LA MUSICA DI RITORNO AL FUTURO

 

Quando si parla di Ritorno al Futuro si pensa subito al concetto del tempo.
Ma Robert Zemeckis dà importanza a un altro fattore che caratterizza ogni epoca storica: la musica.

BACK TO THE FUTURE: MUSIC FROM THE MOTION PICTURE SOUNDTRACK
(Ritorno al Futuro – Colonna sonora)

– The Power of Love – Huey Lewis & The News
– Time Bomb Town – Lindsey Buckingham
– Back to the Future – The Outatime Orchestra
– Heaven Is One Step Away – Eric Clapton
– Back in Time – Huey Lewis & The News
– Back to the Future Overture – The Outatime Orchestra
– The Wallflower(Dance with Me Henry) – Etta James
– Night Train – Marvin Berry and the Starlighters
– Earth Angel – Marvin Berry and the Starlighters
– Johnny B. Goode – Marty McFly& the Starlighters

Tra le canzoni inserite nel film ma escluse nella lista si possono riconoscere:
– The Washington Post – John Philip Sousa
– Mr. Sandman – Four Aces
– The Ballad of Davy Crockett – Fess Parker
– Pledging My Love – Johnny Ace

Alan Silvestri iniziò a lavorare alla colonna sonora a sole due settimane dalla prima.

Fu lui a suggerire il gruppo “Huey Lewis & The News” per la canzone di apertura.

“The Power of Love”, inoltre, è l’unico brano – con il tema principale – presente in tutti e 3 i film: all’inizio del primo, nel secondo quando Marty Senior nella sua abitazione a Hilldale accenna alcune note con la chitarra e nel terzo al momento della gara di Marty McFly con Needles.

PITCH BLACK

 

Pitch Black è un film di fantascienza del 2000 diretto da David Twohy, con protagonista Vin Diesel nei panni dell’antieroe Riddick.

Qualche curiosità:

– Nella bozza della sceneggiatura, il personaggio di Riddick era una donna.

– Vin Diesel ha avuto un attacco di claustrofobia nella camera di animazione sospesa tanto da dover essere tirato fuori velocemente.

– Cole Hauser ha avuto l’idea di far assumere la droga al suo personaggio attraverso gli occhi.

– Le scene del deserto sono state filmate nella stessa location utilizzata per Mad Max – Oltre la sfera del tuono (1985).

– Le persone con sindrome di Riddoch possono percepire solo cose in movimento per la: “Dissociazione delle percezioni visive a causa di lesioni occipitali, con riferimento particolare alla valorizzazione del movimento”.

– Il film è stato sviluppato da un’idea inutilizzata del regista David Twohy per Alien 3 (che coinvolgeva una prigione spaziale).

– L’astronave si chiama Hunter / Gratzner prendendo spunto dal nome della società di effetti visivi che ha progettato e costruito il modello della nave.

– L’arma che Johns utilizza è un fucile Armscor M30R6, modificato per sembrare futuristico.

– Le creature aliene, disegnate da Patrick Tatopoulos, hanno tre fasi di evoluzione:
1) embrionale – esseri bioluminescenti
2) giovanile – volano e cacciano in stormi
3) adulta – grandi creature in grado di uccidere gli altri membri della specie per cibarsene

– Secondo il sito web ufficiale di Pitch Black, i personaggi principali hanno età diverse a causa della modalità di sospensione durante il viaggio nello spazio:
Fry (età anagrafica 41; età effettiva dopo crio-detrazione, 25)
Johns (età anagrafica 37; età effettiva dopo crio-detrazione, 29)
Owens (età anagrafica 50; età effettiva dopo crio-detrazione, 33)
Zeke (età anagrafica 39; età effettiva dopo crio-detrazione, 39)
Shazza (età anagrafica 37; età effettiva dopo crio-detrazionee, 28)
Paris (età anagrafica 72; età effettiva dopo crio-detrazione, 47)
Imam (età anagrafica 47; età effettiva dopo crio-detrazione, 45)
Jack (età stimata 13; attuale età dopo crio-detrazione, sconosciuta)
Riddick (età incerta a causa di nessun certificato di nascita in archivio).

fonte: cineblog

MATRIX

 

Matrix è un film di fantascienza del 1999 scritto e diretto dalle sorelle Wachowski.

