MARTEDÌ DELLO XENO – I VERMAX

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO una specie parassitica proveniente dall’universo di Men In Black.

I Vermax sono creaturine vermiformi di colore giallastro, originarie del pianeta Fraylee e lunghe all’incirca una ventina di centimetri. Hanno una coda prensile, quattro tentacoli appena abbozzati, altrettanti occhi molto piccoli e una grossa bocca circolare irta di dentini.

Il loro livello di intelligenza non è stato chiarito ma hanno quantomeno dimostrato una rudimentale capacità predatoria. Sul loro mondo natale vengono infatti visti come una specie infestante e fastidiosa, un po’ come noi considereremmo dei ratti.
Sembra poi che talvolta si insinuino a bordo delle astronavi e in questo modo si siano diffusi in diversi pianeti della galassia, sui quali raramente hanno difficoltà ad adattarsi, a patto che ci siano degli esseri senzienti da parassitare.

I Vermax si nutrono infatti delle sostanze chimiche rilasciate dal cervello durante la fase REM. E per farlo si attaccano di soppiatto alla base della nuca delle vittime, iniettando loro un potente narcotico che induce prima il sonno e poi i sogni, che tra l’altro sono in grado di manipolare a piacimento.
Rimuoverli con la forza una volta attaccati è praticamente impossibile: l’unico modo è svegliare l’ospite (impresa tutt’altro che facile). Solo in quel caso il parassita si staccherà spontaneamente e cercherà di scappare, in attesa di poter colpire ancora.

Queste adorabili creaturine sono apparse in un episodio della serie animata di MIB, prodotta dal 1997 al 2001 e da noi trasmessa su Disney Channel.

Ultima curiosità: nell’episodio viene anche detto che i Frayleeani, gli abitanti del pianeta natale dei Vermax, sono immuni ai loro attacchi perché privi di un tronco encefalico al quale attaccarsi.

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI UOMINI MECCANICI

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO dei piccoli alieni apparsi in un episodio della serie “Lost In Space” (quella originale del 1965).

Gli Uomini Meccanici sono dei robottini extraterrestri provenienti dal pianeta Industro, alti al massimo una trentina di centimetri e con una forma solo vagamente antropomorfa.
Il loro corpo è interamente metallico, fatta eccezione per la testa, che ricorda un po’ il bulbo di una lampadina.
Di fatto sono la copia in miniatura di B9, il robot che accompagna la famiglia Robinson – protagonisti della serie – nella loro involontaria esplorazione dello spazio.

Sulle loro origini si sa poco: si presume siano stati costruiti da un’altra specie senziente, ma nient’altro.
A livello di capacità invece amano descriversi come super-intelligenti, resistenti alla ruggine e soprattutto auto-olianti. In più sono chiaramente frutto di una tecnologia avanzata, dato che vantano diversi gadget molto pericolosi, dalle bombe a un misterioso dispositivo capace di trasferire la coscienza di una persona da un corpo all’altro.
Un dettaglio che li rende molto pericolosi, considerando che sono di indole malvagia, apparentemente programmati solo per impadronirsi di altri pianeti con la forza.

Secondo una leggenda vecchia di almeno diecimila anni (dicono loro) un potente guerriero sarebbe infatti dovuto arrivare per diventare il loro leader e condurli in una nuova era di conquista intergalattica. Una figura che loro identificano nel robot della famiglia Robinson.
Quando però scopriranno che la personalità di B9 è gentile, servizievole e premurosa nei confronti degli umani, ne resteranno molto delusi e scambieranno la sua personalità con quella del malvagio Dottor Smith, dando inizio a una grossa serie di guai.

Ultima curiosità: i piccoli robot utilizzati in scena sono esattamente gli stessi prodotti dalla Remco per la linea di giocattoli legata alla serie, solo ridipinti con gli stessi colori di B9, visto che per qualche strano motivo erano stati messi in commercio di vari altri colori.

MARTEDÌ DELLO XENO – LA CREATURA DI TITAN FIND

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO un alieno che meriterebbe di finire dritto nella prossima serata Serpentrash.

Chiaramente “molto ispirato” ai ben più noti Xenomorfi della saga di Alien, quest’essere è apparso come antagonista nel film “Titan Find” (chiamato anche “Creature”), uscito nel 1985 e arrivato in Italia solo in videocassetta e solo qualche anno dopo, nel 1988, col titolo “Creature – Il mistero della prima luna”.

E per non contraddire il titolo, infatti, nella pellicola viene chiamato semplicemente “la creatura”.

