Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO una specie extraterrestre apparsa nel videogioco Endless Space 2, sviluppato da Amplitude Studios e pubblicato da SEGA nel 2017.
Gli Z’vali sono nomadi spaziali provenienti da un mondo di cui non si conosce più nemmeno il nome.
Ciò che si sa è che un tempo il loro pianeta era ricco di risorse naturali e prospero, cosa che permise agli abitanti – dotati di grande intelligenza – di sviluppare in poco tempo tecnologie avanzatissime, soprattutto nel campo dell’informatica.
In particolare, si specializzarono nella creazione di simulazioni virtuali iper-realistiche così perfette da poter, attraverso di esse, provvedere a ogni fabbisogno del singolo individuo. Col risultato che, poiché tutti preferivano trascorrere il proprio tempo in mondi fittizi, quello vero finì con l’andare in malora.
Stando al mito, fu solo grazie allo sforzo eroico di pochi individui che la specie riuscì a spingersi nello spazio prima che il loro mondo morisse del tutto. E ancora oggi gli Z’vali si spostano per la galassia in piccole comunità, spesso offrendo i loro servigi e le loro tecnologie ad altre civiltà in cambio di risorse per continuare le loro ricerche scientifiche e progredire ancora.
A livello estetico sono alti e aggraziati, di forma antropomorfa ma con il collo allungato. La pelle è grigiastra, priva di pelo, mentre il volto appare protetto da una sorta di calotta naturale. Gli occhi sono distanti tra loro, il naso quasi inesistente o incorporato nella calotta e la bocca, in proprozione, piuttosto grossa.
Spesso poi sfoggiano innesti cibertnetici high-tech, differenti da individuo a individuo.
La cosa buffa, nonché quella che mi ha spinta a sceglierli per l’articolo di oggi, però è un’altra. E cioè che alcuni Z’vali, nonostante la storia della loro civiltà sia ben nota e spesso usata come monito sui pericoli dello sviluppo tecnologico incontrollato, sono convinti di vivere tuttora in una delle loro simulazioni iper-realistiche!