“Matrix è ovunque. È intorno a noi. Anche adesso, nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra, o quando accendi il televisore. L’avverti quando vai al lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità.”

Qualche curiosità:

– Il titolo deriva dal termine latino matrix (“matrice”, “generatrice”), che a sua volta ha dato origine al vocabolo inglese matrix, ossia “matrice di numeri”, un elemento di tipo tabellare derivante da strutture matematiche, molto utilizzato in informatica per associare dati, o sistemi di dati, tra loro.

– Neo doveva essere interpretato da Johnny Depp, ma la Warner Bros, non convinta, propose il ruolo a Brad Pitt e Val Kilmer, che però non accettarono.
Anche Leonardo Di Caprio e Will Smith rifiutarono.
Keanu Reeves, al contrario, sembrò aver capito fin da subito l’essenza del film.

– Per Morpheus erano stati presi in considerazione Gary Oldman e Samuel L. Jackson.

– L’agente Smith sarebbe dovuto essere Jean Reno ma Hugo Weaving studiò attentamente la sua parte elaborando anche un accento “neutro” per non sembrare né umano né macchina.

– Carrie-Anne Moss si slogò una caviglia durante il film ma non disse niente a nessuno per paura che la sostituissero.

– Nel giro di 2 anni, la sequenza delle pallottole a rallentatore è stata parodiata almeno 20 volte.

– I cellulari del film erano i Nokia Stiletto (8110), prodotti in quantità limitata solo in Europa e in Australia.

– I caratteri che scorrono sugli schermi dei computer sono lettere rovesciate, numeri e caratteri giapponesi Katakana.

– Dopo la battaglia nella hall del palazzo, Neo e Trinity prendono l’ascensore e, mentre le porte si chiudono, le telecamere tornano indietro per mostrare quello che rimane della sala. In quella breve inquadratura, un calcinaccio si stacca involontariamente da uno dei pilastri e si frantuma al suolo, creando una situazione quasi ironica.

– Nel 1992 Stefano Disegni e Massimo Caviglia crearono “Razzi Amari”.
La storia era incentrata su un futuro distopico, in cui la popolazione era sotto il giogo di una dittatura oppressiva creata dalle macchine. Queste controllavano le persone tramite un chip, installato nella mente di ogni neonato, che proiettava l’illusione di vivere in un mondo perfetto. Un equilibrio che si spezza quando uno degli “schiavi” scopre la realtà e fonda una resistenza per combattere le macchine.

– Per via del budget limitato, il costume di Trinity in PVC venne realizzato a basso costo. Anche la stoffa del cappotto di Neo costava 3 dollari al metro.

– Prima dell’ultimo discorso che chiude il primo episodio della trilogia, Keanu Reeves non pronuncia mai più di 5 frasi di fila.

– Le Wachowski hanno utilizzato i colori per distinguere i vari livelli di narrazione della storia.
Nelle scene ambientate all’interno di Matrix la gradazione che predomina è il verde, come se le azioni venissero guardate attraverso il monitor del computer.
Nelle scene che avvengono nella realtà, la gradazione è il blu, che trasmette malinconia e freddezza.
Il giallo, che infonde insicurezza, è usato nel mondo intermedio tra realtà e Matrix, quando Morpheus addestra Neo alle arti marziali.

– Per coordinare e creare le coreografie dei combattimenti le Wachowsky volevano Woo-Ping Yuen.
Lo pagarono con una cifra esorbitante dandogli il controllo completo dei combattimenti.

fonte: la Scimmia pensa, la Scimmia fa

LA COSA

 

La Cosa (The Thing) è un film del 1982 diretto da John Carpenter.

Un gruppo di ricercatori in Antartide è alle prese con una forma di vita extraterrestre parassita, precipitata sulla Terra, con la facoltà di assumere le sembianze degli esseri con i quali viene a contatto.

PREQUEL E SEQUEL
Nel 2002 è stato sviluppato un videogioco omonimo per PC, PlayStation 2 e Xbox che funge da sequel; nel 2011 è uscito un prequel del film, La cosa, ambientato tre giorni prima degli eventi del film di Carpenter e incentrato sull’equipaggio norvegese che per primo scoprì l’alieno.

Curiosità:

– A differenza di altri suoi film, John Carpenter non compose la colonna sonora, ma affidò il compito a Ennio Morricone, il quale seguì uno stile simile a quello del regista.

