L’INFLUENZA DI HUGH KEAYS-BYRNE SUL POST APOCALITTICO

 

A qualche mese sua scomparsa, sento sia arrivato il momento di parlarne.
Non si tratta di un post “informativo” con una lista dei suoi molteplici successi e traguardi (per quello c’è già la Wiki).

Voglio parlarne in confidenza, raccontarvi di quanto la sua influenza sia stata importante per me.

L’universo post-apocalittico (o post-atomico) fa ancora parte di quel genere poco conosciuto e apprezzato dal grande pubblico.
Poche persone riescono a sporcarsi di sabbia e ruggine. In effetti, questo, è un genere “sporco”, crudele.
Ma anche gli anni bui del Medioevo e quelli delle Guerre Mondiali. Molto altro ancora, a dire la verità. In genere, quando si deve compiere qualche turpe nefandezza, l’uomo si trova sempre in prima linea.

E allora perché il post apocalittico viene discusso meno? Perché viene valutato sempre con sufficienza?

Perché spaventa.
Perché non è ciò che siamo stati ma è l’idea di ciò che potremmo essere in futuro.
Il post apocalittico ci sbatte le conseguenze delle nostre azioni dritte in faccia. Mostra il volto di un mondo in dis-equilibrio. Palese.
E mostra solitudine, violenza e bestialità.

Penso che ci siano due persone che, più di chiunque altro, hanno saputo rappresentare queste emozioni al cinema.

George Miller: la mente.
E Hugh Keays-Byrne: l’esecutore.

Perché se Miller l’ha pensato, Hugh l’ha fatto.
Attraverso i suoi personaggi sopra le righe, disturbanti, intensi, ho potuto sfiorare un assaggio di quel futuro.
E averne paura.

FILM ANNI 80/90 IN CHIAVE AFRICANA

Durante gli anni ’80 e ’90, gli artisti africani avevano il compito di rendere i poster dei film di Hollywood il più emozionanti possibile, indipendentemente dalla trama. Lo scopo delle loro opere era creare impatto: se il film era cruento, l’immagine doveva esserlo di più.
La maggior parte di queste locandine, dipinte a mano, sono state prodotte in Ghana.

“Il cinema mondiale è una lingua franca che tutti comprendiamo”, ha detto il mercante d’arte e collezionista Ernie Wolfe di Los Angeles che ha notato per la prima volta questi strani disegni durante un viaggio nel paese. “Questi poster attirano le persone perché invitano a un dialogo davvero incredibile, un confronto tra ciò che sai di un film e come lo immaginava il pittore. I disegni sono davvero fantastici.”

Durante le dittature militari degli anni ’70 e ’80, leggi restrittive hanno escluso l’importazione delle macchine da stampa su larga scala solitamente utilizzate per la produzione di poster. Per questo motivo, i ghanesi hanno realizzato a mano manifesti di film e altre insegne fino agli anni ’90.
L’unica limitazione era la dimensione delle tele: ognuna in particolare doveva stare sul lato di un sacco di farina da 50 kg o su due lati cuciti insieme.

Ma con i cambiamenti nel clima politico e nella tecnologia, negli anni, i poster realizzati a mano alla fine sono diventati obsoleti. O almeno, fino a quando i collezionisti d’arte dall’occidente non se ne sono interessati.
Oggi i migliori poster di film vengono pagati anche fino a 15.000 dollari. E con l’apertura del nuovo mercato globale, gli artisti locali hanno nuovamente iniziato a produrne di nuovi.

Ecco una piccola galleria:

A QUIET PLACE

 

A Quiet Place – Un posto tranquillo è un film del 2018 diretto da John Krasinski, con protagonisti Emily Blunt e lo stesso Krasinski.

Nei primi tre mesi del 2020, gran parte della popolazione umana e animale della Terra è stata decimata da predatori alieni privi di vista ma dotati di un udito estremamente sensibile.

