MARTEDÌ DELLO XENO – I THERMIANI

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO degli alieni apparsi nel film “Galaxy Quest”, parodia della Cultura Trek (e in generale degli altri telefilm di fantascienza) uscita nel 1999.

I Thermiani sono una specie extraterrestre originaria del pianeta Thermia, situato, stando a quanto dichiarano loro, nella nebulosa Klatu, vicino al 23^ quadrante del settore Gamma.
La loro forma naturale è quella di grossi ammassi “poliposi”, viscidi e pieni di tentacoli, di colore generalmente compreso tra il violaceo e il rosa (anche se possono cambiarlo a piacimento). Grazie a un dispositivo tecnologico possono però assumere l’aspetto di esseri umani senza alcun problema, a tempo indeterminato.

Come specie sono molto intelligenti, gentili e altruisti, ma anche estremamente ingenui e creduloni. In particolare, non sono in grado di concepire la menzogna in nessuna forma e sono del tutto privi del concetto di finzione narrativa, cosa che li ha spinti a misinterpretare gli episodi del telefilm “Galaxy Quest” come documenti storici della civiltà terrestre.
Un errore di poco conto, tutto sommato, se non fosse che ne sono diventati fan sfegatati (al limite dell’idolatria) e hanno finito per rimodellare la loro intera società su quel materiale, non solo adottandone i valori ma anche sfruttando la loro avanzatissima tecnologia per riprodurre nel dettaglio ogni cosa apparsa nella serie.

La storia dei Thermiani è piuttosto sfortunata, dato che milioni di anni fa il loro pianeta d’origine fu quasi completamente distrutto dall’esplosione che generò la nebulosa Klatu.
Riuscirono a sopravvivere solo al prezzo di grandi fatiche e sacrifici, collaborando come specie, dapprima rifugiandosi sottoterra e poi, sviluppata l’opportuna tecnologia, spostandosi su Zaktor, la luna di Thermia.
Dopo un certo periodo di stabilità, però, l’ulteriore deteriorarsi della nebulosa e i conseguenti gas tossici provenienti da essa resero sempre più difficile la loro sopravvivenza, portando la società Thermiana a frammentarsi e sprofondare nel caos.
Ad approfittarne fu il Dominio di Sarris, un regime dittatoriale attivo nel 23^ quadrante del Settore Gamma, che ebbe gioco facile a ridurli in schiavitù.
E la situazione rimase invariata per millenni, fino a quando i Thermiani intercettarono le trasmissioni di Galaxy Quest e ne rimasero così ispirati da ricomporre la loro società.

Il film comincia con loro che sono giunti fin sulla Terra, mascherati da umani, a chiedere l’aiuto del Comandante Taggart, il capitano dell’equipaggio protagonista della serie, per trattare con Sarris la liberazione della loro specie.

MARTEDÌ DELLO XENO – I QUINTAGLIO

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO degli extraterrestri nati dalla penna dello scrittore canadese Robert J. Sawyer, protagonisti dell’omonima trilogia di romanzi e di un racconto breve.

I Quintaglio sono, in pratica, dei mini-tirannosauri antropomorfi.
Alti circa due metri e mezzo, con la pelle spessa, color verde e giusto qualche reminescenza delle squame dei loro progenitori, hanno grossi musi con bocche costellate di denti aguzzi, narici sporgenti e occhi piccoli.
Di struttura fisica sono piuttosto tozzi e camminano su due gambe con postura semi-eretta, aiutandosi nel bilanciamento con la coda.
A differenza dei tirannosauri, le loro braccia sono lunghe e sviluppate, muscolose, e culminano in delle vere e proprie mani con cinque dita (tra cui un pollice opponibile) dotate di artigli retrattili. I piedi invece hanno solo tre dita molto più grosse, anch’esse dotate di artigli, che però non possono ritrarre.
Fra le loro altre caratteristiche fisiche degne di nota ce ne sono molte in comune con vari rettili, come quella di rigenerare appendici recise (come le lucertole) o gonfiare la sacca giogaia sotto la gola (come le rane).
Stranamente, poi, sono quasi tutti mancini. E per qualche inspiegabile motivo quando mentono il loro muso si colora temporaneamente di blu, motivo per cui nella loro società questo colore viene definito “la tinta dei bugiardi”.
I pochi fortunati che non hanno questa risposta fisiologica al mentire, invece, vengono definiti “Aug-Ta-Rot”, traducibile come “Coloro che possono mentire alla luce del giorno”.