– In Italia la pellicola ha avuto un incasso totale pari a 1.714.000.000 di lire e si è classificato al 45º posto tra i primi 100 film di maggior incasso della stagione cinematografica italiana 1982-1983.

– La Cosa è basato sul racconto “Who goes there?” di John W. Campbell.

– Nel 1951 era già uscito “La cosa da un altro mondo” diretto da Howard Hawks, sempre tratto dallo stesso racconto.

– Il cane nel film si chiamava Jed: mezzo lupo e mezzo husky.

– Gli effetti speciali sono stati creati da Rob Bottin, che aveva solo 22 anni.

– La voce femminile sul computer era quella della moglie del regista.

– L’effetto sonoro del vento antartico è stato realizzato registrando il vento del deserto fuori Palm Springs.

– Non ci sono personaggi femminili nel film a eccezione della voce del computer. All’inizio era stata inserita una donna nell’equipaggio ma l’attrice rimase incinta e fu costretta ad abbandonare le riprese. Venne sostituita da un uomo.

– I tentacoli che Clark vede nella gabbia del cane sono fruste manovrate direttamente da Rob Bottin.

– Nick Nolte e Jeff Bridges hanno rifiutato il ruolo di MacReady, parte andata poi a Kurt Russell.

– John Carpenter ha dichiarato che, di tutti i suoi film, questo è il suo preferito.

– Nella scena dell’autopsia sono stato usati veri organi di animali.

– Il film è diventato parte della cultura in Antartide: durante la festa di Midwinter, il 21 giugno, ci si riunisce per vedere La Cosa.

– All’inizio del film si sente una frase in norvegese “Non è un cane, è una specie di Cosa!”

– La reazione di Kurt Russell quando usa il candelotto di dinamite è autentica. Non aveva idea della potenza dell’esplosione che l’ha anche ferito.

fonte: noi degli anni 80/90

IPOTESI SOPRAVVIVENZA

 

Ipotesi sopravvivenza (Threads) è un film per la televisione del 1984, scritto da Barry Hines e diretto da Mick Jackson.
Prodotto in collaborazione tra BBC, Western World Television e Nine Network narra, in uno stile documentaristico, un possibile scenario post bellico a seguito di un conflitto atomico mondiale.

La trama principale riguarda due famiglie di Sheffield che affrontano le loro crisi personali mentre la Guerra Fredda degenera.
Una trama secondaria, che si svolge attorno al Capo Esecutivo del consiglio municipale di Sheffield, illustra i piani che il governo britannico dell’epoca aveva per gestire una situazione di guerra atomica.

«La nostra intenzione nel girare Ipotesi sopravvivenza era d’uscire dalla politica e di mostrare gli effetti che un tale evento avrebbe su tutte e due le parti se i nostri sforzi migliori per impedire una guerra nucleare dovessero fallire.»
Mick Jackson fu scelto perché aveva prodotto nel 1982 il documentario BBC “A Guide to Armageddon”.
Il regista consultò scienziati, psicologi, dottori e specialisti della difesa per una realizzazione più veritiera.
Per rappresentare gli effetti psicologici d’un attacco nucleare, analizzò i comportamenti dei superstiti dei bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki.
Sheffield fu scelta come ambientazione principale a causa della sua politica anti-nucleare.

Fu trasmesso in Italia una sola volta su RAI 1 il 7 agosto 1985, preceduto dal documentario “L’inverno nucleare”, con un’introduzione da parte di Piero Angela.
È stato paragonato a “The Day After – Il giorno dopo”, che mostrò uno scenario analogo negli Stati Uniti.

HARDWARE – METALLO LETALE

 

Hardware – Metallo letale è un film del 1990 diretto da Richard Stanley.

In un futuro non troppo lontano, la Terra è intossicata dall’inquinamento e la popolazione si è imbarbarita in preda a una dilagante anarchia.
Un rigattiere acquista i resti di un robot che un nomade ha rinvenuto nel deserto, per donarli alla fidanzata scultrice.
Questi, però, si rivelano parti di un cyborg militare, M.A.R.K-13, che animato dalla sua capacità di auto-ripararsi, mieterà morte e distruzione.

