NAUSICAÄ DELLA VALLE DEL VENTO

 

Nausicaä della Valle del vento è un film d’animazione del 1984 diretto da Hayao Miyazaki.

Ambientato in un mondo post-apocalittico, la storia è incentrata su Nausicaä, la principessa della Valle del vento. La ragazza lotta contro il regno di Tolmekia, intenzionato a utilizzare un’arma leggendaria per distruggere la giungla tossica: il complesso sistema di insetti mutanti giganti che ha intossicato il pianeta.

Ho raccolto qualche curiosità:

– Il film è la trasposizione dei primi due volumi dell’omonimo manga scritto e illustrato da Miyazaki stesso. La pubblicazione dell’opera (che ebbe inizio nel 1982) si protrasse per dodici anni. Questo per consentire a Miyazaki di portare a termine Laputa – Castello nel cielo, Il mio vicino Totoro, Kiki – Consegne a domicilio e Porco Rosso.

– Alcuni nomi sono stati modificati durante il passaggio tra manga e film. Il Gigante Titano è diventato il Guerriero Invincibile, il Mar Marcio si è trasformato nella Giungla Tossica e i Vermi Re sono i Mostro Tarli.

– L’idea del Mar Marcio (o Giungla Tossica) fu ispirato a Miyazaki dal lago di Siva, un bacino realmente esistente che si trova nella penisola di Crimea.

– Un elemento caratteristico della Valle del vento sono i mulini. Questo tipo di costruzione era molto cara a Miyazaki che ha dichiarato di “aver sempre provato un senso di stupore nei confronti delle persone capaci di costruire macchine per sfruttare il vento a favore dell’uomo”.

– Il film segna la prima collaborazione tra Miyazaki e il compositore giapponese Joe Hisaishi – che negli anni successivi seguirà sempre i lavori del regista –

– Il nome giapponese dei Mostri Tarlo è “Ohmu”. Il termine deriva in parte dall’espressione “Sando Waamu” che sta a indicare il Verme delle sabbie di Dune. Nausicaä delle Valle del vento uscì proprio lo stesso anno del film Dune di David Lynch.
–
Hideaki Anno, futuro regista di Evangelion, chiese a Miyazaki di poter scrivere una storia che avesse per protagonista la principessa di Tolmekia. Miyazaki, però, rifiutò.

– Grazie alla forza del suo messaggio pacifista ed ecologista, il film è stato oggetto di molteplici studi a livello universitario.

– l creatore di Final Fantasy, Hironobu Sakaguchi, ha rivelato che il manga e il film di Miyazaki hanno influenzato la sua serie. In particolare le cavalcature ispirarono la creazione dei Chocobo nel gioco.

Fonte: Movieforkids

LA GUARDIA IMPERIALE [WARHAMMER 40.000 SENZA IMPEGNO EP. 14]

Un viaggio attraverso il tetro e sanguinoso universo di Warhammer 40.000.  Spiegazione semplice, da raccontare anche alla nonna.

Oggi vi parlo dei veri eroi dell’Imperium: i soldati dell’Astra Militarum, meglio nota come Guardia Imperiale.

Musica di sottofondo: Benjamin Tissot (Bensound) – Evolution https://www.bensound.com/

In collaborazione con la pagina Facebook de I Tremendi Dèi del Caos.

CHIACCHIERHAMMER LIVE – LA BLACK LIBRARY TORNA FINALMENTE IN ITALIA! – INTERVISTA A FRANCESCO PAYNE

Una serata in compagnia di Francesco Payne, veterano dell’hobby e host di Neo Custom Miniatures.

Abbiamo parlato della neonata Alanera Edizioni e del grande ritorno dei romanzi Black Library nella nostra lingua.
In particolare, mi sono fatta raccontare qualcosa in più sul primo romanzo in uscita: Indomitus, di Gav Thorpe.

Per ottenere la spedizione gratuita (per ordini superiori a 30€) inserire il codice: Immaterium

VIDEODROME

 

Videodrome, film del 1983 scritto e diretto da David Cronenberg, è crudo e spaventoso.

Rappresenta una tematica che trovo molto affascinante: il mutare della carne che si fonde con la tecnologia. E, alcune scene, sono diventate proprio rappresentative del genere.

La trama la conoscete: Max Renn (James Woods), presidente di un canale pornografico della TV via cavo, è alla ricerca di nuove idee che attraggano un numero maggiore di utenti. Sarà durante un’indagine di mercato che scoprirà l’esistenza di “Videodrome”: un angosciante spettacolo di torture destinato a cambiare la sua vita.

