MARTEDÌ DELLO XENO – GLI AB-UMANI

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO una specie proveniente dal fumetto “Planet of the Damned” del misterioso R. E. Wright (quasi sicuramente uno pseudonimo), pubblicato fin dal primo volume della rivista britannica “Starlord”, uscita nel maggio del 1978.

Gli Ab-umani sono creature originarie dell’Ab-mondo (in originale “Ab-world”), una dimensione parallela a cui si può accedere attraverso il Triangolo delle Bermuda, cosa che di solito avviene in maniera accidentale.

Il loro aspetto è informe e spaventoso: somigliano a grotteschi ammassi di materia molliccia dotati di appendici che conferiscono loro una forma molto, ma molto vagamente antropomorfa.
Sono tuttavia completamente privi di occhi, orecchie, naso e qualsiasi cosa che potrebbe ricordare un apparato sensoriale. Come facciano a percepire il mondo attorno a loro è quindi un vero e proprio mistero!
L’unico orifizio di cui si ha conoscenza è quello che usano per spruzzare acido contro le loro prede.

Gli Ab-umani sono infatti predatori aggressivi e spietati, che non esitano ad attaccare gli esseri umani che arrivano nell’Ab-mondo, approfittando del loro smarrimento. E, stando a quanto riportano i pochi sopravvissuti, lo fanno per cibarsene.
Il mezzo più efficace per difendersi da loro è l’alcool, poiché il semplice contatto con la sostanza innesca una reazione chimica così violenta da farli avvolgere nelle fiamme in pochi secondi.

Per il resto, della loro società non sappiamo praticamente nulla a parte che, a una prima occhiata, sembra piuttosto primitiva.
A contribuire a questo aspetto c’è anche il fatto che (e la cosa mi fa molto ridere perché è il secondo termine che richiama il 40k che scrivo nell’articolo, pur se in realtà non c’è alcun collegamento reale tra i due universi) essendo goffi e lenti a piedi, compensano cavalcando i Grot, grosse creature volanti simili a pteranodonti.

IL PRIMO TIMECOP ERA UN FUMETTO

 

Ma voi lo sapevate che prima di diventare un famoso film con Jean-Claude Van Damme, Timecop era un fumetto?

Una proto-storia divisa in tre parti, intitolata “Time Cop: a man out of time” fece la sua comparsa sui numeri 1, 2 e 3 (agosto, settembre e ottobre 1992) della rivista antologica “Dark Horse Comics”, pubblicata dall’omonima casa editrice.

Gli autori erano Mike Richardson e Mark Verheiden, gli stessi che poco dopo si occuperanno di scrivere anche la sceneggiatura per il film, poi a sua volta riadattata in forma di fumetto per accompagnarne l’uscita, nel 1994.

Mi spiace solo che, nelle mie ricerche, non sono riuscita a trovare notizie di un’eventuale pubblicazione italiana. Il che mi sembra strano: visto il successo commerciale ottenuto dalla pellicola mi sarei aspettata almeno la pubblicazione del suo adattamento, essendo tra l’altro solo due numeri. E invece nulla.
È un peccato! Se qualcuno dovesse saperne qualcosa mi faccia sapere!

[Nell’immagine, l’agente Max Walker illustrato da Dave Dorman, preso dalla copertina dell’albo con la sua prima apparizione.
I disegni per i fumetti veri e propri, invece, furono entrambi opera di Ron Randall.]

MARTEDÌ DELLO XENO – MIKITAKA HAZEKURA

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO un alieno che forse non lo è ma si professa comunque tale, apparso in “Diamond is Unbreakable”, la quarta serie de Le Bizzarre Avventure di JoJo.

Mikitaka Hazekura, il cui vero nome lui dichiara essere Nu Mikitakazo Nshi, è un sedicente extraterrestre originario di un pianeta sconosciuto vicino alle Nubi di Magellano.