Il nome del robot è un riferimento al Vangelo secondo Marco. Durante il film, il protagonista ne legge un pezzo e si ferma proprio al capitolo 13. In esso troviamo una frase fondamentale per la storia: «nessuna carne verrà risparmiata» (versetto 20).

Numerose le apparizioni “musicali”:
– Carl McCoy dei Fields of the Nephilim, nel ruolo del nomade.
– Lemmy Kilmister dei Motörhead, nel ruolo del taxista (che ascolta Ace of Spades).
– Iggy Pop nel ruolo del telepredicatore invasato (del quale si sente solo la voce trasmessa dalla stazione radio WAR)
– Gli GWAR che compaiono in TV sotto le note di Stigmata dei Ministry.

Rimangono impressi i colori sabbiosi che suggeriscono un’idea di afa e caldo, oltre che di squallore sociale.
Immagini fotografate a meraviglia; diretto e interpretato con trasporto e ispirazione, dove i pochi mezzi a disposizione si rivelano un’arma poetica efficace.
Il film fu girato in totale autonomia e con un budget limitato ma “è una riprova che il basso budget non sempre significa scarsa qualità”.

2001 ODISSEA NELLO SPAZIO

 

2001: Odissea nello spazio è un film del 1968 prodotto e diretto da Stanley Kubrick.
Storia fantascientifica ambientata in un vicino futuro, tocca temi come l’identità della natura umana, il suo destino e il ruolo della conoscenza.

Qualche curiosità:

– Secondo molte persone, la sigla del computer di bordo HAL 9000, sarebbe stata ottenuta prendendo l’acronimo IBM, e scegliendo le lettere immediatamente precedenti nell’alfabeto: HAL.
Il co-sceneggiatore Arthur C. Clarke, però, ha sempre smentito questa ipotesi dichiarando che se si fosse accorto in tempo della “coincidenza”, avrebbe cambiato il nome.
In realtà significa: Heuristic Algorithmic.

– Siamo abituati a identificare HAL 9000 con il suo occhio rosso. Ma quella è solo la sua antenna esterna.
Il cuore di HAL è la brain room, grande quanto una stanza.
Grazie alla collaborazione di Eliot Noyes, consulente capo e designer della IBM, Kubrick ne creò una geometrica e trasparente; un ambiente fatto di vetro acrilico, luci e griglie.

– Era Saturno la destinazione iniziale dell’astronave Discovery ma il team degli effetti speciali capì che non era facile realizzarne gli anelli.
Giove fu la scelta definitiva.

– “I modelli di 2001: Odissea nello spazio probabilmente sono quelli che sono stati costruiti con più precisione per un film” ha raccontato il supervisore degli effetti speciali Douglas Trumbull. “Appena il design complessivo di ogni modello è stato completato si cominciò con la costruzione della forma elementare di ogni veicolo aerospaziale, e questo processo durò diversi mesi. Poi ebbe inizio l’arduo compito di decorare e curare nei dettagli ogni modello. Numerose squadre di costruttori di modelli lavorarono ventiquattrore su ventiquattro per produrre il risultato finale”.

– La navicella guidata da Bowman, l’unico astronauta superstite, avanza in quello che fu paragonato come un trip lisergico.
La tecnica di questa scena è una scoperta fototecnica della metà degli anni Sessanta, la solarizzazione cromatica: un effetto fotografico che si basa sulla sovraesposizione, creando una parziale inversione dell’immagine.

– Kubrick respingeva l’idea di scrivere 2001 sotto la forma convenzionale di una sceneggiatura cinematografica, «la forma meno propizia alla comunicazione che sia mai stata inventata», affermava.

– Alla fine dell’aprile 1965, Kubrick avviò la produzione del film.
Il primo passo fu accantonare il titolo pensato inizialmente: Journey Beyond the Stars.
Annunciò alla stampa mondiale che si sarebbe chiamato 2001: Odissea nello spazio e chiese espressamente che lo si pronunciasse «two thousand and one» e non, come consentito nell’uso inglese, «twenty zero one», che a lui suonava male.

– La pubblicità e la “comunicazione” di 2001, al momento dell’uscita, misero l’accento sulla cura per la precisione scientifica e futurologica.
Si trattava infatti di raggiungere un pubblico più ampio di quello dei cultori di fantascienza, cercando di lottare contro la reputazione di puerilità attribuita al genere.
In un’intervista rivelò «I film di fantascienza sono sempre stati sinonimo di mostri e di sessualità, noi abbiamo cercato un altro approccio».
In quanto genere popolare, la fantascienza pre-2001 è associata, di fatto, alla sessualità: ragazze ingenue in abbigliamento succinto o donne molto sexy al cospetto di mostri che le rapiscono. Non è un caso se in 2001 la presenza delle donne è ridotta a qualche figura marginale.