La loro società si è sviluppata su una luna che orbita attorno a un gigante gassoso che loro chiamano “La Faccia di Dio”, ed è di tipo nomade. Nei primi romanzi, si trovano più o meno nell’equivalente del nostro Rinascimento, mentre nel terzo sono avanzati tecnologicamente fino al viaggio spaziale.
Nonostante si considerino una società evoluta e siano di fatto molto intelligenti (addirittura più di un essere umano, sembra), restano comunque dei predatori e celano dentro di sé una grande aggressività latante che, in determinate circostanze, può emergere sotto forma del “dagamant”, una sorta di frenesia sanguinaria.
Oltre a questo, sono rigorosamente carnivori e anche se avrebbero tutti i mezzi per cacciare utilizzando strumenti, per tradizione preferiscono farlo “alla vecchia maniera”, inseguendo le loro prede per poi aggredirle a morsi e artigliate.
Addirittura, un Quintaglio non si considera adulto se in vita sua non ha partecipato ad almeno una caccia, che assume anche la funzione di rito di passaggio e viene “certificata” da uno specifico tatuaggio.
Per il resto, sono organizzati in piccole tribù/branchi, molto legati alle loro tradizioni e religioni, ed estremamente territoriali, anche come singoli individui: tengono molto al loro spazio personale, tanto che è considerato buon costume tenersi sempre ad almeno 7-10 passi l’uno dall’altro.

Ma qual è la verità sulla loro origine?
Beh, effettivamente discendono proprio dai tirannosauri che, molti milioni di anni fa, furono trasportati sulla luna dei Quintaglio da alcuni alieni, assieme ad altri dinosauri.
E anche un pochino “ritoccati” a livello genetico, per indurre la specie ad evolversi nella giusta direzione per diventare senziente. Cosa che, alla fine, è successa.

MARTEDÌ DELLO XENO – I LOCRIANI

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO una specie proveniente dall’Universo di Isaac, un’ambientazione concepita da Asimov negli anni ’90 ma sviluppata da altri autori di fantascienza attraverso vari racconti brevi.

I Locriani sono una specie insettoide originaria del pianeta Locria, vicino alla costellazione del Cigno, ma presente anche su diversi altri mondi della Via Lattea.
Si tratta di una delle civiltà più antiche della galassia, tecnologicamente molto avanzata, che viaggia nello spazio da oltre 300.000 anni.

Più alti di un essere umano, hanno un esoscheletro chitinoso color grigio-verde e sono molto magri, con sei arti che si protendono da un torace sottile e culminano con numerose dita.
Anche la testa ricorda quella di un grosso insetto per via della forma allungata, le antenne e una piccola bocca munita di becco. Hanno però un solo grande occhio centrale, protetto da una “palpebra” trasparente rigida, a cui spesso ci si riferisce con il termine di “scudo”.

Aprendolo, si rivela un “occhio interiore” luminoso, presumibilmente la fonte della loro INCREDIBILE vista.
Anche con la “palpebra” su, infatti, i Locriani possono vedere attraverso gli oggetti solidi. E più la aprono, più questa loro capacità si acuisce. Sfortunatamente però, invecchiando fanno sempre più fatica ad aprirla, quindi in un certo senso anche la loro vista peggiora con l’età.
Inoltre l’occhio interiore è estremamente delicato e sensibile: anche un piccolo tocco diretto può causargli la completa cecità o, peggio, addirittura la morte.

Un’altra cosa importante da menzionare è che per loro l’ossigeno è tossico. Respirare in un’atmosfera che ne contenga più del 10% finisce infatti con l’intontirli, mandandoli in uno stato di ebrezza simile a un’ubriacatura.
Per questo, solitamente vivono su pianeti con una bassa concentrazione di questo gas, preferendo di gran lunga atmosfere ricche di neon.

In contrasto con la concezione insettoide = malvagio, molto comune nella fantascienza classica, in realtà i Locriani sono una specie pacifica.
Non sono state registrate, nella storia dell’Universo di Isaac, guerre o altri conflitti che li abbiano coinvolti, sia intestine che con altre specie.
Al contrario, sono molto collaborativi e altruisti. E, cosa che mi ha molto colpita, non hanno dei veri nomi propri ma preferiscono usare dei “descrittori”, solitamente riferendosi al ruolo che ricoprono in quel momento.
Il risultato è che, all’atto pratico, è un po’ come se cambiassero nome quando cambiano lavoro.

