iOTA

 

È il bardo più estremo del cinema.

Sean Hape, meglio conosciuto come iOTA, è il musicista e attore australiano che si nasconde dietro la maschera di Doof Warrior: il mostruoso chitarrista cieco di Mad Max – Fury Road.

Pur avendo un ruolo marginale – e nessuna battuta sullo schermo – è diventato da subito un’icona cult grazie alla sua chitarra elettrica/lanciafiamme e al fatto di essere stato appeso ai cavi di un maxi veicolo/palco (lanciato a più di 70 km/h) circondato da amplificatori Marshall.

iOTA è un performer di talento che, prima di lavorare per Miller, si era fatto apprezzare in ambito teatrale ricevendo alcuni prestigiosi premi grazie alla performance in “The Rocky Horror Show”.

Il regista George Miller lo ha dotato di un proprio background – come ogni altro personaggio del film – con una storia che vale la pena scoprire.

Fonte: No Spoiler
Immagine: The Conversation

NANOMACCHINE

 

Vincitrici del sondaggione sul miglior innesto cibernetico, oggi conosciamo meglio le NANOMACCHINE presenti nelle opere fantascientifiche!

Il primo utilizzo del concetto di nanotecnologia è in “There’s Plenty of Room at the Bottom”: una conferenza tenuta dal fisico Richard Feynman nel lontano 1959 mentre, nella letteratura, ne troviamo traccia nel racconto di Robert Silverberg del 1969, “Com’era quando il passato volò via” (che descrive l’impiego della nanotecnologia per la costruzione di altoparlanti stereo).

Ma è nel romanzo di Michael Crichton, “Preda”, che la tematica raggiunge il grande pubblico: una storia che avverte i lettori dei possibili rischi di uno sviluppo nanotecnologico.

Da “Star Trek: The Next Generation” in poi, questo genere di tecnologia è utilizzata per numerose applicazioni, a partire dalla medicina. Molti degli episodi della serie sono proprio incentrati sui naniti, che addirittura diventano una nuova forma di vita senziente.
Ma non solo.
I Borg, nemici della Federazione, usano nanomacchine, dette nanosonde, per assimilare gli individui catturati nel proprio Collettivo.

La incontriamo anche in Stargate SG-1 e Stargate Atlantis, con replicanti e Asuriani.

Anche il mercato videoludico le ha utilizzate spesso.

Le ritroviamo nella celebre serie di videogiochi “Metal Gear Solid”.
Il protagonista – in Metal Gear Solid 2 – si distingueva per il sangue artificiale infuso tramite nanomacchine (che serviva per chiudere ferite e per altre funzioni) mentre in Metal Gear Solid 4, i Figli dei Patrioti sono una rete di nanomacchine che regolano, perfezionano e controllano le azioni di ogni combattente.

Infine, nel gioco di ruolo Cyberpunk 2020, la tecnologia biologica e nanorobot è ampiamente usata per aumentare le prestazioni umane e i nanorobot medici sono all’ordine del giorno.

Vi ringrazio per aver votato e commentato durante tutti questi lunghi mesi (molte delle argomentazioni sono state davvero interessanti!)
Al prossimo sondaggione!

CONSTANTINE

 

L’ho rivisto proprio qualche giorno fa e volevo condividerlo con voi.

Constantine è un film del 2005 diretto da Francis Lawrence basato sulla serie di fumetti Hellblazer della Vertigo – etichetta della DC Comics –

Il personaggio di John Constantine fu creato da Alan Moore, John Totleben e Stephen Bissette nel 1985 e ha fatto il suo esordio nella seconda serie del fumetto horror Swamp Thing.

È un uomo complesso con una personalità eccentrica ma riservata: magistralmente interpretato da Keanu Reeves.

Ho raccolto qualche curiosità:

– La battuta di Costantine in cui dice che “non vuole che Angela sia un altro fantasma che lo segue in giro” è un riferimento ai fumetti dove il personaggio viene perseguitato da fantasmi di persone morte a causa sua.

– La “Lancia del Destino” è la stessa che viene utilizzata in Hellboy.

– Le “Granate Sacre” erano ornamenti natalizi pieni d’acqua.