– Fellini espresse per telegramma emozione ed entusiasmo dopo la visione della pellicola.

– John Lennon dichiarò di rivedere il film ogni settimana.

– Un giornalista di «Playboy» chiese a Kubrick se avesse mai preso l’LSD. Il regista rispose che la droga non è fatta per l’artista, perché crea uno stato di soddisfazione a priori, uccide lo spirito critico e fa sembrare tutto bello e interessante.

– Durante le riprese del film, Kubrick manovrò in prima persona la pesante telecamera Mitchell 65mm e lo fece in due occasioni.
La prima, quando gli astronauti scendono nello scavo dove trovano il monolito e la macchina da presa li segue letteralmente, come fosse uno di loro.
La seconda, durante il percorso di Bowman verso i circuiti della memoria di HAL.

– Durante la scrittura del soggetto con Clarke, Kubrick aveva ascoltato spesso i Carmina Burana di Carl Orff.
Contattò il vecchio compositore tedesco per avere una musica originale, ma quest’ultimo declinò a causa della sua età avanzata.

– Il primo aprile del 1968, la MGM organizzò l’anteprima del film a New York a cui Kubrick assistette per osservare la reazione dei critici. Il regista aveva attraversato l’Atlantico in nave, al bordo della quale si era fatto installare una sala di montaggio. Ritoccò il film perfino durante l’attracco.
Assistere alla prima gli servì per capire dove poter migliorare: il 3 aprile tagliò 17 minuti alla versione originale di 156, per un totale circa di 30 tagli singoli.

– David Bowie dichiarò che per scrivere Space Oddity si ispirò al film, smentendo la credenza che fosse stata ideata in onore del lancio dell’Apollo 11 nel 1969.

– Nel 1976 la Marvel Comics decise di adattare il film nell’omonimo fumetto affidando il lavoro a Jack Kirby. L’opera, capolavoro indiscusso del fumettista, riscosse un successo tale, da indurre la casa editrice a continuarne la pubblicazione con episodi mensili che dal film originale mantenevano solo una vaga ispirazione.

Fonti: movieplayer.it / bloglindau.it
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INTERSTELLAR

 

Interstellar è un film del 2014 diretto da Christopher Nolan.

In un futuro non precisato, un drastico cambiamento climatico colpisce duramente l’agricoltura.
Il granturco è l’unica coltivazione ancora in grado di crescere e un gruppo di scienziati è intenzionato ad attraversare lo spazio per trovare nuovi luoghi in grado di ospitare la vita umana.

Qualche curiosità:

– Nolan ha scritto la sceneggiatura con suo fratello Jonathan, che per primo sviluppò il film nel 2007.

– Ha vinto l’Oscar per i migliori effetti speciali nel 2015 e ha ricevuto altre quattro candidature (miglior colonna sonora, miglior montaggio sonoro, miglior sonoro e miglior scenografia).

– Il consulente alle riprese era Kip Thorne, scienziato che avrebbe vinto il Nobel qualche anno dopo.
È stato lui a calcolare il buco nero e il warmhole, rendendolo poi “reale” con un software appositamente creato per lui.

– Nolan ha evitato, ogni volta che gli è stato possibile, di ricreare ambienti e situazioni con la CGI.
Ha fatto piantare i campi di mais dove lavorava Cooper con il suo trattore e ha creato appositamente anche le nubi di sabbia che rendevano la vita impossibile sulla Terra.

Per farlo, si è ispirato a The Dust Bowl, documentario del 2012 che narra della terribile piaga delle nubi di sabbia e polvere che colpirono le lande del nord degli Stati Uniti negli anni ’30, in piena Grande Depressione: da questo documentario sono tratte anche interviste originali dell’epoca.

– Anne Hathaway ha passato un momento drammatico sul set: mentre era immersa in acqua con la sua tuta da astronauta ha iniziato a sentire i primi sintomi dell’ipotermia.
Ha cercato di resistere per portare a termine il lavoro ma è stata “salvata” giusto in tempo dai membri della troupe.

