MARTEDÌ DELLO XENO – I GOA’ULD

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO parliamo dei Goa’uld, la razza di parassiti principali antagonisti nella serie Stargate SG-1.

Fisicamente molto simili ai serpenti, possono vivere anche all’esterno di un corpo ospite. Proprio per questo possono essere definiti endoparassiti facoltativi.
Tra i loro ospiti preferiti ci sono Umani e Unas, mentre i Jaffa vengono usati come contenitori per incubare la loro fase larvale.

Gli esemplari adulti sono capaci di prendere il controllo totale del corpo dell’ospite; inoltre forniscono a questo una forza sovrumana, una maggior resistenza alle malattie e ai veleni, la capacità di rigenerare le ferite più velocemente e quella di rallentare il processo d’invecchiamento. Quest’ultima caratteristica, insieme all’uso del dispositivo chiamato “sarcofago”, permette a un Goa’uld di occupare lo stesso ospite per diversi millenni.

Sono creature malvage ed egocentriche. Di solito interpretano il ruolo di potenti Signori o divinità, costruendo un culto attorno alla propria figura per poter controllare facilmente i propri possedimenti e armate.
Culto che poi cercano di espandere il più possibile, conquistando ulteriori pianeti dove imporre la loro volontà.
La società Goa’uld è infatti di tipo feudale: il più forte domina il più debole.

Alcuni, opponendosi a questa filosofia, hanno formato il gruppo clandestino dei Tok’ra, che invece di dominarli preferisce vivere in armonia con i propri ospiti (rigorosamente volontari).

Una grande minaccia per un Goa’uld sono anche i propri figli, i quali di solito aspirano ad ereditare potere del padre.

MARTEDÌ DELLO XENO – L’EDGAR-ABITO

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO parliamo di sartoria intergalattica.

Edgar “la Piattola” (The Bug) è un terrorista interstellare interpretato da Vincent D’Onofrio.

Compare la prima volta in “Men in Black” quando si schianta sulla Terra con la sua navicella.
L’alieno travolge il camioncino del contadino Edgar e ne prende l’aspetto svuotandolo e indossando la sua pelle come un abito.

Nelle vesti di Edgar, la Piattola ha un aspetto cencioso: la pelle intorno al suo viso è cadente e, nel tempo, diventerà sempre più marcia lasciando pochi capelli radi sul cuoio capelluto e un tono della cute gravemente scolorito.

Il reale aspetto dell’alieno, però, è quello di una blatta gigante con due antenne che pendono sopra la sua testa, sei arti e zanne affilate. Assomiglia a uno scarafaggio ma ha caratteristiche comuni ad altri insetti terrestri.

La Piattola ha una personalità irascibile e aggressiva. Odia uccidere gli insetti e apprezza lo zucchero. E “ne vuole sempre di più” (semi-cit.)

MARTEDÌ DELLO XENO – I MARZIANI DI “MARS ATTACKS!”

 

Gli XENO di oggi sono i marziani di “Mars Attacks!”

Invasori dal cranio sproporzionato che, muniti di tute spaziali e bombole di azoto, polverizzano gli esseri umani a colpi di pistola laser.

L’unica arma in grado di frenarli? La canzone “Indian Love Call” di Slim Whitman.

Il loro aspetto è ispirato a una serie di figurine di science fiction pubblicate nel 1962 negli Stati Uniti, dove veniva illustrata la storia dell’invasione della Terra e i bizzarri metodi di attacco, tortura e massacro utilizzati dai marziani.

Le figurine diventarono molto popolari fra i ragazzini dell’epoca ma il contenuto violento e i riferimenti sessuali espliciti – con conseguenti proteste delle associazioni dei genitori – portarono la compagnia distributrice a fermarne la produzione.

Tra l’altro, gli alieni ritratti erano a loro volta ispirati ai mutanti allevati dal popolo dei meta-luniani nel film “Cittadino dello spazio”, del 1955.

Immagine: The Martian – Mars Attacks di Zapista

MARTEDÌ DELLO XENO – BLOB, FLUIDO MORTALE

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, parliamo di Blob nella sua versione “Fluido mortale” del 1958.

