MARTEDÌ DELLO XENO – LE LASAGNE SPAZIALI

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO degli alieni appetitosi, questa volta per davvero.

Le Lasagne Spaziali sono creature extraterrestri provenienti dal pianeta Parma, apparse in diversi episodi del cartone animato “The Garfield Show” e in uno dei videogiochi tratti dalla serie, “La Minaccia della Lasagna Spaziale”, uscito nel 2010 per la Wii.

Il vero nome della specie è in realtà sconosciuto, ma il modo in cui vengono chiamate dice tutto: si tratta infatti di lasagne dotate di caratteristiche antropomorfe, come gambe, braccia, occhi e bocca. Qualcuna, poi, ha anche dei baffetti e dei “capelli” fatti da quello che sembra basilico.
Il dettaglio che più mi ha fatta ridere, però, è che più sono in alto nella scala gerarchica (e anziani, con tutta probabilità) e più hanno strati.

La loro società è infatti chiaramente divisa in caste e governata da un Re, con una spiccata impronta militarista. Il loro scopo infatti sembra essere l’espansione del loro regno, motivo per cui sono intenzionati a conquistare, tra gli altri pianeti, anche la Terra.
I loro piani vengono però sempre in qualche modo fermati dal gatto Garfield grazie al suo insaziabile – e ben noto – appetito proprio per le lasagne. Motivo per cui queste creature lo considerano un vero e proprio mostro e ne sono terrorizzate.

Curiosamente, la loro tecnologia ricorda sempre in qualche modo degli utensili da cucina. Per esempio, i loro soldati imbracciano delle forchette come arma, mentre le loro astronavi hanno l’aspetto di forni e pentole a pressione.

MARTEDÌ DELLO XENO – IL GAGH

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO degli alieni appetitosi (per qualcuno).

Il Gagh, talvolta chiamato anche verme-serpente, è un tipo di creatura originaria del pianeta Qo’noS e ingrediente chiave dell’omonimo piatto della cucina klingon.

Di aspetto vermiforme e generalmente lunghi tra i 10 e i 25 centimetri circa, ne esistono moltissime varietà, pare oltre cinquanta, ognuna con caratteristiche diverse.
Alcuni esempi specifici sono il Filden gagh, che si contorce, il Torgud gagh, che si dimena, il Meshta gagh, che salta, il Bithool gagh, che è dotato di zampette o il Wistan gagh, che viene servito immerso nel sangue di targ.

Considerato una vera e propria leccornia – se non altro dai klingon – viene solitamente consumato vivo, ma pare che sia buono anche stufato o servito freddo.
Non va però assolutamente confuso con il Racht, un’altra pietanza molto simile, fatta con vermi-serpente più grossi.

Il gagh è apparso in molti episodi delle diverse serie di Star Trek, spesso utilizzato come espediente per siparietti comici e suscitando reazioni contrastanti nei personaggi. In generale, le persone ne sembrano perlopiù disgustate ma alcuni – per esempio il Capitano Picard, il Comandante Riker o il Dottor Bashir – hanno dimostrato invece di apprezzarne il “gusto esotico”.

Infine, la conservazione sembra essere un problema: il gagh replicato è stato spesso definito “insapore” e quello fresco, per essere conservato vivo, richiede grandi quantità di sangue, presumibilmente come nutrimento.
Sulle navi klingon, poi, a quanto pare, pulire i barili del gagh è considerato uno degli incarichi più sgradevoli.

MARTEDÌ DELLO XENO – I GIOIELLI VIVENTI DI ARPHAL

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO degli alieni decorativi.

I Gioielli Viventi di Arphal, talvolta chiamati anche solo “Pietre Viventi”, sono forme di vita cristalline non senzienti che si attaccano alla pelle di altre creature.

Originarie – lo dice il nome stesso – del pianeta Arphal, hanno forma e dimensione varia. E grazie alle loro caratteristiche vengono utilizzati come gioielli, talvolta persino per creare bellissime composizioni, e godono di grande popolarità.
Indossarli è infatti generalmente considerato segno di buon gusto, anche se – va detto – non tutti si sentono a proprio agio all’idea di avere un altro essere vivente appiccicato addosso.

In ogni caso, non è infrequente trovarli in vendita nei mercati alieni, per esempio quello fornitissimo del pianeta Syrte, Capitale dell’Impero dei Mille Pianeti, così come ci viene mostrato nell’omonimo fumetto della serie “Valérian e Laureline agenti spazio-temporali”, del 1971, da cui ho preso l’immagine per questo articolo.

Voi li indossereste?

MARTEDÌ DELLO XENO – I GASTEROPODI

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO delle creature provenienti dall’universo del Doctor Who.

