MARTEDÌ DELLO XENO – LE SCARAMUCCHE

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO delle creature apparse in diversi episodi “Futurama” che mi hanno sempre molto divertita: le scaramucche!

In lingua originale chiamate “buggalo” (crasi dei termini “bug”, insetto, e “buffalo”, bufalo) sono, come è facile intuire dal nome, grossi animali che vengono allevati per ricavarne latte e carne.
Nell’universo del cartone animato hanno infatti preso il posto delle comuni mucche, che si sono estinte nel 31^ secolo.

L’aspetto è quello di grossi insetti il cui carapace è pezzato per le femmine e a tinta unita, nero o comunque scuro, per i maschi. Quest’ultimi, poi, hanno anche un grosso corno al centro della fronte e – sorpresa – possono sputare fuoco.
Nonostante per molto tempo si sia creduto che fossero animali stupidi, privi di cervello, si è recentemente scoperto che quando sono in gran numero sviluppano una sorta di “risonanza” simile a una mente alveare, sono intelligenti, provano emozioni e sono persino in grado di parlare.

Un gruppo di scaramucche viene chiamato “scaramandria” e su vari pianeti esistono molti ranch in cui vengono allevate. Si pensa però che la specie sia originaria di Marte, visto che il pianeta rosso ne ospita una gran quantità e, soprattutto, i Nativi Marziani condividono con loro un legame speciale. Tanto che sono gli unici in grado di farle volare (cavalcandole).
Inoltre, questi insettoni sono al centro di molte usanze marziane come la corsa delle scaramucche o la scorrida, chiare parodie dell’encierro e della corrida della tradizione spagnola.

La cosa più strana in tutto questo, però, è che questi eventi sono apprezzati anche dalle scaramucche stesse, visto che per loro stessa dichiarazione “ci piace mangiare erba e uccidere matadores”!

MARTEDÌ DELLO XENO – L’ALIENO PALLONE DA SPIAGGIA

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO una specie dall’aspetto estivo, apparsa nel film di fantascienza umoristica “Dark Star” del 1974, il primo lungometraggio diretto da John Carpenter e dichiarata parodia di “2001: Odissea nello spazio”.

L’alieno pallone da spiaggia, talvolta chiamato anche “pallone spaziale” è una creatura extraterrestre soprannominata così proprio per la sua somiglianza con un pallone gonfiabile.
Di indole dispettosa ed effettivamente rigonfio di gas, ha il corpo di colore rosso cosparso di macchie gialle con il bordo nero. È alto/largo all’incirca un metro ed è dotato anche di due zampette simili a mani, palmate e con lunghi artigli.
Poi, siccome si nutre di cibo solido, si presume abbia una “bocca” o qualcosa di simile, anche se nel film non viene mai mostrata.
Forse è da lì che emette i suoni striduli attraverso cui si esprime!

Per il resto, della specie non si sa praticamente nulla: né il vero nome, né il mondo di origine. Solo che un membro dell’equipaggio dell’astronave Dark Star (il Sergente Pinback) l’ha preso a bordo da piccolo, trovandolo carino.
Successivamente però se ne è pentito, visto che un giorno l’alieno pallone è scappato dal magazzino in cui veniva tenuto e gli ha causato non pochi problemi, danneggiando alcune dotazioni della nave e rischiando quasi di farlo fuori.
Nel tentativo di fermarlo, Pinback è stato quindi costretto a sparargli un dardo tranquillante. E proprio come un vero pallone da spiaggia, l’alieno si è sgonfiato (presumibilmente morendo) non appena la sua pelle è stata bucata.

Una vicenda da non prendere troppo sul serio, visto e considerato che il pallone spaziale è un extraterrestre a basso budget, quasi trash, frutto di effetti speciali tanto ingegnosi quanto ingenui e inserito nel contesto di una pellicola sperimentale che non lesina in situazioni comiche strane e surreali.

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI EXOCOMP

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO dei simpatici esseri meccanici provenienti dall’universo di Star Trek.