A livello estetico si presenta ben più alto e grosso di un essere umano, con tratti vagamente rettiliani come la pelle a scaglie, la lunga coda che usa per mantenersi in equilibrio e il muso allungato dalla cui bocca spuntano molti denti aguzzi.
Il collo, poi, può distendersi quasi quanto la coda, così come dalla schiena possono protendersi anche dei tentacoli.
Infine, il lucertolone è tutto ricoperto da una sorta di esoscheletro scuro e molto resistente.

Come se ciò non bastasse, la creatura ha anche la capacità di “infettare” i corpi delle vittime con dei parassiti che li resuscitano come delle specie di zombie sotto il suo controllo. Espediente che usa in maniera subdola, per attirare altri possibili bersagli, cosa che denota anche una certa intelligenza predatoria.

Sulle sue origini, invece, si sa poco e niente: nel film viene trovata in stato di ibernazione dentro a un laboratorio alieno costruito da un’altra specie su Titano, la luna di Saturno, forse migliaia di anni prima.
Inutile dire che gli astronauti giunti sul posto la risvegliano per sbaglio, dando inizio ai guai.

MARTEDÌ DELLO XENO – LE AMAZONIANE

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, una specie proveniente dall’universo di Futurama che ha lasciato nell’immaginario collettivo della mia generazione un termine divertente e molto specifico per descrivere le “coccole”.

Le Amazoniane sono enormi donne aliene provenienti da Amazonia, un pianeta ricoperto da folte giungle la cui civiltà sembra non essersi mai evoluta oltre l’età della pietra.

A parte essere alte circa il doppio, le amazoniane ricalcano in tutto e per tutto l’aspetto delle femmine umane. Ma, in conseguenza della loro stazza e della durezza della vita selvaggia, sono anche molto più forti e coriacee.
Tra l’altro, sappiamo per certo che un tempo la specie comprendeva anche i maschi, che però si sono estinti.

In un certo senso meglio, visto che oggi come società le amazoniane sono fortemente misandriche e malsopportano anche solo la presenza degli uomini, tanto che la loro leader – una computer grossa quanto una parete, chiamata Femputer – ha promulgato un editto che condanna tutti gli esseri di sesso maschile che osano mettere sul pianeta a venir puniti.
Questo perché è loro credenza diffusa che gli uomini siano tutti egualmente misogini e sciocchi.

La sentenza più comune per i poveretti è venire giustiziati mediante “snu-snu”, termine con cui le amazoniane indicano i rapporti intimi. Che però, protraendosi ripetutamente nel tempo, finiscono con il risultare fatali a causa della ingombrante fisicità delle donnone.

MARTEDÌ DELLO XENO – I GRENDLER

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO una razza che potrebbe andare d’accordo con i Ferengi di Star Trek.

I Grendler sono una specie extraterrestre originaria del pianeta G-889, apparsi nel telefilm “Progetto Eden”, prodotto da Universal Studios e Amblin Entertainment nel 1994, purtroppo per una sola stagione.

Alti circa un metro e mezzo, molto tozzi e goffi, hanno una postura tutto sommato antropomorfa, anche se parecchio ingobbita in avanti.
La testa sembra infatti quasi incassata nel busto, culminando in un grosso muso con bocca, orecchie e narici piuttosto larghe, contrapposte a occhi piccoli e privi di sclera.
Mani e piedi hanno poi solo quattro dita, mentre la pelle è a scaglie – forse retaggio di un’ascendenza rettiliana – e spessa, di colori che variano dal marroncino chiaro a un grigio-bluastro piuttosto scuro.
Anche se non sono per nulla agili o veloci, hanno una grande coriaceità e forza fisica, tanta da poter sollevare fino a dieci volte il proprio peso corporeo.
Inoltre, come molti coloni umani hanno fatto notare in diversi episodi della serie, emanano un odore piuttosto pungente.
Vale però la pena di sopportarlo, perché la loro saliva – che secernono in quantità – ha incredibili proprietà al limite del taumaturgico e può essere usata per curare virtualmente qualsiasi malattia.

Passando oltre, la società dei grendler è ancora primitiva (come testimoniato anche dai “vestiti” che indossano, poco più che stracci) e loro non sono sveglissimi.
Non se ne sa molto altro se non che è nomade e fortemente basata sul baratto. Un tratto che, unito a un’indole estremamente egoista, li rende poco affidabili: se è per il loro interesse, infatti, non esiteranno a tradire chiunque, abbandonarlo nel momento del bisogno o a rubare.
Sembra tuttavia che in contrapposizione a questo abbiano una sorta di rudimentale codice d’onore basato sulla sacralità delle promesse, ma è una cosa ancora da verificare bene.