Giunto sulla terra tramite una piccola meteora, Blob è un ammasso gelatinoso di colore rossastro e di forma indefinita che si muove rotolando su sé stesso.
Potremmo paragonarlo a un grosso macrofago del sangue: si nutre assimilando la carne di ogni essere vivente che incontra, uccidendolo al suo interno in pochi secondi.

Più si nutre, più aumenta di volume.

Passa attraverso qualunque varco, non conosce ostacoli.
È praticamente indistruttibile ma ha un punto debole: il freddo. L’unica condizione che riesce a indurire la sua struttura.
Viene infatti fermato con estintori ad anidride carbonica e successivamente trasportato nell’Artico dove resterà bloccato.

Non si sa se il Blob sia intelligente ma avverte sicuramente le variazioni di luce, temperatura, magnetismo e capta anche i movimenti degli esseri che gli stanno intorno.

Piccola curiosità.
Per rappresentare la creatura nel film “Fluido mortale”, venne utilizzata una mistura di silicone verniciata di rosso fragola.

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI XENOMORFI

 

Forme di vita intelligenti, avvolte nel mistero, in grado di sollevare dibattiti filosofici, morali e religiosi.

Gli alieni sono creature incredibili e sconosciute che hanno fatto la storia del cinema ponendo al pubblico una semplice domanda: siamo soli nell’Universo?

Inauguro quindi la rubrica: IL MARTEDÌ DELLO XENO.

Partiamo dal classico: gli xenomorfi di Alien.
Guidati da una regina, sono creature predatorie che si riproducono depositando un parassita nell’ospite.
Questa forma di riproduzione ha un parziale analogo sulla Terra, tra alcune specie d’insetti.
Numerose vespe parassite hanno l’abitudine di iniettare le loro uova in un corpo ospitante (spesso altri insetti o ragni).
Le larve si schiudono all’interno dell’organismo vivo e ne divorano gli organi interni, finché non emergono.

Disegnati da H. R. Giger e sviluppati da Carlo Rambaldi nel cult di Ridley Scott del 1979, gli xenomorfi uccidono a colpi di coda, lingua e sangue acido.

La “vischiosità del costume” ha origini molto particolari: per creare i tendini delle mascelle sono stati usati preservativi tagliuzzati mentre la bava dell’alieno è stata prodotta utilizzando K-Y Jelly, un lubrificante sessuale.
Pratico ed economico.

L’UOMO SENZA OMBRA

 

L’uomo senza ombra (Hollow Man) è un film del 2000 diretto da Paul Verhoeven ed interpretato da Kevin Bacon, Elisabeth Shue e Josh Brolin.

Sebastian Caine, uno scienziato geniale ma anche arrogante e pieno di sé, è a capo di un piccolo gruppo di scienziati che sperimentano la scomposizione molecolare con l’intento di rendere invisibili gli esseri viventi.
Quando la squadra ottiene i primi risultati positivi, Sebastian decide di provare il siero su se stesso saltando così lunghe procedure di sperimentazione.
L’esperimento, però, cambierà per sempre la vita del protagonista.

Ho raccolto qualche curiosità.

– Il film è ispirato al racconto “L’uomo invisibile” di Herbert George Wells.

– In seguito al controverso Starship Troopers (1997), Verhoeven ha voluto attenuare i livelli di sesso e violenza del film con l’obiettivo di creare un “blockbuster commerciale convenzionalmente”.

– Come funziona l’invisibilità? Kevin è stato integralmente vestito e truccato di un colore solo (a seconda delle circostanze di nero, verde e blu). La singola porzione dell’immagine è stata poi cancellata elettronicamente con la tecnica “Chroma key”.
Infine, per riempire il buco rimasto, è stato necessario ripetere le riprese facendo compiere alla telecamera gli stessi movimenti appena fatti, ma questa volta senza la presenza di Kevin sul set, così che nell’immagine venisse incluso lo sfondo.

