LIVE GDR – L’ULTIMA BOMBA: GLI A-STRANGERS CONTRO IL MAGO DELLA CROSTA – PARTE 4 (feat. Serpentarium)

Ieri sera sul canale YouTube di Serpentarium, ci siamo trovati per proseguire “Gli A-Strangers contro il Mago della Crosta”, una nuova avventura per L’Ultima Bomba!

Matteo “Curte” Cortini fa da narratore mentre Simone Delladio e Simone Anselmi cercano di arginare Perro Salchicha.

Nella scorsa sessione, dopo essere stati messi in fuga dal dado gelatinoso, Perro e Doctor Protein si sono ritirati alla locanda di Speculatio per riorganizzarsi.
Ma cercando qualcuno con cui barattare il Loto Nero (una preziosa carta di Magica: l’Adiacenza usata dal Mago della Crosta per pagare il Bombino), hanno avuto a che ridire con lo stregone orko Grugno di Fuoco e i suoi sgherri.
Lo scontro, al quale si è unito anche lo Psicomutante Slotto, è stato particolarmente duro: tanto da costare la vita al Culturista, aggredito dagli orki pur avendo regolarmente vinto l’iniziale duello con il loro capo.
Con amarezza, le sue ultime proteine sono però poi state fagocitate da Perro, così che almeno una piccola parte viva sempre in lui.
Tra l’altro, la sconfitta di Grugno di Fuoco ha gettato nel panico l’intera città di Speculatio, ora spaventata all’idea che il Mago della Crosta non li protegga più dal malefico drago atomico Pluto.
Quindi, dopo una irreale trattativa, per editto del Duca Dario, gli A-Strangers rimasti (Perro, Slotto e il Tirexiano Cyborg Grimlock, sopraggiunto nel frattempo) sono “condannati” a difendere la città dalle minacce che la circondano.

Sarà l’ultima puntata: troveremo il Bombino?

MARTEDÌ DELLO XENO – I RAKKA

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO voglio raccontarvi degli alieni cattivi che fanno da antagonisti nel cortometraggio indipendente “Rakka”, pubblicato nel 2017 dagli Oat Studios di Neill Blomkamp (regista, tra le altre cose, di “District 9” ed “Elysium”).

I Klum (pronunciato “Klumi”) sono una specie extraterrestre di cui non si conosce l’origine ma solo la crudeltà.

Hanno l’aspetto di rettili antropomorfi alti poco meno di tre metri, interamente ricoperti di scaglie scure, dotati di due gambe e ben quattro braccia: due “principali” e due “secondarie”, più piccole, poste all’altezza di metà busto. Le loro mani, inoltre, hanno quattro dita.
Il volto invece è allungato e culmina in vere e proprie fauci che ricordano quelle di un coccodrillo, dalle quali però emerge una lingua biforcuta come quella dei serpenti.
Gli occhi poi sono tanti, piccoli e completamente neri, distribuiti ai lati del viso.

A livello tecnologico, per quanto la cosa non sia molto approfondita, sembrano particolarmente evoluti. Possono infatti controllare una sostanza fluida di colore nero chiamata “Swax”, facendole assumere la forma e le caratteristiche che desiderano.
È attraverso quella che creano tutto ciò di cui hanno bisogno: armi, armature, veicoli e persino edifici.

La loro capacità più pericolosa però è sicuramente quella di controllare la mente delle altre creature con lo sguardo, costringendole ad agire come vogliono loro.
Per questo la Resistenza umana è stata costretta a dotarsi di uno speciale dispositivo (simile a una fascia/elmetto da indossare sulla testa) capace di bloccare la loro influenza.

Ma perché parlo di “Resistenza Umana”?

Perché, nell’universo il cui si svolge il cortometraggio, i Klum hanno invaso la Terra, sterminato buona parte della popolazione e reso schiavi quasi tutti i superstiti.
Non solo, hanno anche iniziato una vera e propria terraformazione del pianeta, creando gigantesche torri di swax che stanno riempiendo l’atmosfera di metano, cosa che rende sempre più difficile agli umani anche solo respirare.

E il motivo dietro alle loro azioni sembra essere, pensate… l’invidia.
A quanto pare, infatti, altre creature aliene simili ad Angeli che loro prima veneravano come divinità, ora li hanno in qualche modo rinnegati, preferendo dedicare le loro attenzioni ai terrestri.
Per questo, i Klum non si lesinano in torture e sadici esperimenti sui loro prigionieri, cercando ossessivamente di capire cos’abbiamo noi che loro non hanno.

Ultima nota: se vi ho incuriositi e volete vedere il cortometraggio, lo trovate disponibile gratuitamente su YouTube, a questo link. Dura “solo” una ventina di minuti, ma a me è piaciuto tantissimo!

