MARTEDÌ DELLO XENO – I DRELL

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, i Drell: dall’universo di Mass Effect.

Di forma umanoide, sono una delle molte razze bipedi della Via Lattea, ma il loro tessuto muscolare è leggermente più denso, cosa che gli dona una forza del tutto inaspettata.

Discendono dai rettili, anche se molte caratteristiche derivate da ciò sono nascoste, il loro osso iode è particolarmente sviluppato, permettendogli di gonfiare la gola e produrre suoni vocali al di fuori delle capacità umane. Possiedono anche due serie distinte di palpebre e, per quanto sia insolito per un rettile, anche il sistema di lacrimazione, che gli consente di piangere.

La più affascinante peculiarità Drell è però la loro mente eidetica: nata come naturale adattamento a un mondo che li costringeva a ricordare la precisa posizione di ogni risorsa necessaria (vegetazione, acqua potabile e percorsi di migrazione delle prede), si è sviluppata nel corso del tempo come un vero e proprio “database” che i Drell si ritrovano involontariamente a consultare con lunghi e vividi flashback, nel momento in cui la loro memoria viene stimolata sufficientemente.
Quando questo accade, i ricordi sono così forti che molti Drell finiscono addirittura con il confonderli con la realtà, rivivendo le stesse e identiche emozioni provate anche anni addietro come se stessero capitando in quel preciso momento.

Infine, la maggior parte dei Drell sono profondamente religiosi e fanno una netta distinzione tra quello che è il loro corpo e quella che è la loro anima, ritenendo comunque che essi coesistano insieme e che non possano essere scissi l’uno dall’altra, se non nel momento della morte.

Seguendo questo principio, l’addestramento militare e al contempo religioso degli assassini Drell insegna loro come scindere l’anima dal corpo, usando quest’ultimo come un mero strumento (quasi fosse una pistola o un fucile), sollevando perciò l’anima da qualsivoglia macchia o colpa attribuibile dal crimine commesso.

MARTEDÌ DELLO XENO – LA VORACE BESTIA BUGBLATTA DI TRAAL

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, un essere alieno nato dalla penna di Douglas Adams, apparso – o quantomeno citato – in tutti i media della Guida Galattica per Autostoppisti, nonché uno dei preferiti dal pubblico.

La Bestia Bugblatta è un animale originario del pianeta Traal, famoso essenzialmente per due cose: la sua voracità e la sua stupidità.

Sembra infatti che non sia in grado di apprendere dalle proprie esperienze e, di conseguenza, si stupisca costantemente di tutto ciò che gli accade attorno.
Non che questo abbia grandissima importanza, dato che il suo flusso di pensieri tipico è (cito testualmente) più o meno “fame… fame… fame… fame… incazzato… fame”.
Descritta come la creatura più violentemente carnivora della galassia, è infatti costantemente affamata. E, cosa ben più strana, ha l’abitudine di chiedere alle proprie vittime il nome prima di mangiarle, così da poterlo incidere in un memoriale creato apposta sulle pareti della sua caverna.

L’aneddoto più famoso che la riguarda, però, è che pare dia per scontato che se la sua preda non la può vedere, allora nemmeno lei è in grado di vederla a sua volta. Motivo per cui la Guida Galattica per Autostoppisti consiglia di avvolgersi un asciugamano attorno alla testa nel caso se ne incontrasse una.

Sull’aspetto fisico, invece, le descrizioni sono un po’ vaghe e talvolta “creative”. Sembra che la bestia abbia una specie di rubinetto in testa e che possa cambiare il colore degli occhi tra rosso, verde e malva.
I pochi sopravvissuti che sono riusciti a scamparle, poi, riportano come sia dotata di denti affilatissimi e girevoli, occhi “lazero-zap” (che presumo voglia dire sparino raggi laser), parecchi artigli fatti di durissimo carburo di tungsteno, pelle ruvida come un’autostrada e abbia il respiro pesante come un Boeing 747.

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI UMBRITI

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, delle creature provenienti dall’universo di Andromeda, “l’altra” serie di fantascienza ideata da Gene Roddenberry, autore di Star Trek.

