LUNEDÌ DELLO ZOMBO – SHAUN OF THE DEAD

 

È Natale! Non so se stiate festeggiando o lavorando ma, in qualsiasi caso, vi faccio tanti auguri! Passate queste feste in serenità, non come i protagonisti di quest’ultimo “lunedì dello zombo”!

Appartenente alla cosiddetta “Trilogia del cornetto” (che comprende anche “Hot Fuzz” del 2007 e “La fine del mondo” del 2013), Shaun of The Dead è il primo lungometraggio diretto da Edgar Wright, nel 2004.

Il film racconta la storia di Shaun e Ed, due uomini – non particolarmente svegli – sulla soglia dei trent’anni che decidono di andare a rifugiarsi nel loro pub preferito durante l’apocalisse zombie.
Le vicende si susseguono per tutta Londra con un ritmo frenetico ma comunque mantenendo un tono particolarmente parodistico.

Qui l’umorismo inglese incontra il genere horror: zombie dai movimenti incerti e impacciati che, forse, non sono così tanto differenti dagli stessi protagonisti.

MARTEDÌ DELLO XENO – GALLAXHAR

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, l’antagonista di Mostri vs. Alieni.

Gallaxhar è un alieno antropomorfo simile a un polipo il cui obiettivo è conquistare la Terra. Un signore della guerra egocentrico, malvagio, manipolatore e prepotente.

Pare abbia distrutto il suo pianeta natale a causa di un litigio con la moglie, poi è fuggito sulla sua astronave e ha iniziato a viaggiare per lo spazio – mettendosi in sonno criogenico –.
Viene svegliato dal suo computer in prossimità della Terra, dove è stato rilevato il Quantonium (una potente energia radioattiva che può alimentare le astronavi) e da quel momento dà inizio ai conflitti armati per impossessarsene.

Non è di certo il concept più originale per un alieno invasore, però mi aveva molto divertita il suo primo approccio nei confronti dei terrestri.

“Umani della Terra, state tranquilli. Va tutto bene. Tuttavia, la maggior parte di voi non sopravviverà nelle prossime 24 ore. E quelli di voi che ce la faranno, verranno ridotti in schiavitù e sottoposti ad atroci esperimenti. Però non prendetela sul personale. Sono solo affari.
Quindi, ricapitolando: vengo in pace, non intendo farvi del male e morirete tutti. Ciao.”

LUNEDÌ DELLO ZOMBO – ZOMBI 2

 

Per il terzo “lunedì dello zombo” devo nominare un altro film vecchiotto, del 1979.
Zombi 2, di Lucio Fulci.

Pellicola che è stata oggetto di diverse critiche, una su tante l’accusa mossa al regista per aver “scopiazzato” da Romero.

Fulci replicò elencando tutti i film di zombi della storia del cinema, precedenti a quello dell’altro regista, aggiungendo un sarcastico e polemico: «Se ho copiato da voi, allora ho copiato anche da loro. Statevene zitti. Zombi 2 è naturalmente nato sulla scia del film di Romero ma il mio film è completamente diverso. Lui ha fatto un film sociale, io ho fatto un film più avventuroso, e soprattutto ho ricondotto la figura del morto vivente ai riti vudù cui naturalmente appartiene. Non credo di aver copiato».

Accantonando la polemica, ricordo una pellicola molto cruda, con vermi che escono da tutte le parti e una scena, in particolare, di una testa trascinata verso uno spuntone di legno. Vi lascio immaginare cosa succeda dopo.

MARTEDÌ DELLO XENO – IL CAPOTRENO DEL GALAXY EXPRESS 999

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO un personaggio nato dalla matita di Leiji Matsumoto.

Il Capotreno, talvolta chiamato anche semplicemente “Controllore”, è l’impiegato delle Ferrovie Galattiche responsabile del treno Galaxy Express 999, a cui è fortemente affezionato.