I VIAGGIATORI DELLA SERA

 

Di recente ho visto piuttosto ripresa sui social una scena presa da “I Viaggiatori della Sera”, film del 1979 di (e con) Ugo Tognazzi, dove lo si vede rispondere in maniera sgarbata al petulante nipotino Antonluca.

Quello scambio di battute che sembra provenire da una qualsiasi commedia all’italiana, però, è decontestualizzato: la pellicola riprende infatti abbastanza fedelmente l’omonimo romanzo di Umberto Simonetta, uscito nel 1976, che ha toni ben più distopici e angoscianti.

In quello che allora era un prossimo futuro, l’autore descriveva un’umanità (o quantomeno l’Italia) piagata da un grave problema di sovrappopolazione.
E per risolverlo, un non meglio precisato governo autoritario ha istituito una legge che impone ai cittadini di trasferirsi in specifici “Villaggi Vacanze” una volta compiuti i 49 anni, abbandonando così le loro case e qualunque altra attività svolgessero prima.

Le virgolette non sono messe a caso, perché i cosiddetti Villaggi Vacanze sono in realtà dei lager ricoperti di vernice dorata. Posti dove gli “ospiti”, pur potendosi dare alla pazza gioia, sono costretti a partecipare a un’estrazione mensile i cui vincitori hanno la “fortuna” di partire per una crociera dalla quale non faranno più ritorno.
E per cui prima dell’imbarco ti danno l’estrema unzione, giusto per evitare equivoci.

Non a caso, molti “anziani” scelgono di togliersi la vita prima di essere costretti a partire per uno dei Villaggi.
Altri invece semplicemente si rassegnano al loro destino e stanno al gioco, cercando di godere appieno e senza freni i loro ultimi momenti.

Insomma, il romanzo di Simonetta descrive un quadro che mi ha sinceramente turbata: un futuro dove la disumanizzazione è di casa e comunemente accettata all’interno della società.
Un perfetto esempio di distopia “sottile”, giocata sul filo della morale, senza bisogno di grandi disastri o esplosioni atomiche.

OSPITATA ALLA MARATONA DI FINE ANNO 2025 DI WARMASTERS ACADEMY

Nel pieno rispetto delle tradizioni natalizie, ieri sul canale YouTube di Warmasters Academy è stata trasmessa la maratona di fine anno!

E anche stavolta, fra i tanti interventi di vari ospiti che si sono dati il cambio ogni mezz’ora, ho avuto il piacere di parlare un po’ di Trench Crusade con Manuele “Meme” Venaruzzo e Andrea Epis, cercando soprattutto di chiarire quali siano i punti in comune e le differenze con il 40k.
Più, ovviamente, un po’ di chiacchiere sulla mia attività di Content Creator e progetti futuri.

È stato divertente, come sempre!

(Se volete recuperarla, la mia parte arriva a circa 13 minuti dall’inizio della live.)

LIVE CAPODANNO 2026 (feat. Serpentarium)

Ieri sera, sul canale YouTube di Serpentarium, abbiamo chiuso l’anno con l’uscita dei PDF invernali!

Anche questa volta ho avuto il piacere di unirmi a Matteo “Curte” Cortini, Leonardo “Moro” Moretti e Simone Anselmi per presentarvi le nuove avventure disponibili per Tenebrae, L’Ultima Bomba e L’Ultima Torcia, rispondere alle vostre domande e infine aprire gli ordini in diretta.

In particolare, è uscito “I Figli del Canale“, una Tenebra ambientata nel Montana degli anni ’90 che parte dal bullismo adolescenziale per poi scendere ancor di più nell’orrore!

MARTEDÌ DELLO XENO – GLI OCTOGORI

 

La settimana scorsa siamo andati sulla fantascienza d’autore e sul filosofico ma oggi, in questo MARTEDÌ DELLO XENO a cavallo tra le festività, credo sia più opportuno puntare a qualcosa di più easy: la fantascienza trash.

In particolare, voglio parlarvi degli Octogori (“Octogores” in lingua originale), una specie di alieni invasori del tutto simile a ragni giganti, alti fino a sei metri e con zampe grandi quanto pali della luce.
Si tratta di esseri intelligenti e maligni, arrivati sulla Terra da un pianeta lontano inseguendo gli esuli di un’altra specie chiamata Arachno-Sapiens (questi ultimi in grado di trasformarsi da ragni giganti a umani e viceversa) dopo averne conquistato il mondo d’origine e ridotto in schiavitù la maggior parte.

Già che ci sono però hanno deciso di schiavizzare anche gli abitanti di Saginaw, nel Michigan, contaminando la riserva idrica della piccola città con le loro uova. Cosa che, in teoria, dovrebbe trasformarli in ragni.
Un piano che, fortunatamente per noi, verrà fermato da un gruppo di ragazzini umani e alcuni Arachno-Sapiens.

