I VIAGGIATORI DELLA SERA

 

Di recente ho visto piuttosto ripresa sui social una scena presa da “I Viaggiatori della Sera”, film del 1979 di (e con) Ugo Tognazzi, dove lo si vede rispondere in maniera sgarbata al petulante nipotino Antonluca.

Quello scambio di battute che sembra provenire da una qualsiasi commedia all’italiana, però, è decontestualizzato: la pellicola riprende infatti abbastanza fedelmente l’omonimo romanzo di Umberto Simonetta, uscito nel 1976, che ha toni ben più distopici e angoscianti.

In quello che allora era un prossimo futuro, l’autore descriveva un’umanità (o quantomeno l’Italia) piagata da un grave problema di sovrappopolazione.
E per risolverlo, un non meglio precisato governo autoritario ha istituito una legge che impone ai cittadini di trasferirsi in specifici “Villaggi Vacanze” una volta compiuti i 49 anni, abbandonando così le loro case e qualunque altra attività svolgessero prima.

Le virgolette non sono messe a caso, perché i cosiddetti Villaggi Vacanze sono in realtà dei lager ricoperti di vernice dorata. Posti dove gli “ospiti”, pur potendosi dare alla pazza gioia, sono costretti a partecipare a un’estrazione mensile i cui vincitori hanno la “fortuna” di partire per una crociera dalla quale non faranno più ritorno.
E per cui prima dell’imbarco ti danno l’estrema unzione, giusto per evitare equivoci.

Non a caso, molti “anziani” scelgono di togliersi la vita prima di essere costretti a partire per uno dei Villaggi.
Altri invece semplicemente si rassegnano al loro destino e stanno al gioco, cercando di godere appieno e senza freni i loro ultimi momenti.

Insomma, il romanzo di Simonetta descrive un quadro che mi ha sinceramente turbata: un futuro dove la disumanizzazione è di casa e comunemente accettata all’interno della società.
Un perfetto esempio di distopia “sottile”, giocata sul filo della morale, senza bisogno di grandi disastri o esplosioni atomiche.

QUALCHE CURIOSITÀ SU 1984

 

Tutti conosciamo 1984, il celebre romanzo distopico di George Orwell ma ecco alcune curiosità che ho scoperto, indagando sul testo:

– David Bowie ha scritto una canzone “1984”, ispirata al romanzo. Pubblicata nel 1974 come singolo tratto dall’album Diamond Dogs, gran parte del progetto era stato pensato per un musical basato sul romanzo stesso. Purtroppo però la moglie di Orwell non concesse i diritti, perciò non si realizzò mai.

– La trasposizione cinematografica “Orwell 1984” (con John Hurt) è molto accurata. È uscita nel 1984, rispettando nelle riprese anche i mesi e i luoghi citati da Orwell.

– Esiste un whisky ispirato al romanzo. Orwell scrisse parte del suo capolavoro sull’isola di Jura, in Scozia. Così, una distilleria scozzese, chiamata appunto Jura, ha ideato e prodotto 1,984 bottiglie di “Jura 1984 Vintage”, un whisky dalle vaghe note di caffè.

– Ne “L’uomo che fuggì dal futuro” (THX 1138 – 1970) di George Lucas, vediamo coniugati gli orrori di 1984 con quelli de “Il mondo nuovo” di Aldous Huxley.

– “Half-Life 2” è ambientato in una città immaginaria, City 17, che presenta molte chiare analogie con il mondo di 1984. La popolazione indossa tute numerate e vive sotto le leggi e il controllo di un leader carismatico. Wallace Breen, infatti, appare alle masse tramite schermi posizionati nelle abitazioni e nelle piazze.

– Nel video game “Remember Me”, ambientato nel 2084, le memorie degli esseri umani sono digitalizzate, memorizzate e interscambiate da una società privata (Memorize), dalla quale i governi ne sfruttano occultamente la tecnologia Sensen per fini politici e militari. La protagonista è parte del movimento sovversivo, equivalente alla Fratellanza del romanzo. Inoltre, La Bastiglia è una prigione che ospita dissidenti e prigionieri politici allo scopo di cancellarne e riprogrammarne la memoria, in parallelo con quanto avviene nel Ministero dell’Amore.

– V for Vendetta, graphic novel di Alan Moore e David Lloyd, è chiaramente ispirata a 1984. La società distopica è strutturata in modo molto simile a quella del romanzo di Orwell e i cittadini di una Londra sono soggetti a continui condizionamenti audiovisivi da parte dei tiranni che governano.
Nel film omonimo nel 2005, tra l’altro, vediamo John Hurt nel ruolo del dittatore Adam Sutler (l’attore era stato già interprete di Winston Smith, nell’adattamento cinematografico del libro).

– Nel 1984 Apple presentò al pubblico il nuovo “Macintosh” attraverso uno spot pubblicitario, girato dal regista Ridley Scott.
Nel video, veniva sfruttata la metafora di un regime dittatoriale (il riferimento era l’IBM), mentre Apple voleva proporsi come figura anticonformista.
Lo spot diceva: «Il 24 gennaio Apple Computer presenterà il Macintosh. E vedrete perché il 1984 non sarà come 1984.»

fonte: solo libri

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