IL CAPITANO KIRK VA DAVVERO NELLO SPAZIO!

 

Oggi il capitano Kirk andrà davvero nello spazio!

William Shatner (90 anni) sarà in orbita con la New Shepard di Bezos.

Insieme a lui si imbarcheranno il vicepresidente di Blue Origin per le missioni e le operazioni di volo Audrey Powers e i co-fondatori di Planet Labs e Medidata, Chris Boshuizen e Glen de Vries.

Per la società di Bezos si tratterà del secondo volo nello spazio sui tre previsti per il 2021.

“Ho sentito parlare dello spazio per molto tempo e ora colgo l’occasione per vederlo con i miei occhi. Che miracolo”, ha detto Shatner.
La tratta sarà “breve” ma gli permetterà di superare la linea di Karman (100 km sopra il livello del mare), ossia la frontiera dello spazio secondo le convenzioni internazionali.

LETTERATURA CHE HA PREVISTO IL FUTURO

 

Si parla spesso di “previsioni” del futuro nel cinema o nelle serie TV (soprattutto nei Simpson) ma anche nella letteratura si trovano esempi di innovazioni predette con largo anticipo.

– La prima transazione effettuata tramite carta di credito risale al 1950 (negli Usa). Ma Edward Bellamy ne aveva già parlato nel suo romanzo “Guardando indietro”, pubblicato nel 1888.

– George Orwell, nel suo 1984, ha parlato del terribile “Grande Fratello” anticipando lo spionaggio governativo di massa sulla popolazione civile. Il libro è del 1949: ben 64 anni prima dello scandalo dell’NSA.

– A H.G. Wells, sono state attribuite diverse intuizioni del futuro come la bomba atomica (circa 30 anni prima della sua realizzazione) o la comune segreteria telefonica. O ancora, nel “Risveglio del dormiente”, del 1899, dove descrive le porte scorrevoli 61 anni prima della loro creazione.

– Nella raccolta di racconti Ralph 124C 41+ di Hugo Gernsback, del 1911, troviamo una serie di invenzioni che ora sono di utilizzo comune: videocellulari, stoffa artificiale ed energia solare.

– Nel 1950 Ray Bradbury pubblicò Fahrenheit 451 dove descrive un paio di cuffiette radio che si inseriscono all’interno dell’orecchio e che a molte persone ricordano gli auricolari dell’iPod.

– In Guida galattica per gli autostoppisti (1979) di Douglas Adam troviamo, per la prima volta, il concetto di traduzione vocale in tempo reale. Nel 2014, 34 anni dopo, Google ha aggiornato la sua app traduttore per includere questa funzione.

– Il Neuromante di William Gibson è una miniera di previsioni azzeccate. Dal cyberspazio agli hacker, fino ai Google Glass.

Fonte: Focus
Immagine: Spoon Graphic

DUNE (2021, DENIS VILLENEUVE)

 

“È un libro che si occupa di politica, religione, ecologia, spiritualità – e con tantissimi personaggi: è per questo che è così difficile.”

Con queste parole Denis Villeneuve parla del suo Dune.
Il celebre romanzo di Frank Herbert del 1965 è un’epica storia fantascientifica già rappresentata da David Lynch nel 1984.
Un’opera a cui sono particolarmente affezionata.

Il regista canadese ha dichiarato che vorrebbe realizzare una trilogia e non fermarsi ai primi due film che coprono solo il primo libro (e come dargli torto).
Sono andata al cinema con molte aspettative – e da lettrice dell’intero ciclo – posso affermare che l’adattamento di Villeneuve è una fedele trasposizione del romanzo (pur operando tagli drastici).

Fare una lista del “cosa manca e cosa no” sarebbe riduttivo, per questo ho deciso di stilare dei punti in base a ciò che mi è piaciuto e cosa invece, mi ha dato modo di pensare.

Non ci saranno spoiler sostanziali, nulla che vi rovini la visione.