Gli Umbriti sono una specie umanoide originaria di Zhu-Zhu Hwai, un pianeta piuttosto isolato nella Galassia del Triangolo, caratterizzato da una forte gravità (circa il doppio di quella terrestre) e dal fatto che la superficie è inabitabile, motivo per cui la civiltà si è sviluppata al di sotto, in un complesso sistema di gallerie sotterranee gremite di persone.

A causa di queste condizioni, gli Umbriti si sono evoluti in una specie fisicamente molto forte e robusta, nonché abituata a vivere in condizioni di scarsa luminosità.
La loro pelle è color azzurro-grigiastra e hanno gli occhi incassati in una struttura facciale robusta che include due grosse zanne che spuntano delle guance. La bocca e in naso, invece, sono appena accennati, quest’ultimo ricoperto da creste.

A livello caratteriale hanno fama di essere poco loquaci ma estremamente leali e collaborativi. Caratteristiche derivate dalla loro struttura sociale, simile a quella di alcuni insetti, che li vede suddivisi in vari sotto-nuclei (spesso corrispondenti alle città) molto interconnessi tra loro.
Col tempo però si sono diffusi parecchio anche nello spazio, probabilmente perché essendo già abituati a vivere in spazi ristretti, trovano facile adattarsi a farlo anche su astronavi e stazioni spaziali.

Pur se a prima vista potrebbero sembrare una specie insettoide, in realtà gli Umbriti sono mammiferi. E una cosa curiosa è che hanno tre sessi: i maschi, le femmine fertili e quelle non fertili.
Questo perché prima che la loro civiltà si evolvesse, il normale ciclo riproduttivo biologico prevedeva che i maschi fecondassero le femmine fertili e che, poi, i nuovi nati venissero accuditi e nutriti da quelle non fertili.
Col tempo e la tecnologia, però, questa cosa è diventata retaggio del passato e la loro società ha sviluppato metodi più egualitari per gestire le nascite.

MARTEDÌ DELLO XENO – I JHAZALLIANI

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, delle creature apparse in “Le ragazze della Terra sono facili”, una quasi dimenticata commedia-musical fantascientifica del 1988.

I Jhazalliani sono alieni antropomorfi ricoperti di una folta pelliccia colorata.
Come altezza, peso e proporzioni sono in tutto e per tutto accostabili agli esseri umani, tanto che una volta tosati e debitamente truccati possono tranquillamente farsi passare per essi.
Sappiamo però che hanno due cuori, lingue eccezionalmente lunghe e una formidabile capacità di apprendimento che gli consente di assimilare informazioni a una velocità impressionante (per esempio guardando la televisione, come in ogni buona pellicola degli anni ’80 e ’90).

Nel film, infatti, i tre Jhazalliani chiamati Mac, Zeebo e Wiploc (interpretati da dei giovani Jeff Goldblum, Damon Wayans e Jim Carrey) intercettano con i sistemi della loro astronave alcuni programmi televisivi terrestri e rimangono intrigati dalla “bellezza esotica” delle ragazze umane, soprattutto dal fatto che siano quasi completamente prive di pelo.
A causa di un malfunzionamento poi precipitano sul pianeta, più precisamente a Los Angeles, dritti nella piscina della bella Valerie (Geena Davis).
Lì, durante la loro breve permanenza forzata, intanto che si ingegnano per riparare la nave, i tre fanno amicizia con la ragazza e la aiutano a risolvere i suoi problemi di cuore. Il tutto accompagnato da un excursus di feste in discoteca, giornate in spiaggia e secchiate di cultura pop dell’epoca.

Un’ultima curiosità: la trama è liberamente ispirata alle strofe della canzone “Earth Girls Are Easy” di Julie Brown, uscita nel 1984 e che ovviamente fa parte della colonna sonora del film.

MARTEDÌ DELLO XENO – L’ALIENO DI “SPUTNIK”

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, la creatura del film “Sputnik – Terrore dallo spazio”.

Siamo nel 1983 quando due cosmonauti sovietici, impegnati in una missione di ricerca orbitale, vedono qualcosa muoversi all’esterno della loro navicella. L’atterraggio è un disastro e solo un membro dell’equipaggio sopravvive: Konstantin.

L’uomo però ha inconsapevolmente riportato sulla Terra una forma di vita extraterrestre che vive all’interno del suo corpo, più precisamente nell’esofago.
La creatura esce durante la notte, mentre il suo ospite dorme.