Gli Exocomp sono piccoli robot alti circa 30-40 centimetri, composti da un corpo principale appuntito verso il davanti e pieno di lucine e piccole antenne, più un paio di “piedini” che contengono dispositivi anti-gravitazionali che consentono loro di volare.
Incorporano inoltre un replicatore miniaturizzato grazie al quale possono generare autonomamente qualsiasi strumento possa essergli utile per eseguire la mansione che gli è stata assegnata.

Creati dalla Dottoressa Farallon, una scienziata originaria di Tyrus VII, utilizzando come base dei robot industriali comunemente impiegati sul pianeta, eccellono nel problem-solving.
Questo grazie a uno speciale chip assionico che conferisce loro una grandissima capacità di computazione e, combinato con il micro-replicatore di cui accennavo prima, crea circuiti sempre nuovi nella memoria interna, di fatto facendogli “imparare” come adattarsi a ogni situazione.

Un processo che, alla lunga, li ha portati a diventare veri e propri esseri senzienti, dotandoli di un istinto di autoconservazione. Anche se c’è voluto un certo sforzo da parte dell’equipaggio dell’Enterprise (in particolare Data, per ovvie ragioni) per notarlo e, soprattutto, dimostrarlo, visto che inizialmente il loro sviluppare coscienza era visto più come una sorta di sovraccarico e si finiva con il formattarli per riportarli alle funzionalità “normali”.

In ogni caso, per quanto carini, fino a poco tempo fa gli Exocomp erano comparsi solo nell’episodio di The Next Generation a loro dedicato (“La qualità della vita”, il nono della sesta stagione, del 1992) e in alcuni romanzi e videogiochi considerati non canonici.
Di recente però sono stati ripresi anche in Lower Decks, dove è stato mostrato che sono stati ufficialmente riconosciuti come forme di vita artificiali, hanno sviluppato una struttura sociale che comprende i nuclei familiari e possono persino prestare servizio nella Flotta Stellare!

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI ERIDANIANI

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO (eccezionalmente spostato al mercoledì per questioni logistiche) degli alieni che “ribaltano la situazione”, apparsi in un singolo episodio di Crusade, serie del 1999, spin-off non molto fortunata della più famosa Babylon 5.

Sto parlando degli Eridaniani, nome che gli è stato affibbiato dagli appassionati, visto che nel telefilm non si menziona mai né quello della specie né quello del loro pianeta d’origine, di cui sappiamo solo che si trova vicino alla stella Epsilon Eridani.

Fisicamente appaiono della stessa taglia degli umani, ma con la pelle verde che sembra quasi formare una maschera, occhi gialli con pupille verticali e delle creste sulla testa.
Sono invece privi sia di orecchie che di capelli, però hanno dei tentacoli carnosi simili a dreadlock che scendono dai lati della testa fino alle spalle.

Della loro società sappiamo pochissimo, solo che il loro livello tecnologico è più o meno equiparabile a quello della Terra del XX secolo, con una capacità di esplorazione spaziale ancora molto limitata.

La cosa divertente – quella che mi ha spinta a scrivere questo articolo – è però che sul loro pianeta esiste una teoria del complotto secondo cui gli umani, che loro chiamano “Gli Estranei”, hanno visitato il loro pianeta e sono coinvolti in una grossa cospirazione governativa per impedire lo sviluppo della loro civiltà.

In realtà le cose non stanno proprio così.
Poco dopo infatti viene fuori che il governo eridaniano sta effettivamente cospirando contro la popolazione per “tenerla a bada”, ma gli Umani/Estranei non ne sapevano nulla.
Semplicemente, dopo aver intercettato segnali provenienti dalla Terra ed essersi informati sugli usi e costumi dei suoi abitanti, una certa agenzia governativa segreta ha pensato di usarli come capro espiatorio, creando e diffondendo false prove per alimentare varie teorie del complotto e distogliere così l’attenzione degli eridaniani dai veri problemi della loro civiltà.

E se questa cosa vi suona familiare e magari ricorda qualche altro famoso telefilm molto in voga alla fine degli anni novanta, ci avete preso: l’intero episodio, intitolato “Visitors from Down the Streets”, è una dichiarata parodia di X-Files.
Gli stessi eridaniani che vi appaiono, Durkani, Lyssa e Kendarr, ricalcano infatti in maniera piuttosto fedele gli agenti Mulder e Scully e L’Uomo che fuma, personaggi chiave della serie.
Sono inoltre presenti anche molti giochi di parole e riferimenti a famosi avvenimenti legati al mondo dell’ufologia, come l’incidente di Roswell, tutti ovviamente “al contrario”, cioè con gli umani al posto degli alieni.