Ma da dove viene questa storia degna di un B-Movie di bassa lega?

È la trama del libro horror per ragazzi “Sinister Spiders of Saginaw”, il nono della serie “Michigan Chillers” (molto simile ai ben più noti Piccoli Brividi, arrivati anche nel nostro paese) scritta da Johnathan Rand e pubblicata da AudioCraft Publishing Inc. all’inizio degli anni 2000.
L’ho scoperta per caso durante una delle mie tante ricerche in giro per l’internet, e non potevo certo tenermela per me!

SHOKTIR LORAI, IL ROBOCOP BANGLADESE

 

Qualche mese fa vi ho parlato di Lady Battle Cop, la versione giapponese e femminile di RoboCop.
Come mi aveva fatto notare qualcuno nei commenti, però, non è certo quella la scopiazzatura più imbarazzante e trash del cyborg di Verhoeven.

Oggi vi racconto quindi di “Shoktir Lorai”, il remake a bass(issim)o costo girato in Bangladesh a metà degli anni ’90 (alcune fonti dicono 1996, altre 1997, altre ancora 1998. Non sono riuscita a capire quale sia corretta).

Il film è esattamente quello che credo stiate immaginando guardando la foto: un adattamento molto semplificato della storia originale, con l’aggiunta di alcuni balletti e altri elementi eccentrici (e più economici da mettere in scena).

A dirla tutta, la prima ora è davvero interminabile, con una lunga introduzione del protagonista, un poliziotto di nome Johan, della sua famiglia felice e vari altri comprimari.
Nel mentre, due scienziati mettono a punto una formula chimica (pare) per il lavaggio del cervello. Scoperta alla quale un Boss criminale della zona è particolarmente interessato.
Facendola breve, a un certo punto le trame si intrecciano, la situazione si complica e sia Johan che sua figlia vengono fatti fuori dai malviventi.

Lui però viene ovviamente “ricostruito” come potente cyborg, anche se non è ben chiaro come, e dotato di un’armatura (rimovibile, sembrerebbe) che è la copia economica e un po’ raffazzonata del suo alter-ego statunitense.
Anche lui, tra l’altro, inizialmente ha perso la memoria. Poi però ricorda ciò che i criminali hanno fatto a sua figlia e parte per la sua personale spedizione punitiva.

Ed è qui che il film comincia a dare il meglio di sé: nel momento in cui Johan entra in scena con l’armatura, infatti, il divertimento si impenna. E da lì in poi seguono continue scene d’azione e scazzottate, in una escalation di nemici che parte dai criminali di strada fino ad arrivare al Boss malavitoso contro cui vuole vendicarsi.
Che nel frattempo ha rapito la figlia di uno dei due scienziati per obbligarlo a trasformare in cyborg una delle sue tirapiedi, così da avere una guardia del corpo in grado di competere con Johan. E, di conseguenza, regalare al pubblico uno scontro finale epico.

Cos’altro dire? Shoktir Lorai è un perfetto esempio dei film a basso costo che venivano prodotti in quei paesi in quell’epoca, cercando cavalcare un minimo il successo delle loro controparti hollywoodiane.
Pensate che a un certo punto, senza motivo apparente, si sente in sottofondo il tema musicale del Superman con Christopher Reeve. In un altro momento, invece, viene utilizzata (spudoratamente) la sequenza di apertura della fondina nascosta nella gamba del RoboCop originale.
Insomma, non si può prenderlo sul serio nemmeno volendo!

Però rivisto oggi come B-Movie ha il suo fascino e, a patto di superare la prima ora, regala moltissimi momenti divertenti anche se non si capisce una parola di quanto viene detto.
A tal proposito, voglio riprendere uno stralcio da una recensione nella quale sono incappata durante le mie ricerche, che riassume tutto perfettamente:
“La versione che ho trovato su YouTube aveva un audio così pessimo che i sottotitoli automatici riuscivano a scrivere solo [musica] e [applausi] (di solito in corrispondenza degli spari). Questo non ha minimamente intaccato il divertimento.”

Io invece non riesco a non pensare che se solo avessero aggiunto al costume una visiera scura che coprisse gli occhi del protagonista, forse sarei riuscita a prendere il film un minimo più sul serio.

In ogni caso, se volete vederlo con i vostri occhi, lo trovate facilmente su YouTube, completo. Poi però fatemi sapere se vi è piaciuto!

Il VECCHIO OCCHIO SOLO [WARHAMMER 40.000 SENZA IMPEGNO EP. 66]

Un viaggio attraverso il tetro e sanguinoso universo di Warhammer 40.000. Spiegazione semplice, da raccontare anche alla nonna.

Oggi vi racconto la storia del Vecchio Occhio Solo, un tiranide carnifex che proprio non si riesce a fare fuori!