Ho raccolto qualche curiosità:

– Durante i 90 minuti nessun nome viene pronunciato. Si presume che il cognome della famiglia sia “Abbott” perché lo vediamo scritto sulla cassetta delle lettere.

– L’interno del negozio nel quale gli Abbott recuperano i farmaci per il figlio malato è stato saccheggiato, eccezion fatta per un solo reparto: quello delle patatine in busta. In più di un’inquadratura possiamo vedere come la spalliera di patatine, pop-corn e affini sia pressoché intatta. Facile intuire il perché: le patatine sono rumorose.

– Krasinski lo ha confermato pochi giorni dopo l’uscita di A Quiet Place: sì, queste le creature sono aliene. Non che fosse necessaria una conferma ufficiale, dato che all’inizio del film, tra i titoli dei giornali presenti nel seminterrato degli Abbott, si legge chiaramente la scritta “meteor hits Mexico with the force of a nuke” (meteora colpisce il Messico con la forza di un’arma nucleare).

– La sequenza nella quale padre e figlio incontrano l’anziano pronto al suicidio ci ha inoltre svelato la presenza di una donna ferita a morte e lasciata a terra. Le creature aliene, quindi, non attaccano l’uomo per fame, ma anche per fastidio. L’uomo è troppo rumoroso per l’udito finissimo dei mostri.

– Emily Blunt e John Krasinski nel film interpretano una coppia sposata ma i due si sono conosciuti nel 2008 e, a quanto pare, si sono innamorati a prima vista.

– Con l’intenzione di avvicinarsi ancora di più ai protagonisti del suo film e sviluppare un maggior senso di empatia, John Krasinski scelse di montare le prime versioni del film senza alcun suono. Secondo lui, A Quiet Place avrebbe potuto funzionare ugualmente anche senza alcun tipo di sonorità (che fosse quella ambientale o di accompagnamento).

– Una delle frasi principali del film è Red Means Run (rosso significa scappa). In Powderfinger, noto brano di Neil Young, c’è una frase che recita allo stesso modo, Red Means Run, con l’aggiunta della particella Son, figlio. E l’unica canzone che si sente nel film, Harvest Moon, porta proprio la firma di Neil Young.
fonti: Deliria e La scimmia pensa

STAR, FANTASCIENZA E GDR

 

La fantascienza e i giochi di ruolo appassionano anche le star.

Qua sotto, una breve carrellata di – alcuni – personaggi famosi che condividono le nostre passioni.

– Wil Wheaton: appassionato di cinema, fumetti, videogiochi. Ha coniato anche la “Legge di Wheaton” (don’t be a dick!) ed è stato uno dei principali promotori del gioco da tavolo dell’ultimo decennio.

– Robin Williams aveva una grande passione per gli anime, action figures e per la Nintendo, talmente grande da averlo portato a chiamare sua figlia Zelda.

– Vin Diesel gioca a D&D da moltissimo tempo.

– Tom Hanks è grande appassionato di fantascienza, in particolare di Star Trek.

– Joseph Gordon-Levitt gioca a Magic.

– Daniel Craig è un giocatore di Halo e un fan di Star Wars. Sappiamo che non si è fatto scappare l’opportunità di fare un cameo in Star Wars – Il Risveglio della Forza (era lo Stormtrooper controllato da Rey).

– Daniel-Radcliffe è un cosplayer: tutto nasce dal suo desiderio di partecipare ai comic-con senza farsi riconoscere.

– Patrick Stewart si è definito “ossessionato” dalla demenziale serie di MTV Beavis and Butthead! L’attore infatti colleziona tutto il merchandise esistente del cartoon. Ha dichiarato: “È una dipendenza arrivata al limite! Ho le cravatte, ho tutte le puntate, ho una fantastica collezione di magliette.”

– Nicolas Cage è appassionato di Superman: possiede il primo numero di Action Comics, albo in cui è apparso la prima volta. Il fumetto è stato venduto all’incredibile cifra di 2 milioni di dollari. Inoltre ha chiamato suo figlio Kal-El!