Ultima curiosità: per qualche strano motivo, i grendler vengono “inebriati” dal sangue umano. Per loro è una vera e propria sostanza stupefacente e farebbero carte false per acquisirne anche solo un pochino.

MARTEDÌ DELLO XENO – I KINGON

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, degli alieni di cui ho scoperto l’esistenza da poco, ma che mi hanno fatta ridere così tanto da volerne parlare subito in questa rubrica.

I Kingon sono creature ibride ottenute dall’incrocio di una femmina klingon e un Re di qualche tipo (presumibilmente umano).
A livello estetico si presentano praticamente come i klingon veri: alti, possenti, con la carnagione bronzea e le tipiche creste sulla fronte. In più, però, indossano una corona.

Della loro civiltà invece non si sa nulla, solo che sono disposti a tutto – anche agli escamotage più subdoli – pur di mettere le mani sui bicchieri collezionabili di Star Trek della Burger King.

I kingon sono infatti protagonisti della campagna promozionale messa in atto dalla famosa catena di fast-food per il mercato americano nel 2009, in occasione dell’uscita del film “Star Trek” di J. J. Abrams.
Per questo sono apparsi in diversi spot televisivi deliziosamente trash, ed era anche stato aperto un apposito sito web intitolato “Kingon Defense Academy”, dove veniva insegnato come difendere i propri bicchieri dai loro attacchi.
Oggi purtroppo quest’ultimo è stato dismesso ma fortunatamente (?) i preziosi insegnamenti sono ancora reperibili sul canale YouTube, di cui vi lascio il link.

(Se vi interessa, comunque, si trovano facilmente anche molti degli spot mandati in onda in televisione.)

Ma perché i kingon volevano a tutti i costi questi bicchieri?
A quanto pare, perchè contenevano cristalli di dilitio, un minerale raro e prezioso, essenziale per far funzionare i motori a curvatura delle astronavi.

MARTEDÌ DELLO XENO – IL PESCE DI BABELE

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, una creatura piccola e brutta ma estremamente utile, proveniente dall’universo narrativo della Guida Galattica per Autostoppisti creato da Douglas Adams.

Il Pesce di Babele è un parassita extraterrestre di colore giallo acceso, originario di chissà quale mondo ma ormai ampiamente diffuso in tutto l’universo.
Come forma ricorda un po’ una sanguisuga e viene spesso definito “traduttore universale biologico”, perché quella è – essenzialmente – la sua funzione. Si nutre infatti dell’energia cerebrale del suo ospite e delle persone che gli stanno attorno, assorbendo le frequenze inconsce per poi espellerle direttamente nel cervello sotto forma di una matrice telepatica che le decodifica.

Spiegato in maniera più semplice, vuol dire che infilarsene uno nell’orecchio permette di comprendere istantaneamente qualsiasi linguaggio si senta.

Anche se indubbiamente apprezzata per la sua indubbia utilità, la piccola creatura non è però esente da alcuni aspetti negativi. Per esempio, avendo di fatto rimosso le barriere linguistiche tra le diverse specie e culture, è considerata in assoluto la cosa che ha causato più conflitti in tutta la storia della creazione.
Secondo una certa filosofia, poi, sarebbe anche al centro di una complessa teoria che negherebbe l’esistenza di Dio.

In ogni caso, nella realtà, il Pesce di Babele è sicuramente una delle creazioni più famose di Adams. Non solo appare in ogni “incarnazione” (libri, film, telefilm) della Guida, ma è anche stato ripreso, citato e omaggiato in tantissime altre opere.

MARTEDÌ DELLO XENO – I MOROLIANI

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, dei buffi alieni con un gran senso del ritmo.

I Moroliani sono extraterrestri originari del pianeta Morodia, apparsi nella serie di videogiochi musicali “Space Channel 5”, sviluppata da SEGA a partire dal 1999, e come easter egg in tanti altri titoli della casa.

Alti poco meno di un umano (diciamo attorno al metro e mezzo), come aspetto sembrano quasi una fusione tra gli astronauti di Among Us e il Pupazzo gonfiabile che saluta come uno scemo.
Hanno infatti quattro arti lunghi e sottili, con mani che ricordano dei guanti senza dita, e due lunghe antenne che terminano in una sorta di bulbo luminescente, sempre giallo a prescindere dal colore dell’individuo (che può essere tra i più disparati).
La loro pelle, poi, è così liscia da sembrare fatta di plastica e sono totalmente privi di volto, al posto del quale hanno un piccolo “scatolino” rosso dotato di schermo.

