MARTEDÌ DELLO XENO – GLI YAUTJA

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO, “el diablo que hace trofeos de los hombres”.

Gli Yautja – conosciuti anche come Predator – sono una specie aliena nota in tutta la galassia.

Di forma umanoide sono alti circa due metri.
Hanno quattro protuberanze poste intorno alla bocca, unite su ciascun lato del volto da una membrana di pelle. Il loro sangue è bioluminescente, di un color verde acceso.
Comunicano tramite vocalizzi che ricordano dei ruggiti, ringhi e ticchettii.

Sono molto resistenti e forti: con i loro artigli riescono a disossare altre creature con estrema facilità, spaccare il cemento o sfondare paratie metalliche.
Inoltre, sono molto agili, degli esperti arrampicatori.

Questa razza dedita alla caccia vanta un arsenale molto vasto: lance telescopiche, archi, shuriken, dischi affilati, lancia reti, spade, fruste ricavate da code di Xenomorfi, lame retrattili, cannoni al plasma ed esplosivi.

Indossano una maschera che gli permette di vedere lo spettro degli raggi infrarossi e ultravioletti e utilizzano armature metalliche estremamente resistenti, dotate di meccanismi elettronici in grado di renderli invisibili.

Il loro tipico bracciale, poi, può detonare con estrema potenza distruttiva.
Questa mossa “suicida” deriva da un rigido codice d’onore: in caso di sconfitta, l’esplosione del bracciale elimina non solo il corpo, quindi il disonore subito, ma anche ogni traccia della loro tecnologia.

La società degli Yautja è basata su un modello tribale e fortemente gerarchico che prevede dei riti di passaggio durante i quali i giovani devono dimostrare di possedere le caratteristiche di un guerriero.
Il rispetto verso un degno avversario è un punto fondamentale della loro educazione: uno Yautja potrebbe decidere di risparmiare la vita del nemico, se lo ritiene opportuno, e offrirgli un premio che ritiene molto significativo.

MARTEDÌ DELLO XENO – I GORILLA-LUPI ALIENI

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO delle creature bestiali di cui non si conosce il nome, apparse nella commedia action-fantascientifica del 2011 “Attack the Block – Invasione Aliena”, scritta e diretta da Joe Cornish.

La miglior definizione che viene data di questi esseri è, cito testualmente, “gorilla-lupi alieni figli di p*ttana” e, per quanto volgare, è piuttosto calzante.

Nei maschi della specie, infatti, il folto pelo nero, la taglia e il peso sembrano corrispondere proprio a quelli dei gorilla. Però, a differenza dei primati nostrani, gli alieni hanno grossi artigli, la testa più incassata nel busto e una grossa bocca da cui fanno capolino delle inquietanti zanne bioluminescenti.
Sono invece privi di occhi, ma si muovono (e cacciano) senza problemi grazie a un finissimo senso dell’olfatto e a un sistema di ecolocalizzazione.

Le femmine, di cui sappiamo meno, sono invece più piccole e glabre.

Sarà proprio una di queste, precipitata sulla Terra su un meteorite, a dare inizio a una serie di eventi che causeranno non pochi problemi in un piccolo quartiere della periferia sud-ovest di Londra.

LA RELAZIONE TRA PUNK E POST-APOCALITTICO

 

Post apocalittico e punk: una relazione che ci accompagna da sempre.

“È vestito con pelle, borchie e ha una cresta colorata?
Allora è molto probabile che quello sia il cattivo dell’opera”.

Ma come è nato questo connubio?

Dobbiamo tornare agli anni ’60: momento di svolta per il mercato musicale, alla costante ricerca di nuovi talenti: i musicisti hanno una forte necessità di far sentire la propria voce e questo garantisce loro forza e purezza espressiva.

Il senso di ribellione e il disprezzo per tutto ciò che è mainstream si espande negli anni ’70: Ramones, Sex Pistols, Clash (solo per citarne alcuni) dominano la scena.
La musica inneggia alla disubbidienza e sbeffeggia ogni forma d’autorità. Combatte contro il sistema.

Lo stile punk si trasforma in un fenomeno dilagante e, paradossalmente, diventa moda.
Il suo stile viene anche rielaborato da sottoculture come rocker, biker e skinhead.
E proprio in questi anni arriva il punk cinematografico di Jubilee di Derek Jarman (un film surreale, dai tratti distopici). Un’apocalisse moderna con una sensazione di oppressione socio-politica che spingeva i punk alla rivolta.

Però è con Interceptor – Il guerriero della strada e Mad Max – Oltre la sfera del tuono, che si delinea meglio questa dinamica.

L’esperta costumista Norma Moriceau, incaricata di definire lo stile dei personaggi, aveva già lavorato sul set di “La grande truffa del rock’n’roll” (documentario che narrava la nascita, l’ascesa e il declino dei Sex Pistols).
La Moriceau, in accordo con Miller, decide quindi di fondere il post-apocalittico con l’ultimo decennio della sottocultura rock.