Ultima curiosità, descritta chiaramente nei vari racconti dove compaiono: adorano il cibo piccante degli umani, in particolare le uova alla diavola, il chili e il pollo marinato.

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI LLORT

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO torniamo nell’universo di Babylon 5 con una specie sotterranea: i Llort!

Originari del pianeta Vartas, hanno praticamente l’aspetto di uomini-armadillo.
Sono alti poco meno di un umano (tra i 120 e 170 cm circa) e in genere hanno il fisico slanciato. La pelle è color cuoio e spessa, addirittura corazzata all’estremità della testa e sul torso, nonché priva di qualsivoglia pelo.
Le mani hanno cinque dita prensili, mentre i piedi solamente due, grosse.
Infine, il volto ha più o meno tutte le fattezze al loro posto (naso, bocca, occhi, orecchie), anche se è di forma allungata e distorto rispetto a quello umano.

Essendo abituati alla vita sotterranea, ovviamente, i Llort sono molto abili nell’infilarsi negli spazi stretti e vedono molto bene al buio. Invece la luce forte, comprensibilmente, li infastidisce.

Le loro città si sviluppano in un complesso sistema di labirinti sotterranei e spesso sono in conflitto tra di loro per questioni di territorio, potere o religione.
Hanno tuttavia una forma di governo centrale, una sorta di concilio nobiliare, chiamato “Mi-Ma-Ti”, traducibile come “I Prescelti della Tana”.
Per il resto, la società Llort è di stampo feudale, con vari signorotti impegnati in un costante gioco di potere e, sotto di loro, un ceto basso composto da soldati e operai che – essenzialmente – si adeguano ai vari cambiamenti al vertice.
Nonostante le continue guerre intestine, comunque, hanno sviluppato una tecnologia piuttosto avanzata (tanto da poter viaggiare nello spazio, per esempio).

Come specie in generale sono di indole competitiva, talvolta quasi aggressivi, ma anche estremamente fedeli, persino campanilisti.
Un tratto curioso però è la loro cleptomania: sono morbosamente attratti dagli oggetti che attirano la loro attenzione e non si fanno problemi a impossessarsene, anche con una bella allungata di mano.
Questo ha procurato loro, tra le altre specie della galassia, la nomea di ladri incalliti.
Ma non è del tutto vero. Essendo infatti questo un tratto condiviso dall’intera specie, sul loro pianeta non esiste il concetto di “rubare”, semplicemente sono abituati a prendersi quello che gli piace senza troppe domande.
E se per caso vengono scoperti?
Restituiscono l’oggetto e la questione si chiude lì, senza drammi o punizioni.

MARTEDÌ DELLO XENO – IL BAMBINO DEL TEMPO

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO una enorme creatura extradimensionale dall’universo di Gravity Falls.

Chronelius Infinitium Titanicus l’Infinitesimo, più semplicemente noto come “Il Bambino del Tempo” è l’ultimo esemplare dei Crono-Giganti, una specie dotata di incredibili poteri cosmici e incaricata (non è ben chiaro da chi o cosa) di sorvegliare lo spazio-tempo ed evitare sconvolgimenti che possano alterarne lo scorrere.

Il suo aspetto è quello di un bebé gigante, con tanto di pannolino (di metallo e ipertecnologico) ma con l’aggiunta di una clessidra luminescente color azzurro sulla fronte.
In contrasto con ciò, la sua voce è profonda e solenne, persino dotata di eco.

Tra le sue capacità mostrate nel cartone animato troviamo la manipolazione del tempo (ovviamente), dello spazio e della materia, quella di viaggiare tra le dimensioni e, forse persino “banali” rispetto a quelle precedenti, anche quella di levitare e sparare raggi laser dagli occhi.
Inoltre è in grado di concedere ai più meritevoli un premio di incommensurabile valore: il “tempodesiderio”, cioè la realizzazione di ciò che si vuole, incluso il riscrivere la storia senza doversi preoccupare dei paradossi.
Infine, è virtualmente immortale, dato che è in grado di ricomporsi a livello molecolare anche dopo essere stato disintegrato, seppur la cosa richieda molto tempo (circa 1.000 anni).

