QUALCHE CURIOSITÀ SU GHOSTBUSTERS

 

Ghostbusters è un film del 1984 diretto da Ivan Reitman.

Il lungometraggio è stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

La trama la conosciamo tutti, passiamo subito alle curiosità:

– Una delle sceneggiature di Ghostbusters prevedeva tre personaggi principali che dovevano essere interpretati da John Belushi, Dan Aykroyd ed Eddie Murphy.

– Il film doveva essere ambientato nel futuro, con gli acchiappafantasmi vestiti in uniformi tipo S.W.A.T. L’idea era farli combattere armati di bacchette magiche al posto delle pistole laser.

– Il titolo originario doveva essere Ghost Smashers.

– Quasi nessuna delle scene è stata girata come era scritta nella sceneggiatura. Praticamente in tutte c’è una qualche improvvisazione da parte degli attori.

– La maggior parte delle battute di Bill Murray (Peter Venkman) è improvvisata.

– Per mantenere vivo l’interesse, il regista e produttore Ivan Reitman ha preparato un trailer (che era sostanzialmente lo spot televisivo dei Ghostbusters) inserendo il prefisso 555 nel numero e permettendo così alla gente di chiamare realmente.
Rispondeva un messaggio registrato da Bill Murray e Dan Aykroyd che dicevano qualcosa tipo: “Ciao. Siamo fuori a catturare i fantasmi in questo momento”.
Hanno ricevuto 1.000 chiamate all’ora, 24 ore al giorno, per sei settimane (più di un milione di telefonate, in un mese e mezzo).

– La caserma dei pompieri che vediamo nel film, base operativa dei Ghostbusters, è in realtà un mix di due edifici.
All’esterno è la caserma dei vigili del fuoco “Hook & Ladder Company 8”, situata al 14 di North Moore Street, TriBeCa, New York City.
Venne scelta perchè Dan Aykroyd conosceva la zona e gli piaceva molto l’edificio.
Per le riprese interne, invece, è stata utilizzata la Fire Station No. 23, sita al 225 East 5th Street a Los Angeles.
Questa è stata una caserma operativa dal 1910 al 1960.
Dagli anni ’80 è stata utilizzata come set per numerosi film, tra cui The Mask e Scuola di Polizia 2.

– La scritta sulla porta del suo studio, che recita “Venkman Burn in Hell” (Venkman brucia all’inferno) è un riferimento ad una delle scene conclusive di Carrie – Lo sguardo di Satana.

– Il sound designer Richard Beggs ha creato il suono della sirena della Ectomobile da un ringhio di leopardo che è stato editato, pitchato ed elaborato completamente in analogico.

– Nel maggio 2017, la Royal Society of Open Scientist ha dissotterrato i resti di una nuova specie di dinosauro chiamata Crurivastator, nello stato del Montana. Uno degli scienziati osservò che il cranio del Crurivastator somigliava a Zuul e lo scheletro del dinosauro, esposto al Royal Ontario Museum, porta il nome del Cane Demone.

– Il simbolo “divieto-di-fantasma” è stato disegnato dall’amico di Dan Aykroyd, John Daveikis.
La loro preoccupazione principale era quella di assicurarsi che non assomigliasse a Casper, come nei primi schizzi, all’epoca di Ghost Smashers. Ma la Harvey Comics trovò comunque una somiglianza con un fantasma della famiglia di Casper: Fatso.

– Mr. Stay Puft, il pupazzo bianco vestito da marinaio, mascotte della ditta produttrice di marshmallows Stay Puft, è una creazione per il film. Così come il nome della ditta stessa.
Dan Aykroyd lo immaginò come un incrocio tra l’omino Michelin e Pillsbury Doughboy, lui sì mascotte della Pillsbury, azienda americana del settore alimentari.
Furono approntate 3 tute per Mr.Stay Puft, ognuna dal costo di $20.000. Tutte e 3 vennero distrutte durante le riprese.

– Venkman utilizza le carte Zener nel suo esperimento di telepatia.
Le carte vennero ideate dallo psicologo Karl Zener per gli esperimenti di Joseph Rhine, un botanico che fondò la parapsicologia intorno agli anni ’30 del secolo scorso.

