ATOMIC RUNNER CHELNOV

 

Atomic Runner Chelnov è un videogioco arcade sviluppato e pubblicato nel 1988 da Data East.

Il protagonista è Chelnov, un minatore russo trapiantato negli USA che ha acquisito capacità sovraumane dopo essere stato investito dalle radiazioni causate dall’esplosione di una centrale nucleare vicina alla miniera di carbone in cui stava lavorando.
Animato da uno spirito coraggioso e altruista, Chelnov decide quindi di sfruttare i suoi nuovi poteri per il bene e la giustizia. E quando la Terra viene invasa dai Destariani – creature mostruose che un tempo popolavano il pianeta e ora ne rivendicano la sovranità – non esita a combattere per difenderla.

L’uomo inizia così a correre dal laboratorio scientifico in cui era stato rinchiuso fino alla Statua della Libertà, destreggiandosi tra vari pericoli e falciando tutti i mostri che trova sul suo percorso.

Il gioco è infatti un classico platform a scorrimento dove si spara e si salta in testa ai nemici, con la particolarità che lo scenario si muove automaticamente e non si ferma fino allo scontro con i boss di fine livello.
Di questi – così come dei mostri standard – c’è una discreta varietà: draghi, robot, elicotteri, dinosauri… persino uno xenomorfo armato di spada, l’epico boss finale con cui Chelnov duellerà sulla cima della Statua della Libertà.

Pur non raggiungendo la popolarità di altri titoli simili (per esempio Contra, uscito l’anno prima), Chelnov raggiunse un buon successo e negli anni successivi venne portato anche su Sega Mega Drive e altre consolle domestiche.
La Data East ha anche riproposto il personaggio come easter-egg in altri suoi videogiochi come Sly Spy, Tumble Pop, Rohga: Armor Force, Trio The Punch – Never Forget Me e Fighter’s History: Mizoguchi Kiki Ippatsu, dove è addirittura il boss finale.

MARTEDÌ DELLO XENO – I JARADA

 

Oggi, al MARTEDÌ DELLO XENO, i Jarada, direttamente dall’universo di Star Trek.

Sono una razza insettoide originaria del pianeta Torona IV.

Del loro aspetto si sa poco ma nel romanzo di The Next Generation “Imbalance” (considerato non canonico) vengono descritti con quattro gambe e quattro braccia, mani con tre dita dotate di artigli, facce triangolari, grandi occhi composti, denti aguzzi e lunghe antenne.

La loro società è suddivisa in 543 caste e i loro nomi sono composti da quattro sillabe che indicano, nell’ordine: a quale alveare appartengono, a quale casta, qual è la loro funzione e, infine, il nome proprio dell’individuo.

Hanno scarsi rapporti con il resto della galassia perché si tratta di una specie solitaria e nota per essere particolarmente esigente con il protocollo, arrivando a considerare anche il minimo errore di pronuncia della loro lingua come un insulto.
Infatti nel 2344, proprio a causa di una errata pronuncia da parte di un Capitano della Flotta Stellare, un primo incontro diplomatico si è concluso con la rottura ventennale tra il loro governo e la Federazione.

In data stellare 41997.7, la USS Enterprise D ha condotto una missione diplomatica presso gli Jarada che vedeva il Capitano Jean-Luc Picard incaricato di stabilire un contatto con loro nel tentativo di riparare il precedente malinteso.
Dopo un problema con il ponte ologrammi che ha rischiato di far saltare l’incontro, tuttavia, Picard è riuscito a mettere fine alla lunga ostilità da parte degli Jarada nei confronti della Federazione, aprendo nuove prospettive di collaborazione.

SABATO DELLA SCOMODITÀ – LE DONNE DI FLASH GORDON

 

Il secondo “sabato della scomodità” è dedicato i costumi femminili di Flash Gordon (1980).

Questo, in particolare, è maestoso ma anche dannatamente complesso da portare.
Assolutamente vietato dal dottore se si soffre di vertigini o cervicalgia è comunque interessante da un punto di vista strutturale.

Sarei curiosa di sapere se il copricapo è retto solo da un cerchietto (e quindi la corona è leggera) o da una cuffietta metallica che ricopre la testa dell’attrice.