Nonostante tutta la sua conoscenza e l’immensità dei suoi poteri, però, resta comunque un bebè, con tutto ciò che ne consegue: è capriccioso, si distrae facilmente, ha l’ora della poppata, poi fa il pisolino e, ha chiarito l’autore della serie Alex Hirsch, è ancora privo del concetto di permanenza degli oggetti.

Il più grande nemico del Bambino del Tempo è il demone bidimensionale interdimensionale Bill Cipher, contro il quale si è scontrato diverse volte, con gravi conseguenze sulla realtà stessa.
Per esempio, una volta Bill l’ha colpito così duramente da scagliarlo indietro nel tempo fino alla preistoria, causando l’estinzione dei dinosauri (si: il famoso meteorite era in realtà lui) e intrappolandolo nei ghiacci.
Solo dopo millenni (non è ben chiaro quando) verrà liberato dallo sciogliersi degli stessi per via del riscaldamento globale e prenderà il controllo del pianeta.
Sappiamo però per certo che di norma vive nell’anno 20.712 ed è anche al comando di un esercito di agenti temporali che lo assistono nel suo compito.

MARTEDÌ DELLO XENO – L’UOMO CAVOLO

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO un alieno quanto mai particolare ma che mi ha subito affascinata: l’Uomo Cavolo (Cabbage Man), talvolta chiamato anche Testa di Cavolo (Cabbage Head), inventato dallo scrittore Richard Matheson e apparso per la prima volta nel suo racconto “Miss Stardust” del 1955.

Descritto come “un cavolo con un occhio solo, giallo, messo sopra un aspirapolvere con la giacca, che parla con voce artificiale e monocorde”, questo essere proviene dal pianeta Asturi Cridenta in rappresentanza di un gran numero di specie extraterrestri sparse per la galassia.
Si trova sulla Terra per chiarire alcune questioni burocratiche con lo sventurato pubblicitario Joe Willoughby, organizzatore del concorso “Miss Stardust”, sul cui nome l’Uomo Cavolo sostiene di avere diritto di copyright.

Inoltre, sempre secondo l’alieno, poiché il concorso mira a eleggere la più bella donna dell’universo (poi convenientemente ridimensinato a un più gestibile “della galassia”) è scorretto e offensivo che in gara vi siano solo umane. Quindi richiede che partecipino anche rappresentanti da altri pianeti, specificando di “avere i mezzi per ottenere la cosa attraverso la coercizione”.

Una situazione bizzarra e surreale, che causerà non pochi problemi a Joe, al suo staff e ai giudici del concorso, portando il caos (e strane modelle aliene, alcune piuttosto capricciose) nel piccolo auditorium che lo ospita.

Ultima curiosità: il personaggio è stato ripreso in un adattamento del racconto per la televisione, come episodio della serie “Storie Incredibili” andato in onda nel 1987. In questa versione, però, l’Uomo Cavolo è antropomorfo, sembra effettivamente fatto di foglie di cavolo, indossa un completo verde glitterato, grossi occhiali ed è interpretato da “Weird Al” Yankovic.

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI ZORGON

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO degli alieni che sicuramente a ferragosto organizzeranno una grigliata.

Gli Zorgon sono una specie extraterrestre che abita il pianeta Zorgo.
Hanno un aspetto antropomorfo e sono un po’ più alti degli umani, con la pelle color verde acquamarina, le orecchie appuntite e un crestino sulla sommità della testa, al posto dei capelli. Inoltre, i tratti del loro volto sono piuttosto duri, quasi “grezzi”, con fronti spaziose, occhi infossati, una bella mascellona e due zanne che spuntano dall’estremità inferiore della bocca.

Non si tratta di per sé di gente ostile, anzi, in qualche modo cercano di mantenere relazioni diplomatiche amichevoli con gli umani e altri alieni. L’unica cosa che rende tutto un po’ complicato, però, è la loro dieta: gli Zorgon sono infatti dei carnivori convinti e non si fanno alcun problema, nonostante tutto, a cibarsi delle altre specie.
Apprezzano in particolare gli umani, di cui sono davvero molto ghiotti, soprattutto da quando sono venuti in possesso di alcuni ricettari che spiegano come cucinarli al meglio.
Di recente, però, questo “problema” è stato risolto fornendo loro un prodotto sintetico simile, chiamato “I Can’t Believe It’s Not Humans!” (parodia di “I Can’t Believe It’s Not Butter!”, una marca di margarina famosa negli Stati Uniti).

