LA STATUA DELLA LIBERTÀ DISTRUTTA: ICONA DEL POST-APOCALITTICO

 

Tra i più classici elementi visivi del genere post-apocalittico ce n’è uno iconico quanto la sabbia, la ruggine e la lotta per la benzina: i resti semidistrutti della Statua della Libertà.

Se ci penso, il primo ricordo è di quando ero bambina, nella sigla iniziale di Ken il Guerriero. Ma poi mi vengono in mente anche diversi film, come “Il Pianeta delle Scimmie” o “1997: Fuga da New York” (dove tra l’altro, ironicamente, la testa troncata della statua è ben visibile nella locandina ma assente nella pellicola, dove il monumento viene invece mostrato ancora integro).

Povera Statua della Libertà, perché le vogliamo così male?

LIVE GDR – TENEBRAE: TUBATURE – PARTE 4 (feat. Serpentarium)

Ieri sera, sul canale YouTube di Serpentarium,‬ c’è stato il quarto (e ultimo) appuntamento con “Tubature”, un’avventura per Tenebrae dai toni ossessivi e disturbanti.

Leonardo “Moro” Moretti fa da Osservatore mentre io, Matteo “Curte” Cortini, Fabio Passamonti, Giulia Mannucci e Simone Anselmi ci domandiamo chi gettare nel buco.

Nella scorsa sessione, infatti, il personale della Allen Tubature & Costruzioni ha continuato a veder apparire la frase “buttate giù la porta e aprite il buco” nelle circostanze più varie e disparate.
Tra chi è più scettico e chi si è lasciato prendere dal panico, comunque, dopo riunioni sul da farsi e veri e propri inseguimenti in metropolitana, in un modo o nell’altro tutti si sono ritrovati nella zona dove il giorno prima era stato fatto il lavoro.
Lì Carlos, Grace e Deshawn, in bilico tra paura, disperazione e follia, hanno finalmente sfondato il muro e aperto il buco, speranzosi di porre fine alla persecuzione.

La situazione però ha preso una piega inaspettata: il buco, ora, ha fame.

Come lo sazieremo?

MARTEDÌ DELLO XENO – I VERMAX

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO una specie parassitica proveniente dall’universo di Men In Black.

I Vermax sono creaturine vermiformi di colore giallastro, originarie del pianeta Fraylee e lunghe all’incirca una ventina di centimetri. Hanno una coda prensile, quattro tentacoli appena abbozzati, altrettanti occhi molto piccoli e una grossa bocca circolare irta di dentini.

Il loro livello di intelligenza non è stato chiarito ma hanno quantomeno dimostrato una rudimentale capacità predatoria. Sul loro mondo natale vengono infatti visti come una specie infestante e fastidiosa, un po’ come noi considereremmo dei ratti.
Sembra poi che talvolta si insinuino a bordo delle astronavi e in questo modo si siano diffusi in diversi pianeti della galassia, sui quali raramente hanno difficoltà ad adattarsi, a patto che ci siano degli esseri senzienti da parassitare.

I Vermax si nutrono infatti delle sostanze chimiche rilasciate dal cervello durante la fase REM. E per farlo si attaccano di soppiatto alla base della nuca delle vittime, iniettando loro un potente narcotico che induce prima il sonno e poi i sogni, che tra l’altro sono in grado di manipolare a piacimento.
Rimuoverli con la forza una volta attaccati è praticamente impossibile: l’unico modo è svegliare l’ospite (impresa tutt’altro che facile). Solo in quel caso il parassita si staccherà spontaneamente e cercherà di scappare, in attesa di poter colpire ancora.

Queste adorabili creaturine sono apparse in un episodio della serie animata di MIB, prodotta dal 1997 al 2001 e da noi trasmessa su Disney Channel.

Ultima curiosità: nell’episodio viene anche detto che i Frayleeani, gli abitanti del pianeta natale dei Vermax, sono immuni ai loro attacchi perché privi di un tronco encefalico al quale attaccarsi.

L’ABBIAMO EVOCATO! – I miei pensieri sul TRAILER di ASTARTES II

L’abbiamo desiderato così tanto che alla fine l’abbiamo praticamente evocato! 💣💣

Un video fuori programma per parlare del trailer di Astartes II, il nuovo cortometraggio (?) di Syama Pedersen (Digital Bones Animation), annunciato la settimana scorsa e in uscita su Warhammer+ nel 2026.
Come sempre, spiegazione semplice, da raccontare anche alla nonna!

Musica di sottofondo: Myuu – Final Boss

In collaborazione con la pagina Facebook de I Tremendi Dèi del Caos

MEL GIBSON PARRUCCHIERE DI SÉ STESSO

 

Una curiosità divertente sul secondo film di Mad Max (arrivato da noi come “Interceptor – Il guerriero della strada”) è che per tutto il periodo delle riprese Mel Gibson si è tagliato i capelli da solo.