QUALCHE CURIOSITÀ SU IL SESTO GIORNO

 

“ll sesto giorno” è un film del 2000 diretto da Roger Spottiswoode.

Ambientato in un futuro prossimo dove la clonazione di animali e organi è ormai la norma ma quella umana severamente vietata, segue le vicende del pilota Adam Gibson (interpretato da Arnold Schwarzenegger), che una sera torna a casa dal lavoro e scopre con orrore che un clone ha preso il suo posto.
Minacciato da un gruppo di assassini che gli dà la caccia, dovrà quindi lottare con tutte le sue forze per riprendersi indietro la propria vita.

Nella sua semplicità di film d’azione e fantascienza senza pretese esagerate non era affatto male, anzi, posso dire che mi era piaciuto parecchio.

Ed ecco le curiosità che ho trovato:

– Il titolo originale è stato cambiato da “The Sixth Day” a “The 6th Day” per evitare di essere confuso con “The Sixth Sense – Il Sesto Senso”, uscito l’anno prima.

– Le vicende si svolgono nel 2015.

– Il titolo del film fa riferimento al Libro della Genesi contenuto nella Bibbia, secondo cui Adamo fu creato da Dio proprio il sesto giorno.

– Per il ruolo di Michael Drucker – l’antagonista, proprietario della megacorporazione che ha clonato Adam – fu considerato anche Jack Nicholson, ma ingaggiare l’attore era troppo costoso per il budget della pellicola. Kevin Costner, invece, ha dovuto rifiutare per via dei troppi impegni.

– Questo film vede il debutto come attore di Terry Crews, fino ad allora conosciuto come giocatore di football professionista.

– Arnold Schwarzenegger incassò un cachet di 25 milioni di dollari.

MARTEDÌ DELLO XENO – I BROCCOLOIDI

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO una specie di alieni vegetali.

I Broccoloidi sono creature extraterrestri apparse nel cartone animato “Le Superchicche”.

Hanno l’aspetto – giustamente – di broccoli antropomorfi dotati di una larga bocca e grossi occhi corrucciati in un’espressione malvagia.
La loro anatomia vegetale, poi, fornisce loro una straordinaria capacità rigenerativa, tanto che – a meno di non venir consumati completamente – possono far ricrescere in pochi minuti qualunque parte del loro corpo venga recisa.

Della loro civiltà non si sa molto oltre al fatto che si tratta di un Impero: quello con lo scettro e il mantello rosso che vedete nell’immagine, infatti, è proprio l’Imperatore Broccoloide in persona!
Volendo, si può quindi presumere che siano organizzati secondo caste sociali, ma non ne abbiamo conferma.
La loro tecnologia, invece, sembra anch’essa in qualche modo basata sui vegetali.

Quel che è certo è che si tratta di una specie ostile, di subdoli conquistatori.
Di solito cominciano un’invasione contaminando alcune riserve alimentari del pianeta con spore ipnotiche che paralizzano chi le ingerisce e poi sbarcano in forze, prendendo così il controllo senza trovare alcuna resistenza.

Nel caso specifico avevano contaminato i broccoli di tutta Townsville, riuscendo così a ipnotizzare gli adulti della città ma non – fortunatamente – i bambini che si erano rifiutati di mangiarli (tra cui le Superchicche).
Sono stati proprio questi bambini a fermare l’attacco, superando la loro repulsione per le verdure puzzolenti – anche aiutandosi con salse e condimenti vari – e mangiando gli invasori fino all’ultimo boccone.

SABATO DELLA SCOMODITÀ – PADMÉ AMIDALA

 

Sto creando il nuovo cosplay post-apocalittico che sarà un po’ più complesso del precedente e sono giorni che faccio scorrere molte foto di costumi femminili fantascientifici [per prendere l’ispirazione].

E allora ho pensato al “sabato della scomodità”.

Per questo mese di gennaio, una volta a settimana, vediamo insieme i costumi più scomodi (ma anche più belli) del cinema.

Partiamo da Padmé Amidala, sicuramente specializzata in outfit complessi e abiti ingombranti.
Ci sono altri vestiti più seducenti – quello nero, che indossa durante la cena con Anakin – ma questo rosso mi ha subito colpita. Sì, è assurdo ma anche fortemente caratteristico e mi trasmette subito un’idea di “regalità” e importanza.