Ho raccolto qualche curiosità:

– David Tsubouchi, ex ministro dell’Ontario, compare come un commerciante di pornografia giapponese. Questa breve apparizione venne sfruttata dall’opposizione.

– Il film è stato in produzione solo per il periodo dal 27 Ottobre 1981 al 23 Dicembre 1981.

– Andy Warhol ha chiamato il film “l’Arancia Meccanica degli anni ’80“.

– Le videocassette utilizzate nel film (quelle più importanti) sono in formato Betamax. Questo perché le cassette VHS erano troppo grandi per entrare nel falso stomaco per le scene con gli effetti speciali.

– Il film ha ispirato il numero 15 di Dylan Dog “Canale 666” e il numero 98 “Lo sguardo di Satana”.

– Era previsto un epilogo mai girato che mostrava Max Renn, Bianca O’Blivion e Nicki Brand sul set di Videodrome: Bianca e Nicki con le fessure sul torace, da cui emergevano strani organi sessuali mutati. La scena però non venne realizzata per difficoltà di trucco e poco budget.

fonte: Ciak news

POINT NEMO

 

Non è un’isola ma una semplice posizione geografica (coordinate 45° 52′.6 S – 123° 23′.6 W) in mezzo all’oceano denominato: il polo dell’inaccessibilità. Solo acqua su un fondale di 3600 metri, equidistante oltre 2.600 km dalle tre linee di costa più vicine.

Per raggiungerlo servono 15 giorni, 10 ore e 37 minuti.

Fu scoperto nel 1992 da Hrvoje Lukatela attraverso il programma geospaziale “Hipparcus” e il nome è un tributo al capitano Nemo, il protagonista dei romanzi di Jules Verne “Ventimila leghe sotto i mari” e “L’isola misteriosa”.

Solo gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale, quando lo sorvolano, si avvicinano un po’ a Point Nemo – a circa 400 km d’altezza –

La NASA ha prescelto questa posizione come punto “sicuro” dove far cadere i veicoli spaziali senza provocare grossi danni ma è stato calcolato che tra il 1971 e il 2016 – in quell’area dell’oceano – si siano inabissati i resti di 263 velivoli spaziali.
L’area più remota della Terra, purtroppo, è anche una delle più inquinate.

DINO CRISIS [FANTASCIENZA IN POCHI BIT EP. 03]

Una retrospettiva su alcuni dei più classici videogiochi a tema fantascientifico.

In questo video vi racconto qualcosa su Dino Crisis, un survival horror uscito nel 1999 su PlayStation, che mescola abilmente Resident Evil con Jurassic Park.

Spiegazione semplice, da raccontare anche alla nonna.

Musica di sottofondo: Benjamin Tissot (Bensound) – Moose
https://www.bensound.com/

Parti di gameplay per gentile concessione dei seguenti canali:
TheDarkRoom86, Mindgate 45, TheGameViruss, Qualcuno, PlayStationGeneration.it

AVALON

 

Avalon è un film del 2001 diretto da Mamoru Oshii.

Firmato dal regista del film d’animazione Ghost in the Shell, è stato presentato fuori concorso al 54º Festival di Cannes.

Ci troviamo in un futuro distopico: gli uomini evadono dal grigiore quotidiano entrando in Avalon – una simulazione virtuale della realtà in chiave bellica – dichiarata illegale a causa della sua pericolosità. I giocatori, infatti, potrebbero perdere la propria mente interfacciandosi con il computer centrale e cadere in uno stato vegetativo.

La storia è affrontata in modo freddo e distaccato; i protagonisti non intendono riappropriarsi dell’umanità perduta.
L’utilizzo della musica e dei tagli delle inquadrature sono mirati a disorientare lo spettatore.
Anche la scelta della palette “seppia”, aiuta a ridurre la linea di demarcazione tra il mondo reale e l’interno del gioco stesso.

Piccola e unica curiosità.

– Tutti i veicoli militari sono stati presi in prestito dall’esercito polacco.

CONAN IL RAGAZZO DEL FUTURO

 

Conan il ragazzo del futuro è un anime televisivo del 1978 ideato e diretto da Hayao Miyazaki, con la collaborazione di Keiji Hayakawa e Isao Takahata.

La serie si compone di 26 episodi e si ispira al romanzo The Incredible Tide di Alexander Key.