– Dan Aykroyd è stato ispirato a scrivere la sceneggiatura per il film dopo aver vissuto in una casa che era (presumibilmente) infestata dal fantasma del cantante dei The Mamas & the Papas, Cass Elliot.

– La Ectomobile è una Cadillac Miller-Meteor Combo del 1959.
Si tratta di un classico esempio di “combination car”: un’auto costruita su chassis allungati, adattata per entrare in servizio come ambulanza, limousine o carro funebre.
Tipicamente, negli USA, queste vetture erano delle Cadillac.
La ECTO-1 che vediamo in Ghostbusters, è stata elaborata dalla Miller Meteor, una ditta con licenza di modificare proprio modelli di Cadillac pre-esistenti.
La Ectomobile deriva da un’ambulanza ”mixata” con un carro funebre.
Per questo motivo appare la dicitura ”combo” nel nome.
Nel film viene acquistata da Ray per soli $4800, anche se c’era da “sistemare le sospensioni, la frizione, l’impianto elettrico, la trasmissione, la scatola dello sterzo, le fasce elastiche, la marmitta e altre sciocchezze”.

– Ray Parker Jr. ha composto la famosissima theme song del film dopo essere stato ispirato da uno spot di una ditta di spurghi e drenaggi che gli aveva fatto venire in mente il video promozionale degli Acchiappafantasmi che compare nel film. Nacque così la famosissima citazione “Who you gonna call?”.

– Inizialmente dovevano essere Huey Lewis & The News a scrivere la Theme Song, ma rifiutarono l’offerta perché erano già al lavoro per Ritorno al Futuro.
Più tardi, la band fece causa a Ray Parker Jr. in quanto ritenevano fosse un plagio della loro hit dell’anno precedente, vincendo addirittura la causa.

– Il fantasma verde, nella pellicola, non viene mai chiamato Slimer. Il nome li venne dato più tardi grazie al cartone animato mentre sul set era conosciuto come “Onionhead”. Dan Aykroyd però lo chiamava simpaticamente Bluto, un omaggio a John Belushi (che lo ricordava nel film Animal House).

fonte: nerdburger

BARBARELLA

 

Barbarella è un film del 1968 diretto da Roger Vadim.
È una commedia fantascientifica tratta dall’omonimo fumetto di Jean-Claude Forest, adattato dal regista insieme a Terry Southern.
Una co-produzione italo-francese realizzata da Dino De Laurentiis.

La trama è incentrata sulla figura dell’eroina Barbarella e sulle sue avventure (anche erotiche), ambientate in un lontano futuro, nel 40.000 d.C.

Qualche curiosità:

– Il regista Roger Vadim e la protagonista Jane Fonda erano, all’epoca, marito e moglie.

– Fra gli interpreti secondari troviamo Ugo Tognazzi nel ruolo di Mark Hand.

– La pellicola fu girata a Roma, Italia, negli studi De Laurentiis sulla via Pontina (chiamati anche “Dinocittà”).

– Nell’edizione francese Jane Fonda doppia se stessa.

– Barbarella ebbe la sua prima a New York l’11 ottobre 1968 e incassò circa 2.5 milioni di dollari negli Stati Uniti quello stesso anno.

– Il film è famoso soprattutto per la scena iniziale in cui Jane Fonda si mostra nuda in assenza di gravità, sulla quale scorrono i titoli di testa (che provvedono a coprire ciò che non si poteva mostrare).

– Uscì nuovamente nei cinema nel 1977, senza le scene di nudo, con il titolo Barbarella: Queen of the Galaxy.

– Con i suoi costumi per il film, lo stilista Paco Rabanne creò la moda “spaziale”.
Ma uno dei campi sui quali Barbarella ha esercitato una particolare influenza è stato quello musicale:

– La canzone Her Strut di Bob Heger degli anni settanta è ispirata al personaggio di Barbarella/Jane Fonda.

– I Duran Duran prendono il nome dal personaggio dello scienziato Durand Durand e nel 1997, con l’album Medazzaland, il gruppo dedica una canzone alla protagonista: Electric Barbarella.

– Il singolo “Barbarella” (2020), di Tantum Rush, contiene molteplici riferimenti al film.

IL PIANETA DELLE SCIMMIE – DIFFERENZE TRA FILM E LIBRO

 

Il pianeta delle scimmie (Planet of the Apes) è un film di fantascienza del 1968 diretto da Franklin J. Schaffner, basato sull’omonimo romanzo scritto nel 1963 dall’autore francese Pierre Boulle.

