il pianeta Yag fu teatro di una terribile guerra civile che portò alcuni degli abitanti a scegliere l’esilio, cercando un’esistenza pacifica da qualche altra parte nell’universo.
Giunti sulla Terra dopo un lungo peregrinare nello spazio, gli esuli Yag scelsero di vivere isolati, senza interferire con lo sviluppo delle civiltà autoctone (anche se qualcuno, pare, non fu proprio ligio al proposito e finì con il farsi venerare come un dio).
Col tempo, poi, la popolazione andò diminuendo fino a raggiungere l’orlo dell’estinzione.

LO ZAINO PROTONICO

 

Fra tutti gli equipaggiamenti fantascientifici che popolano i miei ricordi d’infanzia ce n’è uno che mi ha sempre affascinata molto: lo zaino protonico dei Ghostbusters.

In parte è sicuramente merito del suo aspetto un po’ raffazzonato, con quei “ciuffi ribelli” di cavi tenuti insieme con le fascette, i tubi e le componenti artigianali difficili da indentificare che però gli conferiscono – secondo me – una grande verosimiglianza e credibilità. Di quelle cose che (mi piaceva pensare da bambina) qualcuno, forse, da qualche parte nel mondo, nel suo garage, potrebbe aver inventato davvero.
Le lucine intermittenti e il suono che produce quando viene acceso, poi, fanno il resto.

Spiegato in parole semplici, il fucile collegato allo zaino proietta un fascio di protoni (particelle subatomiche caricate positivamente) che sono in grado di avviluppare le entità ectoplasmatiche (caricate negativamente) come una sorta di lazo di energia.
Il fantasma va poi trascinato verso un altro dispositivo, la trappola, che lo risucchia e cattura definitivamente.

Sulle cose materiali, invece, il fascio di protoni ha un effetto altamente distruttivo. Ma di questo, per citare Peter Venkman direttamente dal primo film, “Perché preoccuparsi? Ognuno di noi porta sulla schiena un acceleratore nucleare non autorizzato.”

SUL GLOBO D’ARGENTO

 

“Sul globo d’argento” (in originale: “On the Silver Globe”) è un film di fantascienza del 1977 diretto da Andrzej Żuławski.

Purtroppo bloccato dalla censura durante la lavorazione e quindi terminato nel 1988, il film è tratto dall’omonimo romanzo di Jerzy Żuławski (tra l’altro, prozio paterno del regista).

La storia segue le vicende di un piccolo gruppo di esploratori spaziali che lascia la Terra in cerca di libertà. Durante il viaggio, però, sono costretti a un atterraggio di emergenza e sbarcano su un pianeta molto simile al nostro dove cominciano a costruire una nuova civiltà primitiva.

Devo dire che non mi è dispiaciuto per niente anche se è molto particolare. Ho apprezzato molto la scelta della palette: questi toni blu e verdi sono alienanti e certi fotogrammi sono così belli che sembrano dei quadri surrealisti.

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI ALIENI DI MAC AND ME

 

Nel MARTEDÌ DELLO XENO di oggi parliamo di alcuni tra gli alieni più detestati della storia del cinema, protagonisti dell’infausto “Il mio amico Mac” (Mac and Me), film del 1988 per la regia di Stewart Raffill, considerato uno dei più brutti di sempre.

Mac (comodo acronimo di “Mysterious Alien Creature”) e la sua famiglia, composta da padre, madre e una sorellina più piccola, sono delle creature finite sulla Terra per sbaglio, risucchiate a bordo di una navicella sonda della NASA inviata sul loro pianeta d’origine per raccogliere alcuni campioni.

Goffi e spaesati, con lo sguardo vacuo degli effetti speciali a basso budget, hanno un aspetto antropomorfo, con la pelle rugosa e ricoperta di macchie scure, gli occhi enormi, piccoli cornini sulla testa e delle orecchie molto pronunciate, a punta.
Le loro mani hanno poi quattro dita mentre i piedi solo tre, ed entrambi sono piuttosto sproporzionati, grossi.

Come capacità ci troviamo ancora una volta piuttosto nel vago, al servizio della trama, ma vengono mostrati avere una sorta di legame telepatico tra loro, l’abilità di allungarsi, quella di accelerare la crescita delle piante e – grande classico delle storie sugli alieni precipitati sulla Terra – quella di attivare gli oggetti elettronici col pensiero.

Il film, considerato una brutta scopiazzatura di “E.T. l’extraterrestre” di Steven Spielberg (uscito qualche anno prima, nel 1982) e generalmente disprezzato da pubblico e critica per l’uso eccessivo che fa del product placement in favore di brand come McDonald’s, Skittles e Coca-Cola, fece un flop eccezionale al botteghino.
Col tempo, però, divenne una delle pellicole di culto per gli amanti del genere trash.

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