LIVE GDR – SINE REQUIE: SOLDATI DI RUGGINE, PLOTONE 57 – PARTE 2 (feat. Serpentarium)

Ieri sera sono stata di nuovo ospite sul canale YouTube di Serpentarium per andare avanti con “Soldati di Ruggine – Plotone 57”, un’avventura breve di Sine Requie ambientata nel claustrofobico e alienante Soviet.
Mastera Matteo “Curte” Cortini. Io, Leonardo “Moro” Moretti e Fabio Passamonti, invece, decediamo male.

Nella scorsa sessione, il nostro gruppo è stato incaricato di raggiungere il Livello -7 per riparare un guasto al macchinario che pompa l’aria al Livello 27 prima che centinaia di operai muoiano soffocati.
Solo prendendo il montacarichi, però, un terzo della squadra è stato decimato da una biomacchina pirata, mentre altri ne sono usciti gravamente feriti o turbati nella psiche.

Nonostante ciò, la missione prosegue.
Cos’altro può andare storto? Ma, soprattutto, riusciremo a rendere Z.A.R. orgoglioso di noi?

MARTEDÌ DELLO XENO – DIANA

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, parliamo di Visitors (anni ’80).
In particolare di Diana, una delle menti più geniali e perfide della serie.

È una donna crudele e sadica, alla costante ricerca del potere, con una personalità arrogante, autoritaria e acida.

Conduce ricerche scientifiche, tra cui la Camera di Conversione per plagiare le menti degli umani, ed Elizabeth Maxwell, la figlia dello spazio, che diventa poi la chiave della sua disfatta.

All’apparenza è una donna seducente e molto bella ma sotto i capelli cotonati e gli strati di pesante trucco, si nasconde una rettiliana.

ULTRACRONACHE DALL’ULTRACON

 

Com’è stato l’Ultracon di Cremona?

La fiera era davvero grande (non mi aspettavo così tanto e non penso d’averla vista tutta), con tanti stand differenti: dallo spazio riservato al GDR e al gioco da tavolo agli eventi con doppiatori e cantanti, fino al reparto più retro gaming.
E anche illustratori bravissimi, con stili e contenuti splendidi.

Voglio ringraziare poi tutte le persone che sono passate a darmi un feedback sui libri o a parlare di Warhammer40K e fantascienza.

Voi non sapete quanto mi faccia piacere conoscervi dal vivo e potervi dare un volto, un tono di voce e una gestualità. O semplicemente incontrarvi di nuovo.

Ringraziamenti speciali vanno anche ad altre due persone: Edikit e I Tremendi Dèi del Caos. Per colpa vostra ho mangiato junk food americano per quasi 48 ore.

(Foto di Emanuele Calearo)

LIVE GDR – SINE REQUIE: SOLDATI DI RUGGINE, PLOTONE 57 – PARTE 1 (feat. Serpentarium)

Ieri sera sono tornata ospite sul canale YouTube di Serpentarium assieme a Matteo “Curte” Cortini, Leonardo “Moro” Moretti e Fabio Passamonti per giocare “Soldati di Ruggine – Plotone 57”, un’avventura breve di Sine Requie ambientata nel claustrofobico e alienante Soviet.

Nei panni di “Coltellino”, un giovane soldato influenzato dalla propaganda, mi sono unita alla spedizione diretta al Livello -7 per riparare un guasto al macchinario che pompa l’aria al Livello 27 prima che centinaia di operai muoiano soffocati.
Con me Zarina, l’inflessibile Sergente dell’NKVD, e Barattolo, il meccanico antipatico fanatico delle biomacchine.

Riusciremo a rendere Z.A.R. orgoglioso di noi o moriremo prima?

QUANTO C’È DI VERO IN 1899?

 

La serie 1899 è tratta da una storia vera?
Ci sono molte teorie a riguardo ma, quando si tratta di trame ideate dai creatori di Dark, è abbastanza normale che accada.

Prima di tutto la sinossi: 1899 segue un gruppo di immigrati a bordo di una nave diretta verso l’America. Tutto sembra andare bene fino all’arrivo di un segnale di soccorso lanciato da un’altra nave che si credeva affondata mesi prima. Una trama che parte in modo abbastanza banale ma sfocia in un delirio mistico/tecnologico che, personalmente, mi piace moltissimo.

Quali sono le origini di 1899?
Gli showrunner hanno rivelato che alcuni fatti recenti li hanno fortemente influenzati.
“L’intera prospettiva europea è stata molto importante per noi, non solo dal punto di vista della storia, ma anche del modo in cui l’avremmo prodotta. Essere fedeli alle culture e alle lingue è stato davvero importante, non abbiamo mai voluto avere personaggi di paesi diversi che però parlano tutti inglese. Doveva davvero essere una collaborazione europea, non solo per il cast, ma anche per la troupe. Sentivamo che l’Europa era in declino, volevamo dare un contraccolpo alla Brexit e al nazionalismo in aumento in diversi paesi per tornare a quell’idea dell’Europa e degli europei che lavorano e creano insieme”.