– La bandiera nazista usata per avvolgere la “Lancia del destino” è stata distrutta dopo le riprese, per evitare che cadesse nelle mani di fan troppo esaltati.

– Quando la ragazza posseduta striscia sul soffitto all’inizio del film dice “Papatayin natin sila!”
La traduzione, dal filippino all’italiano è: “li uccideremo tutti!”

– Constantine ama l'”Ardbeg”, un whisky scozzese con un potente aroma affumicato.

– Le sigarette che Constantine fuma nel film sono vere sigarette cinesi ma il pacchetto che si vede nella pellicola è un design speciale realizzato per il film.

– Sul cofano posteriore del taxi di Chase, appare il numero 333, da sempre considerato un numero divino, spesso associato agli angeli custodi.

– Quante sigarette fuma Constantine durante tutto il film? Tredici.
Un numero che non è stato scelto a caso, perché in alcuni paesi e tradizioni viene considerato un numero sfortunato.

– Per creare l’Inferno, il regista Francis Lawrence ha preso ispirazione da vecchi filmati di test nucleari, concentrandosi in particolare sull’onda d’urto subito dopo l’esplosione.

fonte:cineblog
immagine: pinterest

AMPHICAR

 

Sembra una foto retro/futuristica e invece si tratta della “Amphicar”: un veicolo anfibio cabriolet costruito in Germania Ovest dal 1961 al 1968.

Sviluppata dal progettista Hans Trippel, venne prodotta per essere utilizzata dai civili – anche se alcuni esemplari furono attrezzati per la polizia e le operazioni di salvataggio –
Su strada sfiora i 120 km/h mentre, in acqua, i 6,5 nodi (12 km/h).

Oggi, a distanza di mezzo secolo dalla fine della produzione, veicoli perfettamente restaurati possono valere anche 80 000 $.

Ho trovato due curiosità che meritano di essere citate.

– Il 16 settembre 1965 quattro inglesi attraversarono “La Manica” da Dover a Calais in 7 ore e 20 minuti utilizzando due Amphicar per poi raggiungere – il giorno successivo – il Salone dell’automobile di Francoforte.

– Nel luglio del 2018, si è svolto a Celina (Ohio) il più grande raduno di Amphicar (che si è aggiudicato anche il Guinness dei Primati).

Fonte: Wiki
Foto: Pinterest Amphicar

L’ETÀ DELLA POLVERE – SOLD OUT A LUCCA 2021!

 

Il primo romanzo è un grande scoglio per un’autrice emergente ma in questi due giorni è successo l’inaspettato: 60 copie su 60 se ne sono andate.
“L’età della polvere” è sold out al suo esordio al Lucca Comics & Games.

Ringrazio tutte le persone che si sono approcciate alla mia opera con spirito curioso e di sincero interesse. Non è stato un gesto “meccanico” di vendita ma un vero scambio di opinioni e pareri che mi ha insegnato molto.

Ora sono a casa.
Scrivo dal divano con il PC sulle gambe.
Tutto mi ricorda la prima volta in cui mi sono messa a picchiettare sulla tastiera una prima bozza di romanzo post-apocalittico.
Ci ho sempre creduto, non ho mai smesso un istante.
Con voi, però, ci ho creduto un po’ di più.

Aspetto i vostri feedback – positivi e negativi, tutto mi sarà d’aiuto – per poter proseguire questo progetto di trilogia insieme a voi.
Fatemi sapere anche il vostro personaggio preferito!

Piccola info per chi non è riuscito a passare allo stand e vorrebbe una copia per sé: a brevissimo sarà disponibile per tutti!

Vi aggiorno presto!

Ringraziamenti doverosi vanno fatti a Edikit che mi ha dato modo di poter partecipare e provare questa fantastica esperienza. A Roberto Piccinini e Andreina Grieco, colleghi scrittori con cui ho condiviso il tavolo e una cena “a molte portate”.

Ai miei compagni d’avventura Giovanni, Stefano, Daniele, Michele Paolo, Silvia, Alessio, Lorenzo che mi hanno supportato sempre.

E a tutte quelle persone che conoscevo solo tramite i miei canali social e che ho avuto il piacere di incontrare finalmente “di persona”.

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