– Altra impresa per i tecnici degli effetti speciali è stata quella di creare un’intera riproduzione digitale di Kevin anatomicamente completa (da utilizzare nelle sequenze in cui il protagonista diventava progressivamente invisibile).
Per riprodurre l’apparato scheletrico è stata fatta la scansione 3D di uno scheletro umano generico al quale poi sono state attribuite le misure specifiche di Kevin.

– Il film è stato il più grande successo di Verhoeven dai tempi di Basic Instinct.

– Guy Pearce ed Edward Norton furono inizialmente presi in considerazione per il ruolo di Sebastian. La scelta ricadde poi su Bacon perché, secondo il regista aveva la capacità di essere “sia affascinante che diabolico”.

– Bacon annotò le difficoltà avute nel recitare sul set dichiarando un “senso di isolamento, rabbia e sofferenza” che sentì indossando la maschera e il costume in lattice.

fonte: nospoiler e wiki

NOI DUE SOLI

 

“Noi due soli” è un film del 1952 diretto da Marcello Marchesi, Vittorio Metz e Marino Girolami.

Una commedia fantastica che sfrutta l’espediente del sogno per trasportare il protagonista in uno scenario post-apocalittico.

Walter (Chiari) è operaio in fabbrica assieme a Carlo (Campanini). Walter è innamorato della collega Gina (Rémy) ma pensare a un avvenire con lei è difficile. Tanto più che il padre della ragazza vorrebbe vederla sposata a un suo superiore in fabbrica (Vianello).
Cacciato di casa assieme a Carlo, Walter troverà un rifugio antiatomico dove riposare.
Ma durante la notte la terribile bomba “Yota” distruggerà l’intera popolazione mondiale.
Il risveglio è in una Roma desolante.

Questo film, all’apparenza molto semplice, è un precursore.

La critica, all’epoca, ne parlò in questi termini: «Prima degli anni ’60, il cinema italiano sfiora la fantascienza sporadicamente e soltanto in qualche esile commedia. Questo, tra i film in questione, è uno dei più bizzarri: per imbastire una scontata morale, un messaggio di rassegnata accettazione del quotidiano, gli sceneggiatori Marchesi e Metz mettono in scena addirittura un agonizzante mondo futuro. Forse non siamo ancora agli inizi del post-apocalittico all’italiana, ma l’idea appare nuova e anticonvenzionale.»

IT

 

It è un romanzo horror scritto da Stephen King e pubblicato nel 1986.

Dal libro sono stati tratti una miniserie televisiva nel 1990 e una trasposizione cinematografica divisa in due parti: It (2017) e It – Capitolo due (2019).

Siamo nell’Ottobre del 1957 quando una misteriosa entità multiforme si risveglia da un letargo di 27 anni e assume la forma del clown Pennywise.
E ovviamente ci troviamo in un luogo infernale, pregno di male e orrore: il Maine.

Traumi infantili, chiusura mentale, violenza occultata dietro una maschera di felicità e bassezze umane fanno da cornice allo scontro tra i “Perdenti” e l’entità maligna.

Ho raccolto qualche curiosità.

– Stephen King ha dichiarato di essersi ispirato alla fiaba norvegese “The Three Billy Goats Gruff” dove tre capre devono attraversare un ponte sotto cui vive un malvagio troll.

– Il romanzo ha richiesto quattro anni per la stesura finale.

– Con le sue 1138 pagine (e quasi 2 kg di peso) “It” è secondo per lunghezza nella produzione di King (come unico volume).
Il primo posto se lo aggiudica “L’ombra dello scorpione” con le sue 1153 pagine.

– Stephen King ha dichiarato che Derry, la città dove è ambientato il romanzo, è la trasposizione di Bangor, dove lui e la moglie hanno vissuto dal 1979.

– Il romanzo è dedicato ai figli dell’autore:
«Dedico questo libro in segno di gratitudine ai miei figli. Mia madre e mia moglie mi hanno insegnato a essere uomo. I miei figli mi hanno insegnato a essere libero.
NAOMI RACHEL KING, a quattordici anni;
JOSEPH HILLSTROM KING, a dodici anni;
OWEN PHILIP KING, a sette anni.
Ragazzi, il romanzesco è la verità dentro la bugia, e la verità di questo romanzo è semplice: la magia esiste.»