Di sicuro un escamotage curioso per un episodio da non prendere troppo sul serio, probabilmente scritto per staccare un po’, come quelli sul ponte ologrammi per Star Trek.

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI LK

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO degli alieni egoisti, apparsi nel videogioco “Star Control III”, sviluppato da Legend Entertainment e uscito nel 1996.

Gli Lk (da pronunciare “ulk”, tipo il suono di un singhiozzo) sono una specie originaria del pianeta Azazel.
Hanno un po’ l’aspetto di grosse larve piatte con una proto-faccia sull’estremità interna superiore, dotata di una larga bocca costellata di denti aguzzi e occhi gialli molto infossati.
Quando parlano, inoltre, lo fanno sibilando particolarmente le S e calcando le R.

Nonostante esteticamente possano far pensare di essersi evoluti da qualche rettile o elminta, in realtà vedono le loro origini in dei funghi saprofiti che si sono nutriti degli approvvigionamenti lasciati indietro dai Precursori (un’altra specie menzionata nel gioco, misteriosamente scomparsa decine di migliaia di anni prima).
Essendo “nati” all’interno di una loro antica base, circondati dalla loro tecnologia, infatti, gli Lk si considerano i loro unici legittimi successori e cercano in ogni modo di recuperare gli altri artefatti dei Precursori sparsi per la galassia e, in generale, recuperarne l’incredibile conoscenza.

E “in ogni modo” non è un’esagerazione: per natura, infatti, gli Lk hanno un’indole subdola ed egoista. Un’alleanza con loro può reggere solo se hanno un interesse o uno scopo di qualche tipo, raggiunto il quale non si fanno problemi ad abbandonare gli alleati o, peggio, attaccarli alle spalle.
Per questo sono infatti anche molto propensi alla menzogna, un’arte che padroneggiano magistralmente e impiegano per raccogliere quante più informazioni possibili sulle altre specie, così da poterle utilizzare contro di loro all’occorrenza.

MARTEDÌ DELLO XENO – I FASCINATORI

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO degli invasori subdoli, inventati dallo scrittore Ray Nelson per il racconto breve del 1963 “Alle otto del mattino” ma resi famosi da John Carpenter con il suo film “Essi vivono” del 1988.

I Fascinatori, chiamati spesso anche “Alieni Blu” o “Ghoul”, dato che non si sa quale sia il loro vero nome, sono extraterrestri che – presumibilmente – viaggiano di pianeta in pianeta per soggiogarne la popolazione e acquisirne le risorse.

Per farlo però non attaccano in forze, allo scoperto, bensì agiscono nell’ombra, sfruttando la loro tecnologia avanzata per “ipnotizzare” le persone con messaggi subliminali che inducono l’obbedienza, nascosti in oggetti di uso comune, come riviste, cartelloni pubblicitari o il denaro.
E intanto, ovviamente, si insediano nelle posizioni di potere e fanno la vita da nababbi.

Come conformazione fisica non sono troppo dissimili dagli umani, con la differenza che hanno la pelle blu, volti scavati e sono privi di palpebre e labbra. In generale ricordano un po’ degli zombie.
Ma non è un problema, visto che il loro vero aspetto è comunque celato ai più con la stessa tecnologia subliminale di cui vi parlavo prima.

Nel racconto originale, invece, è molto diverso. Vengono infatti descritti come esseri rettiliani con quattro occhi e, in questa versione, si nutrono di carne umana.
Un’altra versione ancora è poi quella apparsa nel fumetto del 1986, scritto sempre da Nelson e disegnato da Bill Wray, dove hanno l’aspetto di mostri informi con tanti occhi, protuberanze a caso e zanne.

In generale, per il modo in cui viene raccontata la storia (all’improvviso il protagonista si risveglia e cerca il modo di farne fuori il più possibile e aprire gli occhi anche agli altri esseri umani) non viene approfondito molto del loro background. Per questo motivo sulla loro specie si sa davvero poco.
Restano però dei cattivi iconici del genere, soprattutto nella versione cinematografica!