Un’altra cosa interessante sulla loro storia è il fatto che Zorgo non sia il loro vero mondo di origine. Prima di arrivarvi, infatti, erano degli esuli spaziali che viaggiavano per la galassia alla ricerca di un pianeta dove stabilirsi.
Arrivati su Zorgo, vennero accolti dai suoi originali abitanti, i Pacifoidi, che insegnarono loro come coltivare e come costruire case e utensili.
In seguito, però, vennero invitati dagli Zorgon a un grande banchetto messo in piedi per ringraziarli… e vennero mangiati tutti. Ancora oggi, il ricordo di quel banchetto viene celebrato come “Il Giorno della Grande Festa” (parodia del “nostro” Giorno del Ringraziamento).

Gli Zorgon sono personaggi ricorrenti nelle strisce a fumetti di Brewster Rockit, disegnate da Tim Rickard a partire dal 2004 e inedite in Italia, che parodizzano vari aspetti della fantascienza classica e moderna mostrando la vita sulla Stazione Spaziale R.U. Sirius.
In particolare Karnor, il Leader degli Zorgon, è un personaggio ricorrente molto apprezzato, che crea spesso “problemi” per via del suo desiderio di cibarsi degli umani.

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI HATERAKIANI

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO dei lontani parenti del Dottor Zoidberg, nati dalla penna dello scrittore di fantascienza umoristica Keith Laumer.

Gli Haterakiani, talvolta chiamati anche Haterakan, sono extraterrestri originari del pianeta Haterak.
Esteticamente sono molto simili – per farla semplice – a delle aragoste giganti, con un corpo lungo e segmentato ricoperto da un carapace arancione-rossastro irto di aculei, quattro paia di zampe inferiori da crostaceo, due braccia munite di potenti chele e altre due, più piccole, che spuntano dal centro del petto e si protendono in avanti, terminando con delle “mani” fatte da dita molli, prive di ossa, che usano per manipolare gli oggetti.
La testa, sempre corazzata, è composta invece da una bocca con mandibole uncinate, grossi occhi privi di palpebre in grado di percepire anche lo spettro infrarosso e un lungo corno ricurvo.

Si tratta di creature anfibie e molto resistenti, che possono resistere persino al vuoto spaziale. Inoltre, al confronto di un essere umano, sono velocissimi. Tanto che secondo i loro canoni, correre i 100 metri in 10 secondi è considerata una performance mediocre.
In compenso, però, ci sono alcuni suoni e colori che, seppur innocui per gli uomini, risultano invece estremamente fastidiosi per un Haterakiano, al punto da costituire una vera e propria forma di tortura.

Un’altra curiosa abitudine è che non sono soliti indossare vestiti, un lusso riservato solo agli esemplari di alto rango o comunque con qualche ruolo di spicco.
La maggior parte degli Haterakiani comuni preferisce invece adornare il proprio corpo con elaborate pitture simil-tribali.

Sulla loro società non si sa moltissimo: solo che hanno sviluppato la tecnologia per viaggiare nello spazio e, pur non essendo ostili di base, non si fanno problemi a cibarsi delle altre specie, talvolta arrivando persino ad allevarle per quello scopo.
Nel romanzo in cui compaiono (“Retief e i Signori della Guerra”, del 1968) vogliono infatti fare proprio questo con degli esseri umani.
Spetterà all’inviato diplomatico Jame Retief negoziare una pace fra i terrestri e gli Haterakiani, anche ricorrendo a mezzi ed escamotage non proprio convenzionali.

MARTEDÌ DELLO XENO – I TOK’RA

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO degli extraterrestri che, come direbbe Borghese, hanno “ribbaltato” almeno un pochino l’universo di Stargate fin dalla loro prima apparizione, avvenuta nella serie SG-1.