La critica l’ha definito così: “La storia si presta a considerazioni moraleggianti sulle conseguenze della cieca violenza del genere umano che non sa gestire il progresso senza autodistruggersi.”

Ci sono notevoli differenze rispetto al romanzo:

– L’inizio della storia nel film è ambientato nel 1972, mentre nel romanzo è ambientato nel 2500.

– Nel romanzo l’eroe è un giornalista francese di nome Ulysse Mérou, mentre nel film diventa un astronauta americano di nome George Taylor.

– Il film è ambientato sulla Terra post-apocalittica del futuro, mentre il romanzo è ambientato su un pianeta diverso, ma simile, chiamato “Soror”.

– Nel film le scimmie parlano perfettamente la lingua degli umani (l’inglese), mentre nel libro la lingua è differente e sconosciuta e il protagonista deve impararla.

– Gli umani della pellicola indossano vestiti primitivi, mentre nel romanzo sono nudi.

– Nel film la tecnologia e molti aspetti della città delle scimmie sono molto più primitivi e sono simili al tardo medioevo, rispetto a quanto descritto da Boulle, dove invece le scimmie avevano raggiunto un livello di tecnologia quasi paragonabile a quello degli esseri umani terrestri, facendo uso di automezzi, velivoli, telefoni, satelliti e vivendo in vere e proprie metropoli moderne del ventesimo secolo (anche se modellate per l’uso scimmiesco).

– Nel libro per un certo periodo il protagonista si integra nella società delle scimmie, nel film invece non si integra mai.

– Il personaggio di Zaius ha un ruolo minore nel romanzo, mentre nel film è l’antagonista principale.

– Nel romanzo il protagonista davanti a un congresso spiega le sue origini e viene riconosciuto per ciò che è venendo liberato, mentre nel film subisce un processo che non volge in suo favore per cui viene aiutato a fuggire da Cornelius e Zira.

– La sorte del protagonista è diversa da romanzo a film: nel libro vive pacificamente con le scimmie fino a quando Nova non è incinta ed è costretto a scappare, nel film fin da subito scappa perché visto come pericolo dalle scimmie.

– Nel romanzo il protagonista scopre gli antichi reperti umani in un centro archeologico, mentre nel film li scopre dentro una grotta.

Anche il finale è molto differente, ma questo lo lascio scoprire a voi.

Fonte: Wiki

25 CURIOSITÀ SU STAR WARS

 

Di Star Wars se ne parla sempre.
Divide, unisce, fa discutere.

E offre una lunga lista di curiosità:

1 – La scena del funerale di Darth Vader fu girata allo Skywalker Ranch.

2 – Nel capitolo “Una Nuova Speranza” le spade di Obi-Wan e Luke sono blu mentre quella di Darth Vader è rossa. Il colore voleva rappresentare la fazione “buona” e quella “cattiva” ma quando fu girato “Il Ritorno dello Jedi” la nuova arma di Luke diventò verde per ottenere un effetto cromatico migliore nelle scene su Tatooine. Da quel momento le spade dei Jedi smisero di essere soltanto blu e iniziarono ad assumere più colori.

3 – In molte scene Carrie Fisher fu costretta a mettersi sopra una scatola per non rendere evidenti i 30 centimetri di differenza che la separavano da Harrison Ford.

4 – La parola “Jedi” deriverebbe dal giapponese “Jidai Geki”, in riferimento a un’opera risalente all’età dei Samurai.

5 – Mark Hamill dovette urtare la testa nella capanna di Yoda sedici volte, prima di ottenere la scena definitiva.

6 – Per ideare Chewbacca, George Lucas si sarebbe ispirato al cane Indiana, un Alaskan Malamute (fonte d’ispirazione anche per Indiana Jones).

7 – La colonna sonora di Star Wars è stata definita dalla “American Film Institute” come la più bella di tutti i tempi.

8 – Quando Luke utilizza i poteri Jedi per recuperare la sua spada laser non viene utilizzato alcun effetto speciale. Mark Hamill veniva ripreso mentre lanciava la lama e le scene venivano poi proiettate al contrario.