«Nel mese di luglio dell’anno 2008, la razza umana sfiorò la completa estinzione. In pochi istanti, le armi elettromagnetiche cancellarono più di metà degli esseri umani dalla faccia del pianeta. Il cataclisma causò uno spostamento traumatico dell’asse terrestre, e i continenti finirono quasi interamente sommersi dalle acque.»

– Prologo narrativo all’inizio di ogni episodio –

Conan è un ragazzo nato dopo la catastrofe.
Unico bambino del gruppo di astronauti che cercarono scampo fuori dall’orbita terrestre e precipitarono su L’isola Perduta (affioramento di quello che un tempo era un continente).

C’è una forte contrapposizione tra ciò che è Bene (la natura) e Male (l’industria) anche se molte persone in principio malvagie si trasformano aiutando il protagonista nella lotta alle macchine e alle armi, responsabili della guerra che ha devastato la Terra.
È evidente la tematica del confronto tra presente e passato, tra ciò che è rimasto e ciò che è andato perduto.

La serie ebbe un inizio sfortunato. In Giappone si rivelò un clamoroso flop, essenzialmente per tre ragioni.

– A quei tempi la NHK non era famosa per gli anime quindi non poteva competere con i programmi di maggior successo delle emittenti avversarie

– Il romanzo originale e il suo autore erano sconosciuti.

– La programmazione iniziò mentre la serie era ancora in fase di lavorazione. Spesso la trasmissione veniva rimandata perché gli episodi non erano pronti in tempo.

Successivamente fu riproposta da alcune emittenti private e il progetto prese il volo.

In Italia esordì nel settembre 1981, su varie televisioni locali. Si possono trovare molte edizioni in VHS e DVD, la più recente (edita nel 2007-2008 da Dynit) include sia l’edizione storica che un nuovo doppiaggio più fedele all’originale.
Nel marzo 2021 la serie è stata inserita nell’offerta di Amazon Prime Video, con il doppiaggio italiano del 1981 e l’audio originale giapponese sottotitolato.

AYAYI, L’INFLUENCER CHE NON ESISTE

 

Ayayi è la più famosa influencer cinese… che non esiste.

È una persona digitale, dotata di intelligenza artificiale.

La ragazza è apparsa, per la prima volta, due mesi fa e ha fatto il suo debutto sulla piattaforma e-commerce cinese Xiaohongshu.
Il suo primo post ha ottenuto tre milioni di visualizzazioni mentre l’account ha registrato più di 40.000 follower.
Ayayi sembra vera: la sua pelle è stata creata con una tecnologia che le ha conferito una texture adattabile a luci e ombre. Inoltre è possibile interagire direttamente con lei.
Talmente verosimile che molti utenti non avevano capito se fosse una persona reale o semplice finzione.

I key opinion leader (in breve, KOL) hanno un ruolo fondamentale nella promozione di un prodotto e Ayayi non è l’unico caso.

Gli idol digitali sono convenienti per le aziende.
– Il loro aspetto non cambia mai e, quindi, non rischiano di compromettere la propria immagine.
– Non rischiano di dire o fare qualcosa che porterebbe a uno scandalo.
– Non hanno bisogno di riposo, garantendo un’interazione senza sosta 24 ore su 24.

Sono perfetti.

CARMAGEDDON

 

Carmageddon è una serie di videogiochi ideata da Neil Barnden e Patrick Buckland e sviluppata dallo studio Stainless Games, di loro proprietà.
Divenne molto famosa tra la fine degli anni ’90 e i primi del 2000 a causa delle molte controversie sul contenuto violento.
Il giocatore è chiamato a prendere parte a una gara di macchine con il duplice scopo di distruggere i veicoli avversari e investire quanti più pedoni possibile lungo il percorso, esperienza condita con abbondante violenza grafica e umorismo macabro.

(A dire il vero si può vincere la corsa anche solo completando il percorso prestabilito, ma non credo l’abbia mai davvero fatto nessuno.)

Quello che non tutti sanno è che Carmageddon è ambientato in un futuro post-apocalittico.

Non è ben chiaro se lo fosse fin dall’inizio o se lo sia diventato in seguito, dato che le versioni non censurate dei primi giochi della saga (“Carmageddon”, 1997, e “Carmageddon II: Carpocalypse Now”, 1998) non presentavano alcuna trama e il filmato introduttivo si limitava a mostrare i vari veicoli che rombano preparandosi alla partenza.