– La colonna sonora. Hans Zimmer poteva deludermi? No. Le musiche accompagnano le scene rendendo l’esperienza intensa. Mi sento di consigliarvi una traccia in particolare: “Bene Gesserit”. Noterete come i suoni non compongano una “canzone” ma piuttosto vadano a formare l’atmosfera.

– Le Bene Gesserit. Chi ha letto la mia opinione riguardo il libro (di molti, molti mesi fa) sa che sono la “fazione” che preferisco. Loro e la Casata Harkonnen. Devo dire che entrambe le fazioni mi hanno dato delle buone sensazioni. Per questioni logistiche/di trama vengono mostrate poche volte sullo schermo ma sono momenti ben studiati dove traspare parte della loro essenza.

– “Non devo avere paura. La paura uccide la mente. La paura è la piccola morte che porta con sé l’annullamento totale. Guarderò in faccia la mia paura. Lascerò che mi calpesti e mi attraversi. E quando sarà passata, aprirò il mio occhio interiore e ne scruterò il percorso. Là dove andrà la paura non ci sarà più nulla. Solo io ci sarò.” La scena della prova di Paul Atreides è quella meglio riuscita. La tensione attraversava lo schermo.

– La caduta di Atreides. Un momento tragico che chiudeva la prima parte del libro. Un fatto che a Paul veniva anticipato già nelle prime pagine del romanzo, quando la Reverenda Bene-Gesserit gli diceva che per lui c’era speranza ma per suo padre non ce n’era nessuna. Era un salire di tensione che ho sentito mancare nel film – credo proprio per la mancanza di tempo –

– La politica e l’intrigo. Era difficile rendere quest’aspetto della storia e infatti i tagli più significativi riguardano “la ricerca della spia” e “la cena diplomatica tra casa Atreides e la nobiltà di Arrakis.” Non è stato possibile vedere il fragile rapporto di grandi potenze che giocano tra loro in modo sottile, senza mai scadere nel confronto diretto. Una Guerra Fredda spaziale. Tagliare questi passaggi rende la vicenda più fruibile ma toglie spessore a diversi personaggi come il Duca, il dottor Chen, il maestro delle armi Gurney Halleck e soprattutto il mentat Thufir Hawat.

Il mio consiglio è questo: andate a vederlo al cinema. Penso sia stato concepito proprio per essere apprezzato in tutta la sua maestosità.

HEAVY METAL

 

Heavy Metal è un film del 1981, diretto da Gerald Potterton.

Prende il suo nome da un’omonima rivista statunitense a fumetti degli anni settanta, i cui disegni hanno un tratto aggressivo e realistico.
Sono evidenti i richiami che spaziano dal “pulp” al “fantasy”: un genere che ispirò, negli anni successivi, molte copertine di dischi hard rock/heavy metal.
Il film è composto da nove episodi – ognuno pensato da un autore differente – e ogni storia è ambientata in un’epoca storica ben precisa.
Il “filo conduttore” è il Loc-Nar: un misterioso oggetto sferico, quinta essenza di tutti i mali e portatore di morte.

Mi è piaciuto particolarmente un episodio: “B17”.
Periodo storico: Seconda Guerra Mondiale.
Un bombardiere americano B-17, in missione sul Pacifico, viene colpito dalla contraerea.
Il co-pilota si rende conto che il resto dell’equipaggio è rimasto ucciso quando nota la luce verde del Loc-Nar seguire il velivolo per poi avvolgere col suo flusso malefico i cadaveri che resuscitano come famelici zombie.
Una puntata adrenalinica, spaventosa, con un finale tragico.

Qualche curiosità.

– Il film usa la tecnica dell’animazione del rotoscopio. Questo processo consiste nel riprendere modelli e attori per poi ricalcare – disegnando a mano – la scena ripresa su pellicola.