I Gasteropodi (nome probabilmente “rubato” alla classe di molluschi realmente esistenti) sono una specie aliena che prolifera conquistando pianeti per consumarne le risorse vegetali.

Hanno una società di stampo monarchico e l’aspetto di lumaconi spaziali alti all’incirca quanto un uomo, privi di gambe e dotati solo di un paio di braccine tozze.
La pelle è grigio-verdastra e rugosa, ricoperta di scaglie in alcuni punti, come le mani e il volto. Quest’ultimo incorniciato in una sorta di maschera con accavallamenti dove dovrebbe trovarsi il naso e dotato di due paia di occhi: i primi al loro posto nel centro del viso e altri due all’estremità di grosse antenne che spuntano dalla fronte.
Sotto la maschera di scaglie dovrebbe poi trovarsi una bocca ma, onestamente, è difficile dirlo con certezza.
Infine, dove passano, lasciano dietro di sé una scia di bavetta appiccicosa.

Al di là dell’aspetto fisico un po’ paciarone, sono molto pericolosi: possono infatti emettere raggi d’energia dagli occhi e sono dotati di grandi poteri telepatici, tanto da poter tenere in scacco persino un Signore del Tempo. E li usano per sottomettere le specie originarie dei pianeti che conquistano, così da farsi servire e riverire mentre ne consumano l’intera flora.

Intanto, tra un’insalata e l’altra, depongono centinaia di migliaia di uova sul mondo preso di mira e, quando le sue risorse sono esaurite, ne orchestrano l’esplosione, così da “spararle” letteralmente nello spazio, dirette verso un nuovo posto da infestare.

I gasteropodi sono apparsi nell’episodio 7 della 21^ stagione (o 136^ in totale) del telefilm, andato in onda nel marzo del 1984 e intitolato “The Twin Dilemma”. Il primo in cui appare il Sesto Dottore e da molti considerato tra i peggiori di sempre per via delle pessime scrittura e regia, degne – secondo la critica – “appena di un film di serie B”.

MARTEDÌ DELLO XENO – I CAVALLI-DRAGO

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO un extraterrestre che ha gioco facile nell’incastrarsi dritto fra i sogni d’infanzia di chiunque.

I Cavalli-Drago (in originale “Dragon Horse”, come vengono chiamati dal protagonista), sono una specie animale originaria del pianeta Sagar, apparsi nel cartone animato “Blackstar”, prodotto dalla Filmation nel 1981.

Si tratta, come indica chiaramente il nome, di grossi rettili delle dimensioni approssimative di un cavallo terrestre, con le sceglie verdi, quattro zampe tridattili, una lunga coda carnosa e grosse ali membranacee che consentono loro di volare.
Una cresta risale poi lungo il collo fino a fermarsi in mezzo a due piccole corna, mentre gli occhi sono gialli con l’iride a taglio e la bocca dotata di una lunga fila di denti aguzzi.
Come tutti i draghi che si rispettino, infine, hanno la capacità di sputare fuoco.

Chi da piccolo non ha sognato di cavalcare qualcosa di simile, almeno una volta?

Nonostante l’aspetto minaccioso e le notevoli capacità offensive, si tratta comunque di creature piuttosto docili e molto intelligenti.
Quello che più ci è dato vedere all’interno della serie, Warlock, la fedele cavalcatura di Blackstar, si dimostra infatti sempre molto leale nei confronti del suo padrone, a cui è molto affezionato.

Ultima curiosità: in perfetto stile Filmation, le animazioni dei Cavalli-Drago sono state successivamente riciclate dallo studio per i Takdryl, altre cavalcature apparse nella ben più fortunata serie “He-Man e i Dominatori dell’Universo”, uscita un paio d’anni dopo.
L’unica differenza tra le due è il colore: verde per i Cavalli-Drago e rosso per i Takdryl.

MARTEDÌ DELLO XENO – MR. BEAN

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO un personaggio inaspettato la cui natura aliena, mai confermata né smentita ufficialmente, è tutt’ora oggetto di dibattito tra i fan.

Secondo una teoria piuttosto diffusa infatti Mr. Bean, il buffo ometto inglese portato sullo schermo dal comico Rowan Atkinson, sarebbe un extraterrestre con l’aspetto in tutto e per tutto uguale a quello di un essere umano.

A riprova di questo ci sarebbero il suo strano comportamento, spesso molto fuori dagli schemi e talvolta apparentemente ignaro degli usi e costumi convenzionali, e la sigla iniziale del programma, che vede Mr. Bean precipitare in una strada londinese, di notte, come “trasportato” da un misterioso raggio di luce.
In alcune versioni della sigla finale, poi, lo si vede anche risucchiato su allo stesso modo.