9 – Ewan McGregor interpreta Obi-Wan Kenobi nella trilogia prequel ma venti anni prima suo zio, Denis Lawson, interpretò il pilota Wedge Antilles “Rosso due” nei film originali.

10 – La moglie di Mark Hamill partorì il loro primo figlio Nathan durante le riprese de “L’Impero colpisce ancora”.
L’attore, infatti, corse sul set per girare alcune scene di “Cloud City” direttamente dopo essere stato in ospedale.

11 – Quando vediamo C1P8 affondare nella pozza su Dagobah, in realtà si trova nella piscina di George Lucas, allestita adeguatamente per girare la scena.

12 – Nella versione del 1980 ne “L’Impero Colpisce ancora”, quando Luke si getta nel vuoto per salvarsi da Darth Vader, in realtà non urla. Nella versione rimasterizzata del 1997 è stato aggiunto quel grido. Secondo molti fan, però, questo dettaglio andò a rimuovere l’intenzione celata dietro quel gesto alleggerendo la decisione di andare incontro alla morte. Nelle edizioni successive l’urlo fu nuovamente rimosso, rendendo perciò la versione del 1997 unica.

13 – Alec Guinness pensava a Star Wars come ad una “favola spazzatura”.

14 – Harrison Ford fu pagato 10.000 dollari per la sua interpretazione in ”Star Wars: Episodio IV – Una nuova speranza”.

15 – Peter Cushing (Tarkin), trovò gli stivali di scena così scomodi che portò le pantofole durante molte delle riprese.

16 – Il suono dei motori dei TIE Fighter è, in realtà, il barrito di un elefante combinato con il rumore di un veicolo che avanza su strada bagnata.

17 – Molti degli edifici costruiti per essere utilizzati nelle scene su Tatooine sono ancora presenti in Tunisia.

18 – Il cognome originale di Luke era Starkiller, cambiato poi poco prima delle riprese.

19 – La lingua Jawa si basa su una versione velocizzata della lingua Zulu.

20 – La lingua che parla Greedo è un linguaggio sudamericano chiamato “Quechua”.

21 – L’abbigliamento del cacciatore di taglie Bossk è una tuta spaziale riciclata dal Doctor Who.

22 – Mark Hamill subì un brutto incidente stradale prima delle riprese di “Star Wars: Episodio V – L’impero colpisce ancora” che gli causò un grave trauma facciale. La scena in cui Luke viene ferito da un Wampa fu aggiunta per giustificare le cicatrici sul suo volto.

23 – Durante l’evacuazione di ”Cloud City” si può vedere un uomo che fugge con in mano una gelatiera.

24 – Tre degli alieni visti sulla nave di Jabba in “Star Wars: Episodio VI – Il ritorno dello Jedi” sono denominati Klaatu, Barada e Nikto. I nomi sono un riferimento a “Ultimatum alla terra”.

25 – Durante le riprese delle scene di combattimento con la spada laser, Ewan McGregor continuava a farsi trasportare ripetendo i suoni dell’arma laser con la voce (purtroppo rimossi durante la post produzione).

TRANSCENDENCE

 

Transcendence è un film del 2014 diretto da Wally Pfister, al suo esordio alla regia.

Il dottor Will Caster (Johnny Depp) è il più importante ricercatore nel campo dell’intelligenza artificiale e lavora alla creazione di una macchina senziente che combini l’intelligenza collettiva di tutto ciò che è conosciuto con l’intera gamma delle emozioni umane.
I suoi controversi esperimenti lo hanno reso famoso, ma lo hanno fatto diventare anche il bersaglio principale di un gruppo di terroristi contrari alla tecnologia, pronti a tutto pur di fermarlo.

Qualche curiosità:

– Wally Pfister ha curato la fotografia di tutti i film di Christopher Nolan, da Memento a Il cavaliere oscuro – Il ritorno, compresi Insomnia (2002), Batman Begins (2005), The Prestige (2006), Il cavaliere oscuro (2008) e Inception (2010).

– James McAvoy, Tobey Maguire e Jude Law sono stati considerati per uno dei ruoli principali.

– Ewan McGregor e Tom Hardy sono stati considerati per il ruolo di Max Waters, ma entrambi hanno rifiutato a causa di conflitti di programmazione. La parte è andata a Paul Bettany.