– La ripresa della casa che esplode verso la fine del film doveva essere originariamente animata ma la mancanza di tempo lo ha impedito. Questa è l’unica sequenza non animata del film.

– Esiste un sequel, prodotto nel 2000 dal titolo “Heavy Metal 2000”.

– L’illustratore fantasy Chris Achilléos ha progettato e dipinto immagine del poster promozionale: la protagonista Taarna sul suo destriero.

– L’episodio con gli zombi B-17 fu realizzato a fumetti negli anni ’70 da Dan O’Bannon (il futuro ideatore del soggetto per il film Alien!) e aveva per protagonisti dei Gremlins al post degli zombie.

– Per delle scene di nudità, violenza e horror la pellicola fu distribuita con il divieto ai minori di anni 14.

La colonna sonora, ovviamente, merita una menzione.

Scritta e diretta per orchestra da Elmer Bernstein, include le seguenti canzoni:

Heavy Metal – Sammy Hagar
Heartbeat – Jerry Riggs
Working in the Coal Mine – Devo
Veteran of the Psychic Wars – Blue Öyster Cult
Reach Out – Cheap Trick
Heavy Metal (Takin’ a Ride) – Don Felder
True Companion – Donald Fagen
Crazy (A Suitable Case for Treatment) – Nazareth
Radar Rider – Jerry Riggs
Open Arms – Journey
Queen Bee – Grand Funk Railroad
I Must Be Dreamin’ – Cheap Trick
The Mob Rules – Black Sabbath
All of You – Don Felder
Prefabricated – Trust
Blue Lamp – Stevie Nicks

Vi lascio anche i titoli delle puntante, nel caso in cui vogliate recuperarle:

#01: “Soft Landing”
#02: “Grimaldi”
#03: “Harry Canyon”
#04: “Den”
#05: “Captain Sternn”
#06: “B17”
#07: “So Beautiful & So Dangerous”
#08: “Taarna”
#09: “Epilogo”

fonte: Wiki

LA DELOREAN DMC-12

 

La DeLorean, grazie a Ritorno al Futuro, è diventata una delle automobili sportive più famose al mondo.

Ormai entrata nell’immaginario collettivo grazie a Marty McFly e Doc Brown.

Ma qual è la sua storia?

– L’idea di usare la DeLorean venne a Robert Zemeckis e Bob Gale. Gli sceneggiatori stavano cercando un’auto dal design futuristico, che potesse essere scambiata per un’astronave.

– In tutta la trilogia sono state utilizzate sette DeLorean, una delle quali ricostruita in fibra di vetro per le scene dell’auto volante. Alla fine delle riprese, quattro sono state distrutte/smontate, due sono – ancora oggi – esposte agli Universal Studios Hollywood e Universal Studios Japan e una è nelle mani di un collezionista privato.

– All’epoca delle riprese del film, la DeLorean Motor Cars era già fallita. A nulla servì la pubblicità globale fatta alla DMC-12, unico modello prodotto dalla Casa americana in circa 9.000 esemplari.

– La macchina del tempo inventata da “Doc” deve raggiungere le 88 miglia orarie (141,62 km/h) per poter funzionare: infatti, le scene dall’interno della DeLorean ci mostrano il “fondo scala” del tachimetro a 95 miglia. In realtà, per rispettare le leggi USA dell’epoca, tutte le DMC-12 avevano il tachimetro con limite a 85 mph. Le auto del film, quindi, sono modificate.

– Prima delle riprese gli sceneggiatori avevano pensato a una macchina del tempo ricavata da un frigorifero ma si optò per l’auto per timore che i bambini potessero emulare le scene chiudendosi nei frigoriferi.

– Mr. Fusion, il dispositivo di alimentazione della DeLorean del futuro – quello che utilizza spazzatura per ottenere energia – è, in realtà, la parte superiore del macinacaffè elettrico Krups Coffina.

fonte: wiki e motori.it

Close