I due sembrano aver sviluppato una relazione completamente simbiotica, con l’alieno che dall’esofago del cosmonauta beneficia dei suoi nutrienti e Konstantin che grazie a lui mostra un completo recupero (definito impossibile) dalle ferite riportate durante l’atterraggio.

L’alieno di Sputnik ha un corpo snello, grigiastro e sinuoso, con una testa dotata di tanti occhi e una bocca con dentatura affilata.
Ha inoltre una grande forza fisica che può decapitare di netto un essere umano.

Il dettaglio più interessante, però, è che si nutre di paura. Infatti è attratto dal cortisolo: un ormone steroideo che viene rilasciato dal cervello umano in condizioni di stress o, per l’appunto, paura.

Nel film, il Colonnello ha provato a nutrirlo con animali, ma solo un essere umano impaurito sembra riuscire a saziarlo.

MARTEDÌ DELLO XENO – MATARAEL

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, Matarael, dall’universo di Neon Genesis Evangelion.

Nell’opera animata originale quasi tutti gli angeli sono gli antagonisti del genere umano che, a più riprese, cercano di raggiungere il quartier generale dell’agenzia speciale NERV, nella città di Neo Tokyo-3.

Questo, nello specifico, è conosciuto anche come Matriel: il nono angelo. Il nome trova riscontro in un testo religioso chiamato libro di Enoch, dove viene descritto come l’angelo della pioggia.

Le sue sembianze ricordano un aracnide con un unico corpo centrale dalla cui parte superiore si protendono quattro lunghi arti sovradimensionati rispetto al resto della sua struttura.
E proprio sul corpo centrale sono presenti otto “occhi” inscritti in un triangolo equilatero e uno disposto al centro della sezione inferiore (definito “occhio centrale”) dal quale Matarael riversa un liquido di colore ocra dall’elevato potere corrosivo.
È probabile che l’acido sia prodotto da una ghiandola disposta all’interno dell’angelo.

Questo è sicuramente l’angelo che mi ha impressionata di più, la prima volta che l’ho visto!

MARTEDÌ DELLO XENO – GAMORA

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, un personaggio dell’universo Marvel.

Gamora è la figlia adottiva di Thanos ed è l’ultima della sua specie: gli Zen Whoberi.
Viene cresciuta e addestrata per assassinare Magus, una versione malvagia di Adam Warlock quindi diventa molto abile nell’uso delle arti marziali, guadagnandosi l’appellativo “la donna più mortale della galassia”.

È quindi una formidabile lottatrice, con una forza e un’agilità spaventosa in grado di utilizzare ogni arma della Via Lattea (ma preferisce utilizzare principalmente spade e coltelli) ed è specializzata nelle tecniche di infiltrazione.
Possiede anche un collegamento telepatico con Thanos.

Inoltre, nella serie Infinity Watch si dice che Gamora sia stata potenziata ciberneticamente per avere abilità sovrumane e un rapido fattore di guarigione che le ha permesso di sopravvivere al calore di un sole artificiale.

Il personaggio, nel Marvel Cinematic Universe, è interpretato da Zoe Saldana: all’inizio la vediamo come spietata e letale assassina ma dopo essersi alleata con Peter Quill, Rocket Raccoon, Groot e Drax trova una sorta di redenzione.

Art: Wesley Burt

MARTEDÌ DELLO XENO – I PUCHUU

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO degli alieni di cui chi vent’anni fa guardava la MTV Anime Night si ricorderà sicuramente.

I Puchuu sono extraterrestri dall’aspetto simile a teneri animaletti di peluche, a metà tra un orsacchiotto e un pokemon, apparsi solo nella versione animata di Execl Saga.

Alti qualche decina di centimetri, generalmente hanno il pelo color crema, braccia e gambe piuttosto tozzi e un viso tondo con due piccoli occhietti, un bel musino, due orecchie attorcigliate su loro stesse e una piccola antenna sulla fronte.
Per qualche strano motivo, poi, indossano sempre un pannolino (il più delle volte di colore rosa) e portano con loro un battipanni.
Esistono tuttavia delle varianti, come i Generali o la Regina della loro specie, che hanno colori e dimensioni diverse, oltre che fattezze più particolari. Alcuni indossano anche uniformi o altri tipi di vestito.