– Il personaggio di It rimanda all’universo di Howard Phillips Lovecraft e ai miti di Cthulhu. In particolare al racconto “Il modello di Pickman”.
L’universo di King, però, è tutto collegato. Così anche It ha diversi riferimenti ad altre opere dello scrittore.

– In una pagina del libro troviamo il cuoco Dick Hallorann (Shining) che, grazie alle sue doti paranormali, riuscirà a salvare alcuni dei suoi amici (tra cui il padre di Mike Hanlon) dall’incendio del Punto Nero.

– Derry e Pennywise appaiono anche in “Le creature del buio”.

– Una delle vittime di Pennywise è una ragazza madre di sedici anni il cui compagno è rinchiuso per rapina a Shawshank, il carcere in cui è ambientato il racconto “Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank”.

– I “Pozzi Neri” sono menzionati molte volte nella serie “La torre nera”.

– Lo scioglilingua ripetuto da Bill Danborough “Stanno stretti sette spettri sotto i letti a denti stretti” viene usato anche da Mark Petrie nel romanzo “Le Notti di Salem”.

– Ne “L’acchiappasogni” compare la scritta “PENNYWISE VIVE” sul monumento alla memoria dei bambini uccisi.

– Nel romanzo “Insomnia” ci sono molte analogie tra Pennywise e il Re Sanguinario.

Fonti: Wiki e paroleacolori

ENDGAME – BRONX LOTTA FINALE

 

“Endgame – Bronx lotta finale” è un film del 1983 diretto da Aristide Massaccesi – noto come Joe D’Amato – qui con lo pseudonimo di Steven Benson.

Già autore di “Anno 2020 – I Gladiatori Del Futuro”, il film è stato distribuito anche con il titolo “Gioco finale”.

Le vicende sono ambientate in un mondo post atomico.
Giochi crudeli, mutanti telepati, terre promesse, trappole, scontri finali massacranti e bambini con poteri paranormali: è un minestrone con dentro tutto.

La critica riassume bene ciò che penso.
“Pur nella traballante struttura dell’insieme, il film si distingue da altre analoghe produzioni italiane dello stesso periodo per una certa abilità nel fondere insieme tematiche diverse sviluppandole con discreta fantasia. Debitore ai film di successo americani, Endgame rilegge con disinvoltura anche i temi propri dello spaghetti western.”

Un film a basso budget che mi ha convinto solo per un elemento: furgoncini Fiat post-apocalittici.

E la blindocisterna muta.

IL QUINTO ELEMENTO

 

Il Quinto Elemento è un film del 1997 diretto da Luc Besson.

La pellicola – presentata fuori concorso al 50º Festival di Cannes – ha un cast variegato e meraviglioso: Bruce Willis, Milla Jovovich, Gary Oldman, Chris Tucker, Ian Holm, Luke Perry e Tommy Lister.

Il film fonde, in un’unica pellicola, tutte le peculiarità di un fantasy/sci-fi/action, dando vita a una delle opere più interessanti del cinema francese.

Qualche curiosità.

– Le ambientazioni ben realizzate e gli effetti speciali sono valsi al film alcune candidature e riconoscimenti sia ai Bafta che agli Oscar del 1998.

– Tutti i costumi sono firmati da Jean Paul Gautier. Ogni look è studiato per rispecchiare le caratteristiche del personaggio.

– Dal film venne tratto un videogioco: “The Fifth Element” disponibile per PlayStation e PC.

– La prima parte dell’aria cantata da Lady Plavalaguna è “Il dolce suono mi colpì di sua voce!”, tratta dall’opera Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti (Parte II, Atto III – scena della pazzia).

– Il film, costato circa 90 milioni di dollari. Fu la pellicola più costosa mai prodotta in Europa all’epoca della sua uscita.
Soldi ben spesi dal momento che incassò 263.920.180$.

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