Non molto alto e dal fisico piuttosto rotondo, indossa sempre un’uniforme color blu scuro, dei guanti e un grosso cappello da ferroviere. Sul braccio sinistro porta inoltre una fascia bianca sulla quale è riportato il numero della corsa.
Le sue reali fattezze, però, sono un mistero: il viso è infatti perennemente avvolto nell’ombra, nascosto tra il cappello e il colletto portato molto alto, cosa che mette in risalto due brillanti occhi gialli.
Non si conosce il nome della sua specie, ma sembra che il corpo sia composto da gas pressurizzato incolore tenuto insieme, per altro, proprio dalla divisa. Motivo per cui, anche aprendone la giacca, sotto non si vedrebbe nulla.

Come carattere si dimostra sempre composto e amichevole, anche se è molto pignolo nell’applicazione dei regolamenti delle Ferrovie Galattiche. Prende infatti molto sul serio il suo ruolo e i doveri che ne conseguono, soprattutto la sicurezza di passeggeri.
Il suo buon cuore, tuttavia, più di una volta lo porterà a fare delle eccezioni.

LUNEDÌ DELLO ZOMBO – IL SERPENTE E L’ARCOBALENO

 

Per il secondo “lunedì dello zombo” nomino “ll serpente e l’arcobaleno”, film del 1988 diretto da Wes Craven e basato sul libro di Wade Davis.

La trama è incentrata sugli studi di un giovane antropologo dell’università di Harvard che si reca ad Haiti per verificare le voci relative al fenomeno dei morti viventi. Lì conosce Marielle Duchamp, una psichiatra che si mostra subito ben disposta ad aiutarlo nelle sue ricerche.
Il protagonista rimane sempre più affascinato da quel mondo misterioso e pericoloso, ricco di superstizioni e riti voodoo.

Non è un film molto conosciuto ma secondo me merita di essere recuperato.

MARTEDÌ DELLO XENO – I BITH

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, i Bith, dall’universo di Star Wars.
Questa specie è pacifica e proviene dal pianeta Clak’dor VII.

La loro pelle può avere diverse tonalità: dal giallo/arancione al rosa/verde. Hanno un cranio molto sviluppato e grandi occhi neri. A differenza degli esseri umani, possiedono un solo polmone e sono privi del naso tuttavia le loro capacità olfattive sono molto acute. Inoltre, hanno un’ottima destrezza manuale, che gli permette di maneggiare strumenti delicati e sottili.

Forse è per questo motivo che si sono specializzati nelle arti e nella tecnologia. Non è raro trovarli come personale di servizio nei locali oppure impiegati come scienziati o ingegneri.

Ma sicuramente ricordate la band che suona nella cantina di Mos Eisley: i Cantina Band o “Figrin D’an and the Modal Nodes”.
Sono sette membri, tutti di razza Bith: il leader è appunto Figrin D’an.
La band era molto popolare durante le Guerre dei Cloni ma con l’Impero gli affari sono peggiorati. Con il passare degli anni – per guadagnarsi da vivere – la band è stata costretta a suonare nelle cantine e nei luoghi più malfamati della Galassia, come appunto il porto di Mos Eisley.
Suonano un genere che sia chiama Jizz e il loro pezzo più famoso è l’iconico: Mad About Me.

E niente, la vita del musicista è difficile in qualsiasi universo.

LUNEDÌ DELLO ZOMBO – LA NOTTE DEI MORTI VIVENTI

 

Dicembre – per molti – è un mese di festa, riunioni familiari, addobbi e buoni sentimenti.
Quindi intervalliamo questo clima ricco d’amore con il “lunedì dello zombo”, che ci accompagnerà fino a fine anno.

Il primo film che mi sento di nominare è “La notte dei morti viventi”.
Pellicola del 1968 di George A. Romero, il regista si è occupato della direzione ma anche di fotografia, musica e montaggio. Grande classico del genere e ottimo esempio di come si possa creare qualcosa di meraviglioso anche con un budget limitato (appena 114.000 dollari).

All’uscita destò molto scalpore a causa delle scene splatter crude e realistiche e della trama spaventosa e claustrofobica: è indimenticabile la scena in cui una ragazzina – ormai tramutata – si ciba dei resti dei propri genitori.

