LE RINGHIERE NELL’UNIVERSO DI STAR WARS

 

Ora che siamo in confidenza, devo condividere con voi questa riflessione che qualcuno – sicuramente – avrà sollevato prima di me.

Perché, nell’universo di Star Wars, ci sono poche ringhiere?

Da persona che soffre di acrofobia vi garantisco che questa cosa mi ha sempre infastidito.

Ringhiere mancanti sui balconi di Coruscant, passerelle della Repubblica aperte sull’abisso e corridoi a strapiombo sulla Morte Nera.

Ma perché?

Ho fatto qualche ricerca e mi sono data un paio di risposte.

– Le ringhiere sono un lusso.
La maggior parte degli spazi aperti che vediamo in Star Wars sono installazioni militari, di emergenza o di altro tipo. Probabilmente conviene addestrare personale altamente qualificato o indossare dispositivi che proteggano dai pericoli piuttosto che costruire parapetti.

– Le ringhiere – o meglio, la loro assenza – sono uno strumento sociale.
All’impero non importa di perdere cittadini che cadono dalle sporgenze.
Magari è un modo creativo per evitare la sovrappopolazione.

– Le ringhiere non ci servono.
Dopo molte generazioni di vita tra le nuvole, le persone hanno sviluppato un maggiore senso di equilibrio e non ne hanno più bisogno.

– Le ringhiere sono brutte.
Forse non erano esteticamente gradevoli per il regista.

A questo punto non mi resta che andare a vivere con gli Ewok: una delle poche popolazioni a credere ancora nella sicurezza.

MARTEDÌ DELLO XENO – LA COSA

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO parliamo di un parassita alieno astuto e terribile che ha fatto della mimesi la sua arma principale.

La “cosa” è un organismo di cui si sa poco e si ipotizza molto. Tra libri, fumetti, film e videogiochi la si è vista in tante versioni diverse ma la più famosa è di sicuro quella dell’omonimo film del 1982, diretto da John Carpenter.

Precipitata sulla Terra all’interno di un’astronave (non è ben chiaro se fosse la sua o venisse semplicemente trasportata), la Cosa è rimasta ibernata nei ghiacci dell’Antartide per migliaia di anni. O almeno così è stato fino al 1982, quando un gruppo di scienziati norvegesi l’ha accidentalmente liberata.

È un nemico subdolo.

Tramite il contatto fisico può infatti “assimilare” un essere vivente, “digerirlo” e infine replicarlo in ogni più piccolo particolare, inclusi i difetti fisici, i ricordi, la gestualità e il modo di parlare.

Non sembra che possa, però, riprodurre materiale non organico (nel film prequel del 2011, per esempio, quando assimila un uomo scarta otturazioni e piercing) e tende a ignorare i corpi morti da troppo tempo, prediligendo prede vive.

Data la sua natura di mutaforma, può plasmare la sua carne a piacere, generando all’occorrenza artigli, denti, tentacoli o altre appendici (probabilmente) derivate da diverse forme assimilate in precedenza. Spesso mescolate tutte insieme in un’unica creatura dall’aspetto grottesco.

Potenzialmente molto forte, veloce o resistente a seconda della forma assunta, la Cosa agisce con il solo obiettivo di assimilare e replicarsi, oltre che il normale istinto di auto-preservazione. Dimostra anche una spiccata intelligenza (qualcuno ipotizza che conservi la conoscenza di tutte le prede che ha assimilato), anche se questa appare direttamente proporzionale alla grandezza della forma: tanto più una “cosa” è piccola, più si comporterà in maniera istintiva e meno calcolata.

Se divisa in due o più parti, poi, ognuna di esse agirà in maniera autonoma.

L’unico modo conosciuto per ucciderla è incenerirla totalmente con un lanciafiamme o utilizzando dell’esplosivo ad alto potenziale. Anche una scarica elettrica molto forte e prolungata potrebbe essere efficace.

Secondo il calcolo approssimativo del Dottor Blair, biologo dell’Avamposto 31, se la Cosa dovesse lasciare l’Antartide e raggiungere un’area civilizzata, potrebbe infettare l’intera popolazione del pianeta in poco più di 8 anni.

Un’ultima curiosità: nel racconto originale scritto da John W. Campbell nel 1938, intitolato “La cosa da un altro mondo”, viene descritta la sua forma originale: una creatura ricoperta di peli blu (descritti come vermiformi) e dotata di tre occhi rossi.

MARTEDÌ DELLO XENO – IT

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, la creatura che ha terrorizzato un’intera generazione.