Uno stile che persiste ancora oggi.

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI ALIENI DI “SIGNS”

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, degli alieni misteriosi.

Tutto parte da una serie di cerchi nel grano.

Gli alieni di Signs, creati da M. Night Shyamalan, sono sempre fuoricampo.
Le figure si intravedono ma non vengono mai messe a fuoco.

Non sappiamo quale sia la loro provenienza né il loro habitat naturale ma hanno un fisico molto atletico, profondi occhi neri e artigli affilati.
La loro pelle cambia colore, permettendo così un’efficace mimetizzazione (tra l’altro, non indossano indumenti).

Ma ecco la vera particolarità: espellono gas dai polsi però sono vulnerabili all’acqua.

Questa caratteristica ha portato gli spettatori a farsi una domanda logica: perché, se sei allergico all’acqua, vieni proprio sulla Terra?

L’obiettivo di questi alieni non si sa ma, su di loro, ci sono le teorie più disparate.

– Diabolici scienziati che vogliono raccogliere umani per studiarli.

– Angeli dello spazio, “presenze” che ci supportano rimanendo sempre “nell’ombra”.

– Galeotti pericolosi: la Terra è talmente inospitale per questa razza, che la società aliena dell’universo di Signs la sta usando come una specie di enorme prigione per i loro criminali.

FREEJACK – IN FUGA DAL FUTURO

 

Stamattina mi sono ricordata di “Freejack – In fuga nel futuro”.

Film del 1992, è ispirato al romanzo “Immortality”, di Robert Sheckley.

La trama mi è sempre piaciuta.

Siamo nel 1991 quando Alex si schianta in auto. Il suo corpo, però, svanisce nel nulla qualche secondo prima dell’impatto, rapito da una squadra di uomini del futuro, che lo trasportano nel lontano 2009.

Ci ritroviamo quindi in una New York non troppo distopica e dominata dal crimine, in cui gli abitanti sono alle prese con miseria e inquinamento.

Alex riesce a scappare dai suoi inseguitori e scopre di essere un “freejack”, cioè un corpo catturato nel passato con lo scopo di diventare un nuovo “contenitore” per le menti di ricchi potenti alla costante ricerca dell’immortalità.

Ecco, per onestà devo dire che la versione originale ebbe un esito disastroso durante la visione di prova.
Talmente pessima che il produttore fu costretto a rigirare circa il 40% del film.
E, comunque, non riscosse molto successo.

Il vero punto di forza è il cast: Anthony Hopkins, Jonathan Banks, Rene Russo e un inaspettato Mick Jagger, leader dei Rolling Stones, nel ruolo di un cacciatore di corpi.

MARTEDÌ DELLO XENO – I RODIANI

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, un alieno che SICURAMENTE ha sparato per secondo.

Originari del pianeta Rodia, i Rodiani sono dei rettiliani di colore verdastro.

Hanno grandi occhi in grado di vedere gli spettri infrarossi e piccole antenne sul cranio.
La loro pelle è rugosa e a volte assume tonalità gialle o turchesi. Le dita sono munite di ghiandole per la suzione; per questo motivo sarebbe molto difficile – per un umano – maneggiare un oggetto di fattura rodiana.

È una razza sensibile alla Forza, alcuni Jedi Rodiani hanno combattuto nelle Guerre dei Cloni ma, in generale, molti di loro si guadagnano da vivere come cacciatori di taglie.

Il più famoso?
Greedo, l’alieno ucciso da Han Solo, su Tatooine.

LA PICCOLA BOTTEGA DEGLI ORRORI

 

“La piccola bottega degli orrori” è un film del 1986 di Frank Oz.

È ispirato al musical di Alan Menken e Howard Ashman (basato, a sua volta, sul film di Roger Corman).

Siamo nella New York degli anni sessanta.
Seymour, un timido commesso, porta nel retrobottega del negozio di fiori in cui lavora una piantina carnivora.
In breve tempo, però, il vegetale aumenta di dimensioni rivelandosi una pianta aliena assetata di sangue che ha intenzione di conquistare il mondo con i suoi boccioli.

Ho trovato qualche curiosità.

– Le riprese si svolsero nel set dei Pinewood Studios di Londra, dedicato al produttore Albert R. Broccoli.
All’epoca erano gli studi più grandi del mondo, talmente estesi che era impossibile riscaldarli a dovere. Per alcune scene gli attori dovettero ingoiare dei cubetti di ghiaccio così da evitare che il loro fiato si condensasse.

– Durante la promozione del film, la pianta carnivora – chiamata Audrey II – venne intervistata diverse volte dalla stampa. Ogni volta, però, Audrey finiva col mangiarsi il giornalista di turno.

– “Mean Green Mother From Outer Space” fu il primo brano nominato agli Oscar a contenere un linguaggio scurrile.