E, piccola curiosità, si tratta del primo lungometraggio ad avere un afroamericano come protagonista, fatto per nulla scontato per quell’epoca.
Con questo film Romero ha inventato un vero e proprio genere e ispirato il mondo del cinema, quello videoludico, fumettistico e anche musicale.

QUALCHE CURIOSITÀ SU NIGHTMARE

 

Nightmare è un grande classico ma forse non tutti conoscono alcune curiosità legate agli effetti speciali artigianali utilizzati durante le riprese.
Questi, nello specifico, riguardano tutti Nancy Thompson.

La scena in cui la ragazza si addormenta mentre fa il bagno, è stata girata in una vasca senza fondo, a sua volta immersa in una piscina. Quando doveva girare le scene in cui veniva trascinata sott’acqua, l’attrice si avvaleva dell’aiuto di una controfigura, ma in un’intervista ha rivelato d’aver comunque trascorso molte ore a mollo.

E ancora, per l’effetto degli scalini “molli”, nella scena in cui sale le scale, è stato utilizzato un mix di colla e farina d’avena. Quella parte fu diretta dal produttore Robert Shaye che… l’aveva sognata.

La sequenza del telefono invece, quella in cui la lingua di Freddy sbuca dal ricevitore mentre Nancy tenta di parlare con Glen, venne realizzata con l’ausilio di un telefono sul quale era stata montata una protesi. Heather Langenkamp (interprete di Nancy), tra l’altro, si è tenuta il telefono come souvenir.

UN PRIMO SGUARDO ALLA SERIE TV DI FALLOUT

 

L’uscita della serie di Fallout pare fissata per il 12 aprile 2024, su Amazon Prime, ma Vanity Fair ha condiviso alcune immagini ufficiali e info che mi stanno incuriosendo non poco.

Partiamo proprio dal cast, dove compaiono nomi che sinceramente non vedevo l’ora di rivedere sullo schermo, due in particolare: Kyle MacLachlan (Twin Peaks) e Michael Emerson (Lost).

Per quanto riguarda la trama, per ora è semplice e lineare: la serie, ambientata 219 anni dopo la detonazione delle testate nucleari, vedrà Lucy – una donna abitante di un Vault – costretta a esplorare il mondo in superficie per una missione di salvataggio. Tra scarafaggi radioattivi e bestie mutate troverà l’appoggio di due compagni di viaggio: il soldato Maximus, della Confraternita d’Acciaio e il cacciatore di taglie noto come “Il Ghoul” (che attraverso dei flashback racconterà anche qualcosa sul mondo prima della Grande Guerra).

Pare che la storia sarà canonica e perfettamente inserita nella lore dell’universo Bethesda, quindi mi aspetto anche tanta crudeltà, satira e ironia.

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI HANAR

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, torniamo a parlare di Mass Effect.

Gli Hanar sono una delle poche specie non bipedi della Cittadella.
Ricordano delle meduse: invertebrati bioluminescenti con lunghi tentacoli, per sostenersi hanno bisogno di complessi campi gravitazionali.

Comunicano – grazie all’assistenza di macchine – con scrupolosa precisione ed estrema gentilezza. Sono educati al limite dell’esagerazione.

Non si riferiscono mai a loro stessi parlando alla prima persona singolare, particolare che sarebbe considerato egoistico. Preferiscono invece utilizzare espressioni come “il sottoscritto” o usare la forma impersonale. In ogni caso, anche quando è agitato o arrabbiato, un Hanar continuerà a mantenere una squisita compostezza.

Di solito hanno due nomi, uno “manifesto” e uno “spirituale”. Il primo è viene utilizzato con gli stranieri, il secondo è riservato per amici intimi e familiari.

Gli Hanar sono molto religiosi: molto importante è la “Fioritura del Primo Raccolto”, che dura per tredici giorni e ruota attorno alla celebrazione del dono della parola, la cui provenienza è attribuita agli Illuminati. È un connubio di contemplazione e competizione dove i fedeli si impegnano in dibattiti, duelli di poesia e altre forme d’arte tradizionali del loro pianeta d’origine.

Close