– Leonardo DiCaprio colleziona action figures di Star Wars.

– Deborah Ann Woll è una fanatica giocatrice di Dungeons & Dragons.

– Joe Manganiello ha dedicato la taverna della sua villa di Beverly Hills al suo hobby preferito, creando il “Gary Gygax Memorial Dungeon”, un punto di ritrovo perfettamente attrezzato per tutta la Hollywood giocante.

– Rosario Dawson è una profonda conoscitrice della fantascienza televisiva. Soprattutto: Star Wars, Star Trek e Battlestar Galactica.

– Mila Kunis adora The Next Generation – cosa che ha portato a lunghe discussioni con Seth MacFarlane, sul set dei Griffin che, invece, preferisce la Classica –

– Stephen Colbert è cresciuto giocando ai giochi di ruolo, in particolare a D&D. Inoltre ha il titolo di “Original Star Wars Fan”, perché ha visto la proiezione del primo film due settimane prima di chiunque altro, avendo vinto dei biglietti ad un concorso radiofonico. Inoltre è un vero appassionato di Tolkien. Colbert conosce l’opera così bene da aver battuto gli esperti ingaggiati da Peter Jackson come consulenti per i film ad un quiz tolkeniano durante una sua visita al set del film “Lo Hobbit”, in cui ha anche avuto un piccolo ruolo.

– Henry Cavill, appassionato di videogiochi e anche modellista di Warhammer.

Fonte: Orgoglio Nerd e Dr Commodore

ESSI VIVONO

 

Essi vivono (They Live) è un film del 1988 scritto e diretto da John Carpenter.
Tratto dal racconto del 1963 “Alle otto del mattino” (Eight O’Clock in the Morning) di Ray Nelson.

Qualche curiosità di questo grande classico:

– Jay Carr, nella sua critica per il The Boston Globe, scrisse: “Una volta che Carpenter abbia mostrato le visuali che rimandano agli anni ’50, completa con dei paffuti dischi volanti, e faccia il punto che i ricchi siano dei demoni fascisti, Essi vivono inizia a scarseggiare di immaginazione ed inventività. Ma come commedia horror fantascientifica, Essi vivono, con la sua critica verso il mondo, è nella stessa classe di Terminator e RoboCop nonostante l’eroe non detenga dei bicipiti bionici.”

– Il cognome di Frank è un omaggio ad uno dei personaggi di “L’orrore di Dunwich” di H. P. Lovecraft.

– Nella base sotterranea due guardie aliene usano come walkie-talkie un PKE Meter da Ghostbusters – Acchiappafantasmi.

– Il numero 62 del fumetto Dylan Dog intitolato “I vampiri” riprende la trama del film. In questo caso, però, gli “invasori” hanno testa da pipistrello e possono essere visti solo attraverso un siero che dev’essere iniettato nel corpo umano come se fosse una droga.

– Il videogioco Saints Row IV omaggia la lotta tra Nada e Frank (doppiati in lingua originale dagli stessi Roddy Piper e Keith David) e il film con la missione He Lives (“Esso vive”) che consiste nell’aiutare il personaggio di Piper ad assalire uno studio televisivo controllato da alieni.

– La lotta tra Nada e Frank è stata parodiata anche in alcune serie animate, come South Park e Adventure Time.

– Il videogioco The Simpsons: Bart vs. the Space Mutants è un riferimento al film. Bart interpreta Nada, con tanto di occhiali da sole per riconoscere gli alieni.

– Il film può ritenersi fonte d’ispirazione per il racconto breve “La Gente delle Dieci” da Incubi & deliri di Stephen King, nel quale un ristretto gruppo di persone riesce a vedere il vero aspetto di una razza aliena che al resto del mondo appaiono come persone normali. Il finale del racconto, con la lotta nello scantinato, ricalca fedelmente lo svolgimento della parte finale del film.