Fu solo nelle versioni censurate, maldestramente ritoccate per permettere la distribuzione del gioco anche nei paesi con regole più restrittive, che al filmato venne aggiunta una voce narrante che spiegava l’ambientazione.
Siamo nell’anno 2028 e alcune tempeste solari hanno contaminato l’atmosfera riducendo l’80% della popolazione mondiale a malvagi zombie.
E che, cito testualmente, “in quest’era di pace, dove le armi sono ormai un problema del passato, all’umanità resta una sola opzione per difendere la società come la conosciamo: le macchine. Carmageddon è la nostra unica speranza.”
Non proprio credibilissimo, come setting.

Comunque, in questa versione dei giochi i normali pedoni (umani nella versione non censurata) sono stati rimpiazzati da zombie e il sangue colorato di verde.

La trama venne ampliata e parzialmente riscritta nel terzo capitolo della serie, Carmageddon: TDR 2000, sviluppato da Torus Games ma considerato non canonico da Barnden e Buckland.
Qui viene spiegato che all’inizio del nuovo millennio la sovrappopolazione e la criminalità raggiunsero livelli tali da costringere pochi super-ricchi a costruire delle città-nucleo cinte da mura in cui rifugiarsi, lasciando all’esterno tutti gli altri, considerati feccia.
Lasciati a loro stessi, i membri della società esterna si abbandonarono ad eccessi di crimine e depravazione, crescendo in numero e rancore fino a diventare una minaccia per le perfette città-nucleo che ne erano prive.
Così si decise di bombardare con testate nucleari tutte le zone esterne.
Morirono a milioni, molti dei quali innocenti. E quelli che sopravvissero, piagati dalle mutazioni, persero persino il diritto di essere considerati umani.
I ricchi costruirono un nuovo anello di mura, questa volta attorno ai resti delle vecchie città, per confinare la feccia mutante in quella che venne definita come “prigione radioattiva”: un posto dove l’anarchia regna sovrana.

Il mondo è dunque diviso in due società differenti che non si incrociano mai e il giocatore è chiamato a ricoprire il ruolo del sadico antieroe che, alla guida del suo veicolo, vuole evadere dalla prigione radioattiva.

A cavallo del 2000 la serie venne portata su quasi tutte le consolle della generazione corrente, riscuotendo un ottimo successo di vendite.
Caduta poi nel dimenticatoio per oltre un decennio, ha fatto nuovamente parlare di sé nel 2014, con l’uscita di Carmageddon: Reincarnation, quarto gioco e reboot della serie. Titolo che nel 2016 è stato portato, con alcune migliorie, anche su Xbox One e Playstation 4 con il titolo “Carmageddon: Max Damage”.

Ecco qualche curiosità extra:

– Inizialmente, il gioco doveva essere basato sul sequel del cult movie “Anno 2000 – la corsa della morte” (1975, regia di Paul Bartel), del quale il distributore aveva acquistato la licenza. Quando il progetto del film venne cancellato anche quello del gioco rischiò di fare la stessa fine, ma l’ottimo lavoro svolto dalla Stainless Games e un prototipo giocabile convinsero i produttori a mantenere l’investimento.

– Prima di acquisire la licenza di “Anno 2000 – la corsa della morte”, il distributore cercò di acquisire quella di Mad Max, ma non riuscì a trovare chi ne deteneva i diritti.

– La versione con gli zombie e il sangue verde del primo Carmageddon, non è quella più censurata. In Germania, i pedoni vennero sostituiti con dei robot che, se investiti, schizzavano olio.

– In alcune parti del mondo, come il Brasile, il gioco non venne mai distribuito neppure in versione censurata. In Australia, invece, venne distribuita la versione integrale con un rating che ne consentiva l’acquisto dai 15 anni in su.

– La colonna sonora di Carmageddon II contiene molte tracce della famosa band heavy metal inglese Iron Maiden. A detta di molti, questo è uno dei motivi per cui il gioco è considerato il migliore della serie.

– Come manovra pubblicitaria, prima dell’uscita di Carmageddon: TDR 2000 venne pubblicato un fumetto online che amplia ulteriormente la trama e racconta come l’iconico protagonista dei giochi, Max Damage, ha vissuto il momento del bombardamento nucleare (ottenendo per altro la sua carnagione rossa).

– La missione “The great divide” di Carmageddon: TDR 2000, il cui scenario è un lungo ponte irto di ostacoli e trappole, è un omaggio alle scene finali del film “1997: Fuga da New York”.

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