MARTEDÌ DELLO XENO – LE GELATINE

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO degli alieni che verrebbe voglia di spalmare su una fetta biscottata, provenienti dall’universo del telefilm “The Orville”.

Le gelatine sono creature extraterrestri amorfe di colore giallo semitrasparente (non è chiaro se ne esistano di altre tonalità) il cui corpo è interamente composto da una sostanza viscosa.
Grazie a questo sono in grado di assumere qualsiasi forma desiderano ed entro certi limiti anche di mutare la propria consistenza. Non solo: se dovesse servire, possono anche ricongiungere facilmente eventuali parti che vengono loro staccate.

Essendo privi di organi sensoriali definiti non è esattamente chiaro come facciano a percepire ciò che li circonda, ma non danno segno di avere problemi in tal senso.
Per comunicare, semplicemente aprono una bocca sul loro corpo e “simulano” il parlare.

Un altro fatto curioso è che pur essendo asessuati, a livello di personalità si identificano comunque come maschi o femmine. La riproduzione, invece, avviene per mitosi.

Al di là di questo, si tratta di una specie su cui è sempre stato detto poco: non si conosce il nome del pianeta d’origine, la durata della loro vita (anche se talvolta è stato suggerito sia piuttosto lunga) né molti altri dettagli che li riguardano.
Per esempio, è probabile che il loro mondo faccia parte dell’Unione Planetaria, ma questo non è ancora stato confermato ufficialmente.

Nella serie, la gelatina che vediamo più spesso è Yaphit, un ingegnere che presta servizio sulla USS Orville, insistentemente innamorato della Dottoressa Finn e protagonista di diversi momenti a cavallo fra il divertente e l’imbarazzante.

MARTEDÌ DELLO XENO – I TETRAP

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO torniamo nell’universo del Doctor Who per scoprire degli alieni difficili da cogliere alle spalle.

I Tetrap sono una specie extraterrestre originaria del pianeta Tetrapyriarbus.
Non molto alti, hanno un vago aspetto di pipistrelli antropomorfi e sono piuttosto pelosi, con il muso schiacciato, una grossa bocca irta di denti appuntiti, una cresta ossea sulla fronte, mani tozze dotate di artigli e delle membrane di pelle sotto le braccia che dovrebbero essere ali vestigiali.
Inoltre – cosa ben più strana – hanno due ampie paia d’orecchie, uno orientato di fronte e l’altro alle loro spalle, più un totale di quattro occhi, uno su ogni lato della testa. Nonostante questo, però, la loro vista non è un granché.
Infine, la loro lingua biforcuta può iniettare una tossina paralizzante e anche essere utilizzata per bere il plasma sanguigno di altre creature (la loro fonte di nutrimento).

L’indole dei Tetrap è essenzialmente malvagia – o quantomeno predatoria – e nel primo episodio in cui compaiono sullo schermo (“Time and The Rani”, il primo blocco della stagione 24, andato in onda nel 1987) svolgono il ruolo di gregari dell’antagonista principale: La Rani, una Signora del Tempo rinnegata.
Questa, con l’eccezione di un breve cameo nello speciale per il 30^ anniversario della serie uscito nel 1993, è anche la loro unica apparizione nella serie televisiva principale, anche se poi sono stati ripresi in altri prodotti secondari come audiolibri, action figure e persino giochi di miniature.

Ultima curiosità: i Tetrap dormono a testa in giù, proprio come i pipistrelli!

MARTEDÌ DELLO XENO – I GATTOPIATTI

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO delle creature dal nome buffissimo, nate dalla penna dello scrittore Robert A. Heinlein (autore, tra le altre cose, di “Fanteria dello Spazio”).

I gattopiatti, in lingua originale “flat cats” sono strani esseri di forma discoidale grossi all’incirca quanto una torta, originari del pianeta Marte.
Interamente ricoperti di pelo rossiccio, non hanno arti, orifizi o, in realtà, altre fattezze distinguibili a parte tre piccoli occhi neri posti su un’estremità del corpo.