(Altre teorie simili, a onor del vero, giustificano invece le bizzarrie del personaggio come il risultato di un “semplice” rapimento alieno, cosa che lo lascerebbe un umano, oppure vedendolo addirittura inviato dal Regno dei cieli, visto il coro angelico che accompagna il suo arrivo sempre nella sigla.)

Dal canto loro, nel corso degli anni e di varie interviste, lo stesso Atkinson e gli altri autori hanno giocato molto sopra l’idea ma sono sempre stati vaghi, limitandosi ad affermare che “sí, potrebbe non essere di questo mondo” .

Una sorta di conferma dell’origine aliena di Mr. Bean arriverebbe invece dall’episodio “Double Trouble” della serie animata (pensato per essere quello conclusivo e visionabile su YouTube. Vi metto il link nel primo commento), dove il personaggio incappa in un’intera astronave piena di altri esseri identici a lui, inclusi i vestiti e l’inconfondibile mini verde pisello, distinti solo dal fatto di avere con sé ognuno un peluche diverso.
Quale sia la loro origine o il motivo della loro visita, però, non viene svelato. Né, tantomeno, se il nostro Mr. Bean sia effettivamente uno della loro specie.

MARTEDÌ DELLO XENO – I PLUTARCHIANI

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO degli alieni che puzzano di pesce, direttamente dall’universo dei Biker Mice da Marte.

I Plutarchiani sono extraterrestri originari – lo dice il nome – del pianeta Plutarco.
Si tratta di creature anfibie, con la pelle di colore azzurro ricoperta da scaglie (più scure nella zona del collo, sotto al mento), branchie, una crestina sulla testa e occhi scuri con la sclera rosa.
La bocca, invece, è larga e costellata di denti molto aguzzi che danno loro un po’ la “faccia da piranha”.

La loro caratteristica più evidente, però, quella che proprio fanno fatica a nascondere anche dietro a eventuali travestimenti, è il forte odore emanato dai loro corpi, che ricorda un po’ quello di una pescheria con il climatizzatore rotto in una giornata molto calda.

Della loro società non si sa molto a parte il fatto che ha un taglio imperialista, che sono dediti al consumismo sfrenato e che sono organizzati in una vera e propria confederazione.
Avendo scialacquato tutte le risorse del loro pianeta d’origine, infatti, hanno iniziato a espandersi nella galassia per trovarne altre che permettessero loro di continuare a mantenere alto lo stile di vita all’interno della Confederazione Plutarchiana.
E ora non fanno altro, consumando le risorse dei pianeti che trovano sulla loro strada, indipendentemente dal fatto che siano abitati o meno: se lo sono, semplicemente, prendono quello che gli serve con la forza (come hanno fatto con Marte) o con l’inganno.

Quest’ultimo è il caso della Terra, per esempio, dove il plutarchiano Lawrence Limburger ha assunto l’identità di un potente magnate dell’industria e cerca di sfruttare quella posizione per mettere le mani su più beni possibile.

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI IMMORTALI

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO degli alieni che negli anni ’90 hanno causato moltissime polemiche e quasi rischiato di far chiudere l’allora nascente franchise di Highlander.

Secondo l’interpretazione – oggi considerata non canonica – proposta dal secondo film della serie, “Highlander II – Il ritorno”, gli Immortali sono extraterrestri provenienti dal pianeta Zeist.

Esteticamente indistinguibili da un qualsiasi essere umano, fintanto che la loro testa non viene recisa dal corpo, queste persone guariscono da qualsiasi ferita e non invecchiano.

Per qualche misterioso motivo, però, queste capacità funzionano solo se si trovano sulla Terra, dove i peggiori criminali e coloro che si oppongono al dispotico regime che governa Zeist vengono esiliati.
Qui sono costretti a prendere parte al “Gioco”, cioè duellare tra loro, eliminandosi a vicenda fino a quando non ne resta solamente uno. Il vincitore ottiene in premio la conoscenza di tutti gli altri Immortali che ha sconfitto – assorbita un po’ alla volta, al termine di ogni duello – e, a scelta, la mortalità oppure la possibilità di tornare sul pianeta d’origine.

Nel caso si scelga di invecchiare, comunque, nel momento in cui un altro Immortale dovesse giungere sulla Terra, il Gioco ricomincerebbe immediatamente, tra l’altro ringiovanendo il precedente vincitore fino all’età che aveva quando è stato esiliato.

Se tutto questo vi sembra inutilmente contorto, strano e nemmeno tanto convincente, anzi che proprio non sta in piedi, beh… non siete i soli.