– Christian Bale è stata la prima scelta di Wally Pfister per il ruolo principale, ma quando i negoziati fallirono è stato lanciato Johnny Depp.

– La frase di lancio promozionale: “What if a new intelligence was born”?

– In America è stato valutato “PG-13” per la violenza, alcune immagini cruente, linguaggio forte e sensualità.

– Il regista è un fervente sostenitore della pellicola: non solo si è rifiutato di girare il film in digitale, ma ha anche finito il processo di sviluppo della pellicola alla vecchia maniera, con procedimento fotochimico.

fonte: cineblog

IL MONDO DEI ROBOT (WESTWORLD)

 

Il mondo dei robot (Westworld) è un film del 1973 scritto e diretto da Michael Crichton con l’icona western Yul Brynner.

In un futuro prossimo – le vicende sono ambientate nel 2000 – lo sviluppo tecnologico permette la produzione di androidi in grado di imparare, mostrare emozioni e interagire con gli esseri umani.
Per garantire il divertimento ai facoltosi turisti viene inaugurato il parco a tema “Delos” suddiviso in tre sezioni, con rispettive ambientazioni storiche: Antica Roma, Medioevo e Far West.
I personaggi che interagiscono con gli umani sono tutti impersonati da androidi programmati per non danneggiare i visitatori, essere accondiscendenti e – qualche volta – soddisfarli sessualmente.
I robot sono seguiti da una sala controllo dotata di moderni computer e degli operatori umani attivi ininterrottamente.

Precursore del tema “macchine ribelli”, viene accreditato come primo film realizzato con l’ausilio della grafica computerizzata.

Qualche curiosità:

– Il soggetto fu rifiutato da tutte le compagnie cinematografiche: solo la MGM si interessò ma impose drastici tagli agli effetti speciali concedendo a Crichton solo sei settimane di tempo.

– Durante le riprese, un colpo a salve ustionò la cornea di Yul Brynner.

L’attore dovette rinunciare a portare le lenti a contatto lucide – che davano uno sguardo speciale al suo personaggio – e la produzione si arrestò per diverse settimane.

– Il film ebbe più di un seguito:
– Futureworld – 2000 anni nel futuro (1976)
– Alle soglie del futuro (1980)
– Westworld – Dove tutto è concesso (2016)

– L’unico effetto al computer fu quello ottenuto da John Whitney (esperto di effetti speciali) con le immagini in soggettiva del Robot/Brynner.
Questo procedimento, molto difficoltoso per l’epoca, richiese mesi di lavoro per poche decine di secondi di girato.

ORBITA 9

 

Orbita 9 è un film di fantascienza del 2017 scritto e diretto da Hatem Khraiche.

Helena è nata e cresciuta in completa solitudine all’interno di una capsula spaziale diretta verso il pianeta-colonia Celeste, ultimo baluardo di salvezza per un’umanità ormai sull’orlo del baratro.
L’incontro improvviso con il tecnico ingegnere Alex, il primo e unico essere umano con cui abbia mai avuto un qualche contatto diretto, sconvolgerà la giovane, aprendole gli occhi su di un’inaspettata realtà legata alla vera natura della propria intera esistenza.

Una storia difficile da raccontare senza lasciarsi sfuggire degli spoiler.
Ne parlo in un quadro generale.

Un film che, a tratti, mi ha ricordato Passengers (2016).
Sicuramente più contenuto a livello di mezzi ma affascinante allo stesso modo (nonostante il budget ristretto che mai si dimostra come limitante).

La trama si svolge in maniera semplice e onesta ma la recitazione intima e alienante dà profondità alla vicenda.
Non lo definirei come un film impegnato o particolarmente impegnativo ma gradevole, una produzione spagnola che mi ha sorpreso.

In Italia il film è stato distribuito sulla piattaforma Netflix.

QUALCHE CURIOSITÀ SU CORTO CIRCUITO

 

Corto Circuito (Short Circuit) è un film di fantascienza del 1986 diretto da John Badham, con protagonisti Ally Sheedy e Steve Guttenberg.

“Numero 5” è uno dei robot prototipi costruiti per l’esercito americano dalla NOVA Robotics.
Durante una dimostrazione organizzata per raccogliere fondi, scoppia un temporale e un fulmine colpisce il robot. In seguito all’incidente, sviluppa un’insolita curiosità e scappa dal laboratorio finendo, casualmente, a casa di Stephanie Speck, una giovane ecologa.