Il loro nome deriva dal fatto che, se accarezzati, emettono un suono simile alle fusa di un gatto che le persone trovano rilassante. Si tratta, infatti, di semplici animaletti da compagnia.

Piccolo problema: nascono già gravidi e si riproducono a una velocità impressionante, anche poche ore, sfornando di volta in volta cucciolate da 5-8 esemplari (in media). Cosa che, se non viene tenuta sotto controllo, conduce inevitabilmente a un problema di sovrappopolazione.

Ed è esattamente ciò che succede nel romanzo di cui sono protagonisti, “L’invasione dei gattopiatti” (in originale “The Rolling Stones”), del 1952, edito in Italia da Rizzoli.
Qui la famiglia Stone, impegnata in un viaggio turistico per il sistema solare a bordo della loro astronave, acquista un esemplare proprio su Marte ma ben presto si ritrova il veicolo strapieno di gattopiatti. Tanto che saranno costretti a ibernarli per impedirne l’ulteriore riproduzione e il consumo di tutte le provviste.
Poi li rivenderanno a dei minatori su una vicina fascia di asteroidi.

Se la storia vi sembra familiare e vi ha ricordato i ben più famosi Triboli di Star Trek… beh, avete ragione: le due creature sono sorprendentemente simili.

Infatti quando uscì l’episodio “Animaletti pericolosi” della serie originale, nel 1967, nonostante l’autore David Gerrold abbia dichiarato di non essersi ispirato volontariamente al romanzo di Heinlein, quando apprese della somiglianza si preoccupò di contattare lo scrittore per chiedergli il permesso di utilizzare l’idea.
Heinlein non ebbe nulla in contrario, indicando tra l’altro come possibile fonte d’ispirazione anche il racconto del 1905 “Pigs is Pigs” di Ellis Parker Butler (dove eventi simili accadono con dei porcellini d’India), ma chiese in cambio una copia autografata del copione.

MARTEDÌ DELLO XENO – KRANG

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO uno degli antagonisti classici delle Tartarughe Ninja, raccontato nella sua versione a me più cara: quella della serie animata degli anni 80/90.

Krang è un extraterrestre originario della Dimensione X, dove era un potente signore della guerra grazie alla sua enorme armata di Guerrieri di Roccia (soldati ottenuti versando il mutagene sulle pietre) e al suo prodigioso ingegno, tale da permettergli la costruzione del Tecnodromo, una enorme fortezza semovente piena zeppa di equipaggiamenti e armi high-tech (praticamente una piccola Morte Nera su cingoli).

Un giorno però un misterioso incidente sortì il duplice effetto di farlo esiliare sulla Terra e, soprattutto, di privarlo del corpo (originariamente di forma rettiliana), riducendolo di fatto a un piccolo cervello rosa dotato di tozzi tentacolini.

Una condizione che l’ha costretto ad allearsi con Shredder, leader del Clan del Piede, barattando il proprio genio e le proprie tecnologie in cambio della costruzione di un nuovo corpo meccanico.
Da allora, utilizzando il Tecnodromo come base, i due collaborano per il comune intento di conquistare il mondo. Anche se in realtà, vista la natura di entrambi, la loro è un’alleanza “con riserve”, che si regge puramente su interessi reciproci, senza i quali non esiterebbero a tradirsi l’un l’altro.

A livello caratteriale, Krang è il tipico genio megalomane. Si considera intellettualmente superiore a chiunque altro (e a buona ragione, visto che il suo QI è venti volte superiore a quello di un umano) ma la sua arroganza o – dice lui – la stupidità dei suoi sottoposti portano spesso rallentamenti nel suo grande piano di conquista.
Tra l’altro, a differenza di Shredder, che ha questioni personali aperte con le Tartarughe, lui le vede solo come un’interferenza di poco conto, per quanto fastidiosa.
Inoltre prova un certo piacere nel vederegli altri soffrire e, quando non ha il coltello dalla parte del manico, si rivela molto insicuro e codardo.

Vista la sua condizione fisica, poi, raramente scende in battaglia in prima persona. Ma quando lo fa, grazie al suo potente esoscheletro robotico e a una miriade di altri gadget ipertecnologici di sua invenzione, è un avversario più che temibile.

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