Dopo il successo del primo film, infatti, il produttore William Panzer decise di portare avanti la storia con un sequel che desse finalmente una risposta ai fan che insistevano a voler conoscere l’origine degli Immortali. E, non si sa bene perché, volle anche ambientare tutto in un lontano futuro.
Le tante riscritture, cambi di programma, finanziatori impiccioni e mille altre difficoltà che la pellicola dovette affrontare per venire alla luce però, minarono il progetto alle fondamenta: a un certo punto sembra che l’intero cast si dichiarò convinto che la sceneggiatura fosse pessima e lavorò senza entusiasmo, solo per ricevere il compenso e adempiere agli obblighi contrattuali.
Lo stesso fece il regista Russell Mulcahy, che tentò addirittura di farsi accreditare con uno pseudonimo.

Il giudizio peggiore di tutti fu però quello del pubblico, che si sentì preso per i fondelli e finì col destestare l’idea che gli Immortali venissero da un altro pianeta.

L’insuccesso e le lamentele furono tali che i film successivi della saga ignorarono completamente quanto raccontato in Highlander II, estromettendolo dal canone, e in nessun’altra produzione del franchise venne mai più accennato nulla a proposito di Zeist o dell’origine extraterrestre degli Immortali.

Anche nella versione Director’s Cut (chiamata “Renegade Version”) rilasciata dal regista nel 1995, gli Immortali vengono ridisegnati come originari del pianeta Terra, provenienti da un’antica civiltà, e i loro reietti banditi in epoche future casuali.

Nonostante tutto, il film è considerato uno dei più brutti di sempre. E, come recita la didascalia nella sua pagina su Rotten Tomatoes, “avrebbe dovuto rimanerne soltanto uno”.

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI HOBGOBLIN

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO una specie con un nome che ricorda molto D&D (anche se non c’entra nulla).

Gli Hobgoblin sono alieni mostruosi provenienti da un pianeta sconosciuto, protagonisti dell’omonimo film del 1988: una commedia horror – magnificamente sottotitolata “la stirpe da estirpare” per il mercato italiano – prodotta sulla scia del successo di altri mostriciattoli pericolosi e dispettosi, come i Gremlins o i Critters.

E, in effetti, il loro aspetto fisico ricorda un po’ quello che potrebbe nascere dall’unione tra un gremlin e un gatto a pelo lungo.

Sono infatti di taglia abbastanza contenuta, alti meno di mezzo metro, con la pelle verdastra, occhi gialli dalle pupille a taglio e lunghi artigli affilati, così come i loro denti.
Buona parte del corpo, soprattutto la schiena, gli arti e la testa – incluse le orecchie – sono inoltre ricoperti da una folta pelliccia grigia.

La loro capacità più peculiare, però, è quella di leggere la mente delle persone e proiettare psichicamente delle illusioni (comunque tangibili e potenzialmente nocive) che si rifanno ai loro desideri più profondi.
Un meccanismo che, vista la loro indole maligna, queste creature usano per tormentare le loro vittime. E non per mangiarle o altro, ma solo per puro e semplice sadismo!

Una trappola particolarmente infame, visto che l’unico modo per mettere fine a una di queste illusioni, sembra, è quello di fare fuori lo specifico Hobgoblin che l’ha generata.

MARTEDÌ DELLO XENO – I CALAMARI

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO degli alieni a cui certo non mancano i tentacoli, protagonisti di una delle scene più divertenti del film Men In Black (1997).

I Calamari (così chiamati dall’agenzia MIB, il vero nome della specie non lo conosciamo) sono creature extraterrestri che ricordano, per l’appunto, dei cefalopodi.
Sullo schermo, fino a oggi, se ne è visto bene solo un esemplare neonato ma penso si possa assumere con relativa certezza che gli adulti abbiano un aspetto essenzialmente uguale, solo con proporzioni diverse.

Dotati di grande forza fisica, questi alieni hanno una forma solo vagamente antropomorfa: testa e busto sono assimilabili – almeno come collocazione e dimensione – a quelli di un umano, ma al posto degli arti hanno un gran numero di tentacoli, così come sul retro del capo, alcuni più grossi e altri più piccoli.
La pelle è color grigio-marroncina e sul volto spiccano due grossi occhi neri privi di iride.
Non hanno peli sul corpo né naso ma solamente due buchini al centro del volto, sopra una bocca all’apparenza “normale”. Sulla fronte, infine, spuntano due file di piccoli corni.

Nonostante questo, anche se non è ben chiaro come, il loro travestimento risulta convincente e quando si trovano sulla Terra non hanno alcun problema a farsi passare per umani.

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