– Una delle espansioni del gioco di ruolo horror italiano Sine Requie, ambientata negli Stati Uniti, descrive una società apparentemente idilliaca, controllata in realtà da creature non morte che mascherano la loro esistenza ai viventi con un siero: “il butoprofene acilato”. L’intera ambientazione americana è un chiaro omaggio al film, e comprende una società segreta di ribelli chiamata “Gli Occhi Aperti”, in grado di vedere la realtà non-morta per ciò che è.

– I Green Day omaggiano il film nel video musicale del brano Back in the USA.

– Anche gli Anti-Flag citano il film nel video musicale del brano The Disease.

ARMAGEDDON – GIUDIZIO FINALE

 

“Armageddon – Giudizio finale” è un film del 1998 diretto da Michael Bay.
L’abbiamo visto tutti: il giusto compromesso tra azione/fantascienza/amore.

Ho raccolto qualche curiosità:

– Durante le riprese il cast e la troupe hanno lavorato con delle attrezzature molto costose. Sembra, infatti, che il loro valore si aggirasse intorno ai diciannove miliardi di dollari, considerando anche la presenza di una vera piattaforma petrolifera e di una vera navetta spaziale.

– Lo script originale era molto diverso. A differenza della sceneggiatura utilizzata, pare che quella originale non includesse la sottotrama romantica tra A.J. (Ben Affleck) e Grace (Liv Tyler), e che si concentrasse di più sul personaggio di Truman.

– Alcuni dei veicoli spaziali e degli oggetti utilizzati nelle riprese sono esposti al pubblico nei Disney Studios di Disneyland Paris. Questi oggetti accompagnano l’Armageddon Special Effects Ride.

– Il film cerca di inserire nella sua narrazione le tematiche a cui lo stesso titolo fa riferimento, cioè il giudizio finale, la fine del costante scontro tra bene e male. A ciò si aggiunge l’unione di diverse identità atte al sacrificio e alla salvezza, al voler combattere il disastro annunciato.

– Sebbene all’inizio I Don’t Want to Miss a Thing non fosse pensato per gli Aerosmith, alla fine lo incisero loro, riuscendo a garantirsi un enorme successo. È proprio grazie a questa canzone, poi inclusa in Armageddon, che il gruppo è riuscito a farsi strada tra le nuove generazioni.

– Stando alle dichiarazioni di Steve Buscemi, sembra che l’attore abbia accolto il suo personaggio di Rockhound come un geologo eroico, accogliendolo con entusiasmo e desiderando che subisse dei cambiamenti rispetto al basso profilo che gli era stato dato. L’attore ha notato che, dopo essere stato ingaggiato, le caratteristiche squilibrate del personaggio erano state riscritte nella sceneggiatura.

– Pare che tra Bruce Willis e Michael Bay non ci sia stato un bel rapporto. Lo stesso attore, infatti, ha dichiarato che non gli è importato nulla dello stile del regista e che si sarebbe rifiutato di lavorare ancora con lui.

– Sembra che Billy Bob Thornton, mentre stava cercando di ricostruire il background del suo personaggio, abbia pensato che egli fosse sulla buona strada per unirsi alla NASA come astronauta. In passato, però, il suo personaggio avrebbe sofferto di danni dovuti alle paralisi dei nervi, tanto da riuscire a diventare solo un amministratore. Adorando l’idea, Bay decise di creare una scena in cui veniva mostrato un tutore sulla gamba di Truman.

– La NASA, per la prima volta nella sua storia, ha collaborato attivamente alla realizzazione del film, consentendo riprese all’interno della propria sede, in particolare nella piscina dove avviene l’addestramento degli astronauti e sulla piattaforma di lancio dismessa dopo la tragedia dell’Apollo. Nonostante la collaborazione dell’ente aerospaziale, comunque, si possono riscontrare numerosi errori scientifici.