Della loro società e di Morodia stesso non si sa praticamente nulla se non che i suoi abitanti guardano la televisione (come si vede in alcuni filmati e si può dedurre dal fatto che, nel sequel del gioco, i moroliani rimasti sulla Terra hanno fondato il loro canale TV privato: Moro-Channel 5) e che sono in possesso di una tecnologia molto avanzata, che include emettitori di raggi che costringono le persone a ballare.

Anche se nella serie svolgono spesso il ruolo di antagonisti, in generale non si tratta di una specie malvagia od ostile.
Entrambe le volte in cui hanno cercato di invadere il nostro pianeta, infatti, erano stati ipnotizzati (attraverso la TV) da qualcun altro, il vero cattivone del gioco.

MARTEDÌ DELLO XENO – I VENUSIANI CON TRE OCCHI

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, gli alieni protagonisti di uno dei colpi di scena più famosi della storia della televisione, apparsi nella serie antologica “Ai confini della realtà”, del 1959.

I Venusiani con tre occhi sono extraterrestri originari – lo dice il nome stesso – del pianeta Venere che, stando a quanto raccontato nell’episodio “Chi è il vero Marziano?” (numero 28, stagione 2), si sono abilmente infiltrati tra noi per studiare la nostra specie prima di un’invasione su larga scala.

A livello estetico sono del tutto identici agli esseri umani, fatta eccezione per un terzo occhio al centro della fronte, solitamente nascosto dietro a un cappello o con altri espedienti simili.
È però probabile che a livello biologico ci siano anche molte altre differenze, soprattutto considerando quanto ostile sia il clima di Venere rispetto a quello terrestre. Loro, in ogni caso, sembrano essersi adattati bene anche a quello.

Della loro civiltà e tecnologia si sa pochissimo (non è rilevante ai fini dell’episodio) ma il loro intento è chiaro: conquistare il pianeta Terra.
Proprio come vogliono fare i Marziani con tre braccia, altri alieni infiltratisi tra gli umani con lo stesso scopo, la cui flotta d’invasione è stata però annichilita da quella venusiana.

Questo viene rivelato alla fine dell’episodio, nel colpo di scena a cui accennavo prima, poco prima della sequenza in cui un venusiano si toglie il cappello e rivela il suo terzo occhio.
Una scena e un effetto speciale che, nella loro semplicità, ai tempi colpirono molto gli spettatori e finirono con l’entrare nella memoria collettiva degli appassionati di fantascienza, tanto da venire spesso citati in numerose altre opere successive.

Ultima curiosità: i venusiani di quest’episodio non sono gli unici a essere apparsi in “Ai confini della realtà”. In altre due puntate – tenendo conto solo della serie originale – vengono infatti rappresentate altre due versioni completamente diverse di extraterrestri provenienti da Venere.

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI ALIENI TRUFFATORI NUDISTI

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, degli alieni di cui è bene diffidare, provenienti dall’universo di Futurama.

Gli Alieni Truffatori Nudisti (non si conosce, purtroppo, il vero nome della specie o il loro pianeta d’origine) sono creature completamente glabre, con la pelle color rosa acceso e molto flaccida che però non si degnano di coprire con alcuna forma di indumento. Hanno inoltre una sorta di piccola escrescenza che collega il naso al labbro superiore, finendo con il penzolare davanti alla bocca.

Il loro organo più interessante è però sicuramente lo sprunjer, situato vicino al collo, una ghiandola che si gonfia in presenza di informazioni interessanti come password, codici, e altri dati personali che possono essere utilizzati per le loro attività truffaldine.

Come suggerisce il nome, infatti, questa specie è geneticamente predisposta al truffare il prossimo attraverso spam, contratti falsi o con clausole nascoste e altre classiche misure di frode.

È in questo modo che, nel lungometraggio “Il colpo grosso di Bender”, dopo aver incontrato i protagonisti sul pianeta delle spiagge nudiste, sono riusciti a far firmare uno strano contratto al Professor Farnsworth (convinto di aver vinto vinto 400 dollari alla lotteria nazionale spagnola, pur non ricordando di aver mai giocato), rilevando così l’attività della Planet Express.
Avidi e opportunisti, però, non si fermarono lì e attraverso una lunga serie di altre truffe, ben presto estesero la loro influenza all’intera Terra, arricchendosi vertiginosamente.

Per fermarli e liberarsi di loro, fu necessario ricorrere a misure molto drastiche.

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