It è un mostro dell’universo letterario di Stephen King, un’entità dalle origini ignote.
La sua natura è descritta come “indefinibile dall’intelletto umano”.

Pur non avendo un sesso specifico, si riferisce a se stesso parlando al femminile e appare sotto forma di ragno (anche se assume spesso l’aspetto di Pennywise: un clown sadico e perverso).

Pare che la sua vera essenza risieda dei “Pozzi Neri” situati ai confini del Macroverso.

Sembra che It abbia trasferito la propria coscienza sulla Terra milioni di anni prima degli eventi raccontati nel libro, precipitando – come una meteora – nella città di Derry.
Nascosto come un predatore, si risveglia dal suo letargo ogni 27 anni.

Il suo scopo? Sfamarsi.

Sa leggere la mente, le emozioni e agisce sulle percezioni degli esseri viventi: crea quindi immagini, suoni, odori, gusti e sensazioni tattili distorcendo la realtà delle sue vittime per poi ucciderle e assimilarle.

Una delle ragioni per cui It predilige spaventare – e quindi nutrirsi – di bambini è proprio a causa della loro immaginazione: sono facilmente influenzabili.

Immagine: Pinterest Etsy

MARTEDÌ DELLO XENO – YODA

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, una delle creature simbolo di Star Wars: il maestro Yoda.

L’universo creato da George Lucas è descritto e illustrato in ogni dettaglio ma quella a cui appartiene Yoda e i suoi simili è l’unica specie di cui non viene specificato il nome, le origini e le caratteristiche.

È senz’altro il popolo più misterioso, con una particolare sintonia con la Forza.

Nella trilogia originale, Yoda allena Luke Skywalker per la lotta contro l’Impero Galattico. Nei prequel, ricopre il ruolo di Gran Maestro dell’Ordine Jedi e Alto Generale dell’armata dei cloni.

Yoda colloca i verbi alla fine della frase: una particolare versione del Basic Galattico diventata ormai iconica.

Anche se cammina spesso avvalendosi dell’aiuto di un bastone è uno spadaccino eccezionale, dotato di grande velocità e destrezza.
Ma non solo.
Confonde le persone usando trucchi mentali, riesce a dissipare l’energia e a deflettere i fulmini di Forza, usa la telecinesi per sollevare grandi oggetti e ha un talento nel percepire gli eventi futuri.

MARTEDÌ DELLO XENO – PLAVALAGUNA

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, un’aliena affascinante e misteriosa.

Diva Plavalaguna è una cantante del 23° secolo presente nel film “Il Quinto Elemento” di Luc Besson.

È un’umanoide dalla pelle blu la cui specie è, tutt’oggi, sconosciuta.
Ha lunghi tentacoli che sporgono dalla testa e dalla schiena (ricorda vagamente una Twi’lek) e il suo sangue è di un colore blu-verdastro.

È la custode delle quattro pietre elementali necessarie per fermare il Male e le conserva all’interno del suo corpo senza visibile disagio.
Si può presumere, quindi, che abbia una grande cavità all’interno dell’addome.

La sua arte è il canto: sa combinare note e tonalità impossibili per qualunque essere umano ammaliando il pubblico.

Inoltre ha capacità telepatiche: è a conoscenza del ruolo di Korben e percepisce la sua forte connessione con il “Quinto Elemento”.

I PREDATORI DELL’ANNO OMEGA

 

I predatori dell’anno Omega (Warrior of the Lost World) è un film di fantascienza post-apocalittico del 1983, scritto e diretto da David Worth.

Girato in Italia, venne prodotto con meno di 500.000 dollari di budget.

Il film fu pieno di problemi sul set: il regista venne chiamato all’ultimo momento per sostituire quello precedente e l’attore Fred Williamson dovette dirigere da solo alcune scene in cui appariva.

Insomma, un mezzo disastro che vuole ispirarsi a Mad Max ma non ci riesce del tutto.

Unico punto a favore?
Il malvagio Prossor (che ho rivisto sotto un’altra luce dopo la parodia di Austin Powers).

DIMENSIONE TERRORE

 

Dimensione Terrore (Night of the Creeps) è un film horror/umoristico statunitense del 1986 scritto e diretto da Fred Dekker.

Omaggio al cinema fantastico e dell’orrore, nonostante l’insuccesso al botteghino, è diventato un vero e proprio cult.

Siamo nel 1959 quando un alieno infetta uno studente.
Il cadavere del giovane viene congelato e nascosto in un laboratorio sotterraneo dell’università salvo poi essere “riesumato”, dopo molti anni, da due matricole.
La causa? Una prova di coraggio per entrare a far parte di una confraternita.
Da quel cadavere, però, usciranno dei parassiti alieni che inizieranno a infettare il campus intero incubando uova nei cervelli e trasformando gli ospiti in zombie assassini.