– In una scena durante il controllo fisico e psicologico dei trivellatori che parteciperanno alla missione, un tizio sta tenendo in mano una grossa siringa di fronte a Ken Hudson Campbell il quale dice all’uomo: “Quello che cos’è? Se provi a infilarmi quell’ago te lo pianto nel cuore. Hai visto Pulp Fiction?”. Bruce Willis e Steve Buscemi hanno recitato in Pulp Fiction.

– Steve Buscemi cavalca la bomba atomica come il maggiore Kong nel film di Stanley Kubrick Il dottor Stranamore.

– La sequenza della camminata in slowmotion dei protagonisti, prima di partire per la missione, è un chiaro riferimento al film Uomini veri.

fonti: noideglianni80/90 e cinefilos

LA MOSCA

 

La mosca (The Fly) è un film del 1986 diretto da David Cronenberg.

Remake di “L’esperimento del dottor K.” del 1958, entrambi tratti dal racconto The Fly di George Langelaan.

La pellicola appartiene al filone del cosiddetto “body horror”.

I due protagonisti sono Jeff Goldblum e Geena Davis (all’epoca coppia anche nella vita reale) nei panni dello scienziato Seth Brundle e della giornalista Veronica ‘Ronnie’ Quaife.

Qualche curiosità:

– Nel vedere il film, tutti gli esperti di motociclismo conosciuti dal regista (che è a sua volta un grande appassionato di motori), hanno riconosciuto al volo il monocilindro Ducati che, ribaltato e ingrandito in scala, fece notoriamente da modello per le telecapsule.

– La pellicola vinse l’Oscar come miglior trucco nel 1987 stesso.

– Michael Keaton rifiutò il ruolo del protagonista.

– Il film inizialmente doveva essere diretto da Tim Burton.

– Vediamo il regista in un cameo: è il medico che, nell’incubo, fa nascere il figlio della Davis.

– Ci sarebbero due scene “tagliate”: una dove Seth tenta di trovare un rimedio provando nuovamente un esperimento con le tele-capsule (si serve di un babbuino e di un gatto creando un terribile ibrido pericoloso che verrà ucciso dal protagonista a sprangate). L’altra (che non venne nemmeno girata ma tagliata in scrittura) vedeva il protagonista sorpreso da una donna a cibarsi di immondizia in un cassonetto: finiva per aggredirla, immobilizzarla e divorarla dopo averle vomitato in faccia la sua saliva corrosiva.

– A insaputa del cast, David Cronenberg fece esplodere uno sparo a salve così da ottenere una reazione immediata di paura e far balzare tutti gli attori nello stesso istante (durante la scena del braccio di ferro al bar).

– La frase “Abbi paura, invece. Abbi molta paura!” intimata da Veronica alla prostituta venne suggerita a Cronenberg da Mel Brooks durante le prove.

– Il trucco è stato molto impegnativo per Jeff Goldblum, che ha dovuto sottoporsi a estenuanti sessioni di make-up della durata, a volte, di 10 ore.

– Per realizzare la saliva corrosiva dell’uomo-mosca che la creatura utilizzava per alimentarsi, Walas usò una miscela di miele, uova e latte.

– Mel Gibson venne considerato come protagonista ma dovette rifiutare perché già impegnato con Arma letale.

– Vennero girati ben 4 finali differenti, che furono tutti scartati perché ritenuti deboli o addirittura controproducenti: uno di questi vedeva Veronica svegliarsi dopo aver sognato di dare alla luce il figlio di Brundle. Al suo fianco, nel letto, c’è Stathis, che la rassicura dicendogli che il figlio in realtà sarà il loro. Riaddormentatasi, Veronica sogna un bimbo con le ali da farfalla che esce fuori da un bozzolo e vola verso un varco luminoso.

fonte: ciak magazine

LE INCONGRUENZE DI RITORNO AL FUTURO

 

Mi avete fatto notare che Ritorno al Futuro ha diversi “errori” d’incongruenza.

Li ho cercati e raccolti ma se ne conoscete altri, scrivetemeli nei commenti!