Al di là del loro aspetto tenero e coccoloso, però, i Puchuu sono esseri malvagi che desiderano conquistare il pianeta Terra. E per farlo si servono proprio del loro aspetto innocente e carino, grazie al quale riescono sempre a convincere chi hanno di fronte di non poter rappresentare davvero una minaccia. Nemmeno se in quel momento stanno effettivamente compiendo delle atrocità davanti ai suoi occhi.
Spesso infatti si fingono semplici animaletti un po’ tonti, in grado di dire solo “puchuu”, ma in realtà sono molto intelligenti e tra loro sostengono conversazioni intricate ed elaborano strategie complesse, anche se – va detto – sempre dicendo solo “puchuuu”.
Qualcuno ipotizza possano anche essere dotati di una mente alveare, anche se la cosa non è stata mai confermata.

A livello tecnologico, poi, sono estremamente avanzati. Non conosciamo i dettagli ma nel corso della serie li vediamo avere accesso a pistole laser, camere di stasi e altri gadget fantascientifici, per non parlare delle loro grosse astronavi.

Infine, la loro “illusione” di carineria crolla completamente quando vengono uccisi o gravemente feriti, rivelando un volto più umano, dai tratti rozzi e pesanti, e una voce profonda.

MARTEDÌ DELLO XENO – I CALLISTONIANI

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO degli alieni “classici”, nati dalla matita del disegnatore Frank R. Paul, uno dei pionieri delle illustrazioni fantascientifiche.

Apparsi per la prima volta sulla rivista “Amazing Stories” nell’agosto 1940, i Callistoniani sono – come è facile intuire dal nome – gli abitanti di Callisto, la seconda luna più grande tra quelle che orbitano attorno al pianeta Giove.

Alti circa due metri e mezzo, hanno la pelle blu ricoperta di scaglie e due paia di braccia molto lunghe, tentacolari, che terminano con mani a quattro dita.
Le gambe, invece, hanno le stesse articolazioni di quelle umane e terminano con piedi tridattili.
Inoltre testa, petto e schiena sono ricoperti da una folta peluria bianca dall’aria molto soffice che lascia fuori solo gli occhi, il naso, la parte superiore della bocca e un pezzetto della fronte.

Sappiamo inoltre che sono erbivori e che la loro riproduzione avviene tramite la deposizione di uova in sorgenti termali calde. Quando nascono, poi, i loro piccoli assomigliano a grossi girini.

Al di là del loro aspetto torreggiante, comunque, si tratta di una specie pacifica, che vive a stretto contatto con la natura. I loro stessi abiti, per esempio, sono fatti tessendo fibre di origine vegetale.
Anche le loro città sono molto grandi, ricche di spazi verdi e hanno uno stile simile a quello ellenico, con edifici costruiti utilizzando grandi blocchi di pietra il cui spostamento – pare – è facilitato dalla scarsa forza di gravità di Callisto.

MARTEDÌ DELLO XENO – I NETTUNIANI

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO degli alieni multitasking per natura, provenienti dall’universo di Futurama.

I Nettuniani sono una specie umanoide originaria del pianeta Nettuno, nel nostro sistema solare, ma che nel corso dei secoli si è diffusa per tutta la galassia.
Sulla Terra, per esempio, sono così tanti che hanno un intero quartiere tutto loro: Little Neptune, a New New York, famoso per ospitare decine di ottimi ristoranti.

La cucina è infatti uno dei loro talenti più noti (promosso anche dal famoso chef Elzar, apparso in molti episodi della serie) ma, in generale, grazie al fatto di avere quattro braccia, sono naturalmente portati per qualsiasi lavoro che richieda destrezza manuale e una grande coordinazione.
Oltre a questo, rimanendo sull’estetica, hanno la pelle viola e il naso porcino. Per corporatura, poi, sono assimilabili agli umani.

A voler essere precisi, sono nettuniani anche gli “elfi” che creano i giocattoli per Babbo Nasale, che tra altro ha la sua fortezza proprio su Nettuno. Solo che a causa delle condizioni precarie in cui sono costretti a vivere per paura del robot e alla conseguente malnutrizione, questi risultano di taglia molto più ridotta.

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