A parte le orecchie visibilmente a punta come quelle di un elfo, ha l’aspetto di un normale ragazzo adolescente, con altezza e peso nella media, la carnagione chiara, i capelli biondo platino (quasi bianchi) e gli occhi verdi.
Porta inoltre un orecchino al naso, collegato con una catenella fino all’orecchio sinistro, e di solito indossa un’uniforme scolastica decorata con simboli che richiamano il tema dello spazio e degli alieni (per esempio un disco volante, pianeti, stelle).

Al di là del suo aspetto, stando a quel che dice, ha 216 anni ed è venuto sul pianeta Terra per scoprire la sua cultura e vedere se è un buon posto per trasferirsi, visto che il suo mondo d’origine sta morendo.
A riprova di questo c’è una genuina curiosità per tutto ciò che lo circonda, anche le cose più banali, e il fatto che spesso non riesca a cogliere le sfumature dei discorsi o delle situazioni, per non parlare dell’utilizzo di molti oggetti (memorabile quando mangia un fazzoletto di stoffa che gli è appena stato offerto, per esempio).
Al di là di tutto, comunque, Mikitaka ha un’indole gentile e pacata.

Soffre però molto il suono acuto delle sirene, tanto da agitarsi e avere delle vere e proprie reazioni allergiche, come l’arrossarsi della pelle. Stando alle sue parole, anche solo sentirle in lontananza causa a quelli della sua specie un dolore intollerabile.

Un’altra caratteristica “aliena” rilevante è la capacità di mutare forma a piacimento e trasformarsi in qualsiasi oggetto voglia, replicandone perfettamente anche le proprietà fisiche.
È tuttavia soggetto ad alcune limitazioni, come l’impossibilità di replicare meccanismi complessi e quella di andare oltre le capacità del proprio corpo. Inoltre ha serie difficoltà nel riprodurre i volti delle persone, visto che dalla sua prospettiva gli umani sono tutti uguali.
Infine, la cosa gli richiede comunque concentrazione e deve avere ben chiara l’idea dell’oggetto in cui si sta trasformando, altrimenti potrebbe fargli assumere involontariamente capacità o comportamenti strani, dovuti alla sua ingenuità.

Se la capacità di trasformarsi, chiamata “Earth Wind and Fire”, sia uno Stand (in breve: la manifestazione fisica dell’energia vitale di qualcuno, di solito come entità antropomorfa, in grado di conferire poteri sovrannaturali) o meno è un argomento dibattuto esattamente come l’origine extraterrestre di Mikitaka, che potrebbe in realtà essere solo un essere umano con uno Stand particolare e una strana ossessione/convinzione di essere un alieno.
L’autore del manga, Hirohiko Araki, si è curato di seminare indizi che puntano in entrambe le direzioni, lasciando volutamente la cosa ambigua.
E forse è proprio questo a rendere il personaggio così interessante.

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI ZORGON

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO degli alieni che sicuramente a ferragosto organizzeranno una grigliata.

Gli Zorgon sono una specie extraterrestre che abita il pianeta Zorgo.
Hanno un aspetto antropomorfo e sono un po’ più alti degli umani, con la pelle color verde acquamarina, le orecchie appuntite e un crestino sulla sommità della testa, al posto dei capelli. Inoltre, i tratti del loro volto sono piuttosto duri, quasi “grezzi”, con fronti spaziose, occhi infossati, una bella mascellona e due zanne che spuntano dall’estremità inferiore della bocca.

Non si tratta di per sé di gente ostile, anzi, in qualche modo cercano di mantenere relazioni diplomatiche amichevoli con gli umani e altri alieni. L’unica cosa che rende tutto un po’ complicato, però, è la loro dieta: gli Zorgon sono infatti dei carnivori convinti e non si fanno alcun problema, nonostante tutto, a cibarsi delle altre specie.
Apprezzano in particolare gli umani, di cui sono davvero molto ghiotti, soprattutto da quando sono venuti in possesso di alcuni ricettari che spiegano come cucinarli al meglio.
Di recente, però, questo “problema” è stato risolto fornendo loro un prodotto sintetico simile, chiamato “I Can’t Believe It’s Not Humans!” (parodia di “I Can’t Believe It’s Not Butter!”, una marca di margarina famosa negli Stati Uniti).