IL TAGLIAERBE

 

“Il tagliaerbe” è un film del 1992 diretto da Brett Leonard e interpretato da Pierce Brosnan e Jeff Fahey. Ha anche un seguito, Il Tagliaerbe 2, uscito nel 1996 e stavolta diretto da Farhad Mann.

La storia tratta di realtà virtuale.

Il dottor Lawrence Angelo è un impiegato della Virtual Space Industries e segue il “Progetto 5”: una serie di esperimenti che mirano ad aumentare le capacità cerebrali umane tramite l’uso di droghe e immersioni nella realtà virtuale.
Ma, dopo la morte dello scimpanzé Roscoe 1138 (che aveva manifestato istinti violenti durante la sperimentazione), Angelo è costretto a prendersi una vacanza.
La frustrazione per l’esperimento fallito però lo rende ancora più ossessionato dal progetto e quindi decide di sperimentare le sue nuove tecniche su Jobe Smith, un giardiniere che abita nel suo quartiere noto per subire continui insulti, soprusi e violenze da parte delle persone.
Un’ambizione che lo porterà al disastro.

Ho raccolto qualche curiosità:

– La sceneggiatura originale fu scritta dal regista assieme alla moglie e produttrice Gimel Everett e il film doveva intitolarsi “Cyber God”. La casa di distribuzione New Line Cinema decise però di combinare la trama di “Cyber God” con elementi di un’opera minore di Stephen King, “Il tagliaerbe”. Non la migliore delle scelte, dato che lo scrittore intentò una causa per essere rimosso dai crediti.

– Un tentativo di adattare il racconto di King, in realtà, c’era già stato. Il cortometraggio del 1987 diretto da Jim Gonis, molto più fedele all’opera originale.

– Gli otto minuti di effetti speciali in CGI furono disegnati in otto mesi da un ristretto gruppo di persone, con un budget di 500.000 dollari.

– A meno di un anno di distanza dall’uscita al cinema, venne rilasciato il videogioco tratto dal film, pubblicato dalla Coconuts Japan per Sega Genesis, Mega Drive, Sega CD, PC, Game Boy e Super Nintendo.
Il giocatore può controllare il personaggio del Dr. Angelo o quello di Carla Parkette, madre del migliore amico di Jobe. Si tratta di uno sparatutto a scorrimento orizzontale anche se alcuni momenti sono ambientati dentro il modulo di realtà virtuale. Lo scopo? Fermare Jobe.

MARTEDÌ DELLO XENO – WIDGET

 

Oggi al MARTEDÌ DELLO XENO un alieno ecologista.

Widget è un extraterrestre originario della Nebulosa Testa di Cavallo, vicino alla Cintura di Orione, protagonista dell’omonimo cartone animato degli anni ’90.

Alto poco più di un metro, ha la pelle color viola, le orecchie a punta, una codina a zig-zag e la bocca che come forma ricorda più un becco. È però privo del naso e non ha peli sul corpo, anche se sulla cima della grossa testa si trova un ciuffo di appendici rosa che potrebbero ricordare dei capelli.
I suoi piedi sono spessi e dotati di tre tozzi unghioni, mentre la mani hanno solo quattro dita ciascuna. Attorno al collo è poi solito portare una coppia di anelli blu ma, a parte questi, non indossa vestiti né scarpe.

La cosa però ha poca importanza, poiché quest’esserino ha la capacità di mutare forma a piacimento e trasformarsi in qualsiasi oggetto o creatura desideri.
Può inoltre contare su tutta una serie di gadget tecnologici alieni che il suo assistente, Megacervello (un esserino composto da una testa col cranio trasparente e un paio di mani fluttuanti), gli passa all’occorrenza.

Di indole coraggiosa e gentile, Widget è stato inviato sulla Terra per proteggere la natura (in particolare gli animali) da qualunque minaccia possa alterare l’ecosistema, sia essa l’inquinamento prodotto dall’uomo o qualche malvagia influenza aliena.
In molte delle sue avventure verrà anche assistito dai suoi amici Kristine, Kevin e Brian, ragazzini umani che – come lui – hanno a cuore le sorti del pianeta.

Qualcun altro oltre a me se lo ricorda?

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