Quindi no, la trama è del tutto fittizia ma la storia delle navi fantasma misteriosamente scomparse nell’oceano è molto reale.
Nel corso della storia, sono sparite molte navi, soprattutto in presunte regioni misteriose come il famoso Triangolo delle Bermuda.
Un esempio: nel 1845, l’HMS Erebus e l’HMS Terror partirono per un viaggio con 129 uomini a bordo. Entrambe le navi rimasero bloccate dal ghiaccio e l’equipaggio morì di fame e ipotermia nei mesi successivi.

In più è la HMS Prometheus (nave protagonista della serie) è esistita davvero. Era un incrociatore di proprietà della Royal Navy britannica, che fu varato nel 1898. Tuttavia non scomparve mai. Navigò fino al 1914 e poi fu venduta.

(So che Netflix ha brutalmente interrotto la serie e rimarrà solo la prima stagione ma questa curiosità mi era piaciuta particolarmente).

MARTEDÌ DELLO XENO – IL GENERALE GRIEVOUS

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, il Generale Supremo dell’Armata di Droidi della Confederazione dei Sistemi Indipendenti, meglio conosciuta come Confederazione Separatista.

Il Generale Grievous (o Qymaen Jai Sheelal) appare per la prima volta ne “La vendetta dei Sith.”

Era un Kaleesh, un signore della guerra, con diverse mogli e bambini.
La sua specie venne coinvolta in un conflitto armato contro gli Yam’rii e Grievous, comandante delle forze armate Kaleesh riuscì a portare alla vittoria la sua gente, fino a raggiungere il pianeta nemico e a distruggerlo.

Il suo corpo è una fusione di strutture robotiche unite a un cervello e occhi organici, un sistema nervoso e organi custoditi nel torace.
Grievous ha scelto di sostituire la maggior parte delle sue parti “di carne” per ottenere forza e resistenza sovrumana che gli consentono di combattere ininterrottamente e di sopravvivere nello spazio aperto.
Inoltre è in grado di compiere movimenti ritenuti impossibili per un umano: può muovere torso e mani a 360° e dividere le sue braccia (dotate di sei dita l’una), in quattro braccia da tre dita.
Infine, è in grado di controllare le armate di droidi, grazie a due antenne trasmittenti montate nella sua maschera.

Addestrato al combattimento con la spada laser dal Conte Dooku, è un abile e malvagio stratega.
Grievous non si fa scrupoli e spesso sceglie di utilizzare tattiche estreme e sleali, servendosi spesso di prigionieri di guerra come copertura per i suoi droidi.

Cova un profondo odio nei confronti dei Jedi, così viscerale che pare ne abbia uccisi più di mille. Non solo: colleziona anche loro spade.

TI PIACE WARHAMMER? (NON) SEI UN VIOLENTO

 

Alcuni generi si prestano a scenari crudi, di forte impatto e mi rendo conto che non tutti vogliano leggere o ascoltare storie violente h24.
Anch’io non sono sempre nel “mood” ideale e ho bisogno di staccare, qualche volta.

Però vorrei mettere un punto sulla credenza che afferma (e qui sintetizzo al massimo): “se ti piace qualcosa di violento allora sei una persona disturbata”.

Non sto per scrivere una verità scientifica o un saggio di psicologia: non ne ho le competenze.
Il post è solo un’opinione derivata dalla mia esperienza. E la dirò in modo sintetico.

Ripesco quindi – solo concettualmente – una domanda che mi hanno fatto qualche settimana fa (anche se questo schema si ripete di continuo, con opere di varia natura e origine).

“Perché ti piace il mondo di Warhammer40K?”
Ecco la risposta “Senza Impegno”: perché mi affascina.

C’è anche quella più corretta e un po’ più filosofica: l’universo del 40K non mi piace per niente. Per questo mi affascina.
Vorrei viverci? No.
Approvo la violenza? Nemmeno. E da seguace di Khorne mi si auto-smonteranno le miniature.

Ma io non sono le opere che amo e i personaggi che mi piacciono.
La mia passione per il genere è come una relazione felice e rispettosa.

Sul campo di battaglia però “i teschi sono tutti per il trono di teschi”.

LIVE GDR – SPIRE, LA CITTÀ DEVE CADERE

Un serata di GDR in compagnia dei ragazzi di Isola di Illyon: Luca Scelza, Nicola de Marco e Michele Facco.

Insieme abbiamo provato un’avventura breve di Spire – La città deve cadere, immergendoci nelle sue cupe atmosfere fantasy-punk per interpretare dei rivoluzionari Drow incaricati di recuperare una nuova, potente, arma prima che cada nelle mani degli Alti Elfi.

Quante scelte difficili e sacrifici siamo stati costretti a compiere? Quali sono state le conseguenze?

Musica di sottofondo: Benjamin Tissot (Bensound) – Ofelia’s dream
https://www.bensound.com/

GUIDA GALATTICA PER AUTOSTOPPISTI (ACCADEMIA DI SCRITTURA)

 

Condivido con voi questo nuovo articolo che ho scritto per Accademia di Scrittura.

La fantascienza è spesso incasellata come genere “serio”, con problematiche gravi, se non apocalittiche.

Ma lo spazio potrebbe essere raccontato anche in un altro modo, più divertente e leggero (pur esplorando tematiche importanti).
Per questo motivo ho approfondito la storia della “Guida Galattica”, alla ricerca di una risposta un po’ più soddisfacente del semplice “42”.

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