Ho raccolto qualche curiosità.

– Tutti i cognomi dei personaggi principali sono basati su famosi registi di horror e fantascienza: Chris Romero, James Carpenter ‘J.C.’ Hooper, Cynthia Cronenberg, Detective Ray Cameron e Detective Landis.

– Una buona parte del film è stata girata in un vecchio grande magazzino di Woolworth convertito in uno studio di fortuna.

– La sceneggiatura è stata scritta in una sola settimana.

– Proprio all’inizio del film la coinquilina di Pam sta parlando al telefono con un’amica quando le chiede se ha visto “Plan 9 from Outer Space” film diretto e scritto da Edward D. Wood Jr. e uscito quell’anno (1959).

– Il regista – a detta sua – ha incluso tutti i cliché dei film di serie B a cui riusciva a pensare.

– Il modello della nave spaziale è stato utilizzato in seguito in un episodio di Star Trek: Deep Space Nine.

– Shane Black, compagno di stanza di Fred Dekker e co-sceneggiatore del film, ha un breve cameo nella scena alla stazione di polizia con il poliziotto al telefono con il Detective Ray Cameron (Tom Atkins). L’anno successivo, Atkins ha recitato in Arma letale (1987), la prima sceneggiatura prodotta di Black.

– Quando è stato chiesto a Fred Dekker perché JC (Steve Marshall) fosse disabile, ha risposto semplicemente: “Non c’è un motivo. Puoi fare un film con un personaggio che è disabile senza che la storia parli del fatto che sia disabile”.

– Al minuto 38.18 vediamo un’assistente alla regia entrare nell’inquadratura, intenta ad allontanare alcuni curiosi dal set.

fonte: cineblog

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI HARVESTER

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, torniamo a parlare di alieni cattivi.

Nel 1996 hanno distrutto l’Empire State Building con il loro raggio mortale.
Antagonisti nei film della serie “Independence Day”, gli Harvester sono creature alte circa un metro e mezzo, hanno lunghi arti, sei tentacoli che gli spuntano dalla schiena e un cranio enorme. Sono però privi di bocca e fisionomia facciale.

Strutturati secondo una rigida società matriarcale, la Regina controlla psichicamente tutti i suoi sudditi.

Vivono in immense navi spaziali – quella della Regina può arrivare ai 3000 km di diametro – all’interno delle quali ricreano un ecosistema artificiale per garantirsi nutrimento in attesa di un nuovo mondo da depredare.

È una razza dedita alla conquista: per questo motivo l’esercito Harvester è sconfinato. Si spostano di pianeta in pianeta prosciugando le risorse alimentari e energetiche, per poi ripartire quando esse sono terminate. Come delle locuste.

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI ARACNIDI

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, parliamo di alieni con cui è difficile trattare.

Originari del pianeta desertico Klendathu, gli Aracnidi sfidano la Fanteria dello Spazio guidata da Johnny Rico.

Nei vari film della serie Starship Troopers se ne vedono di diversa forma e dimensione.

Potremmo suddividerli in categorie:

– Il Tanker: nero, corazzato, imponente. Spara un liquido infiammabile.
– Hopper: guerriero con le ali, più vulnerabile della sua controparte terrena.
– Plasma: il nome deriva da un getto al plasma caricato nel loro enorme addome e rilasciato in orbita, abbastanza potente da distruggere un’intera nave spaziale.
– Scorpion: invulnerabile ai colpi di arma da fuoco di piccolo calibro. Attacca sparando getti di plasma dalla coda.
– Bombardier: una palla vivente che si autodistrugge quando viene aperta.
– Control: grandi quanto una mano umana, si attaccano alla spina dorsale della loro preda guadagnandone il controllo.
– Chariot: lavoratori e trasportatori.
– Brain: sono i leader. Hanno l’abilità di produrre un suono così forte da far esplodere i vasi sanguigni umani. Sono inoltre dotati della capacità di raggiungere il cervello delle creature che attaccano (tramite una proboscide proveniente dalla bocca), rubandone le conoscenze intellettuali e risucchiandone la materia grigia.
– Queen: nessuno ne ha mai vista una ma è parte indispensabile della gerarchia interna. Depone uova.
– God: la creatura più grande e terrificante dell’universo di Starship Troopers. Può appropriarsi di un pianeta diventando parte della sua struttura interna.

Fonte: monstermovieitalia

Close