Questo perché – come dichiarato dal regista George Miller in un’intervista – voleva che Max avesse un aspetto molto più trasandato rispetto al primo capitolo, per rappresentare in maniera chiara e diretta il fatto di essere sopravvissuto a lungo da solo nelle terre desolate.

Un dettaglio semplice, se ci si pensa, ma che colpisce nel segno.
Per lo stesso motivo, Gibson strappò anche una manica dalla sua giacca di scena, andando a creare il look iconico che oggi tutti conosciamo.

LIVE GDR – TENEBRAE: TUBATURE – PARTE 3 (feat. Serpentarium)

Ieri sera, sul canale YouTube di Serpentarium,‬ si è entrati nel vivo di “Tubature”, una disturbante avventura per Tenebrae!

Leonardo “Moro” Moretti fa da Osservatore mentre io, Matteo “Curte” Cortini, Fabio Passamonti, Giulia Mannucci e Simone Anselmi cerchiamo disperatamente di abbonarci a qualche servizio anti-spam per avere tregua dalle richieste di buttare giù la porta e aprire il buco.

Nella scorsa sessione, infatti, dopo aver terminato (non senza fatica, sudore e molte discussioni) il lavoro di riparazione tubi e occultamento di Bob, il personale della ditta “Allen Tubature & Costruzioni” se ne è potuto tornare a casa tranquillo.
O almeno così credevano, visto che dopo poche ore tutti hanno iniziato a ricevere inquietanti e ossessive richieste di “buttare giù la porta e aprire il buco”, chi ascoltando programmi televisivi, chi con messaggi whatsapp fantasma e chiamate di call-center o, ancora, direttamente dalla bocca di una scimmietta giocattolo NON dotata di altoparlante.
Una situazione che sta mettendo a dura prova i nervi di tutti.

Cosa sta succedendo? Ma, soprattutto, butteremo giù la porta e apriremo il buco?

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI UOMINI MECCANICI

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO dei piccoli alieni apparsi in un episodio della serie “Lost In Space” (quella originale del 1965).

Gli Uomini Meccanici sono dei robottini extraterrestri provenienti dal pianeta Industro, alti al massimo una trentina di centimetri e con una forma solo vagamente antropomorfa.
Il loro corpo è interamente metallico, fatta eccezione per la testa, che ricorda un po’ il bulbo di una lampadina.
Di fatto sono la copia in miniatura di B9, il robot che accompagna la famiglia Robinson – protagonisti della serie – nella loro involontaria esplorazione dello spazio.

Sulle loro origini si sa poco: si presume siano stati costruiti da un’altra specie senziente, ma nient’altro.
A livello di capacità invece amano descriversi come super-intelligenti, resistenti alla ruggine e soprattutto auto-olianti. In più sono chiaramente frutto di una tecnologia avanzata, dato che vantano diversi gadget molto pericolosi, dalle bombe a un misterioso dispositivo capace di trasferire la coscienza di una persona da un corpo all’altro.
Un dettaglio che li rende molto pericolosi, considerando che sono di indole malvagia, apparentemente programmati solo per impadronirsi di altri pianeti con la forza.

Secondo una leggenda vecchia di almeno diecimila anni (dicono loro) un potente guerriero sarebbe infatti dovuto arrivare per diventare il loro leader e condurli in una nuova era di conquista intergalattica. Una figura che loro identificano nel robot della famiglia Robinson.
Quando però scopriranno che la personalità di B9 è gentile, servizievole e premurosa nei confronti degli umani, ne resteranno molto delusi e scambieranno la sua personalità con quella del malvagio Dottor Smith, dando inizio a una grossa serie di guai.

Ultima curiosità: i piccoli robot utilizzati in scena sono esattamente gli stessi prodotti dalla Remco per la linea di giocattoli legata alla serie, solo ridipinti con gli stessi colori di B9, visto che per qualche strano motivo erano stati messi in commercio di vari altri colori.

TEAM KNIGHT RIDER

 

Sono sicura che se dico “Supercar” tutti pensano alla serie originale del 1982, con un David Hasselhoff d’annata che scorrazza a bordo dell’automobile KITT risolvendo crimini di ogni genere.

Ma sapevate che il franchise ha dato vita anche a degli spin-off e tentativi di reboot, per quanto nessuno particolarmente ben riuscito?

Per esempio, io ho da poco scoperto l’esistenza di “Team Knight Rider”, una serie inedita in Italia e andata in onda sulle reti private americane a partire dal 1997, per una singola stagione di 22 episodi.

Già il titolo dice tutto: invece che una sola accoppiata uomo/macchina, questa volta a combattere il male c’è un’intera squadra, composta da cinque piloti umani e altrettanti veicoli – due moto, due fuoristrada e un’auto sportiva – dotati di intelligenza artificiale, gadget high-tech e personalità piuttosto folkloristiche.

Un vero e proprio seguito della serie originale, tanto che nell’ultimo episodio comparirà persino Micheal Knight (di spalle, interpretato da un sosia), ma che purtroppo non riscosse lo stesso successo, finendo cancellata al termine della prima stagione e completamente ignorata nelle produzioni successive del franchise.

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