I Tok’ra sono piccoli simbionti simili a serpenti in tutto e per tutto uguali ai Goa’uld (biologicamente si tratta proprio della stessa specie) che, a differenza dei loro “cugini” malvagi, rifiuta di possedere gli ospiti con la forza e preferisce invece legarsi solo a volontari.
E, anche se può sembrare strano, la cosa non è così infrequente, poiché la simbiosi comporta notevoli benefici anche all’ospite, come il raddoppiarsi dell’aspettativa di vita, una maggior prestanza fisica, resistenza del corpo alle malattie e l’accesso alla vastissima conoscenza accumulata dal simbionte nel corso dei millenni.
Una volta uniti, quindi, i due spartiscono equamente il tempo alla guida del corpo, ma il simbionte non “spegne” mai la mente dell’ospite come invece farebbe un Goa’uld.
Insomma, è un po’ come una convivenza. Non a caso, quando è possibile, prima di legarsi il Tok’ra e l’aspirante ospite si incontrano e provano a conoscersi, cercando di capire se possono andare d’accordo.

L’origine dei Tok’ra si deve a Egeria, una regina Goa’uld che riteneva sbagliata la deriva schiavista e megalomane della sua specie e, millenni orsono, cominciò a dare alla luce una progenie dotata della sua stessa empatia.
Egeria si oppose anche a Ra, il signore di tutti i Goa’uld, ma una volta scoperta la sua ribellione venne separata dal suo ospite e imprigionata.
In suo onore, la sua progenie si rinominò “Tok’ra”, che nella lingua Goa’uld si può tradurre letteralmente come “Contro Ra”, e continuò a portare avanti i suoi ideali con l’obiettivo di distruggere l’intera società Goa’uld.

Piccolo problema: i Tok’ra, una netta minoranza all’interno della specie, sono ben consci di non avere i numeri per competere con i loro cugini tiranni, pertanto sono costretti a ricorrere al sotterfugio e ad azioni di guerriglia per raggiungere il loro scopo.
Per lo stesso motivo, poi, fanno uso di basi segrete sotterranee di dimensioni ridotte e facilmente ricollocabili.

La loro condizione e l’obiettivo comune li rendono, ovviamente, alleati ideali dei Terrestri, con i quali sono stati lieti di condividere alcune tecnologie e informazioni. Il loro odio quasi cieco per i Goa’uld, però a volte è stato – paradossalmente – un ostacolo diplomatico.

Il personaggio Tok’ra più famoso all’interno della serie è probabilmente Selmak, un membro anziano dell’Alto Consiglio della specie e ospite del corpo di Jacob Carter (nella foto).

MARTEDÌ DELLO XENO – THE BRAIN

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO torniamo nel mondo dei b-movie horror con il principale antagonista di “The Brain”, pellicola canadese del 1988.

Il Cervello, così viene chiamato, è un’essere extraterrestre di origine sconosciuta che ha la forma – per l’appunto – di un grosso cervello con l’aggiunta di una colonna vertebrale che spunta dall’estremità posteriore come fosse una coda.
Dopo aver divorato (il film non ci lascia bene intendere come) un essere umano, inizia poi a crescere di dimensione e mutare diventando ancor più mostruoso, sviluppando una sorta di faccia che comprende due grossi occhi vitrei molto scuri, un piccolo naso che ricorda quello di un felino e una enorme bocca costellata di zanne appuntite dalla quale spunta una lunga lingua prensile.
In questa forma sembra però aver perso la sua “coda”.
Crescendo ancora, infine, sviluppa anche delle zampe, ma queste non vengono mai mostrate sullo schermo (si presume per limiti di budget).

Nonostante l’aspetto mostruoso e l’appetito per la carne umana, il Cervello è un alieno che agisce in maniera subdola.
È infatti in grado di manipolare i pensieri delle persone, controllandole a distanza come se fossero sotto ipnosi e proiettando vere e proprie allucinazioni nelle loro menti.
Ha però difficoltà a farlo con persone dall’intelligenza particolarmente vivace e creativa.

Nel film si serve anche del Dottor Blake, una sorta di suo avatar o servitore dall’aspetto umano che conduce un programma televisivo intitolato, ironicamente, “Pensiero Indipendente” attraverso il quale è in grado di raggiungere le menti degli abitanti di un’intera cittadina.
Quale sia il suo scopo finale non viene mai chiarito ma, nel pieno rispetto dei cliché del genere, si tratta probabilmente di conquistare il nostro pianeta con intenti malvagi.

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