– La colonna sonora di Hans Zimmer (nominata agli Oscar) nasconde un Easter Egg nel brano Mountains, scoperto da un utente di Reddit.
Ogni 60 secondi del brano si sentono 48 “click”, quindi l’intervallo tra un “click” e l’altro è di 1,25 secondi: basandosi sul fatto che nel film si dice che “ogni ora su Miller è di circa 7 anni sulla Terra” e che ci sono 3600 secondi in un’ora e 221.000.000 secondi in 7 anni, dato un fattore di conversione 221.000.000 / 3600 otteniamo che sulla Terra passano 61400 secondi ogni secondo speso su Miller, il pianeta acquatico. Moltiplicando questo numero per l’intervallo tra ogni “click” si ottiene che ognuno di questi click è un’intera giornata terrestre.

– Proprio come Inception, il film precedente di Nolan, Interstellar è una parola vera. È l’aggettivo che descrive un viaggio tra le stelle.

– Hans Zimmer è stato invitato a scrivere un brano musicale per realizzare una scena breve in cui un genitore parla del suo bambino. Solo poi gli sono stati rivelati i piani per Interstellar e Zimmer ha basato la colonna sonora del film partendo da quell’unico pezzo.

EX MACHINA

 

Ex Machina è un film del 2015 scritto e diretto da Alex Garland, al suo debutto da regista.

Caleb è un giovane programmatore che si aggiudica la possibilità di trascorrere una settimana nella casa in montagna di Nathan Bateman, l’amministratore delegato della società per cui lavora.
L’edificio è un grande laboratorio di ricerca, dove è stata progettata e costruita una macchina umanoide dotata d’intelligenza artificiale: Ava.

Curiosità:

– Realizzato con un budget di 15 milioni di dollari, il film ne ha incassati oltre 36.000.000 in tutto il mondo.

– Le riprese si sono svolte in Norvegia e nei Pinewood Studios di Londra.

– Felicity Jones era stata scelta per il ruolo di Ava ma ha rifiutato in favore della svedese Alicia Vikander.

– Il titolo del film deriva dalla frase latina “Deus ex machina” mutuata dal greco.
Significa letteralmente: “divinità (che scende) dalla macchina”. La frase ha origine dalla tragedia greca: l’attore che interpretava il dio era posizionato su una rudimentale gru in legno, mossa da un sistema di funi e argani, chiamata appunto “mechanè” e veniva calato sulla scena dall’alto, simulando l’intervento di una divinità che scende dal cielo.

– Caleb allude al fatto che solo Dio è in grado di creare una nuova vita e i tre personaggi principali hanno tutti nomi biblici. Ava è una forma di Eva, la prima donna.
Nathan, profeta alla corte di Davide.
Caleb, uno dei dodici uomini inviati da Mosè a esplorare la terra di Canaan.

– Le principali ispirazioni cinematografiche del regista sono state “2001: Odissea nello spazio”, “Shining” e “Stati di allucinazione”.

– Garland è stato folgorato dall’idea di Ex Machina a 12 anni, quando i suoi genitori gli hanno regalato il suo primo personal computer.

– Nel 2013, Domhnall Gleeson aveva avuto un volto sintetico nell’episodio “Right Back” (Torna da me) della seconda stagione di Black Mirror.

– Per tutto il film predominano i colori rosso, blu e verde: un chiaro riferimento al modello di colore RGB, utilizzato per visualizzare immagini in sistemi elettronici come i computer.

fonte: Scarlet Boulevard

LE DERNIER COMBAT

 

“Le Dernier Combat” è un film del 1983.
Primo lungometraggio diretto da Besson che firma anche soggetto e sceneggiatura.

La civiltà è stata distrutta da una catastrofe: degli uomini restano soltanto macerie e un gruppo di sopravvissuti che, incapaci di parlare, si aggirano tra le rovine di Parigi come animali pronti a uccidere.
Le difficili comunicazioni tra individui, infatti, si concludono spesso con un brutale conflitto fisico.

Cupo, desolante scenario di polvere.
Rappresentato in bianco e nero, l’atmosfera assume dei toni malati e rende bene la desolazione che trasuda da un mondo ormai compromesso.

Ringrazio Sasha Alxndr per avermi ricordato questa perla.

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