– Quando Marty ritorna al 1955, nella scena in cui attraversa la piazza di fronte alla torre dell’orologio, dietro di lui passa una macchina che fa propaganda elettorale per il sindaco. Nello stacco tra le due inquadrature, gli altoparlanti da due diventano uno solo e il cartello che mostra il volto del sindaco è girato di 90 gradi.

– Nella scena in cui Marty viene inseguito dai libici, quando viene inquadrato il contamiglia della DeLorean si può notare come le miglia percorse dalla macchina “saltino” più volte tra le 33.064 e le 32.994 senza apparente continuità. Inoltre, appare evidente che le riprese appartengano a due auto diverse, poiché la forma stessa del contachilometri e del resto della strumentazione varia da tonda a ovale.

– Per esibirsi sul palco del ballo “Incanto Sotto il Mare”, nel 1955, Marty usa una chitarra Gibson ES335. In realtà, quel modello verrà messo in commercio solo tre anni dopo, nel 1958.

– Quando, all’inizio del film, Marty arriva a casa e trova Biff intento a discutere con suo padre dell’auto appena distrutta, su di una mensola accanto a lui è ben visibile un vaso in vetro pieno di M&M. Quando pochi istanti dopo Biff si avvicina a Marty e lo apre per prenderne una manciata, invece, il vaso è pieno meno della metà.

– Quando il giovane Biff e Marty stanno litigando nella mensa della scuola, si prendono entrambi per il colletto della camicia con una mano e alzano l’altra a pugno. Nello stacco successivo, invece, Marty ha entrambe le braccia abbassate.

– Il volantino della torre dell’orologio che Marty mostra al Doc del 1955 cambia a seconda dell’inquadratura: prima è tutto stropicciato, poi solo piegato un quattro parti e infine di nuovo stropicciato.

– Nella scena in cui Marty, o meglio “Darth Vader dal pianeta Vulcano”, tortura il giovane George con musica a tutto volume, l’asciugacapelli infilato nella sua cintura scompare improvvisamente da uno stacco all’altro. Questo particolare blooper è dovuto al fatto che la scena è stata accorciata in post-produzione: in origine includeva anche una parte in cui il ragazzo rimuoveva l’oggetto dalla sua cintura.

– Possiamo notare che Marty, ogni volta che prende in mano la chitarra, commette un errore che un musicista in genere non farebbe: quello di collegare il jack prima all’amplificazione già accesa e poi alla chitarra. Sì, la sua è solo un’imprudenza, quindi non si tratta di un vero e proprio errore. Il punto, però, è che i musicisti evitano di fare ciò proprio perché danneggia l’amplificazione e produce un rumore insopportabile nel momento in cui si attacca il jack allo strumento, cosa che invece nel film non succede affatto. Ad esempio, quando Marty accende il super-stereo a inizio film, quello sarebbe dovuto esplodere nell’istante in cui inserisce il jack invece che alla prima nota, dato che quel rumore è ben più forte.

– Nel 1955, quando Marty si sveglia nel letto di Lorraine, sta piovendo a dirotto. Pochi minuti dopo, quando Marty corre a casa di Doc, il terreno è completamente asciutto e il cielo sereno.

– Alla fine del film, quando Doc sale in cima alla torre dell’orologio per collegare il cavo con cui scaricare il fulmine nella DeLorean, inciampa rompendo un pezzo del cornicione. In alcune delle successive inquadrature, però, il pezzo appare perfettamente integro.

– Se ci si fa caso, la lettera ricomposta che Doc mostra a Marty non è la stessa che il ragazzo ha scritto quando si trovava nel 1955. La calligrafia in generale e la firma sono diverse. Anche il numero delle righe non corrisponde.