Qualche curiosità:

– La storia ricorda quella di AL-76, un racconto di Isaac Asimov del 1942, in cui un robot ben programmato si perde e si ritrova in un ambiente sconosciuto, per lui incomprensibile.

– Durante l’intervista improvvisata a Stephanie, è possibile vedere il cameo del regista John Badham, che appare come cameraman del telegiornale.

– La realizzazione del robot è stata la parte più costosa del film in quanto ha richiesto molte versioni in base alle diverse sequenze da girare.
La maggior parte dei movimenti del braccio di Johnny 5 sono stati controllati con uno scheletro metallico, indossato da un tecnico. Ogni congiunzione aveva un sensore separato, consentendo così il trasferimento dei movimenti eseguiti dal tecnico alla macchina.

– È stato girato ad Astoria, nello stato dell’Oregon. La casa utilizzata per il set è ancora esistente ma disabitata.

– Il film ha un sequel: Corto circuito 2.

– Nel 1987 la Ocean Software pubblicò il videogioco Short Circuit per i computer ZX Spectrum, Commodore 64 e Amstrad CPC, basato con licenza ufficiale.

– Uno dei bracci di Johnny 5 appare nell’episodio Prototipo (il numero 13 della seconda stagione) della serie Star Trek: Voyager.

– Il nome completo del robot era in realtà SAINT Number 5, con l’acronimo SAINT a indicare lo “Strategic Artificially-Intelligent Nuclear Transport”.

– Ally Sheedy e il regista avevano già collaborato in Wargames – Giochi di guerra (1983).

fonte: Film.it

CUBE

 

Cube – Il cubo è un film del 1997, di genere fantascientifico/horror, diretto da Vincenzo Natali.
Ha avuto poi un sequel ”Il cubo 2 – Hypercube” e un prequel ”Cube Zero”.

La storia è incentrata su un gruppo di personaggi – sei, come le facce del cubo – intrappolati in una struttura costituita da numerose stanze, alcune dotate di trappole mortali.
Non si conoscono tra loro e nessuno ricorda come è arrivato lì, né il perché.

Un film inquietante, surreale e disturbante.
L’ansia e la frustrazione dei protagonisti salgono con costanza dopo l’ennesimo, fallimentare, tentativo di evadere.

Per la scenografia è stato costruito un solo cubo di 14 piedi x 14, il cui colore veniva modificato attraverso l’uso di pannelli tinti in maniera diversa.

“La vita è troppo complicata, la ragione per cui siamo qui ci sfugge totalmente”.

I AM MOTHER

 

I Am Mother è un film del 2019 diretto da Grant Sputore.
Thriller fantascientifico di produzione australiana, che in uno scenario post-apocalittico affronta il rapporto uomo-macchina.

Dopo l’estinzione di massa dell’umanità, un droide sceglie tra 63 000 embrioni quello da mettere al mondo e lo alleva come farebbe una madre premurosa e amorevole, in una grande base-bunker al riparo dal mondo esterno contaminato.

Qualche curiosità:

– ll regista e lo scrittore Michael Lloyd Green hanno sviluppato la sceneggiatura del film dopo il fallimento di una storia western.

– Nello sviluppo della trama, Sputore e Green si sono ispirati a film che trattavano di robot e intelligenze artificiali approfondendo a livello sociale il rapporto con gli esseri umani.
“Se esaminate il DNA di questo film, penso che troverete sicuramente richiami ad Alien, Terminator e Moon”, ha detto il regista.

– Il personaggio di Madre “indossa” una tuta robotica unica nel suo genere. Ci sono oltre 250 componenti nell’esclusivo costume da 90 libbre, che viene indossato dal supervisore del progetto, Luke Hawker.

– L’attrice Rose Byrne ha fornito la voce al personaggio protagonista, progettato da un team del Weta Workshop. La compagnia neozelandese, resa famosa dal loro lavoro sui film Il Signore degli Anelli e molti altri progetti negli ultimi 30 anni, ha lavorato con Sputore per creare un personaggio originale che potesse apparire bello sullo schermo e anche essere in grado di eseguire tutte le attività elencate nello script.

Close