– Il film fu candidato all’Oscar per i migliori effetti speciali. Durante le riprese non vennero mai utilizzati schermi blu o verdi.
Audrey II venne costruita in sei varianti a seconda della fase di crescita. Ciascuna delle piante doveva essere pulita, ripitturata e riparata alla fine di ogni giornata di riprese. Un compito che richiedeva moltissimo tempo, a seconda delle dimensioni della pianta.

– Nello script originale, Audrey II divorava i due protagonisti e prendeva il controllo di New York. Il finale, però, venne modificato dopo le reazioni negative del pubblico.

Fonte: film.it

MARTEDÌ DELLO XENO – THE STUFF

 

“Lo state mangiando o è lui a mangiare voi?”

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, un mostro gustoso.

Siamo a Midland, in Georgia, quando due minatori scoprono una strana sostanza cremosa, simile allo yogurt, zampillare dalla terra.

È talmente invitante che non solo l’assaggiano ma decidono anche di metterla sul mercato: un dessert che verrà chiamato “The Stuff”. Dolce, cremoso e con poche calorie.

Questo gelato ha enorme successo in tutta la nazione, un po’ perché è molto buono ma soprattutto perché sembra dare forte assuefazione a chi lo mangia.

Ma lo Stuff, in realtà, nasconde un terribile segreto: è una forma di vita aliena senziente che prende possesso del cervello di chi lo ingerisce (ed è questo il motivo della forte dipendenza).
Come un parassita, si impadronisce del corpo trasformando l’ospite in uno zombie, consumandolo da dentro fino a tramutarlo in un guscio vuoto.

MARTEDÌ DELLO XENO – ZAPHOD BEEBLEBROX

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO, un alieno di cui sono sempre stata innamorata.

Zaphod Beeblebrox è un personaggio di Guida galattica per autostoppisti dello scrittore inglese Douglas Adams.

In base all’opera di riferimento ne esistono diverse versioni: in questo post parlerò di quella cinematografica del 2005.

Zaphod proviene da un pianeta prossimo a Betelgeuse. Ha due teste e tre braccia ed è “quasi-cugino” di Ford Prefect (con il quale condivide tre madri).

Egocentrico e vanitoso ha firmato l’ordine per la distruzione della Terra convinto che i Vogon gli avessero chiesto un autografo.

La lista dei suoi successi è lunga e nota a tutti.

-Presidente della Galassia (ruolo che, in realtà, non implica alcun potere).
-Inventore del “Gotto Esplosivo Pangalattico” è l’unico in grado di berne più di tre in una sola volta.
-Eletto per sette anni consecutivi “Essere Senziente Peggio Vestito dell’Intero Universo”.

Intrattiene una storia d’amore con la terrestre Tricia McMillan che ha accolto sulla Cuore d’Oro – l’astronave sequestrata per il suo motore a “improbabilità infinita” – e condivide la plancia con Marvin (un robot profondamente depresso) e il computer di bordo Eddie.

Zaphod è alla costante ricerca del leggendario pianeta Magrathea, sul quale crede di poter trovare la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto.

E questa è la frase che lo rappresenta meglio:

– Puoi mettere il tuo ego da una parte solo un momento? C’è qualcosa di importante.
– Se c’è qualcosa di più importante del mio ego su questa nave, la voglio catturata e fucilata!

MARTEDÌ DELLO XENO – DARTH MAUL

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO parliamo di Sith.

Darth Maul è un personaggio della saga di Star Wars apparso per la prima volta nel film “La minaccia fantasma”.

È un dathomiriano nato sul pianeta Dathomir nel 54 BBY.
La sua razza è molto particolare: I Dathomiri hanno tatuaggi sul corpo che rappresentano la loro eredità tribale. Vivono in una società matriarcale dove le donne – chiamare le “Sorelle della Notte” – sono abili nella magia vudù.

Maul viene rapito in giovane età da da Darth Sidious per essere addestrato nelle vie del Lato Oscuro della Forza.
Dopo alcuni anni diventa un Signore dei Sith, contraddicendo però la “Regola dei Due” secondo la quale potevano esistere allo stesso tempo solo due Signori dei Sith. Infatti Sidious era segretamente apprendista di Darth Plagueis.

Nella sua prima apparizione il carattere e la personalità di Darth Maul sono poco approfondite: pronuncia appena ventiquattro parole nell’arco dell’intero film.
La sua funzione è solo quella di sicario, una pedina con l’obiettivo di distruggere i Jedi.

Tutti però ci ricordiamo della sua arma: una spada laser rossa a doppia lama lunga 2,5 metri di cui 1/5 di sola impugnatura.

Lo vediamo scontrarsi con Qui-Gon Jinn e Obi-Wan Kenobi. In quell’occasione Maul ottiene una vittoria parziale: dopo aver ucciso Qui-Gon viene mutilato da Obi-Wan.
Sopravvissuto e alimentato dall’odio, Maul passa i successivi anni in una discarica costruendosi delle gambe da ragno e grazie all’aiuto del fratello Savage Opress, tenterà di vendicarsi contro il Jedi instaurando un regno criminale e lottando per ottenere la sua vendetta.

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