L’UOMO CHE FUGGÌ DAL FUTURO (THX 1138)

 

L’uomo che fuggì dal futuro (“THX 1138”) è un film del 1971 diretto da George Lucas, primo lungometraggio della sua carriera, ispirato al suo precedente cortometraggio “Electronic Labyrinth: THX 1138 4EB” del 1967, prodotto come tesi di laurea.
Distopico, gelido: una pellicola dove le droghe chimiche e religiose si sposano con il potere assoluto.

Ecco qualche curiosità:

– I Queen hanno reso omaggio al film di Lucas nel video della loro canzone “Calling All Girls” (1982).

– I Toto incisero un brano intitolato “99”, che fu scritto da David Paich e ispirato a questo film, dove ad ogni persona corrisponde un numero, anziché un nome e un cognome. Il brano parla di una storia d’amore finita e porta anche ad un cambiamento nello stile musicale tradizionale della band: presenta infatti un sound più acustico e tranquillo, oltre ad un’atmosfera molto più drammatica.

– Nel video della canzone “Magnolia” dei Negrita si nota distintamente la scritta THX 1138 sulla targa di un autobus.

– I Rush hanno fatto altrettanto nel video di “The Body Electric” (1984).

– La sigla THX 1138 è comparsa anche in diversi giochi e film. Ad esempio, in “Canis Canem Edit” (“Bully” in originale) il codice per entrare nell’osservatorio è 1138.

– THX è il sistema audio messo a punto dalla casa di produzione di George Lucas ed è stato utilizzato in numerose pellicole e DVD.

– Nel romanzamento del film “Guerre Stellari”, THX-1138 è l’identificativo di uno stormtrooper. Nel film lo stesso personaggio ha invece l’identificativo TK-421.

– Sempre in “Guerre Stellari”, 1138 è il numero della cella di detenzione da cui Luke, travestito da stormtrooper, afferma di star trasferendo Chewbacca.

– In “Guerre Stellari Episodio I: La Minaccia Fantasma”, dopo che Anakin Skywalker ha distrutto la nave di controllo droidi della Federazione dei Mercanti, uno dei droidi da battaglia disattivati, spinto a terra da Jar Jar Binks, mostra il numero di matricola 1138 ben visibile sulla schiena.

– Nel film “American Graffiti” (sempre diretto da George Lucas), la Hot Rod di Paul Le Mat è targata THX-138.

– L’introduzione della canzone “Mr. Self Destruct” dei Nine Inch Nails contiene gli stessi suoni che si possono sentire in una scena del film, quando un prigioniero viene malmenato da una guardia carceraria.

EXPLORERS

 

Explorers è un film di fantascienza del 1985, diretto da Joe Dante.

La trama è molto semplice: un gruppo di ragazzi costruisce un’astronave e stabilisce un primo contatto con alcuni extraterrestri.
La pellicola segna l’esordio cinematografico di River Phoenix, il quale ha vinto il “Young Artist Award” come miglior giovane attore, e di Ethan Hawke.

Curiosità:

– Nella camera di Ben si vede il poster di “Destinazione…Terra!”

– Il programma che Ben sta guardando in televisione ad inizio film prima di addormentarsi è “La guerra dei mondi del 1953”. Il classico della fantascienza viene citato più volte nel corso di Explorers, in particolare durante uno dei sogni dei protagonisti è ben visibile su uno schermo il braccio di uno dei marziani.

– Poco prima di recarsi in cima al tetto per guardare le stelle Ben sta guardando in televisione il film “Cittadino dello spazio del 1955”.

– Quando gli alieni mostrano ai tre ragazzi come l’umanità si sia dimostrata crudele con gli extraterrestri vengono trasmesse le immagini di vari film di fantascienza. Sono ben riconoscibili “Ultimatum alla Terra” del 1951 (la figura incappucciata che subisce il colpo di pistola), “La cosa da un altro mondo” sempre del 1951 (il mostro che viene folgorato), “La terra contro i dischi volanti” del 1956 (l’UFO colpito dalla contraerea) e “A 30 milioni di km dalla Terra” del 1957 (la lucertola aliena che abbatte le rovine romane).

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