Un’altra cosa interessante sulla loro storia è il fatto che Zorgo non sia il loro vero mondo di origine. Prima di arrivarvi, infatti, erano degli esuli spaziali che viaggiavano per la galassia alla ricerca di un pianeta dove stabilirsi.
Arrivati su Zorgo, vennero accolti dai suoi originali abitanti, i Pacifoidi, che insegnarono loro come coltivare e come costruire case e utensili.
In seguito, però, vennero invitati dagli Zorgon a un grande banchetto messo in piedi per ringraziarli… e vennero mangiati tutti. Ancora oggi, il ricordo di quel banchetto viene celebrato come “Il Giorno della Grande Festa” (parodia del “nostro” Giorno del Ringraziamento).

Gli Zorgon sono personaggi ricorrenti nelle strisce a fumetti di Brewster Rockit, disegnate da Tim Rickard a partire dal 2004 e inedite in Italia, che parodizzano vari aspetti della fantascienza classica e moderna mostrando la vita sulla Stazione Spaziale R.U. Sirius.
In particolare Karnor, il Leader degli Zorgon, è un personaggio ricorrente molto apprezzato, che crea spesso “problemi” per via del suo desiderio di cibarsi degli umani.

IL MIO COSTUME DI SHIN – DOROHEDORO

 

Finalmente il costume di Shin – Dorohedoro è pronto!

È il mio personaggio preferito quindi spero di averlo rappresentato bene 🫀🫀 ma vi giuro è stato complicatissimo!

Sicuramente lo porterò a qualche fiera, la maschera – anche se non sembra – è davvero comoda e morbida.

[Se non lo conoscete ANDATE A RECUPERARVI il manga! Trovate anche l’anime su Netflix]

MARTEDÌ DELLO XENO – MATARAEL

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, Matarael, dall’universo di Neon Genesis Evangelion.

Nell’opera animata originale quasi tutti gli angeli sono gli antagonisti del genere umano che, a più riprese, cercano di raggiungere il quartier generale dell’agenzia speciale NERV, nella città di Neo Tokyo-3.

Questo, nello specifico, è conosciuto anche come Matriel: il nono angelo. Il nome trova riscontro in un testo religioso chiamato libro di Enoch, dove viene descritto come l’angelo della pioggia.

Le sue sembianze ricordano un aracnide con un unico corpo centrale dalla cui parte superiore si protendono quattro lunghi arti sovradimensionati rispetto al resto della sua struttura.
E proprio sul corpo centrale sono presenti otto “occhi” inscritti in un triangolo equilatero e uno disposto al centro della sezione inferiore (definito “occhio centrale”) dal quale Matarael riversa un liquido di colore ocra dall’elevato potere corrosivo.
È probabile che l’acido sia prodotto da una ghiandola disposta all’interno dell’angelo.

Questo è sicuramente l’angelo che mi ha impressionata di più, la prima volta che l’ho visto!

MARTEDÌ DELLO XENO – GAMORA

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, un personaggio dell’universo Marvel.

Gamora è la figlia adottiva di Thanos ed è l’ultima della sua specie: gli Zen Whoberi.
Viene cresciuta e addestrata per assassinare Magus, una versione malvagia di Adam Warlock quindi diventa molto abile nell’uso delle arti marziali, guadagnandosi l’appellativo “la donna più mortale della galassia”.

È quindi una formidabile lottatrice, con una forza e un’agilità spaventosa in grado di utilizzare ogni arma della Via Lattea (ma preferisce utilizzare principalmente spade e coltelli) ed è specializzata nelle tecniche di infiltrazione.
Possiede anche un collegamento telepatico con Thanos.

Inoltre, nella serie Infinity Watch si dice che Gamora sia stata potenziata ciberneticamente per avere abilità sovrumane e un rapido fattore di guarigione che le ha permesso di sopravvivere al calore di un sole artificiale.

Il personaggio, nel Marvel Cinematic Universe, è interpretato da Zoe Saldana: all’inizio la vediamo come spietata e letale assassina ma dopo essersi alleata con Peter Quill, Rocket Raccoon, Groot e Drax trova una sorta di redenzione.

Art: Wesley Burt

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