Musica di sottofondo: Myuu – Final Boss

In collaborazione con la pagina Facebook de I Tremendi Dèi del Caos

LIVE GDR – L’ULTIMA BOMBA: GLI A-STRANGERS CONTRO IL MAGO DELLA CROSTA – PARTE 3 (feat. Serpentarium)

Ieri sera, sul canale YouTube di Serpentarium, terzo appuntamento con “Gli A-Strangers contro il Mago della Crosta”, una nuova avventura per L’Ultima Bomba!

Matteo “Curte” Cortini fa da narratore mentre io e Simone Delladio fuggiamo vigliaccamente, lasciando il povero Simone Anselmi a rifarsi la scheda.

L’ultima volta, Perro Salchicha, Doctor Protein e il Nerd Adangiangolo sono riusciti ad approdare in sicurezza al porto di Speculatio, dall’altra parte del melmare.
Lì si sono subito fatti riconoscere, aggredendo uno sventurato passante per farlo mangiare dal salsiccioide prima di dirigersi verso la città vera e propria, dove hanno dovuto (a malincuore) pagare un piccolo pedaggio così da entrare senza doversi scontrare con degli orki guardiani, pesantemente armati e al servizio del Mago della Crosta.
Poco dopo, ingaggiati dall’elfa proprietaria della Taverna del Drago Arrossato per ritrovare il nano Willon, suo socio ubriacone, i tre si sono quindi recati presso la cantina dove aveva detto che sarebbe andato a prendere rifornimenti di vino ben cinque giorni prima, trovandola satura dei miasmi dolciastri della fermentazione.
A quel punto, recuperati dei glowstick, sono entrati nell’unico buco quadrato della stanza (visto che tutto il resto era tondo) avventurandosi spavaldamente lungo un corridoio buio. Almeno fino a quando non sono balenati nell’oscurità dei raggi di energia sparati da un maledetto dado gelatinoso.
È qui che Adangiangolo è caduto, mentre Perro e Protein si “ritiravano strategicamente” per tornare al sicuro.
Intanto, di Willon ancora nessuna traccia e il Mago della Crosta se ne sta al sicuro nella sua torre con il Bombino.

Riusciremo a trovare il modo di entrare? È vero che sta per rientrare in squadra lo Psicomutante Slotto, facendo tornare gli A-Strangers alla formazione originale?

MARTEDÌ DELLO XENO – L’OCEANO DI SOLARIS

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO [questa settimana anticipato al lunedì] vi racconto di una forma di vita aliena molto particolare: l’oceano del pianeta Solaris, inventato dallo scrittore polacco Stanisław Lem per il suo romanzo del 1961 (intitolato, per l’appunto, “Solaris”).

Si tratta di qualcosa profondamente avvolta nel mistero: un vero e proprio oceano vivente, composto da una sostanza gelatinosa (chiamata “matrice”) organica ma priva di cellule, organi o sistema nervoso identificabili, che ricopre quasi per intero la superficie di Solaris.
E nonostante nel libro sia stato scoperto assieme al pianeta da oltre cent’anni, l’uomo non è ancora riuscito a comprenderne nulla.

Non si capisce quanto sia senziente, quali siano i suoi obiettivi (ammesso che ne abbia), la sua composizione o come faccia ad aggiustare i campi magnetici e gravitazionali per modificare l’orbita a suo piacimento.
Men che meno si riesce a comunicare con lui, anche se appare ovvio che reagisca a determinati stimoli e interagisce con gli esploratori umani, seppur indirettamente.

La sua capacità più sorprendente è però quella di riuscire a leggere i ricordi e l’inconscio delle persone, materializzando (non è chiaro in che modo) delle copie perfette di un loro caro (spesso defunto) indistinguibile dall’originale (anche nel comportamento) e inconsapevole di essere una replica.
Un’analisi approfondita rivela però che queste copie, chiamate “Visitatori” dai protagonisti del romanzo, sono fatte di neutrini, cosa che le rende in grado di ricomporsi perfettamente anche dopo essere state distrutte.

Un altro comportamento strano dell’oceano di Solaris è quello di creare i cosiddetti “Mimoidi”: gigantesche strutture composte della sua stessa gelatina, talvolta anche molto complesse e arzigogolate, che dopo un periodo di tempo variabile (da pochi minuti a settimane) si “sciolgono” per rimescolarsi con la matrice.
Ancora una volta, non si ha idea del perché lo faccia, anche se questa sembra essere la sua principale attività.

Mi piacerebbe concludere quest’articolo con una spiegazione di qualche tipo, ma credo che il punto dell’opera di Lem sia proprio quello di lasciare l’interrogativo nel lettore e spingerlo a formulare la propria ipotesi personale.
Il punto dell’esistenza di Solaris, forse, è proprio quello di sfuggire alla conoscenza umana. Ed è per questo che risulta tanto affascinante.

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